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Francesco Di Natale è il nuovo presidente provinciale della CNA di Agrigento. L’imprenditore canicattinese, che opera nel settore dell’informatica,  è stato eletto, ieri sera, all’unanimità dai delegati dell’assemblea, chiamata a votare il successore di Domenico Randisi che si è dimesso. “Sono orgoglioso di potere ricoprire questo prestigioso ruolo – afferma Di Natale – ringrazio l’intera assise per la fiducia accordatami e per la stima collettiva, umana e professionale, espressa nei miei confronti. Tutto questo ovviamente mi carica di grande responsabilità, nella consapevolezza che mi attende un compito impegnativo e gravoso, seppur interessante e stimolante. Mi accosto a questo nuovo incarico con passione, entusiasmo e spirito di servizio e nell’ottica di valorizzare le qualificate competenze di cui la struttura dispone. La mia parola d’ordine – sottolinea Di Natale – è gioco di squadra. Un team in perfetta sintonia, con il pieno coinvolgimento sia della governance che del personale, per ripartire e rilanciare, in linea con le strategie di intervento del Nazionale e del Regionale,  l’attività e i servizi della CNA di Agrigento a favore delle imprese e dei cittadini”. Di Natale, 52 anni, sposato e padre di due figli, arriva a questa importante elezione dopo una lunga militanza nelle file della Confederazione, scandita da autorevoli incarichi, come quello di presidente regionale e vice presidente nazionale del comparto “Turismo e Commercio”. E’ anche vice presidente di Unifidi. Il nuovo presidente, che ha avuto parole di elogio per il percorso di traghettamento curato dal vice presidente vicario Emanuele Farruggia, ha proposto all’assemblea, che ha approvato all’unanimità, la riconferma nel ruolo di segretario provinciale Claudio Spoto.  Alla seduta di ieri sera, in cui una funzione significativa ha svolto il collegio elettorale, composto dal presidente Giuseppe Picarella e  dai componenti Antonio Insalaco, Giovanni Maragliano e Salvatore Strincone,  hanno partecipato i vertici di CNA Sicilia: sono intervenuti ai lavori il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione, i quali hanno manifestato il loro apprezzamento per la scelta operata. “Siamo sicuri – hanno detto – che Di Natale, assieme alla Presidenza e agli altri organi statutari e con il sostegno del segretario Spoto, saprà fare bene e rappresentare una guida solida e illuminata per la CNA Agrigento”. Sempre nella stessa seduta, l’Ufficio di Presidenza è stato completato con l’ingresso del saccense Salvatore D’Amico che ha preso il posto di Giuseppe Catanzaro.

L’assessore all’ecologia Nello Hamel informa che domani, mercoledì 17 aprile, non verrà effettuata la raccolta dell’organico perché continua la chiusura del centro di compostaggio di Belpasso per un guasto agli impianti. In atto non esistono in Sicilia altri centri disponibili a ricevere i rifiuti organici Domani si ritirerà la carta e il cartone. L’ assessore Hamel ringrazia i cittadini per la collaborazione scusandosi per il disagio di non poter conferire l’umido ma informa che la situazione dovrebbe normalizzarsi entro sabato prossimo. 

Ambulanza presa a sassate lunedì scorso intorno l’una di notte. A denunciare l’accaduto la Seus 118 che ha riferito come il mezzo si trovava parcheggiato davanti la postazione dell’Ospedale “Parlapiano” di Ribera.

“Sassi sono stati lanciati anche in direzione dell’autista-soccorritore, dell’infermiere e del medico che si sono affacciati sentendo il rumore delle pietre contro la carrozzeria dell’ambulanza che è stata danneggiata. Fortunatamente nessun ferito. I carabinieri sono subito accorsi, ma i 2 vandali erano già scappati”.

Alla vigilia del lungo ponte pasquale e del 25 aprile, la Questura di Agrigento diretta dal questore Rossella Iraci, sta pianificando le attività volte alla sicurezza stradale, dei cittadini e dei patrimoni artistici. Si starebbero pianificando delle attività volte alla sicurezza stradale, dei cittadini e dei patrimoni artistici.

Saranno poste sotto l’attenzione delle forze dell’ordine in particolare le manifestazioni religiose che risulteranno particolarmente affollate, come quelle che si svolgono in alcuni paesi dell’entroterra richiamo di numerosi curiosi e fedeli, così come i monumenti della Valle dei Templi.

Stiamo pianificando la “Pasqua Sicura”, per garantire la sicurezza nel territorio agrigentino, il tutto su disposizioni fornite dal ministero dell’Interno e dal Prefetto di Agrigento, ha dichiarato il Questore Iraci. Ma appare scontato che in concomitanza con le trasferte per le scampagnate o per le gite fuori porta, i controlli, lungo le principali strade statali, saranno ancora più massicci e capillari.” 

