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Nuova visita dei ladri all’istituto “Enrico Fermi” di Favara, in via Che Guevara. Ignoti sono riusciti ad entrare all’interno della struttura puntando direttamente le macchine automatiche che distribuiscono merendine e snack. In uno dei distributori, addirittura, sono stati portati via tutti i soldi a moneta.

La scoperta è stata fatta dai collaboratori scolastici alla riapertura dell’istituto. I carabinieri della Tenenza di Favara hanno già avviato le indagini per risalire ai componenti di quella che sembra una vera e propria banda dedita a questo tipo di furti.

Nelle scorse settimane, nello stesso istituto, furono rubati una ventina di Pc per un danno quantificato intorno agli 8 mila euro. 

 

Ad Agrigento Confcommercio, diretta da Francesco Picarella, e il Sib (Sindacato Italiano Balneari), coordinato da Angelo Biondi, hanno presentato il progetto “Spiagge di qualità”, finalizzato a rendere i lidi balneari del litorale agrigentino eco-sostenibili ed inclusivi. Ancora più nel dettaglio, si tratta del riconoscimento di un marchio d’eccellenza agli stabilimenti balneari che adotteranno misure di sostenibilità ambientale e strumenti che garantiscano adeguati standard di accessibilità per disabili, senior, bambini, intolleranti alimentari e ogni altro ospite con esigenze speciali.

Tornano da questo pomeriggio a Licata, le iniziative nelle scuole cittadine, per la sensibilizzazione dei più piccoli all’importanza della raccolta differenziata e del riciclo.

La società Iseda, ditta capogruppo del raggruppamento temporaneo di imprese  insieme a Sea, Icos, Ecoin, Seap e Traina, ha infatti organizzato un calendario di appuntamenti con le scuole locali, iniziato ormai da un mese.

Questo pomeriggio infatti, dalle 15.30 alle 17.30 all’istituto paritario bilingue “Don Molinelli”, si terrà un altro di questi appuntamenti dedicato ai giovani studenti e agli insegnanti e coordinato da Pietro Siracusa.

“L’attività di gestione dei rifiuti – spiegano gli organizzatori dell’iniziativa – necessita di intraprendere azioni educative per promuovere comportamenti virtuosi e sostenibili sia da parte dei più giovani che da parte delle famiglie verso cui i giovani veicolano i messaggi acquisiti. Per questo motivo, abbiamo deciso di realizzare precisi interventi di educazione ambientale a cura di educatori esperti che coinvolgano attivamente gli alunni, che per mezzo delle marionette Giufà e Bubù, rappresentanti una scimmietta ed un operatore ecologico che spiegano ai bambini il metodo di raccolta differenziata e come effettuarla in maniera corretta. Dopo la spiegazione, i bambini interagiscono con le marionette che spiegano loro, come eseguire la raccolta differenziata. I bambini vengono poi coinvolti in una lezione ambientale sulla spiegazione dell’intero ciclo della carta, della plastica, del vetro, del metallo, dell’organico e del secco residuo indifferenziato.

“Agli alunni – concludono gli organizzatori – vengono di volta in volta  spiegati il valore e le potenzialità di un gesto semplice come la raccolta differenziata, che fine fanno i rifiuti che separiamo dagli altri e quali sono i passaggi che portano uno scarto a rigenerarsi e diventare qualcosa di completamente riutilizzabile”. Gli appuntamenti nelle scuole proseguiranno l’8, il 9 ed il 10 maggio al Plesso Leopardi e il 13 e 14 maggio al plesso Don Milani.

Prima udienza in Appello del processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia all’epoca delle stragi. La difesa di Dell’Utri cita Berlusconi come testimone.

Un anno addietro, il 20 aprile del 2018, il processo di primo grado sulla presunta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi tra il 1992 e il 94 si è concluso a Palermo, nell’aula bunker dell’Ucciardone, innanzi alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Alfredo Montalto, che ha impiegato quasi 7 minuti per leggere la sentenza. Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina, e unico corleonese storico in vita dopo la morte di Provenzano e Riina, è stato condannato a 28 anni di carcere.

