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Non è riuscito ad evitare il rinvio a giudizio per stalking relativamente alla pratica del “revenge porn”, cioè la vendetta di pubblicare sui social video o materiale intimo.

Nello stesso tempo un 35 agrigentino è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti in famiglia perché il fatto non sussiste. Il processo aveva avuto luogo dopo la denuncia presentata dall’ex compagna che accusava l’uomo di averla vessata in continuazione e di aver subito anche violenza fisica. Tra l’altro la stessa donna nel corso del provvedimento aveva anche ritirato a querela.

I difensori del trentacinquenne, per il quale era stata chiesta una condanna ad un anno e quattro mesi, sono riusciti a dimostrare ai giudici la non responsabilità dei fatti a lui contestatigli.

La consigliere comunale di Articolo 1 di Agrigento, l’avvocato Angela Galvano, aderisce alla manifestazione di sabato prossimo 25 gennaio contro l’isolamento viario e infrastrutturale della provincia agrigentina, e afferma: “L’isolamento infrastrutturale del nostro territorio rappresenta una grave criticità, e penalizza la provincia agrigentina e la città capoluogo sotto vari aspetti, provocando forti disagi e costituendo un impedimento per la crescita economica e lavorativa del territorio. Tale condizione necessita di un’attenzione immediata, una programmazione ed un intervento fattivo da parte del Governo regionale e Governo nazionale. Basta con le passerelle e le parole al vento”.

Il disegno di legge per l’esercizio provvisorio del bilancio per tre mesi, fino a marzo, approvato in Commissione Bilancio, adesso è approdato all’Assemblea Regionale per l’esame e l’approvazione definitiva. Il percorso non è facile, anzi tutt’altro. Infatti, l’Assemblea, con 28 voti a favore e 27 contrari, espressi in modo palese e nominale, ha votato per la soppressione dell’articolo 1 del disegno di legge, ovvero l’articolo che autorizza la spesa in dodicesimi, quindi in esercizio provvisorio, fino a marzo. A seguito di quanto accaduto interviene l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, che spiega: “Nessuna paralisi. Quello che è accaduto si è già verificato in passato. E il risultato del voto palese dimostra che si tratta di un mero errore che può accadere nella dinamica parlamentare. Al momento della votazione, infatti, erano fuori dall’Aula alcuni parlamentari della coalizione di governo poiché pensavano che il dibattito si sarebbe prolungato. Nessun problema, quindi, oggi si prosegue, con l’obiettivo prioritario del governo Musumeci di approvare il disegno di legge per dare risposte immediate ai siciliani”.

 Agrigento si doterà finalmente di un Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima. “A seguito di adesione al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia,- dichiara il sindaco Lillo Firetto –  usufruendo di un finanziamento regionale, abbiamo avviato le attività di redazione del Paesc e individuato un Energy Manager. Siamo già al lavoro per redigere l’inventario di base delle emissioni, primo step per pianificare le azioni che ci consentiranno di ridurre consumi di energia ed emissioni in atmosfera. Il nostro impegno verso la sostenibilità proseguirà così usufruendo delle misure  previste nella nostra strategia di sviluppo urbano sostenibile, già approvata dalla Regione nell’ambito dei finanziamenti di Agenda urbana, consentendoci di utilizzare risorse per la riqualificazione  energetica degli edifici scolastici.
Colmiamo così un gap che ci vedeva impossibilitati ad accedere alle misure previste per la riqualificazione energetica,  per assenza di uno strumento, di cui siamo stati sprovvisti poiché nel 2013 purtroppo il comune lasció sfumare l’opportunità di un finanziamento regionale per la redazione del Paes.
Oggi, coerentemente all’impegno assunto, – conclude Lillo Firetto – dotiamo la città di strumenti idonei a perseguire risparmio energetico e riduzione dei costi, aumentare la resilienza e sviluppare sinergie e approcci condivisi”.

