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Sarà in scena allo Spazio Diamante dal 24 al 27 gennaio, Il VENDITORE DI SIGARI di Amos Kamil, con Gaetano Callegaro e Francesco Paolo Cosenza, regia Alberto Oliva; una produzione MTM Manifatture Teatrali Milanesi.

Lo spettacolo rientra nel ciclo di eventi che Oti-Officine del teatro italiano ha programmato per celebrare il Giorno della memoria.

Sinossi

Berlino 1947, ore sei e trenta. Nella Germania appena uscita dalla guerra, tutte le mattine alla stessa ora, due uomini si incontrano: un professore ebreo che vuole partire per fondare lo Stato di Israele e il proprietario di una tabaccheria, dall’aspetto tipicamente tedesco. Sono sopravvissuti alla tragedia che ha appena sconvolto e quasi annientato un popolo intero. Si attaccano, si rinfacciano colpe reciproche e recriminano sui torti subiti, fino a scoprire dolorosamente quanto gli obblighi della Storia possano condizionare il modo di agire dei singoli individui, quando, completamente soli, devono affrontare il proprio destino. Si gioca una partita in cui è impossibile giudicare vincitori e vinti, perché vittime e carnefici camminano su un piano sempre in bilico.

Nascere tedesco nel 1920 significava essere condannato a diventare un carnefice. Nascere ebreo nello stesso anno era la condanna ad essere una vittima. In entrambi i casi, la ribellione a questo destino poteva costare molto cara. A quali compromessi un essere umano, da solo, è disposto a scendere quando si trova sull’orlo dell’abisso? Lo spettacolo, partendo dalla questione ebraica in un momento cruciale della sua evoluzione, parla a tutti, perché tutti prima o poi siamo chiamati a fare i conti con la nostra identità e a scegliere i tempi e i modi della nostra partecipazione sociale.

Note di regia

Suscita una strana emozione ritornare a lavorare su questo spettacolo, che è stato in scena per cinque stagioni tra il 2010 e il 2014, e riscoprirne la straordinaria attualità nell’Italia di oggi, così simile e così diversa nel breve volgere di pochi anni. Sentendo risuonare nuovamente le parole di Amos Kamil, mi rendo conto di quanto sia diventato importante il tema dell’odio che scaturisce dal pregiudizio. Il fenomeno degli “haters” si è sviluppato a dismisura in questi ultimi anni e, senza averlo voluto quando ha fatto il suo primo debutto, Il venditore di sigari mette a tema proprio questo, focalizzando l’attenzione su un uomo che sceglie un bersaglio tanto preciso quanto pretestuoso per dare sfogo a tutta la sua frustrazione e rabbia. Credo che affrontare di nuovo il testo da questo inedito punto di vista possa dargli ancora più valore, ben aldilà della questione ebraica negli anni successivi alla sconfitta nazista, rimane un tema che merita di essere sempre ricordato e analizzato.

L’odio non è una faccenda delle personi ignoranti, come oggi si tende a pensare per stigmatizzare e circoscrivere il fenomeno che imperversa sui social network e copre di fango quasi tutti i personaggi che emergono dall’anonimato, facendoli bersaglio di insulti spesso gratuiti e pesantissimi. Nel testo di Amos Kamil l’odio è prerogativa di un professore di grandissima cultura. Questo forse ci aiuta a capire che a suscitare questo tipo di accanimento sociale sono motivazioni antropologiche e tanta sofferenza. Perciò l’antidoto non sta nel moralismo, ma nella capacità di ascoltare l’altro ed entrare veramente in dialogo superando le barriere del pregiudizio.

Oti-Officine del teatro italiano per il Giorno della memoria

Oti-Officine del teatro italiano partecipa al giorno della memoria come può fare un teatro: mettendo in scena spettacoli che raccontino quel male, affinché la memoria rimanga vigile.

