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Un incidente stradale si è verificato lungo la Statale 189 che collega Agrigento e Palermo, all’altezza del bivio per Comitini.

Un furgone è uscito fuori strada, abbtattendo il guard-rail, per cause in fase di accertamento, ed ha finito la sua corsa ribaltandosi.

L’autista che era alla guida del mezzo è stato soccorso ed estratto dalle lamiere da altri automobilisti di passaggio e trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Mussomeli per le ferite riportate.

Il sinistro si è verificato a poca distanza dal luogo dove, lo scorso 16 gennaio, era avvenuto un altro incidente che era costata la vita ad un pensionato di Cammarata ed aveva visto il ferimento di altre tre persone.

 

 

“Ho seguito sulla stampa e sui media la querelle “San Sebastiano” con sano distacco.

I problemi di una comunità sono altri e queste argomentazioni, francamente, mi sono sembrate scelte politiche per distogliere le attenzioni su altri temi, come dire, più caldi.

Sono rimasto basito, però, nel leggere su un quotidiano locale che né il Sindaco Firetto, né l’Assessore Muglia avessero dato “specifico atto d’indirizzo” alla locale Polizia per la partecipazione alla cerimonia di San Sebastiano che ha avuto luogo a Raffadali. Cerimonia, sia ben chiaro, che non appartiene alla città di Raffadali ma a tutte le Polizie locali e che lo scorso anno è stata celebrata in Agrigento; ovvia la partecipazione sia della mia Amministrazione sia della Polizia locale.

Ancor di più (basito) quando leggo che l’Ass. Muglia ha dichiarato che “l’uso del gonfalone non è stato autorizzato” e che, quindi, la presenza dello stesso è frutto di un equivoco, di un silenzio-assenso quasi (anzi senza quasi) a voler prendere le distanze dalla città da me amministrata.

Voglio ricordare all’Ass. Muglia che agire come Ponzio Pilato non è rispettoso nei confronti dell’Amministrazione Comunale che ha ospitato la manifestazione, e principalmente non è rispettoso nei confronti della Polizia Locale dei comuni agrigentini.

Nelle nostre realtà il ruolo del Corpo della Polizia Municipale è fondamentale per il controllo e la gestione della vita della nostra città, sono il primo presidio di legalità nel territorio e devono affrontare e gestire quotidianamente, oltre ai problemi della sicurezza nelle strade e nelle piazze anche, in una visione più ampia, i rapporti con i cittadini con il suo complesso, e non meritano dalla Politica tali comportamenti.

Vorrei ricordare, ancora, all’Ass. Muglia che, in occasione del “giro d’Italia 2018”, la Sua Amministrazione non ha lesinato fiato nel chiedere, per il mio tramite, sostegno alla Polizia locale di Raffadali per potenziare i servizi di viabilità. Ben 4 ispettori (ossia il 50% della forza) son venuti “a gratis” a dar man forte ai colleghi agrigentini. Guarda caso nessuno si è chiesto quale costo abbia dovuto sostenere la mia Amministrazione in termini di disservizio locale e di spesa.

In un’ottica di fattiva collaborazione tra Enti locali e di coordinamento tra forze di Polizia ritenevo e ritengo istituzionalmente corretto fornire solidarietà e soccorso reciproco.  Spero tanto che l’Amministrazione di Agrigento esca dal suo splendido isolamento e che possa fare da traino alle esigenze dei comuni viciniori iniziando col dare cittadinanza alle loro iniziative.

Concludo per confermare la piena e totale disponibilità “a gratis” della locale Polizia alle esigenze della Città capoluogo.

La prossima volta abbia la città capoluogo la sensibilità di offrir loro almeno il pranzo”.

Gerlando Russotto torna libero per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Il 28enne favarese, tirato in ballo dalle dichiarazioni dell’aspirante collaboratore di giustizia (ed ex cognato) Mario Rizzo, è stato scarcerato. 

Resta ovviamente invariato l’impianto accusatorio nei suoi confronti. Russotto è stato arrestato il 2 agosto scorso dagli agenti della Squadra Mogile di Agrigento, guidata da Giovanni Minardi, in seguito alle dichiarazioni dell’ex cognato Mario Rizzo, 32 anni, che aveva svelato i retroscena in merito al tentato omicidio di un ristoratore empedoclino in Belgio, Saverio Sacco. 

Il Riesame, aveva accolto in parte il ricorso dell’avvocato Salvatore Cusumano, derubricando il reato da tentato omicidio a lesioni. Russotto, però, era rimasto in carcere per un’altra vicenda, nata sempre dalle dichiarazioni di Rizzo. Si tratta del ritrovamento di armi trovate il 29 maggio scorso in un sottotetto del condominio in cui Russotto abita.

