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Le sue dichiarazioni non hanno convinto affatto i sanitari dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento che immediatamente hanno chiamato i poliziotti della Squadra Mobile ed hanno avviato una indagine sulla vicenda.

Protagonista è una cinquantenne di Agrigento la quale si è presentata al pronto soccorso con evidenti ecchimosi, lividi e traumi sparsi in tutto il corpo. Ha dichiarato di essere caduta accidentalmente dalle scale.

I sanitari, sulla scorta di queste dichiarazioni, hanno mostrato perplessità e si suppone (ma ancora è tutto da chiarire) che la donna abbia subìto invece una aggressione fisica.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 


Si è conclusa, con la consegna agli Organi Costituzionali, la raccolta firme a sostegno della petizione sorta all’indomani della notizia del trasferimento, disposto dal CSM, ad altra sede e funzione del Procuratore Capo di Castrovillari (CS) dr. Eugenio Facciolla.

Abbiamo raccolto oltre 5000 firme sia in formato cartaceo sia online, attraverso il sito charge.com,  non sono certo poche considerando il poco tempo a disposizione.

Quello di cui siamo orgogliosi è che abbiamo avuto consensi dappertutto, anche dall’estero. Tanti i corregionali, per lavoro fuori, che hanno espresso, firmando liberamente, il loro “NO” al citato trasferimento. Dall’ Usa, Inghilterra, Svizzera, Tunisia , Germania; molti i calabresi ed i cittadini del resto d’Italia, che firmando hanno inteso far propria l’ingiustizia che si sta perpetrando ai danni del magistrato Facciolla e della Calabria, terra sempre più martoriata. Hanno manifestato il loro dissenso a questo ennesimo scippo da parte dello Stato, ed espresso anche, perchè no, un gesto di affetto e riconoscenza nei confronti di un Alto Servitore dello Stato, magistrato onesto ed integerrimo che, schivo e lontano dai riflettori, sta affrontando questa situazione in silenzio e con quella signorilità che lo ha sempre contraddistinto.

Forse tutto questo non servirà a nulla, ci sono giochi di potere molto più forti, ma le Istituzioni devono sapere che c’è una gran parte d’Italia che ancora crede ci possa essere un barlume di Giustizia.

Quello che però ci lascia ancora più  basiti è che il ministro Bonafede ed il CSM, a fronte dei recenti scandali che hanno investito la magistratura calabrese, non abbiano speso una parola in merito, né preso provvedimenti disciplinari d’urgenza così come invece è stato fatto nei confronti del dr Facciolla per il quale lo stesso Bonafede, eludendo la richiesta di sospensione del provvedimento di trasferimento, ha disposto, il 13 dicembre scorso, il trasferimento immediato a Potenza del Magistrato.

Ci troviamo forse di fronte a figli e figliastri ??

Concetta Tiano 

E’ arrivata anche la conferma della Cassazione per un ex consigliere comunale di Porto Empedocle e per lui si sono aperte le porte del carcere di Agrigento dove adesso dovrà scontare 4 anni di pena.

L’ex consigliere aveva già subito due condanne in primo e secondo grado; i reati a lui contestati erano violenza sessuale e maltrattamenti ai danni della ex moglie. I fatti risalgono nei primi mesi del 2014 e l’uomo, adesso, dovrà anche risarcire l’ex moglie.

Si è svolta ieri a Canicattì un’affollata assemblea dei lavoratori dei Supermercati Fortè per discutere dell’ incontro svoltosi a Belpasso presso la sede di MERIDI SRL, con i Commissari Straordinari nominati dal Tribunale di Catania il 07 gennaio 2020: Elio Blasio, Simone Manfredi, Luciano Fausti.

All’incontro hanno partecipato le delegazioni sindacali della Fast Confsal con il Segretario Manlio Cardella e la RSA Gioacchino Ficarra, del Sinalp con Andrea Monteleone, dell’ USI e le rispettive RSA.