L’odio non nasce solo dall’ignoranza. Non erano ignoranti i nazisti, come oggi non sono ignoranti tutti quelli che emergono dall’anonimato per tacciare altri di diversità e poterli insultare, quando non annientare. Per questo, l’antidoto non sta nel moralismo, ma nella capacità di ascoltare l’altro ed entrare veramente in dialogo con lui, superando le barriere del pregiudizio. Capire l’altro attraverso la sua storia, e di qui capire noi stessi: questo ci permette di fare il teatro, questo è il suo compito.

 

L’associazione nazionale antimafia “In movimento per la legalità”, presieduta da Nino Randisi, interviene a seguito dell’ennesima ingente cartella esattoriale notificata al testimone di Giustizia agrigentino, Ignazio Cutrò. Randisi afferma: “Non è la prima volta che lo Stato presenta il conto per i debiti accumulati dall’impresa dell’ex imprenditore bivonese Cutrò, che, per le difficoltà economiche sorte in seguito alle denunce contro i suoi estortori, dovette chiudere i battenti nel 2004. Invitiamo il nostro iscritto Ignazio Cutrò a desistere da gesti estremi, come lo stesso ha annunciato, e chiediamo intanto all’ente riscossore di congelare questa ennesima cartella di pagamento. Sollecitiamo, al contempo, un intervento definitivo da parte delle istituzioni chiamate in causa, in primis la Regione siciliana”.

Il segretario provinciale del sindacato Fast Confsal di Agrigento, Manlio Cardella, ha diffuso un intervento alla stampa tramite cui auspica una riforma degli Iacp, gli Istituti autonomi case popolari, che non sia avulsa dai reali interessi sociali, occupazionali ed economici, e che non prescinda dalla condivisione dei dipendenti e da un reale confronto con le parti sociali. Cardella aggiunge: “In tal senso il sindacato Confsal auspica un rinnovato modello di concertazione, intesa realmente come elemento partecipativo ed inclusivo. Una vera riforma regionale delle Politiche Abitative passa da una più efficace valorizzazione degli Istituti autonomi case popolari su base territoriale, oggi sommersi dal disastro dei debiti e sottoposti a continui commissariamenti, alcuni di valore, per altri meglio non parlarne. Occorre puntare su un grande piano “Casa” regionale, assicurando a canone sociale una dignitosa qualità abitativa. Occorre ridare ossigeno ad un settore strategico come l’edilizia popolare, con ricadute di occupazione ed economia. E poi occorre valorizzare il personale dipendente con una profonda riorganizzazione di uffici e servizi. Abbiamo in proposito redatto uno specifico studio di settore, che, se opportunamente sviluppato, potrebbe costituire anche il volano per una ripresa del settore dell’edilizia”.

Il Genio Civile di Agrigento, diretto dell’architetto Rino La Mendola, ha approvato il progetto esecutivo strutturale dei lavori di manutenzione straordinaria della strada provinciale 17-B Raffadali-Siculiana, già appaltati lo scorso autunno, per un importo complessivo di circa 5 milioni di euro. Dunque, i lavori strutturali potranno essere immediatamente avviati. Lo stesso Rino La Mendola ha inoltre informato i sindaci interessati che è stata conclusa la procedura di valutazione ambientale, e quindi sono in corso di affidamento i lavori di pulizia dell’alveo del fiume Verdura, in territorio di Ribera. E’ stato il Genio Civile a redigere il progetto esecutivo per la pulizia di 18 chilometri di alveo. I cittadini proprietari dei terreni attraversati dal fiume sono stati invitati a collaborare per una veloce esecuzione dei lavori.

Gela è stata ricoverata all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta perché colpita da meningite batterica. Si tratta di una donna di 70 anni che inizialmente è stata ricoverata al “Vittorio Emanuele” di Gela e successivamente trasferita a Caltanissetta. La paziente è in prognosi riservata al reparto malattie infettive, diretto dal primario Alfonso Averna. Essendo una paziente che assume anticoagulanti, è stata trasferita a Caltanissetta perché all’ospedale di Gela non è stato possibile effettuare la rachicentesi.

Il deputato regionale del Partito Democratico, Michele Catanzaro, punta il dito contro l’importazione indiscriminata dal nord Africa, in particolare dalla Tunisia, di olio scadente a prezzi molto bassi, a danno delle produzioni di olio siciliane. Si tratta, come è già noto, di un fenomeno contro cui i parlamentari europei italiani, il ministero dell’Agricoltura italiano e il governo della Regione non sono stati capaci di porre rimedio.

