Home / 2019 (Pagina 71)

E’ stato rinviato a data da destinarsi, il convegno in programma questa mattina all’Istituto comprensivo “Roncalli” di Grotte, su “Il futuro del riciclo della plastica nell’economia circolare”, organizzato nell’ambito della Settimana europea della riduzione dei rifiuti.

Durante un ordinario controllo della Polizia stradale di Agrigento, i militari hanno attenzionato all’alt, un giovane a bordo di una moto che, però,  non si è accostato ma ha accelerato scappando verso le vie del paese.

La fine della sua corsa, però,  avviene quando dopo l’inseguimento della Polizia viene bloccato e poi multato di 10mila euro.

Il giovane era sprovvisto di patente.

 

Ieri, 11 novembre alle 17, due autovetture​ hanno imboccato contro mano la statale 640 – forse per la forte pioggia o perché sbadati!?!
Gli “sbadati”​ stavano per essere la causa principale di un incidente, forse anche mortale.​
All’altezza del centro commerciale Le Vigne le auto in contro senso, stavano per impattarsi con un altra autovettura guidata da un uomo di Ravanusa​ intento a superare un Tir.​
Attimi di paura e terrore, dopo aver scansato le auto degli “sdadati” al fortunato uomo e’ toccato il compito di chiamare le forze dell’ordine per rintracciarli prima che succedesse il peggio.

Silvio Berlusconi a Palermo non risponde al processo “Trattativa”. Forse Marcello Dell’Utri avrebbe confidato che smentisse l’assunto della sentenza di condanna in primo grado.

Silvio Berlusconi non ha prestato il necessario consenso a che la sua immagine fosse registrata in Aula. Pertanto, della sua comparsa a Palermo innanzi alla Corte d’Assise d’Appello, presieduta dal giudice Angelo Pellino, è testimone solo l’audio. E l’ex presidente del Consiglio, e leader fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, si è avvalso, “su indicazione dei suoi avvocati” (come ha sottolineato), della facoltà di non rispondere al processo di secondo grado sulla presunta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi. Berlusconi è stato citato dalla difesa dell’imputato Marcello Dell’Utri, condannato a 12 anni in primo grado, ed è stato ascoltato come indagato di reato connesso allorchè Berlusconi è attualmente indagato dalla Procura di Firenze come tra i mandanti delle stragi del ’93 e del ’94. Il difensore di Dell’Utri, l’avvocato Francesco Centonze, prima dell’audizione di Berlusconi, verosimilmente prevedendo che l’ex premier non avrebbe risposto, ha chiesto alla Corte d’Assise di acquisire una dichiarazione di Berlusconi, registrata nel corso di una conferenza stampa da Rai News, il giorno della condanna definitiva di Dell’Utri, il 20 aprile del 2018. E Centonze ha spiegato: “In quella occasione disse che il governo Berlusconi, nel 1994 o anche successivamente, non aveva mai ricevuto alcuna minaccia dalla mafia o dai suoi rappresentanti. E’ una dichiarazione che andrebbe proiettata in aula, magari anche prima dell’audizione del testimone”. La Procura Generale, tramite Giuseppe Fici e Sergio Barbiera, ha risposto “no, perché – hanno aggiunto – non siamo in uno studio Tv”. Anche la Corte ha bocciato la proposta dell’avvocato Centonze, e ha spiegato: “Il documento è stato già acquisito agli atti, e come dice la Cassazione non è necessario che la proiezione avvenga nel contraddittorio delle parti”. Pertanto, Silvio Berlusconi, assistito dall’avvocato Niccolò Ghedini e dal professore Franco Coppi, appena conclusa la sua breve dichiarazione, è letteralmente uscito di corsa dall’Aula, sfuggendo anche ai cronisti. Marcello Dell’Utri non è stato presente all’udienza. E’ a casa, a Milano, dove fino a dicembre prossimo sconta la condanna a 7 anni di reclusione che gli è stata inflitta per concorso esterno all’associazione mafiosa. A proposito del ritardo storico nell’ascoltare Berlusconi, la moglie di Dell’Utri, Miranda Ratti, lo scorso 24 settembre così commentò all’AdnKronos: “E’ meglio che non parlo, meglio che non dico quello che penso. Ricordo solo che la testimonianza di Berlusconi era stata ritenuta decisiva persino dalla Corte d’Assise d’Appello di Palermo. Qui c’è la vita di Marcello in gioco”. Forse, Marcello Dell’Utri avrebbe atteso e confidato che Berlusconi smentisse l’assunto su cui si fonda la sua condanna a 12 anni di carcere in primo grado al processo “Trattativa”, ossia di aver ricevuto, lui Berlusconi, per il tramite di lui, Dell’Utri, le minacce di Cosa Nostra quando è stato presidente del Consiglio, nel 1994. Con le minacce di nuove stragi, i boss mafiosi avrebbero puntato ad ottenere l’affievolimento del 41 bis e una legislazione più favorevole. Inoltre, dalla sentenza “Trattativa” di primo grado emerge che Berlusconi, anche nel periodo delle stragi e della sua presidenza del Consiglio, avrebbe continuato a pagare i boss mafiosi, proseguendo così il pagamento iniziato a metà degli anni ’70 per la protezione della sua famiglia dai sequestri di persona e dei suoi ripetitori Tv in Sicilia.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Giuseppe Amato (55 anni) e Giovanna Maria Immacolata Cottitto (31 anni), compagni nella vita e nella “professione”, sono stati arrestati (arresti domiciliari) in flagranza di reato, dagli agenti del commissariato di Palma di Montechiaro.
I due, Amato e Cottimo,​ sono accusati di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
La coppia è stata colta, nella propria abitazione con 35 grammi di cocaina e un bilancino di precisione.​
Alle ore 10.30, la coppia dovrà comparire al Tribunale di Agrigento, davanti al GIP Luisa Turco per l’udienza di convalida.