Mori e De Donno in aula

Poi 12 anni sono stati inflitti all’ex comandante del Ros dei Carabinieri, il generale Mario Mori, già a capo del servizio segreto civile. E 12 anni ciascuno anche ad un altro ex Carabiniere in servizio al Ros a cavallo del periodo di tempo incriminato, il generale Antonio Subranni, al medico mafioso Antonino Cinà, e poi all’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, che attualmente sconta la condanna a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Poi 8 anni di reclusione a carico del colonnello, all’epoca capitano del Ros, Giuseppe De Donno. E poi, a fronte di una richiesta di condanna a 6 anni, è stato assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, imputato di falsa testimonianza. E poi nulla per Giovanni Brusca, perché, con gli sconti di pena a favore dei collaboratori, il reato contestato, ossia minaccia e violenza a Corpo politico dello Stato, è prescritto. E prescrizione è intervenuta anche per il reato contestato a Massimo Ciancimino, il concorso esterno alla mafia, perché risalente a non oltre il gennaio 1993. Però Ciancimino è stato condannato a 8 anni per calunnia a danno dell’ex capo della Polizia, Gianni De Gennaro. Adesso, un anno dopo, è iniziato il processo d’Appello, subito con vivacità già dalla prima udienza. Infatti, il difensore di Marcello Dell’Utri, l’avvocato Francesco Centonze, ha chiesto la riapertura del dibattimento con la citazione a deporre di un testimone d’eccezione: l’ex presidente del Consiglio e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. Nelle motivazioni della sentenza di primo grado, il presidente della Corte d’Assise, Alfredo Montalto, e la giudice a latere, Stefania Brambille, scrivono: “Con l’apertura alle esigenze dell’associazione mafiosa Cosa nostra, manifestata da Marcello Dell’Utri nella sua funzione di intermediario dell’imprenditore Silvio Berlusconi nel frattempo sceso in campo in vista delle politiche del 1994, si rafforza il proposito criminoso dei vertici mafiosi di proseguire con la strategia ricattatoria iniziata da Riina nel 1992”. E in ragione di ciò, l’avvocato Centonze, difensore di Dell’Utri, nel citare Berlusconi come testimone, ha spiegato: “Berlusconi, che, come si legge nelle motivazioni, pagò Cosa nostra fino al 1994, vittima della minaccia stragista rivolta da Cosa nostra allo Stato per il tramite di Dell’Utri, non è mai stato sentito in aula e nemmeno durante la fase d’indagine. E’ una circostanza che andrebbe sanata essendo l’esame di Berlusconi una logica conseguenza della qualifica di persona offesa attribuita allo stesso Berlusconi nella sentenza impugnata in quanto destinatario finale della ‘pressione o dei tentativi di pressione’ di Cosa nostra”. E nel frattempo, in occasione del debutto del processo di secondo grado, l’imputato Massimo Ciancimino non si è presentato, nemmeno in videoconferenza. Il suo difensore, l’avvocato Roberto D’Agostino, si è rivolto così alla Corte presieduta dal giudice Angelo Pellino: “Il mio assistito, Massimo Ciancimino, è stato colpito da ictus cerebrale il 16 marzo scorso. È caduto nella sua stanza nel carcere di Regina Coeli perdendo l’orientamento. Ha una emiparesi sul lato sinistro. Non riesce a rendersi conto della situazione processuale che lo riguarda”. L’avvocato D’Agostino ha depositato la cartella clinica. Dal carcere romano, invece, secondo quanto riferito dalla Corte, Massimo Ciancimino è in grado di partecipare all’udienza.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

      

Abbiamo intervistato Michele Pellitteri,un giovane siciliano che è riuscito a fare fortuna all’estero con il calcio e con la favola Hamrun,una squadra costruita con appena 380 mila euro che ha raggiunto un traguardo storico con il raggiungimento dei preliminari di Europa League dopo 27 anni che ha concretizzato un sogno a dir poco impossibile.

