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Dopo innumerevoli solleciti da parte dell’associazione ambientalista MareAmico, la società Girgenti Acque interviene sul tubo fognario poggiato sulla spiaggia di Mare Nostrum, nei pressi della villetta Pertini, a San Leone, in balia delle onde e a rischio di inquinamento. Il tubo è stato sostituito e interrato: una soluzione che MareAmico non ritiene esaustiva “allorchè – spiega – sarebbe stato più opportuno trasferire e sotterrare il tubo nella strada soprastante alla spiaggia, ma, purtroppo, l’Ati ha bocciato il progetto”.

L’amministrazione comunale informa che i prossimi 8 – 13 – 15 – 19 – 22 – 27 e 29 marzo, tramite il comando della polizia locale, è stato predisposto un servizio di controllo con “street car” mirato ad arginare la sosta selvaggia e accertare le auto prive di copertura assicurativa e non revisionate. Ecco l’elenco delle vie interessate:

  CENTRO CITTA’:via Orfane,Barone,Palma,piazza Pirandello,Vittorio Emanuele,Rosselli,via ragazzi del 99,Madonna delle Rocche,Cimarra,Regione Siciliana,Mattarella,Mazzini,viale della Vittoria, via Duse,Papa Luciani,Cicerone,San Vito,Picone,Minerva,De Gasperi,Imera,XXV Aprile, piazza Moro, via Atenea,Pirandello,San Francesco, Formica,Empedocle,traversa Ortolani,piazza Ravanusella, via Plebis Rea,Duomo, San Girolamo,Matteotti,Bac Bac,Amendola,Acrone,Esseneto,Sturzo,Callicratide, Dante,Manzoni,Caruso Lanza,Monti,Rapisardi,degli Svevi,Solferino,Graceffo, Crispi,Demetra,panoramica dei Templi,viadotto Morandi e tutte le strade che intersecano le predette vie. QUARTIERI PERIFERICI:Ospedale “San Giovanni di Dio, piazzale e strade interne. VILLAGGIO MOSE’ – SAN LEONE:via Leonardo Sciascia,dei Fiumi,Sirio, viale Cannatello, via Magellano, viale delle Dune,dei Pini,Viareggio, via Maddalusa, viale Falcone – Borsellino, dei Giardini e tutte le strade che intersecano le predette vie. MONSERRATO – VILLASETA:via Bonfiglio,Mongitore,Efebo,caduti di Marzabotto,della Concordia,Zunica, Lipari,viale Monserrato, via fra’Simone da Lentini e tutte le strade che intersecano le predette vie. FONTANELLE:viale Sicilia, via Accursio Miraglia, via Di Giovanni, via Pona e tutte le strade che intersecano le predette vie. MONTAPERTO:via Rosario,Gorizia,San Giuseppe,Roma e tutte le strade che intersecano le predette vie. GIARDINA GALLOTTI:via Belvedere,Napoli,Messina e tutte le strade che intersecano le predette vie. 

Hanno aspettato l’orario di apertura, poco prima delle 7, per fare irruzione all’interno del distributore di carburanti Nuara lungo la strada statale 189 e mettere a segno una rapina. 

Sono arrivati a bordo di un’auto: erano in tre, tutti incappucciati e ben due di loro armati di pistola. 

Sotto le minacce delle pistole hanno intimato al benzinaio di consegnare l’incasso riuscendo a guadagnarsi una via di fuga poco dopo. Nonostante l’immediato allarme con posti di blocco predisposti da polizia e carabinieri i tre malviventi sono riusciti a scappare ma adesso sulle loro tracce ci sono gli agenti della Squadra Mobile di di Agrigento. 

Importante sarà ricostruire quanto accaduto sentendo il benzinaio e vedendo le immagini delle telecamere. Ancora da quantificare il bottino.

 

Altri particolari emergono nell’ambito dell’inchiesta “Kerkent”, tra il ruolo di Antonio Massimino, i rapporti con Lombardozzi, e le dichiarazioni del pentito Quaranta.

