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I locali dove una volta era ospitato il Commissariato di Polizia di stato a Palma di Montechiaro, ospiteranno un nuovo ed efficente asilo comunale. Il sindaco, Stefano Castellino, è riuscito a salvare in extremis un finanziamento di circa 150mila euro finanziati dal Ministero dell’Interno, nell’ambito del Programma Nazionale Servizi di cura all’Infanzia e agli anziani non autosufficienti. Il progetto, da diverso tempo giaceva nei cassrtti del comune.

La struttura dopo il trasferimento del Commissariato era stata vandalizzata in più parti.

“Si è fatto tutto ciò che era possibile per ridare dignità ad una struttura che dopo il trasferimento del commissariato era stata deturpata e vandalizzata – dice il sindaco Castellino – La mia amministrazione si è adoperata e ci stiamo adoperando per completare i lavori degli spazi esterni, non previsti nel finanziamento, per garnatire la sicurezza, la vivibilità ed il rispetto del nuovo asilo nido comunale. Subito dopo verranno trasferiti gli arredi, tutto il materiale didattico e le attrezzature necessarie per fare in modo che i nostri bambini, che frequentano l’asilo nido comunale, avranno una sede adeguata e confortevole. Un ringraziamento per l’eccellente lavoro svolto va agli assessori Castronovo e Cottitto e, al collaboratore Todaro nonché all’Ufficio Tecnico Comunale per aver seguito i lavori”.

Cerimonia di premiazione, a Catania in occasione della prima edizione della fase regionale del “Premio Cambiamenti”, concorso indetto dalla CNA, che valorizza la proposta innovativa delle imprese. Tra le 14  start up siciliane selezionate,  che  hanno presentato il progetto, anche due aziende agrigentine: entrambe condotte da giovani donne. “Fiori d’Arancio” di S. Stefano Quisquina ha guadagnato il podio, piazzandosi al terzo posto. La titolare, Francesca Alferi, ha illustrato l’attività, il cui obiettivo è  conservare la tradizione che ruota attorno al pizzo chiacchierino. Una particolare tecnica di ricamo,  risalente all’epoca vittoriana, che abbelliva e rendeva eleganti le tenute dei reali. “Fiori d’Arancio” trasforma la tradizione in arte da indossare.
Curiosità ed apprezzamenti ha suscitato la Società Agricola “Le Sette Aje” di S. Margherita Belice, il cui progetto è stato illustrato da Agata Cannata. L’azienda nasce nel 2016 dalla volontà di 4 sorelle. L’innovazione consiste in un nuovo metodo di agricoltura sostenibile chiamato “protocollo agro-omeopatico”. “Entrambe le aziende  sono  di alta qualità e vogliose di affermarsi –  sottolineano il presidente provinciale della CNA, Francesco Di Natale, e il segretario Claudio Spoto – ed il nostro Sistema, attraverso la rete dei servizi e la rappresentanza, certamente le aiuterà e sosterrà nel percorso di crescita”. La giuria, composta dai vertici regionali della Confederazione, il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione, e dal presidente di Giovani Imprenditori Vicentini, ha incoronato prima classificata una start up di Catania, a cui è stato assegnato un voucher di mille euro e il lascia passare per partecipare alla fase nazionale di “Cambiamenti 2019”, in programma a Roma il 28 novembre.

Anche ad Agrigento, domenica 17 novembre, verrà celebrata la “Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime della Strada”. Istituita in Italia nel 2017, la giornata si configura come un vero e proprio riconoscimento nei confronti di chi ha perso la vita sulla strada. Tuttavia – come sottolinea l’AIFVS- la giornata non può ridursi nel ricordo di un giorno, ma impegna le Istituzioni a promuovere ogni iniziativa utile a migliorare la sicurezza stradale.

A tal fine, l’AIFEVS, Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus di Agrigento, aderisce all’iniziativa, dedicando una giornata a tutte le vittime della strada della nostra provincia.

“L’ AIFEVS di Agrigento – spiega Antonella Mistretta, Facilitatrice Gruppo AMA-  – è nata al Villaggio Mosè per volere di alcuni genitori che hanno perso giovani figli in incidenti stradali. L’elaborazione del lutto per la perdita di un figlio non è assolutamente un percorso semplice e lineare. Canalizzare le proprie energie positivamente, promuovendo una cultura basta sul rispetto delle leggi, con particolare riferimento al codice stradale, aiuta i familiari delle vittime non solo a tenere vivo il ricordo dei propri figli, ma li rende soprattutto testimoni autentici nel promuovere la sicurezza sulle strade. Il messaggio che questi genitori vogliono lanciare alla collettività e alle Istituzioni è chiaro: una maggiore prudenza potrebbe salvare giovani vite ed evitare un dolore immenso a chi rimane.”

I volontari dell’Associazione, domenica prossima, invitano la collettività a partecipare alla passeggiata commemorativa che partendo da Agrigento dal Piazzale Ugo La Malfa raggiungerà la Chiesa di San Gregorio al Villaggio Mosè, passando per le vie della Città e sostando in alcuni dei luoghi dove giovani vittime hanno perso la vita.

