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Sette interminabili mesi sono ormai trascorsi da quel 12 Agosto quando Gessica Lattuca scomparve da Favara.

Dopo i racconti dell’ormai ex supertestimone e dopo aver appurato che dentro i due loculi nel cimitero di Piana Traversa tutto era perfettamente in ordine togliendo, quindi, il dubbio che il cadavere di Gessica poteva trovarsi li grazie all’intervento dei periti e degli inquirenti che dopo l’estumulazione hanno dichiarato esito negativo. Di Gessica nessuna traccia.

E allora si ricomincia. Si riparte da zero.

Si ricomincia a ripercorrere le varie piste che ormai sembrano essere legate alla scomparsa della donna e proprio tra le tante piste si inizia da quella dei ricatti, delle estorsioni che, si dice, venivano fatte da Gessica insieme ad altre tre persone di cui due ragazze per via di un video a sfondo sessuale che probabilmente vedeva protagoniste le ragazze stesse.

Naturalmente, tutto sempre al vaglio degli inquirenti, si continua a battere pugno cercando di venire a capo di questa triste e sconcertante vicenda. Ricominciano , quindi, gli interrogatori che nel reparto investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Agrigento avente sede a Villaseta,  sono state ascoltate due ragazze ed un ragazzo che risultano essere persone informate sui fatti ma non iscritte nel registro degli indagati, sempre in merito alle estorsioni che pare siano state praticate verso due uomini di Favara.

Un cinquantenne impiegato e un sessantenne, entrambi sposati e con prole, pare siano stati vittime dei ricatti e sembrano aver subìto numerose pressioni con richiesta di denaro, da parte delle donne, affinchè non venissero divulgati in rete i video hard o, addirittura, mostrati alle consorti dove gli stessi venivano immortalati in situazioni che sottolineano palpeggiamenti e avances. I due uomini hanno, così, denunciato il fatto.

Le vittime vennero fuori solo quando i militari dell’arma controllavano i tabulati telefonici dove si vedevano far parte numerose persone intorno a Gessica, il tutto accompagnato anche da vari messaggi che possono risultare sospetti.

Si ha notizia di un altro ragazzo, favarese, risentito nei giorni scorsi nella Tenenza di Favara, in merito alla fornitura di sostanze stupefacenti che veniva usata nel giro di prostituzione dove pare fosse coinvolta anche Gessica.

La speranza di poter risolvere il caso di Gessica Lattuca esiste ancora. Si attende il giusto momento per far completa luce tra le tante ombre che si sono disseminate durante questi mesi durante la scomparsa della ragazza.

Anche quest’anno, a Ravanusa, grandi festeggiamenti in onore di San Giuseppe, uno dei santi più venerati nel comune agrigentino. La festa che si celebra in suo onore è molto suggestiva e fa parte delle tradizioni popolari di Ravanusa. I fedeli che hanno ricevuto una grazia particolare per intercessione del Santo allestiscono “la tavola”: si tratta di una esposizione di prodotti tipici locali, frutta, dolci, torte di varie forme e gusti, pani dalle forme più svariate, piatti preparati per l’occasione e bottiglie di vino, il tutto disposto su tavole riccamente ornate con tovaglie ricamante, statue raffiguranti i personaggi della Sacra Famiglia, lumi antichi, cesti di vimini, vasi e altri ornamenti. Oltre alle tavole alcune famiglie allestiscono delle cappelle, riproducono la grotta dove trovò alloggiò la Sacra Famiglia e preparano la recita che rievoca la persecuzione di Erode e la fuga in Egitto con i vari personaggi in costume: S. Giuseppe, la Madonna, Gesù Bambino, due Angeli e il portinaio.