Antonio Massimino, già arrestato nel 1999 e nel 2005 nell’ambito delle inchieste antimafia “Akragas” e “San Calogero”, avrebbe assunto il timone della famiglia mafiosa di Agrigento-Villaseta, direttamente investito di tale carica dal boss Cesare Lombardozzi, morto nel frattempo.
E poi, l’autorevolezza e il carisma di Antonio Massimino sarebbero stati utili a mediare affari e a risolvere controversie, anche un grave contrasto per il quale una delle due parti in causa gli ha chiesto, prima della mediazione, l’autorizzazione a commettere un omicidio per il torto subito.
E poi, i locali adibiti ad un autolavaggio a Villaseta in uso a Giuseppe Messina, 38 anni, di Agrigento, sarebbero stati base operativa per il gruppo criminale, sede logistica di incontri, riunioni e per lo smistamento della droga.
E poi, per l’approvvigionamento della droga vi sarebbero stati il canale calabrese della ‘Ndrina Accorinti, il palermitano da parte della famiglia della Noce, e di Palma di Montechiaro da un gruppo stiddaro, tra cocaina, marijuana, hashish ed anche ketamina.
E poi, un agrigentino di 38 avrebbe truffato il commerciante di automobili Salvatore Ganci, pagandogli un’automobile con un assegno risultato scoperto. Il 38enne, e la sua convivente di 34 anni, sarebbero stati attirati con un inganno in un magazzino, e, in presenza dei sequestratori armati, i due sarebbero stati minacciati di morte, obbligati a restituire subito l’automobile, e lei, la donna, sarebbe stata oggetto di vari e ripetuti palpeggiamenti nelle parti intime da parte di Antonio Massimino.
E poi, il pentito Giuseppe Quaranta, di Favara, su Antonio Massimino si è espresso così: “Antonio Massimino è a capo del mandamento Agrigento Villaseta. Lavora con la cocaina e con le estorsioni. Antonio Massimino l’ho incontrato una sola volta dopo che uscì dal carcere all’autolavaggio di Villaseta. Io non ero più reggente a Favara perché posato. Lui mi voleva ringraziare perché mi stavo impegnando per fare avere, non ricordo a chi, un chiosco a San Leone. Antonio Massimino mi disse che se volevo continuare, dato che ero nella corrente di Fragapane che mi aveva posato, mi inseriva coi Falsoniani. Dissi che non mi interessava più e lui mi disse che non dovevo più fare estorsioni ed altro a Favara, neanche sotto banco. Dissi che sarei stato fermo e mi arrabbiai pure. Antonio Massimino dopo essere uscito dal carcere prese la reggenza di Agrigento, anche se Cesare Lombardozzi non lo gradiva particolarmente e me lo disse perché Massimino è un po’ schizofrenico, fa casini, truffe, si immischia su tutto. Non tutti lo accettano. Lui, Lombardozzi, non era propenso a dare reggenza a Massimino, ma lo fece per evitare complicazioni, anche se gli mandò a dire che andava bene purché non disturbasse il gruppo Lombardozzi e i Falsoniani. Quanto a me, mi propose di nuovo di legarmi a loro, ma io dissi che non volevo più avere a che fare con queste cose”.
E poi, a testimonianza dei rapporti tra Antonio Massimino e Cesare Lombardozzi, lo stesso Massimino, intercettato, racconta ad un affiliato di essersi più volte incontrato con Lombardozzi al cimitero, ad Agrigento, in una cappella cimiteriale.
E poi, agli atti dell’indagini, vi è anche una fotografia frutto di un’intercettazione ambientale, che ritrae Antonio Massimino intento a minacciare con un cacciavite il presunto affiliato Alessio Di Nolfo.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

L’operazione Kerkent, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, ha permesso di disarticolare un’associazione a delinquere con base operativa ad Agrigento e ramificazioni, in particolare, nel palermitano ed in Calabria, dedita all’organizzazione sia degli aspetti operativi che di quelli logistici di un’intensa attività di traffico di sostanze stupefacenti, attraverso uno strutturato gruppo criminale armato.