 

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la sezione penale del Tribunale presieduta da Giuseppe Miceli ha emesso la sentenza di primo grado nei confronti di tre imputati nell’ambito dell’inchiesta su presunti illeciti connessi alle attività dell’ente di formazione Ecap di Agrigento. Si tratta dell’ex presidente, l’avvocato Ignazio Valenza, 55 anni, del maresciallo dei Carabinieri, Antonino Arnese, 52 anni, a capo del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Agrigento, che risponde di concorso in corruzione perché Valenza gli avrebbe assunto un familiare in cambio di ispezioni sul lavoro blande, e poi Vincenzo Mangiavillano, 65 anni, maresciallo dei Carabinieri ed ex comandante della Sezione di Polizia giudiziaria alla Procura di Agrigento oggi in pensione, che risponde solo di rivelazione di segreto d’ufficio. Ebbene, i giudici hanno condannato a 2 anni di reclusione ciascuno per corruzione il maresciallo dei Carabinieri Antonio Arnese e l’avvocato Ignazio Valenza. E’ stato assolto Vincenzo Mangiavillano. L’avvocato Valenza è stato assolto dalle altre imputazioni di calunnia, tentata estorsione e peculato attinenti alla gestione dei fondi destinati ai pagamenti degli stipendi del personale.

 

Un soccorritore del 118 libero dal servizio ha salvato la vita a un bimbo che era in preda a una crisi respiratoria. È accaduto all’interno del Centro commerciale ”Città dei Templi” di Villaseta, una frazione di Agrigento, dove il piccolo- tre anni- aveva perso i sensi nei pressi della zona ristorante.

La madre del bimbo ha subito cercato aiuto e tra i presenti c’era Ezio Catalosi, soccorritore della Seus (postazione “Alfa 16” di Porto Empedocle), il quale ha immediatamente eseguito con successo le manovre di primo soccorso.

Il bimbo ha ripreso conoscenza e nel giro di pochi minuti è arrivata sul posto anche un’ambulanza del 118. Catalosi è stato ringraziato con parole commosse dalla mamma del piccolo e ha ricevuto numerosi attestati di stima dai presenti all’interno del centro commerciale.

E sulla vicenda a lieto fine arriva pure un encomio dalla Seus, la Partecipata della Regione che cogestisce il servizio di emergenza-urgenza 118 in Sicilia.

A nome del Cda (composto anche da Pietro Marchetta e Gaetana Pontrelli) il presidente Davide Croce sottolinea: “Ad Ezio Catalosi va il nostro plauso per la grande professionalità che ha dimostrato. Siamo orgogliosi di lui e di tutti gli operatori che a vario titolo prestano servizio nel sistema di emergenza-urgenza in Sicilia, svolgendo quotidianamente il proprio lavoro come una missione, con grande spirito di sacrificio e indubbie competenze”.

Le indagini che all’alba di oggi hanno portato all’arresto del vicesindaco di Erice (Trapani) Angelo Catalano, accusato di corruzione e abuso d’ufficio “hanno permesso di accertare”, come afferma il Gip nel provvedimento, ”una pluralità d’illeciti attuati da Catalano, con spregiudicatezza e disprezzo verso l’amministrazione d’appartenenza, derivante dal fatto che, essendo ormai abituato al potere ed a servirsi del proprio ruolo, ha realizzato interessi personali e privati, ritenendosi al di sopra della legge, tanto da non temere verifiche e controlli”.

In queste condotte illecite, “ricorrendo all’inganno e mettendo in secondo piano il pubblico interesse, in concorso con taluni appartenenti all’amministrazione comunale ericina, nonché alcuni consiglieri comunali, Catalano manipolava imprenditori che, pur di accaparrarsi appalti per conto dell’amministrazione, distoglievano risorse pubbliche per gli interessi personali di Catalano o per quelli di taluni consiglieri comunali vicini allo stesso”.

 

Il Libero Consorzio si dota di un nuovo regolamento da utilizzare per la gestione dei servizi specialistici volti all’inclusione scolastica degli studenti con disabilità frequentanti le scuole secondarie di 2° grado.

Il Regolamento disciplina l’erogazione del servizio di assistenza scolastica specialistica per l’autonomia e la comunicazione, previsto dall’art. 13 comma 3 della Legge 104/1992 e della normativa vigente in materia, in favore degli studenti disabili, residenti nei Comuni del Libero Consorzio Comunale di Agrigento che frequentano le scuole secondarie di 2° grado.

Il Regolamento approvato dal Commissario Straordinario Girolamo Alberto Di Pisa, su proposta del settore “Solidarietà Sociale, Politiche della Famiglia e Pari Opportunità, Attività Culturali e Sportive”, disciplina, altresì, l’erogazione del servizio igienico-personale, che potrà essere assicurato, eccezionalmente, sempre in favore degli stessi studenti disabili. I destinatari del servizio sono gli studenti, di età non superiore agli anni 24, con disabilità fisica, e/o psichica e/o sensoriale, in possesso della certificazione dello stato di disabilità la cui gravità comporti una significativa limitazione di autonomia in ambito socio-relazionale e di comunicazione tale da richiedere assistenza specifica nella sfera individuale e/o in quella di relazione. Il servizio richiesto e le figure professionali necessarie, inoltre, devono risultare dagli atti di programmazione scolastica ed, in particolare, devono essere previste dal Piano Educativo Individuale.