Anche quest’anno sono state allestite diverse tavole (da privati e da varie associazioni locali) che sono state visitate, come da tradizione, da una moltitudine di persone uno o due giorni prima del giorno di San Giuseppe. Fra le altre, quella preparata dal CIF, con la partecipazione dei ragazzi disabili, e quella preparata, in un locale sito lungo il Corso della Repubblica, dal Convegno di cultura Maria Cristina di Savoia. L’associazione laicale e femminile, nata a Roma nel 1937 quale “Opera” dipendente dall’Unione Donne di Azione Cattolica, e riconosciuta dall’Autorità Ecclesiastica nel 1973, è sorta a Ravanusa 26 anni fa grazie al compianto padre Lana. La prima presidente fu Gina Noto Termini mentre attualmente la presidente del movimento di Ravanusa è Lilla Aronica. Sono stati esposti diversi prodotti destinati alla beneficenza (pasta, latte, riso, biscotti e quant’altro) disposti su una tavola coperta da un elegante tappeto e ornata da arance e limoni. In un angolo, inoltre, un quadro rappresentante il Santo, l’esposizione delle sue vesti e la scritta “W S. G.” (Viva San Giuseppe) creata con il pane.

Diverse, quest’anno, le manifestazioni collaterali organizzate in concomitanza della ricorrenza. Di rilevante importanza è stata la “Giornata della Testimonianza” in collaborazione con il Convegno di cultura Maria Cristina di Savoia che ha visto come madrina d’eccezione Claudia Koll. L’attrice, giorno 16 in mattinata, ha incontrato gli studenti del Liceo “Giudici Saetta e Livatino” mentre nel pomeriggio ha partecipato alla Santa Messa in onore di San Giuseppe portando la sua testimonianza. Negli anni 2000, infatti, alcune situazioni personali l’hanno portata ad avvicinarsi alla fede cattolica. In questo percorso hanno avuto un ruolo importante le letture d’infanzia della mistica carmelitana Teresa di Lisieux che le hanno suggerito il concetto di alleggerirsi dei fardelli pesanti, dei bisogni indotti e del superfluo per vivere più pienamente la dimensione spirituale della vita. La svolta avviene durante il Giubileo del 2000, quando accompagna la sua amica e coach americana a San Pietro per passare la Porta Santa. Nel 2005 decide di fondare l’associazione ONLUS “Le opere del Padre” con lo scopo di aiutare le persone con particolari sofferenze sia fisiche che psicologiche, soprattutto in Africa. Importante è stata dunque la sua testimonianza e il suo dialogo con i giovani. Ad animare la giornata il gruppo di canti popolari “La varrinedda”.

Il giorno di San Giuseppe, 19 marzo, il paese si è svegliato con l’”alborata”; in mattinata la tradizionale processione dei Sacri personaggi è culminata nella Sacra rappresentazione della fuga in Egitto. Nel pomeriggio, dopo la Santa messa solenne animata dal Coro polifonico “San Giacomo” con la presenza delle autorità civili e militari, si è svolta la rituale processione del simulacro di San Giuseppe per le vie cittadine, animata dal Corpo Bandistico “San Michele” città di Ravanusa. In piazza inoltre luminarie e fuochi d’artificio hanno arricchito la festa.

Purtroppo la sera il mal tempo non ha reso possibile l’esibizione dei Teppisti dei Sogni, prevista in programma. “Viviamo sempre il palco con grande passione ed energia – ha dichiarato il bassista della storica band, Gino Lana – e ogni volta ci sale l’adrenalina e la voglia di dare il massimo, dal unto di vista artistico e di interazione con il pubblico. Stasera dopo aver visto tutte quelle persone in piazza, accorse per seguire il nostro concerto, ci siamo entusiasmati. Poi, di colpo, è arrivata la gelata: concerto rinviato al 30 aprile per maltempo. In effetti la pioggia è caduta, le previsioni meteo hanno indicato piovaschi abbondanti che avrebbero impedito il concerto. La scelta prudente, quindi, di rinviare lo spettacolo ci può stare. Ci scusiamo per l’inconveniente. Un caro saluto a tutte e a tutti e a presto!”. Tutto rinviato, dunque, al 30 aprile. Intanto, però, la festa di S. Giuseppe si è conclusa. Anche quest’anno, ieri come oggi, tra tanta devozione e tradizione.