Fra gli arrestati anche il capo del gruppo ultras della Juventus “Quei Bravi ragazzi, ossia Andrea Puntorno, tra i 32 arrestati nel contesto dell’operazione “Kerkent” eseguita stanotte dal personale della Dia di Agrigento e dai carabinieri. Questi gli altri uomini raggiunti da misura cautelare che rivela ed anzi rafforza il legame tra le cosche mafiose agrigentine e le ndrine calabresi con riferimento al traffico di droga. E’ accusato di avere fornito all’associazione diretta da Antonio Massimino, della quale non ha fatto parte, un contributo concreto e causalmente idoneo a provocarne il rafforzamento mettendo gli esponenti di detta associazione in contatto con soggetti vicini alla ‘ndranghera calabrese in grado di fornire con continuità sostanze stupefacenti di varia natura

Ecco le persone raggiunte dalla misura cautelare: James Burgio, 25 anni di Porto Empedocle, inteso “Jenny”; Salvatore Capraro, di Villaseta (Agrigento) 19 anni; inteso “Ascella”; Angelo Cardella, 43 anni di Porto Empedocle; Marco Davide Clemente, 25 anni di Palermo inteso “Persicheddra”; Fabio Contino, 20 anni di Agrigento;  Sergio Cusumano,56 anni di Agrigento; Alessio Di Nolfo, 33 anni di Agrigento; Francesco Di Stefano, 43 anni di Porto Empedocle, detto “Francois”; Daniele Giallanza, 47 anni di  Palermo inteso “Franco”;

Eugenio Gibilaro, 45 anni di Agrigento; Angelo Iacono Quarantino, 24 anni di Porto Empedocle; Pietro La Cara, 42 anni di Palermo,  inteso “Pilota’ o “Corriere”; Domenico La Vardera, 38 anni,   inteso “Mimmo”; Francesco Luparello, 45 anni di Realmonte; Domenico Mandaradoni, 31 anni di Tropea e residente a Francica; Antonio Massimino, 51 anni diAgrigento;  Gerlando Massimino, 31 anni di Agrigento; Saverio Matranga, 41 anni di Palermo; Antonio Messina, 61 anni di Agrigento inteso “Zio Peppe”; Giuseppe Messina, 38 anni di Agrigento; Messina Valentino, 56 anni di Porto Empedocle; Liborio Militello, 58 anni di Agrigento; Gregorio Niglia, nato Tropea e residente a Briatico, 36 anni; Andrea Puntorno, 42 anni di Agrigento; Calogero Rizzo, 49 anni di Raffadali; Francesco Romano, 33 anni nato a Vibo Valentia e residente a Briatico; Vincenzo Sanzo, 37 anni di Agrigento, inteso “Vicè ovu’; Attilio Sciabica, 31 anni di Agrigento; Luca Siracusa, 43 anni di Agrigento; Giuseppe Tornabene, 36 anni di Agrigento  inteso “Peppi lapa’; Calogero Trupia, 34 anni di Agrigento inteso “Cuccu” e  Francesco Vetrano, 34 anni di  Agrigento, inteso “nivuru.

I carabinieri hanno arrestato i due fiancheggiatori (posti ai domiciliari) del boss di Agrigento Antonio Massimino. Si tratta di Gabriele Miccichè, 28 enne di Agrigento, ritenuto braccio operativo del boss Massimino e Salvatore Ganci, 45 enne del luogo, commerciante di autovetture.