Dunque Michele Catanzaro ribadisce l’appello e afferma: “E’ una situazione insostenibile che obbliga i produttori siciliani ad abbassare i prezzi di vendita fino a non coprire i costi di produzione, e che va avanti nell’assoluta indifferenza del governo. Nell’ultimo anno alcuni produttori hanno scelto di non avviare una campagna olearia che li avrebbe costretti a vendere la produzione a prezzi inaccettabili. E’ una situazione vergognosa. Non è accettabile che un comparto tra i fiori all’occhiello della regione venga abbandonato. Il governo regionale ha il dovere di tutelare il mercato dei prodotti agricoli siciliani rilanciando un comparto che può fare da volano all’intera economia dell’isola”.

L’imprenditore di Bivona e testimone di Giustizia, Ignazio Cutrò, ancora destinatario di cartelle esattoriali per debiti accumulati dalla sua impresa. Già nel marzo scorso una cartella da 39mila euro è stata congelata a seguito, probabilmente, del clamore mediatico sollevato dalla richiesta di pagamento.

Adesso a Cutrò è stata recapitata un’altra cartella da 11mila e 652 euro euro, e lui afferma: “Non ho questa disponibilità economica. Per me e la mia famiglia questa è stata l’ennesima umiliazione di uno Stato che, anziché proteggerci, ci ha abbandonato e ferito. Se questo è il trattamento che viene riservato a chi denuncia la mafia, noi rinunciamo volentieri ad essere cittadini di questo Stato. Rassicurazioni ci sono giunte sul blocco delle cartelle esattoriali, ma ad oggi gli impegni assunti da Regione e ministero dell’Interno non sono stati ancora mantenuti. Se alla scadenza del termine di pagamento, chi dovrebbe tutelarmi continuerà ad agire nel silenzio, un corpo carbonizzato verrà recapitato dinanzi a uno dei palazzi di Roma o di Palermo, e quel corpo sarà il mio. Sono stanco di continuare a lottare anche contro uno Stato assente e che io stesso ho difeso, mandando in galera i mafiosi. 20 anni del mio calvario si trasformano in 5 giorni di tempo per pagare i debiti di una impresa costretta a chiudere per aver denunciato il racket. Se questo è il segnale di legalità che vuole trasmettere lo Stato, allora lo Stato non ha veramente capito niente. Mi appello anche alla sensibilità del governatore della Regione, Nello Musumeci, che da presidente della Commissione regionale antimafia mi aveva più volte espresso vicinanza e sostegno. Presidente: la Regione può bloccare quelle cartelle e lei, fino a prova contraria, ne è il presidente”.

A Raffadali un tecnico di Girgenti Acque, nel corso delle attività in itinere di monitoraggio al fine dell’installazione dei contatori idrometrici, ha scoperto che la fontana pubblica di Piazza Progresso risulterebbe essere allacciata abusivamente alla rete idrica, tramite un collare di presa con uscita del diametro di 2 pollici collegato alla conduttura idrica principale in prossimità del civico 7 che alimenta la vasca interrata nei pressi della fontana. Una formale denuncia per furto è stata sporta alla locale stazione dei Carabinieri.

A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza, allarmati al 112 da una segnalazione di accoltellamento, si sono precipitati in via Terranova e hanno sorpreso due uomini, fra loro parenti, in lite per ruggini familiari, e uno dei due, di 46 anni, già noto ai militari, con un coltello e un taglierino tra le mani.

I Carabinieri sono abilmente riusciti a bloccare l’aggressore e a disarmarlo dopo che lui ha scagliato un primo fendente di coltello al braccio del suo parente, di 39 anni, soccorso poi dal 118 e ricoverato in pronto soccorso, dove gli hanno diagnosticato una ferita lacero contusa al braccio destro. L’uomo di 46 anni è stato arrestato per lesioni personali ed è in attesa del giudizio direttissimo da parte del Tribunale di Sciacca.