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“Quanto avvenuto ieri in Aula non può essere sottovalutato né considerato un mero incidente di percorso. È piuttosto sintomatico di un difetto e una carenza di comunicazione fra il Governo e la maggioranza in Assemblea Regionale Siciliana.”
Lo dichiarano Antonio Catalfamo e Marianna Caronia, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Gruppo parlamentare della Lega all’Assemblea Regionale Siciliana, ricordando che oggi “la Lega ha votato l’esercizio provvisorio nel suo complesso per senso di responsabilità, perché occorre che la macchina amministrativa non resti paralizzata e si diano risposte urgenti a quanti dipendono dal bilancio della Regione.”
I due esponenti leghisti affermano di non essere “pienamente soddisfatti, perché crediamo che in questa fase ci si dovesse limitare a un provvedimento snello ed essenziale, rimandando a un successivo confronto con il Governo alcuni temi programmatici che riteniamo importantissimi.
Anche per questo e a conferma proprio del senso di responsabilità con cui abbiamo affrontato i lavori d’Aula, la Lega ha ritirato i propri emendamenti.”
“Adesso – concludono Catalfamo e Caronia – non è possibile rimandare un momento d’incontro, confronto e dialogo con il Governo e con il Presidente della Regione, che ci auguriamo possa avvenire già nei prossimi giorni.”

“Impresentabile era prima, impresentabile è rimasto dopo. Il governo, forse, avrebbe fatto meglio a rimanere in bagno, poteva approfittarne per darsi una rinfrescata e, perché no, tentare a schiarirsi le idee che si confermano sempre più confuse, visto ciò che ha ripresentato in aula”.
Lo affermano i deputati del M5S all’Ars commentando il voto contrario al ddl di autorizzazione all’esercizio provvisorio.
“Il  disegno di legge – ha affermato il capogruppo, Giorgio Pasqua – è pieno di norme estranee all’esercizio provvisorio. Questo metodo di lavoro, che crea confusione in aula e nei bilanci, è totalmente sbagliato, come ha avuto modo di rilevare la Corte dei Conti, che ha bacchettato pesantemente il governo”.

Seduta della Commissione Territorio e Ambiente all’Assemblea Regionale. Sul tavolo strade statali, incompiute e ritardi in Sicilia. L’intervento della presidente, Giusi Savarino.


La presidente della Commissione Territorio e Ambiente all’Assemblea Regionale, Giusi Savarino, ha coordinato un vertice sulle strade siciliane di competenza statale. Hanno partecipato, tra gli altri, il vice ministro Cancelleri, l’assessore regionale Falcone, il direttore regionale di Anas Mele, il Comitato dei creditori della Cmc, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, e alcuni sindaci dei Comuni interessati dai lavori sulle statali 121 Palermo – Agrigento e 640 Agrigento – Caltanissetta.

E Giusi Savarino nell’annunciare l’iniziativa ha spiegato: “Come ha dichiarato il presidente Musumeci, a Roma devono capire che siamo stanchi della politica del rappezzo: Anas deve dimostrare rispetto per la pazienza dei siciliani. Purtroppo sulle strade statali abbiamo una competenza limitata. Possiamo solamente vigilare affinché Anas termini celermente i lavori e portare la situazione all’attenzione della politica nazionale, e lo facciamo con coraggio, costanza e determinazione.” Già, ‘la politica del rappezzo’: è stato Nello Musumeci ad utilizzare tale espressione riferendosi soprattutto a quanto accade sulla Palermo – Catania A19, ancora spaccata in due dalla frana del viadotto Himera il 10 aprile del 2015, e tante altre incompiute. E la parole del presidente della Regione sono state: “Non posso che ribadire, ancora una volta, l’assoluta inadeguatezza dell’Anas ad affrontare e risolvere problemi infrastrutturali provocati da almeno 40 anni di mancata manutenzione. E’ arrivato il momento che questa lunga stagione di colpevole incuria, e di politica del ‘rappezzo’, si chiuda per sempre”.