E allora Dottore Pellitteri anche nel calcio moderno i sogni possono realizzarsi,da cosa nasce la favola Hamrun Spartans ?

“La favola Hamrun nasce dal lavoro tutto Made in italy dello staff e della dirigenza io a capo dello staff medico ,collaboratore Marco Puzzilli osteopata, allenatore Giovanni Tedesco,direttore sportivo Gaetano Farruggio, preparatore atletico Antonio Romagnolo,il nostro Presidente Nunzio Antignani tra noi due creata un’empatia particolare veri uomini,grandi professionisti,per un obiettivo unico arrivare in Europa contro tutti e tutto. Mi riferisco ai poteri forti per tradizione del calcio maltese,di squadre di prima fascia assoluta sia a livello economico che politico parlo di club come Birkirkara,Gzira,Balzan,Sliema ,Floriana,Valletta,Hibernias, un Everest da scalare,eppure ci siamo riusciti”

Lei è da parecchi anni nel mondo del calcio,dopo le varie esperienze tra cui quella della Lazio,come mai ha deciso di emigrare e puntare su questa sfida e quali le novità del calcio in un’isola di appena 400 mila abitanti ?

“La mia esperienza calcistica professionistica nasce dal lontano 2006 quando il Messina era in serie A e ci è stata affidata la riabilitazione insieme al mio amico collega Riccardo Milici per poi collaborare con Catania calcio,Bruges,Wolsfburg,coronare il sogno di fare due anni in una big di serie A come la Lazio non ringrazierò mai abbastanza il Presidente Claudio Lotito ed il segretario Armando Calveri per avermi dato questa possibilità.”

I siciliani si sono fatti onore,l’allenatore Tedesco e il direttore sportivo Farruggio hanno dato un’impronta vincente,come si vive il calcio a Malta e dal punto di visto atletico e della preparazione che differenze ci sono con il calcio italiano?

“Racconto la mia storia un anno fa mi arriva la telefonata del grande direttore Gaetano Farruggio dicendomi preparati che ti porto a Malta a dirigere uno staff medico vieni vedi l’ambiente e decidi in quarantotto ore vado a Malta a vedere una finale di coppa che vale più dello scudetto, calcio mol modello british e rimango stregato dal progetto e dall’entusiasmo di tutto l’ambiente da lì inizia la favola.

Tra l’altro l’allenatore Giovanni tedesco ha portato tantissimo a Malta 600 partite in serie A ai di compagni di squadra come Batistuta,Milito,Nakata e poter sfidare mostri sacri come Ronaldo il Fenomeno,Zidane e i vari Cannavaro Nesta ecc ecc ti porta ad essere un big indiscusso anche come allenatore.Il direttore Farruggio ha vinto insieme al mister la coppa di Malta sono dei vincenti nati per loro gli aggettivi si sprecano meritano sempre di più le partite del calcio maltese ripeto sono tutte ad un fiato a differenza del calcio italiano.”

In un anno l’Hamrun non ha avuto infortunati è un record,qual è stato il segreto ?

Un riconoscimento ufficiale non può che andare al nostro grandissimo preparatore atletico Antonio Romagnolo italiano ha avuto un bel da fare facendo uno straordinario lavoro raggiungendo la perfezione assoluta non ricordo un crampo in tutto l’anno i gps segnano che negli ultimi 15 minuti siamo la squadra che ha corso di più abbiamo avuto uno straordinario record nessun infortunato in tutto l’anno. Il segreto se si può chiamare tale è un lavoro iniziato il 4 luglio di prevenzione monitorare tutti i calciatori,zero infortunati partendo da un’infermeria pienissima,certamente il nostro grande lavoro è stato quello di recupero a tempo record anche perché la coperta era abbastanza corta (rosa ristretta) apportare per ognuno di loro degli accorgimenti importanti.Abbiamo sperimentato novità assolute come ortesi plantari a microsfera e bio meccanici lavorare il muscolo più importante come l’ileo psoas lavorando sulla relazione temporo mandibolare muscolo uno strumento davvero unico relief kinesis che sa del miracoloso tanto lavoro potrei scrivere un libro attraverso le mani di un osteopata di livello come Marco Puzzilli,infatti lo ringrazio pubblicamente un pizzico di buona sorte ed il miracolo Hamrun è diventato un progetto straordinariamente vincente.