Ilaria Greco

Un omaggio a Samuel Beckett,  il nuovo lavoro teatrale del regista calabrese Max Mazzotta, che porta in scena al Piccolo Teatro Unical fino al 21 marzo, 14 ragazzi tra i 20 e i 30 anni, allievi di un laboratorio imperniato sullo studio delle opere del famoso drammaturgo.

Ieri sera la prima, che ha convinto.

La credibilità della piéce, l’ottima dizione dei ragazzi e la spiccata bravura di alcuni di essi, sono stati alcuni dei dettagli che hanno decretato il successo della messa in scena.
Sì, perché il lavoro che Mazzotta realizza con i ragazzi non è certo a caso. La scelta azzeccata delle musiche, le coreografie, il gioco di luci e le attribuzioni delle parti, si fondono alla riscrittura delle tre più famose opere di Beckett: Aspettando Godot, Finale di Partita e Giorni Felici.

La regia di Mazzotta è al contempo sapiente e prorompente, conserva intatto il senso del teatro di Beckett, l’immobilità, l’incapacità di cambiamento, e il ripetersi di azioni sempre uguali che vengono anestetizzate da quel far finta che tutto vada bene; ma tutto questo il regista lo fa dando estremo movimento alla performance. Un movimento intonato ai cambi di scena, e a quelle parti attribuire in maniera doppia ai ragazzi del laboratorio. Ci sono due coppie di Vladimiro ed Estragone, (Didi e Gogo) nel loro “Aspettando Godot”, ci sono due Winnie nel loro “Giorni Felici”.


Molto brave le donne, in scena, anche nei ruoli maschili, come colei che interpreta Hamm, il vecchio di “Finale di Partita”, che entusiasma il pubblico. Calarsi nei ruoli dei personaggi di Beckett non è cosa semplice e i ragazzi hanno fatto un bel lavoro, possibile grazie alla sapiente e capace guida di Max Mazzotta, che ha imbastito le tre opere affinché non si smarrisse mai l’essenziale, mentre la messa in scena è estremamente viva. Viva e pulsante nella credibilità degli attori e nella forma dell’originalità. Nella serietà dei temi di Beckett, che mai vengono snaturalizzati,  si adagiano atteggiamenti e personalizzazioni che fanno sorridere, a volte.

Bene anche la rivisitazione di Winnie, che nell’opera originale è bionda ed immobile dentro un cumulo di sabbia, in scena è bruna e vestita di rosso. Anzi sono due brune, vestite di rosso, perfettamente calate – a turno – nel dramma della conversazione, durante la quale si finge, fino a mostrare la miseria dell’esistenza.

Un dinamismo scenico efficace, che sfida la lentezza e la staticità del teatro di Beckett ma che lo valorizza attraverso l’intensità dello studio dei ruoli, ma mai nell’ostentazione di essi.

Max Mazzotta non si smentisce mai. Il suo sguardo originale verso il teatro d’autore è sempre convincente e consegna – come nell’omaggio al famoso drammaturgo –  una chiave di lettura moderna (si pensi alle musiche utilizzate o alle coreografie) di quei temi come la solitudine, l’angoscia e la impossibilità di comunicazione, alla base del teatro dell’assurdo di Beckett. Una comunicazione efficace e convincente, quella dei ragazzi del laboratorio che, se andrete a vedere a teatro in questi giorni, vi consegneranno la consapevolezza di come il teatro, sa reggere bene quel filo sottile tra realtà e finzione, mentre si scoprono nuove dinamiche e nessun compromesso.

 

Simona Stammelluti 

Ad Agrigento, al Consorzio Universitario, si è svolto il Welcome Day 2019, la giornata di orientamento per gli studenti degli ultimi anni delle scuole secondarie di secondo grado. Si tratta quindi di un Open Day, che pone in vetrina l’offerta formativa e didattica del Consorzio universitario. Gli studenti in visita, infatti, hanno partecipato a conferenze di presentazione dei corsi di laurea dell’offerta formativa dell’anno accademico 2019-2020, ed hanno incontrato docenti universitari, tutor accademici e consulenti dell’orientamento.