La segretaria cittadina del Partito Democratico di Agrigento, Silvia Licata, lancia un appello all’unità delle forze politiche e civiche dell’area della sinistra in occasione delle prossime Amministrative ad Agrigento. Silvia Licata afferma: “Riteniamo necessario costruire, in linea con quanto sta avvenendo in campo nazionale, una grande alleanza, per le prossime elezioni amministrative nella città di Agrigento, con tutte le forze progressiste di sinistra e della società civile: un’alleanza che sia in grado di rappresentare un autentico cambiamento ed una reale discontinuità rispetto alle attuali proposte politiche. Quindi ci rivolgiamo innanzitutto a quelle forze politiche che insieme al Partito Democratico, in campo nazionale, stanno costruendo un campo nuovo in grado di rappresentare la migliore tradizione riformista e che anche ad Agrigento, in questi anni, sono state presenti in consiglio comunale. E’ necessario aprire un confronto con tutte quelle forze dell’associazionismo, del volontariato cattolico, del mondo del lavoro e della società civile affinché si possa costruire un campo di forze in grado di fronteggiare la peggiore destra sovranista e costruire un governo della città capace di rappresentare le ragioni del cambiamento e del riscatto della nostra terra”.

Ad Agrigento, venerdì prossimo, 24 gennaio, al Consorzio universitario, in via Quartararo, nell’aula magna “Luca Crescente”, alle ore 17, sarà presentato l’ultimo libro del giornalista e scrittore, Felice Cavallaro, intitolato “Sciascia l’eretico. Storia e profezie di un siciliano scomodo”, edito da Solferino. Insieme all’autore e al presidente del Cua, Giovanni Di Maida, interverranno gli onorevoli Claudio Martelli e Claudio Fava, ed il Generale dei Carabinieri Giuseppe Governale. Modera Marida Lombardo Pijola, giornalista e scrittrice. Nella recensione del libro si legge: “A 30 anni dalla morte di Sciascia, Felice Cavallaro traccia un ritratto di uno dei più grandi scrittori del novecento, ripercorrendo tratti e ricordi personali, di quello che egli stesso definisce “un siciliano scomodo, un uomo dalle scelte anticonformiste, pensieri unici ed originali, in una sola parola, un eretico”.

A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero Claudia Pasciuti è impegnata nel processo in cui tra gli altri è imputata l’ex presidente della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto. Claudia Pasciuti ha affermato: “Da alcune intercettazioni tra Silvana Saguto e l’amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara si desume in maniera chiarissima che l’esercizio delle funzioni non era posto in essere per l’interesse pubblico ma per quello privato. Nel giugno 2015 la Guardia di Finanza su delega del Pm ha svolto un lavoro monumentale da cui è emersa anche una costante carenza di liquidità sui conti correnti dei coniugi Saguto-Caramma. In una conversazione la Saguto dice a Cappellano Seminara: ‘guarda che quei documenti non sono arrivati completamente. Siamo un poco persi’. Non vi è alcun dubbio che quando i due parlano di ‘documenti’ si riferiscono a somme di denaro. Il 30 giugno l’ingegnere Lorenzo Caramma, marito della Saguto, riceve una telefonata da Banca Nuova che sollecitava un versamento per coprire il debito. La stessa sera Cappellano Seminara entra con un trolley a casa della Saguto alle 22.35 ed esce poco dopo. L’indomani viene fatto il versamento in banca. Non ci sono dubbi di alcun genere sul fatto che Cappellano Seminara consegnò a Saguto denaro contante”.

Sarà in scena allo Spazio Diamante dal 24 al 27 gennaio, Il VENDITORE DI SIGARI di Amos Kamil, con Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenza, regia Alberto Oliva; una produzione MTM Manifatture Teatrali Milanesi.

Lo spettacolo rientra nel ciclo di eventi che Oti-Officine del teatro italiano ha programmato per celebrare il Giorno della memoria.

Sinossi

Berlino 1947, ore sei e trenta. Nella Germania appena uscita dalla guerra, tutte le mattine alla stessa ora, due uomini si incontrano: un professore ebreo che vuole partire per fondare lo Stato di Israele e il proprietario di una tabaccheria, dall’aspetto tipicamente tedesco. Sono sopravvissuti alla tragedia che ha appena sconvolto e quasi annientato un popolo intero. Si attaccano, si rinfacciano colpe reciproche e recriminano sui torti subiti, fino a scoprire dolorosamente quanto gli obblighi della Storia possano condizionare il modo di agire dei singoli individui, quando, completamente soli, devono affrontare il proprio destino. Si gioca una partita in cui è impossibile giudicare vincitori e vinti, perché vittime e carnefici camminano su un piano sempre in bilico.