La ConfCommercio di Agrigento interviene a fronte del progressivo cedimento, iniziato già nel 2010, del lungomare di Cannatello, frazione marina a sud est di Agrigento. Il presidente di ConfCommercio, Francesco Picarella, afferma: “Il crollo del lungomare di Cannatello è imminente. Il problema dell’ erosione è iniziato a manifestarsi nel 2010 interessando la parte iniziale del muro di contenimento della strada. Solo nel 2013 si intervenne ma in modo poco concreto e incisivo. Nel 2015 il raggio della frana si è ampliato causando pure il cedimento del manto stradale. Il quartiere, oltre a rappresentare meta estiva degli abitanti di Agrigento e Favara, oggi è anche meta turistica grazie alla presenza di interessanti strutture ricettive ed attività commerciali. Un eventuale crollo del lungomare, peraltro risolvibile con una contenuta spesa, provocherebbe un grave danno all’economia del posto oltre ad una maggiore spesa a carico del Comune”.

Sono accusati di aver passato notizie sensibili  ad un fedelissimo di Matteo Messina Denaro relative ad una delicata indagine proprio sull’imprendibile boss di Castelvetrano.

 I carabinieri del Ros hanno arrestato, su richiesta della Procura di Palermo con il capo Francesco Lo Voi e l’aggiunto Paolo Guido, il tenente colonnello Marco Zappalà, in servizio alla Dia di Caltanissetta, l’appuntato dei carabinieri Giuseppe Barcellona, in servizio a Castelvetrano, e l’ex sindaco del paese Antonio Vaccarino, già infiltrato dei servizi segreti nell’ambito della caccia a Matteo Messina Denaro.

Lo riporta il quotidiano Repubblica. 

Le accuse sono rivelazione di notizie riservate, favoreggiamento e accesso abusivo a un sistema informatico. Il tenente colonnello era considerato uno degli investigatori in prima linea alla caccia al superlatitante ma non soltanto. Impegnato in prima persona nelle indagini sulle stragi di Falcone prima e Borsellino poi; l’appuntato dei carabinieri, invece, è accusato di aver passato una trascrizione di una intercettazione ad un fedelissimo di Messina Denaro, proprio a Castelvetrano. Infine c’è l’ex sindaco Antonio Vaccarino. L’ex primo cittadino nel 2007 viene “ingaggiato” dai servizi segreti diretti a quel tempo dal generale Mario Mori (capo del Sisde e condannato in primo grado a 12 anni per la famosa trattativa Stato-Mafia) per catturare Matteo Messina Denaro. Quest’ultimo e Vaccarino intrattengono un rapporto epistolare abbastanza lungo fino ad una brusca interruzione. 

l deputato 5 Stelle Sodano ha telefonato all’Anas: “I lavori al viadotto Morandi saranno consegnati entro maggio”. Le altre telefonate virtuali e a vuoto.

La procedura per i lavori di recupero in sicurezza del secondo tratto verso Porto Empedocle del viadotto “Morandi” o “Akragas” in stop a causa del mancante parere della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento? Il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle, l’agrigentino Michele Sodano, ha telefonato ai vertici dell’Anas e della Soprintendenza. E la risposta è stata che il parere è stato reso venerdì scorso. Dunque, prima di venerdì 12 aprile è stato davvero così, invece adesso non vi è alcuna giustificazione. Almeno sulla carta. Infatti Anas, a telefono con Michele Sodano, ha assicurato che al più presto incontrerà l’impresa appaltatrice della gara, ed entro maggio saranno consegnati i lavori. Lo scorso 30 gennaio l’Anas annunciò di avere stipulato il contratto di affidamento dell’appalto per la manutenzione straordinaria dei viadotti lungo la strada statale 115 nel territorio agrigentino, compreso il viadotto “Morandi”. L’impresa aggiudicataria è la società cooperativa “Valori”. L’investimento ammonta a 30 milioni di euro, per lavori stimati in 36 mesi. Secondo le previsioni del 30 gennaio scorso, le opere sarebbero iniziate il successivo mese di febbraio. E invece “campa cavallo che l’erba cresce (e fumatela anche)”. Se sono rose, fioriranno a maggio. Altrimenti saranno ancora spine, come il depuratore della fascia costiera, la ristrutturazione della rete idrica della città, i progetti “Terravecchia” e “Girgenti” per la riqualificazione del centro storico. E poi l’insabbiamento della erosa spiaggia delle Dune a San Leone: lo ricordate, quando si decise di rinunciare al raddoppio della via Empedocle e dirottare il denaro per scaricare tonnellate di sabbia a difesa del litorale Sanleonino? Quante risatine dall’epoca, tanto tempo addietro, fino ad oggi. E poi, ancora ad Agrigento, viadotto “Morandi” a parte, è stata appena sfornata una promessa nuova di zecca: gli interventi anti-erosione a tutela della strada statale 640 e delle abitazioni confinanti a ridosso della costa tra Porto Empedocle e Agrigento. Altre risatine, come ancora ridono a crepapelle, per non piangere, a Cattolica Eraclea per la spiaggia di Eraclea Minoa. E poi, ricordate il presidente Musumeci e il suo assessore ai rifiuti Alberto Pierobon, ingaggiato a Caerano di San Marco in provincia di Treviso, che ripetono da tempo la promessa della dotazione di una discarica per ciascuna provincia della Sicilia? E la provincia di Agrigento (e a novembre saranno due anni di attesa) è ancora senza una propria discarica. I rifiuti viaggiano per centinaia di chilometri verso altre province. Quando le discariche delle altre province chiudono i battenti, perché sature o guaste, ad Agrigento salta la raccolta differenziata, come da ultimo accaduto ieri lunedì. E il sindaco Firetto e l’assessore Hamel, non per colpa loro, sono impossibilitati a uscire da casa o dal municipio perché i cittadini che li incontrano si tolgono le scarpe e gliele tirano addosso. A fronte di tutto ciò il telefono degli agrigentini squilla a ripetizione, ma non risponde nessuno…