Le interviste

Si è svegliato dal coma il meccanico agrigentino rimasto gravemente ferito in seguito ad una caduta in bicicletta avvenuta qualche settimana addietro. Le condizioni erano apparse subito gravi e, dopo l’incidente, era stato immediatamente trasportato e ricoverato presso l’ospedale Villa Sofia di Palermo.

 Adesso il 62enne meccanico in pensione con la passione per la bicicletta è uscito dal coma ma i medici non sciolgono ancora la prognosi.

Agostino, meccanico della polizia, molto conosciuto ad Agrigento, è stato sottoposto ad intervento chirurgico, peraltro perfettamente riuscito, era stato in un primo momenot ricoverato al San Giovani di Dio, poi al Sant’Elia di Caltanissetta, per poi essere portato definitivamente presso la struttura ospedaliera del capoluogo siciliano.

Sulla dinamica dell’incidente che lo ha visto coinvolto nessun dubbio. Si tratterebbe di un incidente autonomo con una brutta caduta sull’asfalto con l’uomo che avrebbe sbattuto la testa sul selciato.

Il ruolo dell’economia culturale e creativa nello sviluppo urbano e territoriale è uno dei temi che saranno sviluppati nel corso dell’evento “Una nuova Agenda europea per la Cultura e i Beni Culturali” che Anci organizza per i prossimi 5 e 6 aprile ad Agrigento. Alla due giorni parteciperanno amministratori, operatori di settore ed autorità politiche italiane e straniere. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto per il rafforzamento della governance multilivello nella formazione e attuazione delle politiche europee. “Abbiamo condiviso felicemente con Anci l’idea di far svolgere ad Agrigento questo grande evento – afferma il sindaco di Agrigento Lillo Firetto – a cui parteciperanno esponenti di altissimo livello della cultura europea e sindaci che hanno vissuto l’esperienza di un cammino di sviluppo delle proprie città attraverso la cultura e la valorizzazione dei Beni culturali.  In linea con quanto finora portato avanti dalla mia amministrazione, quest’iniziativa guarda al futuro dei giovani con estremo interesse e alla cultura come strumento di crescita. La nuova agenda per la cultura incoraggia i giovani a partecipare alla vita civica e democratica e a sfruttare la cultura come strumento di progresso socio-economico”. Nel pomeriggio del 5 aprile i lavori saranno aperti dai saluti istituzionali del sindaco Firetto, del sindaco di Palermo e presidente Anci Sicilia, Leoluca Orlando, del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e del direttore  generale dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, Antonio Caponnetto. Concluderanno la due giorni il presidente Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il ministro per il Sud, Barbara Lezzi. La relazione introduttiva sarà affidata a Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale Anci e vice presidente del Comitato delle Regioni. Interverranno anche Gaetano Armao, vice presidente della Regione Sicilia, il sindaco di Mantova e delegato Anci Cultura, Mattia Palazzi, il sindaco di Catania Salvatore Pogliese. Tra gli altri interventi quelli di Veronica Nicotra, segretario generale Anci, e dei sindaci delle Capitali europee della Cultura 2019, per Matera, Raffaello De Ruggieri, e per Plovdiv, Ivan Totev. Delle esperienze di collaborazione strutturata tra musei, beni culturali e gli altri settori della cultura e della creatività per lo sviluppo parleranno  la presidente BJCEM – Biennale giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, Dora Bei  e Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio di Torino. In parallelo si svolgeranno workshop sull’azione delle città per la crescita culturale dei territori e sull’impresa culturale e il terzo settore.

Da venerdì 22 marzo a domenica 24, si svolgerà, nell’ex convento San Francesco di Sciacca, il convegno “Sciacca Cuore 2019 – Ospedale e Territorio – Aggiornamenti in Cardiologia: dalle linee guida alla pratica clinica”. Presiederanno cardiologi da tutta Italia.