Read more at https://www.grandangoloagrigento.it/apertura/operazione-kerkent-tra-gli-arrestati-anche-il-capo-ultras-della-juventus-tutti-i-nomi#F0kTkGFfUG160mfe.99

 

A scanso di equivoci precisiamo che la nostra lotta per la trasparenza, fra tanti motivi che non sta a noi chiarire, riguarda quali criteri sono stati adottati nella distribuzione economica pubblicitaria per scegliere questo quotidiano on line e non un altro. Non entriamo nel merito se fra i quotidiani privilegiati (non spetta a noi) ne risultano alcuni ancora di più privilegiati; si passa da un importo di mille euro ad un altro di duecento; si tratterà di una valutazione del tutto “avveniristica” che solo il direttore del Parco Giuseppe Parello e il RUP della sagra (continuiamo a chiamarla così) Carmelo Bennardo conoscono, visto e considerato che tutti i quotidiani on line possono offrire lo stesso servizio ed in egual misura sono visibili in tutto il mondo.

Si chiede trasparenza e ci siamo rivolti agli organi preposti. Una richiesta di trasparenza che riguarda, fra le altre cose, un ipotetico “incasso” di 156 euro.

Una cosa è certa: questo giornale non è stato contattato da nessuno impiegato o dirigente del Parco, cosa che è stata fatta con i quotidiani beneficiari della pubblicità. Anzi, su suggerimento del RUP Carmelo Bennardo questo giornale ha scritto la proposta al Parco, allo stesso Bennardo ed al capo della segreteria del Parello. Nessuno ha risposto. Dobbiamo sottolineare che il suggerimento del Bennardo è avvenuto soltanto dopo una serie innumerevole di nostre richieste per conoscere le intenzioni del Parco intraprese sulla promozione pubblicitaria. Chi scappava a destra, chi a sinistra, chi non rispondeva. Noi li abbiamo rincorsi e alla fine abbiamo ottenuto quel: “Scrivete la proposta!!!”

Ieri, in altro articolo, abbiamo scritto di una nostra sempre più probabile appartenenza ad una lista nera, redatta da Parello e che ha colpito questo ed altri quotidiani on line. Infatti, sia il RUP Bennardo sia il dirigente che redige le determine ci hanno detto (balbettando) a chiare lettere e in tutte le salse: “Noi riceviamo solo ordini…” 

Ordini da chi? Chi c’è più in alto del RUP Carmelo Bennardo? Indovinate voi, gentili lettori, o indovino io?

RUP significa: Responsabile Unico del Procedimento; davvero un bel modo di essere il Responsabile Unico…

Ecco perchè abbiamo deciso di titolare questo articolo…”Casa Parello”.

In attesa di notizie dagli organi preposti ai quali ci siamo rivolti (a proposito, il nostro articolo di ieri è finito sulle pagine nazionali del sito “Osservatorio Anticorruzione”), abbiamo deciso di pubblicare le tabelle economiche per ogni quotidiano cartaceo, televisivo e on line.

Il tutto per rendere sempre più edotti i nostri gentili lettori.

N.B. Questo giornale ha sempre dato la possibilità a tutti di pubblicare commenti sorvolando spesse volte anche sull’identità dell’autore. Nell’articolo di ieri abbiamo ricevuto qualche commento assolutamente diffamatorio e pieno di insulti nei confronti di questo giornale e del sottoscritto. Non nascondiamo alcuna difficoltà a pubblicarne il contenuto (senza denunciare alcuno), ma a patto che l’autore non si celi vilmente e da meschino dietro nick name fasulli. 

I Segretari Generali di CGIL CISL UIL Agrigento (Raso, Saia ed Acquisto) insieme ai Segretari delle Categorie  FILCTEM CGIL FEMCA CISL UILTEC UIL (Munda, Piraino, Manganella) e FIOM CGIL, FIM CISL e UILM UIL (Cipolla, Sessa, Sammartino), hanno incontrato stamattina il Prefetto di Agrigento sul futuro del Sistema Idrico Integrato.

Le Organizzazioni Sindacali hanno espresso la loro preoccupazione perché, fino ad ora, nel dibattito sulla gestione del servizio idrico integrato, non ha fatto ingresso la “questione lavoro” con tutte le sue implicazioni ed urgenze.