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Questa sera a Porto Empedocle all’interno della sala Amormino Ida Carmina ha superato la prova più difficile della sua breve vita politica.

I voti a favore della mozione sono stati 9. I contrari 5. Il plenum richiesto era di 11.

Quindi la mozione è stata bocciata.

Il fatto più curioso è che a bocciare la mozione sono stati tre consiglieri comunali , due assenti dell’ultim’ora che in realtà hanno bocciato loro stessi in quanto meno di un mese addietro avevano sottoscritto la sfiducia alla sindaca per assoluta incapacità ad amministrare.

Non siamo a conoscenza di quali incoerenti giochi politici sono accaduti in questi ultimi venti giorni; una cosa è certa: Sanfilippo (che era stato il primo firmatario della mozione di Novembre), Taormina e Puccio dovranno spiegare a quella parte di empedoclini che li ha votati per quale motivo la Carmina fino a venti giorni fa era un pessimo sindaco da cacciare via e oggi è diventata un primo cittadino assolutamente brillante.

E’ pacifico che in politica siamo abuituati ad essistere a squallidi voltagabbana di ogni genere.

Adesso la prima cittadina dovrà spiegare anch’essa al Senatore Giarrusso quali peripezie abbia adottato per prima far traballare e poi convincere i consiglieri comunali di cui sopra ad un cambiamento di rotta assolutamente indecoroso per una politica che dovrebbe essere scritta con la P maiuscola e che invece ha toccato il fondo della quasi indecenza.

Buon lavoro, Ida…

 

La Uil di Agrigento interviene con Gero Acquisto, Segretario della camera sindacale territoriale, sul tema dell’autonomia differenziata, che rischia di far saltare il banco dell’unità nazionale alla luce del fatto che, oltre il lombardo-veneto e l’emilia, altre 5 regioni a statuto ordinario chiedono autonomia e una spinta al federalismo finanziario che potrebbe provocare un’autentica crisi all’intero Paese.

“Restiamo attoniti che, in fretta e furia, ormai giornalmente le regioni del centro-nord chiedono autonomia finanziaria e legislativa su materie delicate quali: scuola, sanità e welfare che andrebbero a scardinare i principi costituzionali attraverso l’art. 116 della Costituzione, creando di fatto un’Italia economicamente, socialmente e amministrativamente a più velocità, con regioni di serie A e regioni di serie Z.

E’ assurdo che la Sicilia da 10 anni rivendichi risorse finanziarie ai sensi della legge 44/09, per colmare il gap infrastrutturale, economico e di servizi  e invece la forbice e la sperequazione si sono  fatte voragini che ancora  una volta sono rimaste nel libro dei sogni.

A questo punto, vorremmo capire il Governo regionale, per garantire la nostra autonomia statutaria, quali battaglie sta facendo in conferenza-regione.

Anche perché se si dovesse arrivare al referendum, il parlamento nazionale dovrebbe solo ratificare la volontà popolare, ergo per i siciliani sarebbe l’inizio della fine, anche perché la spinta alla crescita nella nostra regione latita e di tutto ciò ne è consapevole lo Stato Centrale e l’Unione Europea, per questo il decreto Stefani e le spinte all’autonomia differenziata vanno discusse e approfondite nelle sedi deputate prima di arrivare a una secessione economica e politica che sarebbe nei fatti.”

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati per il reato di sequestro di persona commesso in Siracusa dal 24 al 30 gennaio 2019 e relativo al caso della Ong Sea Watch. Così ha annunciato oggi lo stesso Salvini a Monza, aggiungendo che il procuratore Carmelo Zuccaro ha presentato una “contestuale richiesta di archiviazione”. E Salvini ha ribadito: “Io non cambio idea, per il bene degli italiani con me i porti sono e rimangono chiusi”.