Consiglierebbe ai giovani calciatori italiani,spesso chiusi dall’esterofilia a puntare su questo campionato emergente ?

Rispetto l’Italia posso assicurare che il calcio maltese apre le porte ai giovani e molti calciatori italiani dopo la primavera possono tranquillamente fare un rodaggio in un calcio più a misura d’uomo e che è una vetrina per proiettarsi nei campionati europei più blasonati.In Italia purtroppo con l’esterofilia abbiamo bruciato troppi talenti e ne risente anche la nostra nazionale di calcio che non ha più lo zoccolo duro di giocatori che provenivano dalle big del campionato,vedi Juventus,Milan e Inter.

Possiamo dire infine,squadra che vince non si cambia,resterà a Malta e continuerà a credere in questo progetto oltre che calcistico anche di vita che le ha regalato questa grandissima gioia?

L’intenzione è di proseguire,mi piace il progetto,l’ambiente, il modo di lavorare e la tranquillità di vivere il calcio senza lo stress e le polemiche in altri campionati.E’ tutto a misura e c’è una passione sana e un movimento calcistico sicuramente in crescere.Poi questo mondo può sempre riservarti sorprese.”

Se facessero parte fisicamente dell’universo tra qualche anno ci ritroveremmo un cielo senza i suoi principali attori: le stelle.

Le sconfitte maturate nel corso degli ultimi mesi hanno confermato che il movimento 5stelle somigli sempre di più alla cometa di Halley.

Però, mentre per la cometa di Halley si ha certezza che ogni 76 anni riappare agli occhi dell’universo mondo, la stessa certezza non si può ipotizzare per il movimento 5stelle.

Nei Comuni siciliani dove si è votato, a parte qualche ballottaggio (ma davvero qualche) il movimento del guru Grillo ha perso in modo inesorabile. Due ex sindaci uscenti pentastellati sono stati defenestrati direttamente dal popolo, senza aspettare mozioni di sfiducia o dissesti vari; del resto la recente e farsesca mozione in quel di Porto Empedocle è la chiara testimonianza che alcuni consiglieri preferiscono giocare con le tre carte e non amministrare per il bene della città.

Gigino Di Maio, da Varsavia, si è dichiarato soddisfatto del risultato elettorale ottenuto in Sicilia con particolare riferimento a quello di Caltanissetta. Non stiamo scherzando ma è proprio così. Forse all’ex raccattapalle dello stadio San Paolo non è stato riferito che Michele Giarratana del centrodestra ha dato più di 17 punti di distacco al suo prossimo avversario nel ballottaggio che è il grillino Roberto Gambino.

Strani accordi trasversali tra destra e sinistra hanno consentito la vittoria di Bagheria. Non è facile ipotizzare che la stessa cosa accadrà anche a Caltanissetta; di sicuro il centrosinistra non farà inciuci con Grillo, Casaleggio e compagnia cantando.

La fresca aria polacca ha forse disorientato il ministro Di Maio; Caltanissetta non è solo la città dell’amaro Averna ma ha anche dato i natali a Giancarlo Cancelleri e la di lui sorella, Azzurra; il primo potente rappresentante nel parlamento siciliano, la seconda (meno potente) rappresentante nel parlamento nazionale.

Guastafeste? Assolutamente no; se il Gigino nazionale è contento, tutti siamo contenti.

Uscendo dal mondo dei sogni torniamo con i piedi per terra. In alcuni Comuni della nostra provincia si è votato. I 5stelle non hanno fatto neanche le apparizioni.