I servizi previsti nel regolamento vengono assicurati dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento e sono gestiti in maniera indiretta tramite Soggetti Terzi iscritti all’Albo regionale nella Sezione inabili ed accreditato tramite iscrizione nel registro istituito presso l’Ente. Il regolamento approvato prevede all’art. 5 quali sono i requisiti per potersi iscrivere nel registro.

 Il servizio offerto si sviluppa attraverso l’utilizzo di operatori aventi specifiche competenze nel campo dell’handicap, la cui tipologia sarà individuata dalla scuola che richiede l’intervento.

La Giunta Municipale, nella serata di ieri, con deliberazione N° 12, dichiarata immediatamente esecutiva,  ha approvato il Piano di Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza e l’Integrità – per il triennio 2019 – 2021 e nominato, quale responsabile all’interno dell’Ente, il Segretario Generale Pietro Amorosia (peraltro estensore del piano nel breve tempo in cui è ufficialmente a Licata)  che, per lo svolgimento dei compiti derivanti da tale decisione, si avvarrà del supporto dell’Ufficio Controlli Anticorruzione, Trasparenza e Controlli Interni. 

Alla base della decisione adottata ieri dall’esecutivo, l’intendimento del Sindaco Giuseppe Galanti, di mantenere la legalità all’interno dell’Ente , dando piena applicazione a quanto espressamente previsto dalla legge n° 190 del 6/11/2012, recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, e del successivo decreto legislativo 14 marzo 2013 n° 33, recante norme per il riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni da parte della P.A. Che prevede la presenza di un responsabile per la prevenzione e corruzione chiamato a svolgere le funzioni di responsabile per la trasparenza.

Con la deliberazione, la Giunta ha formalmente demandato i dirigenti, ciascuno per la propria competenza, pena le responsabilità  consequenziali anche di natura disciplinare, l’attuazione del Piano, con l’obbligo di mettere in atto, nel rispetto dei tempi, tutte  le attività necessarie. 

 <<Oltre che a dare esecuzione ad un obbligo di legge – sono le parole del Sindaco Galanti – l’adozione del piano mira a responsabilizzare ogni singolo dipendente dell’ente nel modo in cui agire, operare e comportarsi nell’espletamento del proprio dovere al servizio della collettività. E il primo dei doveri per chi opera all’interno della pubblica amministrazione, chiaramente è quello di agire nel rispetto delle leggi,  con imparzialità, trasparenza ed assoluta onestà. E compito dell’Amministrazione è quello di garantire, al cospetto della cittadinanza, che tutto ciò avvenga>>.

Il Comandante della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, Capitano di Fregata Gennaro Fusco, ha emesso una propria ordinanza, la n. 5/2019 del 31 gennaio 2019, con la quale viene interdetto oltre 150 metri di specchio acqueo in località Eraclea Minoa del Comune di Cattolica Eraclea. 

Con l’ordinanza, consultabile sul sito http://www.guardiacostiera.gov.it/porto-empedocle/Pages/ordinanze.aspx , è fatto divieto di navigazione, ancoraggio, pesca, balneazione ed ogni altra attività di superficie e subacquea, fino alla cessazione del pericolo, nel tratto di mare compreso tra 150 metri dal limite est della concessione demaniale marittima relativa allo stabilimento balneare “Lido Garibaldi” e Capo Bianco, località Eraclea Minoa del Comune di Cattolica Eraclea, per una distanza di 50 metri dalla costa.

L’Ordinanza di interdizione si è resa necessaria a seguito del sopralluogo espletato dal personale della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle congiuntamente ai funzionari dell’Ufficio Territorio e Ambiente della Regione Siciliana  e dal sindaco del Comune di Cattolica Eraclea, al fine di rilevare le condizioni di generale  degrado ambientale dovuto agli effetti dell’erosione costiera sulle condizioni di sicurezza della pineta adiacente l’arenile e delle strutture balneari ivi presenti in regime di concessione demaniale marittima.

Situazione evidenziata anche con video pubblicati sul web che documentavano lo stato dei luoghi interessati alla caduta di alberi sull’arenile e relativo specchio acqueo prospicente la pineta che costituiscono potenziale nocumento per la pubblica incolumità.

Spetta all’Amministrazione comunale, così come previsto dall’art. 54 del D.Lgs 18/08/200 n. 267, realizzare gli apprestamenti atti ad impedire la fruizione dell’area nonché a ripristinare la sicura utilizzazione degli stessi e ad avvertire la collettività del pericolo tramite apposizione di cartelli monitori e segnaletica, l’istallazione di una recinzione atta ad impedire l’accesso all’area interessata dall’Ordinanza.

Nel tratto di costa interessato restano in vigore altri divieti di accesso, di transito e di sosta di persone e autoveicoli, balneazione e stazionamento di unità navali di cui all’Ordinanze n.28/2008 del 07/08/2008.