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Ancora panetti di hashish sono stati recuperati sulle spiagge siciliane, probabile parte di un traffico di droga fallito e di un carico caduto accidentalmente o abbandonato volontariamente in mare. Adesso è stata la volta, ed è la seconda, della spiaggia di San Leone ad Agrigento, lungo il Viale delle Dune, dove, nei pressi della terza traversa, è stato rinvenuto l’orami “rituale” scatolone contenente panetti di hashish. Si tratta del sesto ritrovamento del genere. Nei precedenti casi, a Realmonte, nei pressi di Scala dei Turchi, è stato recuperato uno scatolone, avvolto da nastri d’imballaggio, contenente 600 panetti di hashish per un peso complessivo di 38 chili e 100 grammi. Poi a Capo d’Orlando, in provincia di Messina, dove la Polizia ha trovato e sequestrato 600 panetti di hashish del peso di 37 chili e 900 grammi. E poi 30 chili di panetti di hashish a Marinella di Castelvetrano in provincia di Trapani, poi altri 30 chili ancora nel Trapanese a Marsala, e poi altri 30 chili a San Leone ad Agrigento.

Ridateci il Sanremo dei super-ospiti, delle modelle strapagate che facevano per bene le vallette, e ridateci Pippo Baudo, che di mestiere faceva il Presentatore, con la “P” maiuscola.

Ridateci le canzoni al centro di tutto, le conferenze stampa nelle quali si parla di Canzoni e di Stilisti, ridateci la gioia del palco del teatro Ariston addobbato con i fiori della Liguria, le signore vestite a festa, e la giuria “di qualità”.

No, perché non è possibile gettare nel cesso cento anni di emancipazione in una conferenza stampa in cui si definisce una donna come bella, che di mestiere fa la modella ma anche la fidanzata di Valentino Rossi e che sa stare un passo indietro“.

E le scuse del nuovo direttore artistico del 70° Festival di Sanremo, Amadeus, poco sono servite a placare gli animi e la rivolta che a buon dire si è scatenata contro le sue affermazioni denigratorie e difficili da mandar giù.  Ma la cosa che più mi fa indignare è che la signorina Francesca Sofia Novello quella bella, quella che fa la modella, che di mestiere fa la fidanzata di Valentino Rossi e che sa stare un passo indietro,  ha pure sorriso compiaciuta, della descrizione che si faceva di sé.

Mi verrebbe da dire “cosa non si fa per un po’ di notorietà“!
Ma allora signorina Francesca Sofia, la vuoi o no, questa notorietà?
O ti basta fare la fidanzata bella di Valentino Rossi?
Vuoi stare un passo indietro o prenderti uno spazio che sia tuo?
La vuoi, la vuoi quella notorietà, altrimenti non saliresti su quel palco.
E forse non ti interessa neanche se diventerai famosa per essere quella di un passo indietro, per essere la bella statuina del Festival o quella dello scivolone di Amadeus.

Nel Festival da sempre ci sono figure femminili e quest’anno a dispetto di quello che voleva apparire una sorta di riscossa delle donne che diventano più d’una sul prestigioso palco, c’è invece una sorta di subalternità delle signore presenti, delle quali viene sottolineato spesso dal presentatore, il loro dettaglio estetico: “la bella e brava …”  Perché da sempre la donna deve essere bella per soddisfare a pieno l’ego maschile, quel maschilismo travestito da galanteria.

E dunque ci faccia capire Amadeus, la Chimenti e la D’Aquino, sono state scelte perché belle, telegeniche e non forse perché sono brave professioniste?
Ci faccia capire il loro ruolo quale deve essere, quello di “stare un passo indietro”?

Ricordiamo però che la giornalista italo-israeliana, classe 73, laureata a Bologna, che parla 4 lingue, che ha scritto romanzi, che è stata inviata del New York Time e della CNN, che ha un dottorato di ricerca a Miami, ed è anche bella, che risponde al nome di Rula Jebreal era e resta un personaggio scomodo da mandare in prima serata, e alla stessa la Rai aveva chiesto di “fare un passo indietro“, ma lei non ci è stata e allora Rula, al 70° Festival della Canzone Italiana ci sarà.

La sua presenza, contestata dai sovranisti, resiste dunque alle continue polemiche e agli attacchi. Il suo monologo – presumibilmente sulla violenza di genere – farà da spartiacque tra il guazzabuglio di presenze femminili, e tra le canzoni in gara; ed anche lì qualche problemino Amadeus lo sta avendo. Rapper sì. Rapper no.
Junior Cally (ma poi chissà da dove escano fuori questi personaggi e cosa abbiano a che fare con il festival della canzone italiana, qualcuno ce lo dica) che all’anagrafe fa Antonio Signore, qualche problemino lo ha, più che crearlo ad Amadeus e alla Rai. Un passato tra ossessioni, alcol, condanne per furti, che sceglie di mascherarsi e che nelle sue canzoni parla delle donne come degli oggetti, che incita all’odio e alla violenza.