Nascere tedesco nel 1920 significava essere condannato a diventare un carnefice. Nascere ebreo nello stesso anno era la condanna ad essere una vittima. In entrambi i casi, la ribellione a questo destino poteva costare molto cara. A quali compromessi un essere umano, da solo, è disposto a scendere quando si trova sull’orlo dell’abisso? Lo spettacolo, partendo dalla questione ebraica in un momento cruciale della sua evoluzione, parla a tutti, perché tutti prima o poi siamo chiamati a fare i conti con la nostra identità e a scegliere i tempi e i modi della nostra partecipazione sociale.

Note di regia

Suscita una strana emozione ritornare a lavorare su questo spettacolo, che è stato in scena per cinque stagioni tra il 2010 e il 2014, e riscoprirne la straordinaria attualità nell’Italia di oggi, così simile e così diversa nel breve volgere di pochi anni. Sentendo risuonare nuovamente le parole di Amos Kamil, mi rendo conto di quanto sia diventato importante il tema dell’odio che scaturisce dal pregiudizio. Il fenomeno degli “haters” si è sviluppato a dismisura in questi ultimi anni e, senza averlo voluto quando ha fatto il suo primo debutto, Il venditore di sigari mette a tema proprio questo, focalizzando l’attenzione su un uomo che sceglie un bersaglio tanto preciso quanto pretestuoso per dare sfogo a tutta la sua frustrazione e rabbia. Credo che affrontare di nuovo il testo da questo inedito punto di vista possa dargli ancora più valore, ben aldilà della questione ebraica negli anni successivi alla sconfitta nazista, rimane un tema che merita di essere sempre ricordato e analizzato.

L’odio non è una faccenda delle personi ignoranti, come oggi si tende a pensare per stigmatizzare e circoscrivere il fenomeno che imperversa sui social network e copre di fango quasi tutti i personaggi che emergono dall’anonimato, facendoli bersaglio di insulti spesso gratuiti e pesantissimi. Nel testo di Amos Kamil l’odio è prerogativa di un professore di grandissima cultura. Questo forse ci aiuta a capire che a suscitare questo tipo di accanimento sociale sono motivazioni antropologiche e tanta sofferenza. Perciò l’antidoto non sta nel moralismo, ma nella capacità di ascoltare l’altro ed entrare veramente in dialogo superando le barriere del pregiudizio.

Oti-Officine del teatro italiano per il Giorno della memoria

Oti-Officine del teatro italiano partecipa al giorno della memoria come può fare un teatro: mettendo in scena spettacoli che raccontino quel male, affinché la memoria rimanga vigile.

L’odio non nasce solo dall’ignoranza. Non erano ignoranti i nazisti, come oggi non sono ignoranti tutti quelli che emergono dall’anonimato per tacciare altri di diversità e poterli insultare, quando non annientare. Per questo, l’antidoto non sta nel moralismo, ma nella capacità di ascoltare l’altro ed entrare veramente in dialogo con lui, superando le barriere del pregiudizio. Capire l’altro attraverso la sua storia, e di qui capire noi stessi: questo ci permette di fare il teatro, questo è il suo compito.

 

L’associazione nazionale antimafia “In movimento per la legalità”, presieduta da Nino Randisi, interviene a seguito dell’ennesima ingente cartella esattoriale notificata al testimone di Giustizia agrigentino, Ignazio Cutrò. Randisi afferma: “Non è la prima volta che lo Stato presenta il conto per i debiti accumulati dall’impresa dell’ex imprenditore bivonese Cutrò, che, per le difficoltà economiche sorte in seguito alle denunce contro i suoi estortori, dovette chiudere i battenti nel 2004. Invitiamo il nostro iscritto Ignazio Cutrò a desistere da gesti estremi, come lo stesso ha annunciato, e chiediamo intanto all’ente riscossore di congelare questa ennesima cartella di pagamento. Sollecitiamo, al contempo, un intervento definitivo da parte delle istituzioni chiamate in causa, in primis la Regione siciliana”.