“Abbiamo invitato i partecipanti all’iniziativa ad indossare qualcosa di nero al braccio in segno di lutto. – spiega Carmelina Nobile, coordinatrice dell’Associazione-  Si tratta di un piccolo simbolo, che ci accomuna nella condivisione del nostro dolore, un dolore che cerchiamo di elaborare all’interno del gruppo di auto mutuo aiuto per l’elaborazione del lutto con tutti i genitori della nostra sede. Il gruppo AMA è uno degli strumenti di cui i membri della nostra associazione si avvalgono per condividere il dolore e supportarsi a vicenda, passando dalla cura del dolore alla cura del ricordo e testimoniando che insieme si più riuscire a non isolarsi e continuare una vita cambiata dal dolore.”

La giornata commemorativa si concluderà con la celebrazione di una messa dedicata a tutte le vittime della strada e con la benedizione di caschi e delle moto di tutti i partecipanti.

Nella nottata, i Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Gela, hanno arrestato per tentato furto aggravato, un bracciante agricolo licatese, già noto alle Forze dell’Ordine. Un 57enne è stato sorpreso in contrada Faino di Butera, nella più completa oscurità, mentre era intento a svuotare i serbatoi di gasolio dei motori che alimentano l’impianto di irrigazione di un appezzamento di terreno all’interno del quale si era furtivamente introdotto. Alla vista dei militari l’uomo non ha opposto resistenza e si è lasciato ammanettare. I Carabinieri hanno interamente recuperato il carburante e lo hanno subito restituito al proprietario che, avvisato di quanto stava succedendo, li ha raggiunti sul proprio podere.
Il Magistrato di Turno della Procura della Repubblica di Gela, ha disposto che il bracciante venisse ristretto agli arresti domiciliari.

La Squadra Mobile di Agrigento esegue 5 misure cautelari per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso a San Leone.

I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, diretti da Giovanni Minardi, a conclusione di un’indagine antidroga, coordinata dalla Procura, svolta a San Leone tra il maggio e il settembre 2018, hanno eseguito 5 misure cautelari per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Anche tramite l’ausilio di apposite telecamere, la Polizia ha scoperto e documentato numerose cessioni di droga nel centrale Piazzale Giglia o Aster. Su proposta della sostituto procuratore Gloria Andreoli, e l’ok della giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, sono stati arrestati ai domiciliari Alessandro Calogero Trupia, 30 anni, Faisal Haouari, 27 anni, e Luigi Andrea De Marco, 20 anni, il quale, rintracciato a Palermo, è stato sorpreso in possesso di 133 grammi di hashish. L’obbligo di dimora con prescrizioni è stato imposto ad A B, sono le iniziali del nome, 22 anni. Infine, divieto di dimora per un quinto soggetto. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati hashish, anfetamine, ecstasy, cocaina, per un totale complessivo di circa 250 grammi. L’inchiesta è stata intitolata “Sun light drug”, la droga alla luce del sole, perché i pusher avrebbero mercanteggiato la droga anche in pieno giorno, con assoluta disinvoltura.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Si è spenta Luigia Pantano, moglie del giudice Antonino Saetta ucciso assieme al figlio Stefano, per mano della mafia nel settembre del 1988.

Luigia era una donna amorevole e di forte carattere, e per questo sarà ricordata.

Faceva la farmacista quando sposo il marito, nel 1952. Madre di Stefano, Gabriella e Roberto.

Molte sono le espressioni di cordoglio raccolte nelle ultime ore, dal sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura a semplici cittadini.

Attorno alla famiglia, una coltre di affetti e stima.

I funerali di officeranno lunedì alle ore 16.00 nella chiesa di San Diego di Canicattì.

Nel porto di Catania durante le prime ore del 7 novembre, una motrice “trattore” per la movimentazione dei semirimorchi é caduto in mare.

Il mezzo operava nei pressi del molo di Levante e l’operatore addetto alle manovre ha avuto appena il tempo per mettersi in salvo, prima che la motrice scivolasse in acqua.

Sul posto i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale con una squadra operativa, il Nucleo Sommozzatori ed il personale della Sezione Navale hanno effettuato le operazioni di recupero.

Protagonista della vicenda un uomo di 42anni di origine Favarese.
L’uomo aveva fatto perdere le sue tracce dopo esser uscito da casa, nel pomeriggio di ieri. I familiari, preoccupati per l’inconsueta assenza hanno sporto denuncia alla locale Tenenza dei Carabinieri.
Gli uomini comandati dal Ten. Giovanni Casamassima non hanno esitato rintracciando, questa mattina, il Favarese nel territorio del comune di Camastra e nei pressi di un impianto eolico.
Lo stato di salute dell’uomo non destano preoccupazione, lo stesso e stato riaccompagnato nella propria abitazione.
Ignari sono ancora le cause dell’allontanamento da parte dell’uomo.

Un uomo di 74 anni di Raffadali è morto travolto da un auto messa in fermo di parcheggio.

Il caso è accaduto tra Agrigento e Raffadali, in contrada “Marinisi” dove Francesco Diana di 74 anni aveva parcheggiato la sua Fiat Panda in una strada con pendenza.

Forse per il freno a mano non inserito l’auto si è messa in movimento travolgendo il proprietario.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri per le indagini ma purtroppo per il 74enne non c’è stato nient’altro da fare se non constatarne il decesso.