Ridateci il Sanremo con le canzoni Sanremesi, con due strofe e il ritornello, che creavano aspettative tutto l’anno e che riempivano le radio dal secondo giorno, che si preparavano a diventare il tormentone dell’estate e che consacrava talenti, veri, anche quando non vincevano. Mia Martini, Tosca, Malika Ayane, Arisa, Giorgia, Elisa. Sì, tutte donne … perché le donne lo hanno da sempre un ruolo, in mezzo a centinaia di peculiarità e di talenti, che possono stare in prima fila, in prima linea, a cui spetta spesso anche la prima parola, e forse anche l’ultima.

E allora io l’ultima parola me la prendo:
Verrebbe voglia davvero di boicottare il Festival, ma per chi fa il mio mestiere non è possibile;
non si può, non si deve.
Salviamo Sanremo dalle gaffe, da chi vuole “orchestrare” ma senza conoscere la musica e da chi vuole la musica in secondo piano.

“Sarà la musica che gira intorno, 
quella che non ha futuro, 
Sarà la musica che gira intorno, 
saremo noi che abbiamo nella testa
un maledetto muro”

[I. Fossati]

 

Simona Stammelluti

 

A sud est di Agrigento l’erosione marina avanza progressivamente a danno della costa. L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, afferma e documenta in foto e video: “La collina di Drasi, da oltre 60 anni utilizzata come poligono di tiro dell’Esercito, sta crollando in mare. Questa fragile falesia è aggredita dall’erosione costiera ma anche dalle vibrazioni provocate dalle continue esplosioni causate dalle esercitazioni.
Il drone di Mareamico dimostra con queste immagini un arretramento della falesia di circa 10 metri in soli 5 anni, che ha coinvolto pure una stradina interna”…

Era scomparso da diversi giorni e i familiari hanno così dato l’allarme.

Giunti sul posto, in via salita Cognata, i poliziotti della sezione Volanti sono entrati nella casa dove viveva un settantenne e lo hanno trovato morto.

Oltre alle Volanti sono intervenuti anche un medico legale e gli operatori del 118 che hanno stabilito le cause naturali della morte dell’uomo agrigentino.

Ancora non si sa nulla e le ipotesi possono essere tante.

Ieri alcuni passanti che transitavano nel litorale Torre di Gaffe Licata si sono accorti in una delle spiagge del sul posto della presenza di un cadavere e immediatamente hanno allertato le Forze dell’Ordine.

Sul luogo del ritrovamento i poliziotti del Commissariato di Licata e la Guardia Costiera per i rilevamenti del caso. Ancora sconosciuti tutti i connotati della vittima. Non è escluso che si tratti di un migrante così come non è escluso come il cadavere potesse far parte di quella cerchia di sub scomparsi ultimamente in vari tratti della Sicilia le cui morti sarebbero legate al ritrovamento di diversi contenitori di hashish.

Nelle prossime ore verrà effettuata l’autopsia.

Musumeci e Falcone contro Anas. L’elenco delle doglianze. L’amministratore delegato in Sicilia entro gennaio. Mercoledì le parti in causa in Commissione all’Assemblea Regionale.


A Roma è nel mirino l’Aspi, Autostrade per l’Italia, che tra 2009 e 2018 ha dimezzato gli investimenti ed ha aumentato i dividendi per gli azionisti. E nel frattempo è crollato il ponte “Morandi” a Genova: 43 morti. A Palermo invece adesso è nel mirino l’Anas, perché la rete stradale siciliana è un disastro. E la regola, in mancanza di eccezioni, sono i cantieri infiniti o mai iniziati, come statale 640 Agrigento – Caltanissetta, 121 Palermo – Agrigento, viadotti Morandi e Petrusa ad Agrigento.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha appena tuonato così: “Non posso che ribadire, ancora una volta, l’assoluta inadeguatezza dell’Anas ad affrontare e risolvere problemi infrastrutturali provocati da almeno 40 anni di mancata manutenzione. E’ arrivato il momento che questa lunga stagione di colpevole incuria, e di politica del ‘rappezzo’, si chiuda per sempre”. E l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Marco Falcone, ha subito condiviso e rilanciato citando come testimonianze quanto accade. E ha denunciato: “L’Anas ha 61 fronti aperti in Sicilia, tra deviazioni, cantieri iniziati e poi abbandonati. Sulla A19 Palermo – Catania ci sono 5 deviazioni con cantieri fermi, come i viadotti Mulini, Giardinello e Rossi. Abbiamo problemi sulle gallerie, come una tra Enna e Caltanissetta, dove c’è un impalco da un anno e mezzo senza interventi. Il viadotto Giardinello doveva essere fatto in 90 giorni, ed è abbandonato da 8 mesi. E adesso lo svincolo di Enna è stato chiuso per 2 anni per lavori urgenti” – conclude Falcone.