Per le OO.SS. l’ATI deve dotarsi di un nuovo “piano d’ambito” e la nuova Società di gestione (qualunque sia la soluzione che i Sindaci sceglieranno) un nuovo “piano industriale” che parta dall’esigenza di non diminuire i livelli occupazionali fin qui raggiunti dall’insieme dei Lavoratori che hanno lavorato alle dipendenze del S.I.I. (sia pure sotto varie denominazioni societarie); in questo ambito vanno ricompresi i recenti licenziamenti e quanti sono prossimi allo scadere del contratto con Hydortecne Srl.

Questo patrimonio di professionalità e competenza va tutelato e trasferito nella nuova gestione.

Nel corso dell’incontro sono emerse le problematicità complessive che incontra la gestione commissariale della Società Girgenti Acque Spa su cui ovviamente è viva l’attenzione della Prefettura e del Sindacato, alcune delle quali rimandano all’irrisolta questione del rapporto con la gestione di Sicilia Acque.

Il Sindacato ha chiesto al Prefetto di farsi carico delle questioni poste e di indire un nuovo incontra allargato alle presenze di ATI e gestione commissariale per affrontare le questioni presenti e future del servizio.

Nello scorso fine settimana, nell’ambito di specifici servizi finalizzati al contrasto alle cosiddette “stragi del sabato sera”, le pattuglie della Sezione Polizia Stradale di Agrigento e dei Distaccamenti nella provincia hanno sanzionato tre conducenti sorpresi a guidare in stato di ebbrezza alcolica, tra due uomini ed una donna. Si tratta di S G, sono le iniziali del nome, 43 anni, di Palma di Montechiaro, poi B S C, 40 anni, di Agrigento, ed A A, 22 anni, di Agrigento. Complessivamente sono state accertate 48 infrazioni al codice della strada, ritirate 5 patenti di guida e 2 carte di circolazione, sequestrati 2 veicoli, e decurtati 73 punti-patente.

Le associazioni dei costruttori edili, comprese nell’Ance, intervengono a seguito della notizia secondo cui i sindacati di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto il ritiro del disegno di legge all’esame dell’Assemblea Regionale “che finalmente – sottolineano i costruttori – limita la corsa ai ribassi anormalmente elevati e crea un argine all’ingresso della criminalità organizzata nei cantieri”. Le stesse associazioni affermano: “I sindacati, che hanno da sempre condiviso con noi le battaglie contro i ribassi eccessivi nelle gare d’appalto che favoriscono l’infiltrazione della criminalità organizzata nelle opere pubbliche, ora chiedono il ritiro del disegno di legge all’esame dell’Ars che finalmente limita la corsa ai ribassi anormalmente elevati. Non è possibile che i sindacati vogliano la mafia negli appalti, si tratta sicuramente di fake news! Cgil, Cisl e Uil chiariscano subito o sarà inevitabile la rottura del fronte unitario del mondo delle costruzioni, che nel caos politico e nella debolezza delle istituzioni è l’unica paratia a tenuta stagna rimasta a impedire che il mercato siciliano delle opere pubbliche affondi sotto le bordate dei comitati d’affari e della concorrenza sleale”.

Prosegue serrata l’attività dei Carabinieri agrigentini a tutela dell’ambiente ed a contrasto al fenomeno degli abbandoni incontrollati di rifiuti sul territorio. I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno ispezionato alcune piazzole di sosta, lungo la strada statale 122 ter e la 640, ed hanno scoperto rifiuti di vario tipo, anche speciali e pericolosi, tra cui, in particolare, pneumatici, elettrodomestici, contenitori di oli esausti, parti di autovetture e materiali inerti riconducibili ad attività edili. Le tre aree interessate, estese complessivamente circa 400 metri quadri, sono state opportunamente delimitate e sequestrate, e poste a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa delle successive opere di bonifica.