I commissari hanno spiegato le ragioni e gli obiettivi del programma di osservazione affidato loro, che dovrà svolgersi entro 30 giorni dalla nomina del 07 gennaio 2020, al termine del quale, gli stessi, confermeranno se sarà possibile recuperare l’equilibrio economico/finanziario dell’azienda. L’obiettivo prefissato è riavviare l’attività in tutti e 71 i punti vendita, chiedendo la disponibilità ai fornitori, di rifornire di merce i magazzini con l’impegno di essere pagati in pre-deduzione e con la conseguente ripresa economica, salvare così i 473 posti di lavoro.

Riprendere vigore nelle vendite, afferma Cardella, potrà aumentare le condizioni di Forte’ sul tema della successiva cessione del ramo d’azienda, in riferimento ad esempio alla trattativa con la società Apulia srl.

I dipendenti di Fortè erano 600 – puntualizza Cardella – e tale differenza in diminuzione nasce dalle forzate dimissioni per giusta causa a cui sono stati costretti 60 lavoratori al fine di presentare la domanda NASPI e sopravvivere ai mancati pagamenti degli stipendi.
Inoltre un’attenzione particolare andrà riservata ai lavoratori triennali che a breve avranno i loro contratti in scadenza, affinchè nessuno venga lasciato fuori dalle future trattative.

Come sindacato, abbiamo preso atto positivamente dell’obiettivo dei Commissari Straordinari di salvare la rete distributiva Fortè, mantenere i livelli occupazionali, verificare attentamente e con assoluta decisione e senza sconto, le cause della grave crisi di insolvenza, che ha colpito una tra le più importanti aziende della grande distribuzione siciliana.

Confsal, Sinalp, Usi, hanno già interessato le prefetture siciliane di Palermo, Catania ed Agrigento ed avviato contatti con il Ministero del Lavoro, con la Presidenza della Regione Siciliana, con il Governo Regionale affinchè si prenda atto di una manifesta crisi della grande distribuzione siciliana, all’interno della quale si colloca evidentemente la vicenda Forte’, fatte salve ragioni, motivazioni e cause dell’enorme indebitamento rilevato dal Tribunale di Catania.

Confsal, Sinalp, Usi, afferma Cardella, restano in attesa della convocazione da parte della V Commissione Ars affinchè si possa attuare lo stato di crisi aziendale ed attivare la CIG straordinaria a norma della legge 236/93.

Un’autentica rivoluzione. I cookie, la traccia che lasciamo online e che viene dalle applicazioni online per archiviare e recuperare informazioni necessarie a profilarci, presto potrebbero non esistere più. O almeno questa è l’intenzione di Google Chrome, leader indiscusso dei browser web con una percentuale di diffusione vicina al 70%.

La notizia arriva direttamente da Mountain View, con Justin Schuh, direttore di Google Engineering per Chrome, che al sito Tech Crunch conferma la volontà – in un paio d’anni – di ridisegnare il concetto di cookie di terze parti per rendere il browser ancora più orientato alla privacy: «Questa è la nostra strategia per riprogettare gli standard del web, per renderlo predefinito per la privacy. C’è stata molta attenzione sui cookie di terze parti perché certamente sono uno dei meccanismi di tracciamento, ma questo è solo un meccanismo di tracciamento e lo chiamiamo così perché è quello a cui le persone prestano attenzione».

La “Privacy Sandbox”
Ma cosa vuole fare di concreto Google su Chrome? In sostanza, l’idea è quella di inglobare la gestione dei cookie all’interno della di una “Privacy Sandbox”, una nuova area all’interno della quale ogni singolo utente potrà gestire la condivisione dei suoi dati personali online. Di base, però, su Chrome ci sarà uno stillicidio di cookie di terze parti, che non saranno più memorizzati e rimarranno, invece, sul device che si usa senza essere condivisi.

Le conseguenze rischiano di essere un autentico tsunami, per il mondo del marketing, e andranno a riconfigurare gli equilibri del mercato pubblicitario online. La profilazione grazie ai cookie è ormai da tempo l’arma (più o meno vincente) di aziende e multinazionali che hanno puntato sull’eCommerce. Senza la condivisione di queste tracce, cambierà l’intero scenario.