Nel frattempo Anas ha replicato assicurando che i lavori sul viadotto Himera saranno conclusi entro la fine di aprile, e ha spiegato: “Non ci saranno ulteriori ritardi nella consegna del viadotto Himera ultimato. Dopo il rinvio da ottobre scorso ad aprile di quest’anno, le ulteriori difficoltà manifestate in questi giorni non comporteranno nessun rinvio. I lavori procedono come da crono-programma con ultimazione prevista entro fine aprile”. Il tutto è stato ricapitolato e rilanciato in occasione della seduta della Commissione Territorio e Ambiente. E a conclusione la presidente Savarino ha commentato: “Reputo positivo il fatto che a Roma ci sia un vice Ministro che conosce il disastro sociale ed economico lasciato dalla Cmc e l’isolamento infrastrutturale in cui versano alcune province siciliane, tra cui Agrigento, Enna e Caltanissetta. Ho ancora il timore che né questo Governo Nazionale né l’Anas siano nelle condizioni di risolvere i problemi che sono sul tavolo, ovvero problemi atavici di cui Anas è da ritenersi anche corresponsabile. Ma, dopo la seduta in Commissione, ho un atteggiamento più ottimista sulla questione perché, anche grazie alla nostra intermediazione, si è creato un clima sereno e di totale collaborazione a tutti i livelli che mi fa ben sperare per il futuro. Non cerchiamo lo scontro tra Regione, Anas e Governo nazionale. Con il Governo Musumeci avviamo una stagione di chiarezza dove chi ha responsabilità paga e chi ha competenze trova una soluzione. Da oggi non facciamo più sconti per nessuno, la Sicilia deve essere trattata con rispetto: chiediamo tempi certi ed adottiamo tutte le prerogative che abbiamo per avere quello che ci tocca di diritto.”

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il parlamentare regionale del Partito Democratico Michele Catanzaro ha predisposto è presentato questa mattina un’interrogazione al Presidente della Regione e al dipartimento regionale per la protezione civile sollecitando l’immediata messa in pagamento dei contributi al risarcimento dei fatti alluvionali del 2016.

“Nell’immediato seguito dei fatti occorsi, oggetto dell’interrogazione” scrive Il deputato Dem “la macchina della protezione civile si è immediatamente messa, all’opera, al fine di accertare e quantificare l’entità dei danni subiti dai cittadini colpiti dall’alluvione del 25 e 26 Novembre 2016, riconoscendo loro il diritto ad essere risarciti; tuttavia, ad oggi, non sia alcuna notizia dell’effettivo e concreto pagamento di tali indennità, spettanti ai cittadini danneggiati”.

“Questi ritardi appaiono inaccettabili ed ingiustificabili” scrive deputato regionale del PD “Specialmente per uno Stato che è bravissimo a pretendere quando quando ritiene di essere in credito con i cittadini (come non pensare al caso Cutrò??), salvo infischiarsene altamente quando sono gli stessi cittadini a dover essere risarciti e a dover pagare le conseguenze di disagi e del malfunzionamento della macchina statale” conclude Catanzaro, il quale invita il governo regionale ad attivare tutte le misure necessarie ad accelerare in modo determinato il pagamento delle spettanze dei cittadini alluvionati, mettendo fine ad una vicenda che non fa onore alle istituzioni siciliane e italiane.

Mercoledì 12 febbraio, alle ore 12, la commissione Salute dell’Ars tornerà ad affrontare la questione dell’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera. Lo annuncia la presidente della sesta commissione Margherita La Rocca Ruvolo a margine di un incontro con l’assessore regionale per la Salute Ruggero Razza al quale hanno partecipato anche i deputati agrigentini Giusy Savarino e Riccardo Gallo.

Saranno convocati per un’audizione  dodici sindaci del comprensorio che hanno sottoscritto una lettera inviata oggi alle autorità provinciali, regionali e nazionali e indirizzata anche alle Corte europea dei diritti dell’uomo. Si tratta dei primi cittadini di: Ribera, Calamonaci, Burgio, Villafranca Sicula, Lucca Sicula, Cianciana, Alessandria della Rocca, Bivona, Santo Stefano Quisquina, Caltabellotta, Montallegro e Cattolica Eraclea.

“La vicenda dell’ospedale di Ribera mi sta particolarmente a cuore e da parte mia – afferma La Rocca Ruvolo – continuerà ad esserci il massimo impegno fatto di ascolto, dialogo e collaborazione nella ricerca di soluzioni per garantire ai cittadini servizi sanitari di qualità. In virtù di un percorso condiviso con i colleghi Giusy Savarino e Riccardo Gallo e con l’assessore Razza, sentiremo in  commissione Salute le ragioni dei sindaci firmatari della lettera, ma nessuno pensi di farne una questione di campagna elettorale, anche in considerazione del fatto che la nuova rete ospedaliera è frutto di un lavoro fatto dalla precedente amministrazione in applicazione del decreto Balduzzi e proseguito da quella attuale che ha, di fatto, recepito tutte le indicazioni provenienti dal ministero della Salute”.

Si svolgerà il prossimo 23 marzo un’altra udienza del processo d’appello in corso innanzi alla Corte d’Appello di Palermo, presieduta dal giudice Antonio Napoli, a carico dell’ex sindaco di Agrigento e pluripregiudicato Calogero Sodano, già assolto in primo grado dall’imputazione di concorso esterno in associazione mafiosa.
Il rinvio dell’udienza di oggi, mercoledi 22 gennaio, si è reso necessario allorchè l’avvocato Daniela Principato, rappresentante delle parti civili Giuseppe e Giosuè Arnone, ha rivolto alla Corte varie richieste istruttorie, tra acquisizione di documenti e audizione di diversi soggetti, tra i quali il collaboratore di giustizia di Agrigento Daniele Sciabica.
Pubblichiamo copia integrale dei due atti depositati dall’avvocato Principato attinenti alle sue richieste.