L’iniziativa è organizzata dal reparto Cardiologia di Sciacca in collaborazione con il reparto Cardiologia di Agrigento.

Nella sede dell’Azienda sanitaria provinciale, oggi il convegno è stato presentato alla stampa dal  Dott. Ennio Ciotta, presidente del convegno Sciacca Cuore e Direttore di Cardiologia del presidio sanitario di Sciacca affiancato dal prezioso luminare Dott. Giuseppe Caramanno, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’ospedale di Agrigento e fra i primi emodinamisti in Sicilia . Ad essere presenti alla conferenza anche il manager dell’Azienda ospedaliera provinciale di Agrigento, Giorgio Giulio Santonocito  e il Direttore sanitario Asp, Silvio Lo Bosco.

Un evento regionale dove saranno presenti anche professionisti di grande prestigio nazionale ed internazionale provenienti da Università e Strutture Cardiologiche italiane di elevato livello, solo per fare qualche esempio: Monzino di Milano, Torvergata Roma, Campus Biomedico Roma, La Sapienza Roma, Trieste, Brescia, Monaldi di Napoli e l’emodinamica di Agrigento.

La cerimonia inaugurale è invece prevista per le 18.30 circa, il 22 marzo prossimo, sempre nell’ex convento di San Francesco.

Si è anche data conferma della loro partecipazione Sua Eccellenza il Prefetto di Agrigento e l’assessore alla Salute della Regione Sicilia, Avvocato Ruggero Razza.

Le interviste

Sono loro, i cosiddetti paninari di Sanleone, i protagonisti del Consiglio Comunale di questa sera che hanno chiesto aiuto a voce alta dopo essere stati multati ed aver subito il sequestro dei mezzi lavorativi durante la giornata di ieri.  Il motivo sembra essere relativo ai posti previsti dall’apposito Regolamento Comunale per le aree commerciali votato dal consiglio comunale nel 2005 e non tenuto in considerazione dall’attuale Amministrazione. Ad accogliere la loro istanza tutto il Consiglio Comunale tranne Forza Italia. 

“Sono senza parole! – commenta il Capogruppo della Lega nonché prima firmataria dell’atto di indirizzo che ha permesso di trattare la problematica che non era all’odg , Nuccia Palermo – Dobbiamo capire come sia possibile che il consiglio voti un regolamento che oggi sembra essere considerato carta straccia. Se ci sono delle responsabilità andremo fino in fondo. Noi siamo e restiamo al fianco di questi padri di famiglia in consiglio ed in tutte le sedi istituzionali necessarie”.

Nel frattempo, sul problema, è in corso una riunione tra l’amministrazione e il Prefetto di Agrigento. 

La nave “Mare Jonio”, battente bandiera italiana, dell’organizzazione non governativa “Mediterranea”, è approdata a Lampedusa. I 48 migranti, compresi 14 minori, soccorsi in acque libiche a circa 40 miglia dalla costa della Libia, sono sbarcati. La nave è sotto sequestro probatorio disposto dalla Procura della Repubblica di Agrigento che indaga l’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. E il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commenta: “Ora in Italia c’è un governo che difende i confini e fa rispettare le leggi, soprattutto ai trafficanti di uomini. Chi sbaglia paga. E in questo caso non si tratta di un salvataggio, ma di una provocazione politica organizzata da giorni. Non c’era pericolo di affondamento né rischio di vita per le persone a bordo del gommone, e nessun mare in tempesta. Sono state ignorate le indicazioni della Guardia Costiera libica che stava per intervenire, ed è stato scelto di navigare verso l’Italia e non Libia o Tunisia, mettendo a rischio la vita di chi c’era a bordo, ma soprattutto disobbedendo alla richiesta di non entrare nelle acque italiane. Se un cittadino forza un posto di blocco stradale di Polizia o Carabinieri, viene arrestato. Conto che questo accada”. Dunque adesso sono attesi gli interrogatori dell’equipaggio e del capitano, Pietro Marrone.