«L’obiettivo primario di questa mossa – ha scritto sempre Justin Schuh sul blog di Chromium (sistema al quale si è legato anche Microsoft per il nuovo Edge) – è rendere il web più privato e sicuro per gli utenti, supportando al contempo gli editori. Stiamo lavorando in modo attivo su tutto l’ecosistema, così che browser, editori, sviluppatori e inserzionisti abbiano l’opportunità di sperimentare nuovi meccanismi, testare se funzionano bene in varie situazioni e sviluppare implementazioni di supporto, tra cui la selezione e la misurazione degli annunci, la prevenzione del denial of service (DoS), anti-spam/frode e l’autenticazione federata». L’obiettivo è sbarazzarsi della raccolta cookie entro il febbraio del 2022.

Cosa fanno gli altri
C’è da dire che gli altri browser come Firefox, Safari, e anche il nuovo Edge di Microsoft, hanno già da tempo avviato operazioni simili, bloccando la raccolta di cookie di terze parti. Ma è innegabile che l’impatto della decisione presa da Google sarà decisamente più rilevante. E già preoccupa gli inserzionisti. Una navigazione cookie-free, di fatto, farebbe sparire quelle correlazioni che accompagnano gli utenti ogni giorno. La classica inserzione delle auto usate che vi perseguita per qualche giorno, solo perché avete cercato proprio un’auto usata su qualche sito, è destinata a scomparire. Il rovescio della medaglia, però, esiste. E forse non piacerà tantissimo. Un po’ perché con questa mossa, Google mette i bastoni fra ruote ai competitor del mondo pubblicitario (ma non a se stessa), un po’ perché senza profilazione, il mondo dell’advertising online può diventare ancora di più una giungla.

 

Fonte: https://www.tecnoblog.cloud/2020/01/18/google-pronta-a-bloccare-i-cookie-cosi-chrome-rivoluzionera-ladvertising-online/

 

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Agrigento, domani mattina, domenica 19 gennaio, al Viale della Vittoria, nei pressi di piazza Cavour, Fratelli d’Italia allestirà un gazebo, dalle ore 10 alle 13, in occasione della campagna di raccolta firme a sostegno di quattro proposte di legge di iniziativa popolare, ovvero l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, l’abolizione dei Senatori a vita, l’inserimento di un tetto massimo alla pressione fiscale nella Costituzione, e la supremazia dell’Ordinamento italiano su quello europeo, tutte riforme richieste da tempo dagli italiani e sostenute da Giorgia Meloni. Al gazebo saranno presenti i dirigenti e diversi militanti del partito, e sarà occasione anche per dibattere di iniziative e istanze in prossimità delle elezioni Amministrative in città. Per potere firmare è necessario esibire un documento d’identità valido.

La consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Agrigento, Marcella Carlisi, sollecita una perizia per certificare i conti del Comune di Agrigento, e spiega: “Bisogna chiarire l’effettiva situazione dei conti del Comune, alla luce di tutte le indicazioni dei revisori dei conti e delle modifiche ai documenti contabili, realizzate anche all’ultimo momento, e dei debiti fuori bilancio, anche di considerevole importo, di cui sono stati richiesti ulteriori approfondimenti. I libri contabili del Comune e delle aziende partecipate dovrebbero essere analizzati da un consulente esterno scelto attraverso un bando pubblico per l’affidamento della consulenza. E ciò per procedere, intanto, ad una campagna elettorale con dati certi, e che porti la nuova giunta nelle condizioni di conoscere immediatamente la situazione economica che si troverà davanti. In questi giorni, normali cittadini sono stati investiti da un ‘leggetevi le carte’ corale da parte della giunta comunale. I documenti pubblicati, indicati o meno, non rispondono alle precise richieste di chiarezza che un cittadino pretende legittimamente. Non si può pensare che i cittadini vadano a spulciare documenti a cui ha difficile accesso anche un consigliere comunale. La civiltà passa anche dalla condivisione delle informazioni. No ad una trasparenza che attualmente è solo un sinonimo per indicare l’invisibilità di certi servizi”.