ATTIVITA’ INVESTIGATIVA DANIELE SCIABICA 12.01.2020(1)

ProcessoSodano

Sul presunto furto d’acqua segnalato da un dipendente della società Girgenti Acque che sarebbe avvenuto per alimentare una pubblica fontana a Raffadali, interviene il sindaco Silvio Cuffaro che dichiara testualmente:

 “Sono rimasto basito! Non so se piangere o ridere!

Questi i fatti:

Girgenti Acque per un’inesistente presunta presa idrica abusiva di una pubblica fontana, adombra la sussistenza di furto d’acqua e paventa la responsabilità del Comune, dimenticando o facendo finta di non sapere che:

  • La fontana è a ciclo continuo, quindi non ha bisogno di nessuna presa idrica;
  • Il comune ha sempre riempito la vasca di compensazione con le autobotti, come facilmente dimostrabile e pubblicato anche su Facebook dalla ditta fornitrice in occasione del “fastuca fest”;
  • La presa da loro segnalata, se esistente, sicuramente non è stata realizzata da questa amministrazione e neanche dalle amministrazioni in cui io rivestivo cariche pubbliche; tanto che durante la sindacatura degli anni 2002/2007 per mettere in funzione la fontana il Comune ha realizzato un collegamento idrico tra la stessa e il palazzo municipale, conduttura ancora esistente, anche se non in funzione a causa delle continue rotture verificatesi nell’attraversamento della via nazionale;
  • Il comune negli anni ha messo in funzione la fontana solo nelle principali feste di paese.

Di contro il Comune di Raffadali nel 2015, all’inizio del mio mandato, ha accertato un utilizzo improprio da parte di Girgenti Acque, sin dal 2010, di tutte le utenze elettriche a supporto degli impianti idrici e fognari, intestati al comune di Raffadali.

Utenze che il comune di Raffadali, nel tempo, ha regolarmente pagato per un importo di euro 378.500,00, cosi come accertato con sentenza del Tribunale di Agrigento n° 1267 del 2017 che ha condannato Girgenti Acque al rimborso di dette somme.

Rimetto pertanto al giudizio dei cittadini i comportamenti adottati dalla mia amministrazione e da Girgenti Acque.

Tutto ciò è servito comunque a dimostrare che Girgenti Acque continua ad accanirsi e denigrare la collettività raffadalese, e questa ingiusta accusa di furto ne è un chiaro e lampante esempio.

Sembra alquanto strano, infatti, che la segnalazione del presunto furto d’acqua ai Carabinieri, sminuita tra l’altro verbalmente dagli stessi operatori di Girgenti Acque, sia avvenuta il 3 gennaio scorso e la pubblicazione da parte di alcuni organi di stampa sia avvenuta in data odierna, esattamente due giorni dopo il rilascio della mia intervista, in cui segnalavo alcune anomalie sull’attuale gestione del servizio idrico integrato.

Vorrei concludere con una frase che Cicerone rivolse a Catilina: Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? (Fino a quando abuserai della nostra pazienza?).

Silvio Cuffaro

E’ stato l’unico assessore non confermato dopo l’azzeramento della giunta del sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino. Roberto Onolfo, ha comunque voluto ringraziare lo stesso cittadino, gli altri assessori, i consiglieri comunali tutti e i dipendenti e dirigenti dell’ente perché ritiene sia stata una esperienza unica e indimenticabile.

“Tanti sono i ricordi splendidi che mi rimarranno di questa esperienza – dice Onolfo – mi emoziono, ancora, quando penso alla consegna del Premio Gattopardo a Roberto Farruggia, Salvo Petrucci, Jessica Zarbo, Filippo Scerra ed il premio alla carriera a Samuele Mazza e Luca Condello. Ed ancora, l’avere preso parte all’organizzazione della sfilata di moda di Dolce e Gabbana, un evento che ha segnato per sempre la nostra comunità.Ho avuto l’onore e il piacere di avere contribuito alla prima edizione della Sagra dei grani antichi dove ho conosciuto uno chef straordinario come Silvio Saracco. Ho predisposto tutti gli atti necessari per far riconoscere Palma di Montechiaro come città, Borghi magazine ci ha perfino dedicato due pagine. Sono stato in prima linea per la costituzione di un rapporto tra tutte le città che hanno a che fare con il Gattopardo che di sicuro ci porterà ad ospitare sempre più turisti. Insomma, ho dato tutto me stesso e, anche dall’esterno continuerò a dare il mio contributo alla città ed a questa amministrazione”.