Si tratta solo di parole al vento? No: la Regione ha coinvolto personalmente l’amministratore delegato di Anas, che si è impegnato a venire in Sicilia entro fine gennaio. E poi la Regione ha diffidato l’Anas ad avviare i lavori, oltre una decina circa, per 30 milioni di euro, finanziati dal Patto per il Sud, altrimenti saranno ritirati i 30 milioni. E l’Anas da parte sua come si è difesa? La replica della società è stata: “Abbiamo avviato un piano di manutenzione straordinaria dell’A19 Palermo – Catania, articolato e completo, che prevede investimenti pari a 850 milioni di euro lungo tutta l’arteria, in parte già eseguiti, e, più in generale, un piano di manutenzione programmata di tutta la rete stradale siciliana per il quale sono previsti 1 miliardo e 100 milioni di euro, dei quali circa 180 milioni in interventi già attivi e 600 milioni per interventi di prossima attivazione”.

Controbattono i sindacati, e la Cisl bombarda così: “Non ci interessano le diatribe né i ping pong di responsabilità né gli annunci roboanti di piani speciali per la Sicilia con effetti sempre di là da venire. Sul nostro sito, CislSicilia.it, abbiamo pubblicato un provocatorio contatore del tempo trascorso dal crollo del viadotto Himera sull’A19. Quasi 5 anni ad oggi da quel 10 aprile 2015, 1742 giorni. Ma quella strozzatura è ancora lì. Ben altra sorte è toccata alla ricostruzione del ponte Morandi a Genova”. E mercoledì prossimo, 22 gennaio, tutte le parti in causa sono state convocate a Palermo, dalla presidente della Commissione Territorio e Ambiente, Giusi Savarino.

Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, nei pressi di piazza Cavour, ieri domenica ha riscosso tanta affluenza e partecipazione il gazebo allestito da Fratelli d’Italia nell’ambito della campagna nazionale di raccolta firme a sostegno di quattro proposte di legge di iniziativa popolare, ovvero l’elezione diretta del presidente della Repubblica, l’abolizione dei senatori a vita, l’inserimento nella Costituzione di un tetto massimo alla pressione fiscale, e la prevalenza dell’ordinamento nazionale sulle normative europee. Gli organizzatori, La Felice, Antinoro e Milano, affermano: “Siamo davvero felici della risposta data dai nostri concittadini. Siamo stati travolti da un incredibile entusiasmo che testimonia come il progetto politico, la coerenza e la lealtà di Fratelli d’Italia abbiano conquistato gli italiani. Talmente tanta è stata la partecipazione che stiamo pensando di replicare a breve l’iniziativa. Ci teniamo a ringraziare tutti gli agrigentini intervenuti”.

L’assessore comunale all’ecologia Nello Hamel, torna ad invitare  gli utenti a prestare la massima attenzione nel conferimento dell’organico. Raccomanda l’uso di sacchetti compostabili  e l’uso  degli appositi mastelli. Questa indicazione è tassativa poiché il centro di compostaggio rifiuta di accettare carichi di organico inquinati dai sacchetti di plastica e la ditta gestore del servizio ha dato disposizione di non ritirare i rifiuti difformi  e lasciare l’apposito avviso.

Si chiede quindi una puntuale collaborazione per evitare che i rifiuti irregolari non vengano raccolti con i conseguenti disagi.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ha accolto il ricorso cautelare proposto da una signora di Lampedusa, difesa dall’Avv. Vincenzo Caponnetto, avente ad oggetto la demolizione di un dammuso, ritenuto abusivo.

I Giudici del gravame hanno condiviso la prospettazione difensiva dell’appellante per cui il provvedimento di diniego della sanatoria edilizia presentava una motivazione limitata, anche alla luce del fatto che il dammuso, in questione, era risalente nel tempo, nonché che la pregressa ordinanza comunale di demolizione essendo stata seguita dalla presentazione della domanda di condono edilizio, avrebbe dovuto comunque essere rinnovata.

La controversia ha avuto diverse e particolari vicende giudiziarie, in relazione alle quali il difensore ha potuto precisare e provare alcune circostanze, di fatto e di diritto, concernenti la data dell’esecuzione dell’opera, l’inapplicabilità delle norme prescrittive e sanzionatorie, che venivano opposte alla domanda di condono edilizio legittimamente richiesta dalla interessata.

Pertanto, l’ordinanza del CGA ha sospeso la demolizione dell’opera già deliberata dal Comune.