Nell’ambito dell’inchiesta buche d’oro, l’imprenditore favarese Calogero Pullara (40anni) titolare dell’omonima ditta individuale, torna in libertà.
Agli arresti domiciliari dallo scorso 18 ottobre, e stato scarcerato a seguito del l’accoglimento dell’istanza degli avvocati Giuseppe Barba ed Emilio Amoroso avanzata al Tribunale di Catania.
Calogero Pullara viene accusato dalle dichiarazioni dell’ingegnere Antonino Urso, ex capo centro manutenzione dell’Anas di Catania, di aver pagato una tangente di 18 mila euro per i lavori inerenti il risanamento della pavimentazione stradale in tratti saltuari della SS 284​ per un importo di 634.532,33 €.​

In seguito alle segnalazioni del personale stradale il Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio di Agrigento sta predisponendo la temporanea chiusura al transito della Strada Provinciale n. 17-B Siculiana-Raffadali. La chiusura è stata decisa dopo l’accertamento di condizioni di potenziale pericolo per gli automobilisti in seguito all’innalzamento del livello dell’acqua di un torrente che ha lambito un ponticello di attraversamento poco dopo l’inizio della SP 17 da Siculiana in direzione Raffadali, al km 0+100. In previsione di ulteriore peggioramento delle condizioni meteo la strada rimarrà chiusa sino a cessata emergenza, mentre i cantonieri continueranno nell’opera di monitoraggio della rete stradale.
Fango e detriti sono segnalati invece sulla SP n.55 in direzione Marina di Palma, mentre il personale dell’Ufficio di Protezione Civile del Libero Consorzio è intervenuto ad Agrigento in via Nenni per un allagamento. Ricordiamo che è attiva sin dalle prime ore dell’alba di stamani la sala operativa per la gestione delle​ emergenze sul territorio agrigentino, ed il numero 3336141869 per le segnalazioni.​ ​ ​ ​
​ Considerato il peggioramento delle condizioni meteo, si consiglia di mettersi in viaggio sulla rete stradale provinciale solo in caso di effettiva necessità, prestando la massima attenzione alle condizioni dei tracciati resi insidiosi da pioggia e fango. Massima attenzione infine nel comprensorio di Licata per una vera e propria tempesta (compresa una tromba d’aria) che si è abbattuta sulla cittadina e nei dintorni.

E’ stato diramato dalla protezione civile regionale un avviso di rischio idrogeologico e idraulico con livello di allerta rossa e fase operativa di allarme per la Sicilia orientale, allerta di livello arancione e fase operativa di preallarme nel resto della Sicilia. L’avviso è in vigore dal pomeriggio di oggi e fino alle 24 di domani. Sono previsti venti di burrasca sud-orientali con raffiche di burrasca forte o tempesta, forti mareggiate lungo le coste esposte e precipitazioni diffuse e persistenti a prevalente carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Nel primo pomeriggio, alle 15 circa, una tromba d’aria si abbatte sul porticciolo turistico, colpendo anche le zone limitrofe.
I danni sono ingenti, la forza del vento ha fatto volare via tetti e mura. La tromba d’aria ha anche distruttoil tetto del centro commerciale. Molta la paura tra la popolazione.
Innumerevoli che chiamate ricevute dagli uomini del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Licata, che sono intervenuti immediatamente sul luogo colpito dalla tromba d’aria.
Per il momento non si registrano persone in pericolo di vita.
L’Allerta è alta da parte degli uomini dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile, che continuano a monitorare la situazione climatica avversa.