Ad Alessandria della Rocca Giovanna Bubello ha dovuto rimandare di un anno la propria elezione a primo cittadino a causa di uno scherzetto perpetrato dall’allora sindaco uscente Giuseppe Frisco.

A Caltabellotta Calogero Cattano ha spazzato via il sindaco uscente Paolo Segreto, mentre a Santa Elisabetta è stato riconfermato Mimmo Gueli.

A Naro a volte ritornano. E sono tornati. Mariagrazia Brandara, già sindaco della cittadina barocca, torna ad essere il primo cittadino con una vittoria sofferta ed all’ultimo voto. Solo 31 schede voti in più portavano il suo nome rispetto a quello di Vincenzo Giglio.

A Racalmuto, storica città della Ragione, è stato evitato (non sfiorato) un vero e proprio atto tragicomico. A scendere in pista per l’elezione a primo cittadino anche l’ex sindaco Salvatore Petrotto, supportato da una Lega il cui leader Matteo Salvini non avrà letto probabilmente la storia politica dello stesso Petrotto.

E’ il ministro dell’Interno che caccia via i sindaci e mette i catenacci nei Comuni dove insistono infiltrazioni mafiose. Salvini, attento osservatore, proprio nella città della Ragione avrà “ragionato poco” sul fatto che potesse diventare assai antipatico per un ministro della Repubblica Italiana (e per di più dell’Interno) candidare a sindaco un ex primo cittadino il quale, a seguito di una relazione prefettizia di qualche anno fa, ha visto sciogliere come la neve al sole il Comune da lui amministrato per…infiltrazioni mafiose, mettendo fine ad una colorita e stupefacente attività politica dello stesso Salvatore Petrotto.

Ai nuovi sindaci l’augurio di buon lavoro.

 

 

 

è concluso il turno elettorale per le Amministrative anche nell’Agrigentino dove cinque sono stati i Comuni al voto, tutti sotto i 15mila abitanti e, quindi, senza l’eventualità di ricorrere al ballottaggio di domenica 12 maggio.

Ad Alessandria della Rocca è sindaco Giovanna Bubello, con il 76,91%. Bubello, dirigente scolastico, incassa 1319 voti. Giuseppe Guastella 396 voti.

Caltabellotta è sindaco Calogero Cattano, con il 56,37%. Cattano, 72 anni, bancario, ex vice sindaco, incassa 1305 voti. Il sindaco uscente, Paolo Segreto, ha ottenuto 1010 voti.

Racalmuto, con il 30,59%, è sindaco Vincenzo Maniglia, con 1431 voti, poi Cinzia Leone 1260 voti, poi Emilio Messana, sindaco uscente, con 1.047 voti, e poi Salvatore Petrotto con 917 preferenze.

Naro è sindaco Maria Grazia Brandara, con una percentuale intorno al 35% e 1447 voti. Secondo è Vincenzo Giglio con 1416 voti. Poi Massimiliano Arena con 1354 voti.

Ed a Santa Elisabetta è sindaco Mimmo Gueli, con una percentuale intorno al 60%, e con 960 voti. Gaetano Catalano ha ricevuto invece 606 voti.

Le elezioni Amministrative in Sicilia di domenica 28 aprile testimoniano una battuta d’arresto del Movimento 5 Stelle nei Comuni dove i 5 Stelle hanno vinto alle scorse Amministrative, Bagheria e Gela. Il risultato elettorale della Lega è positivo ma non esaltante, a fronte delle piazze stracolme di cittadini che hanno accolto Matteo Salvini in Sicilia nei giorni scorsi.

Nel 7 Comuni tra i 34 in Sicilia dove si è votato con il doppio turno, vince al primo turno solo Filippo Tripoli a Bagheria, candidato sindaco di un’alleanza trasversale tra centrosinistra e una parte del centrodestra.

Caltanissetta, unico capoluogo di provincia al voto, domenica 12 maggio si scontreranno al ballottaggio Michele Giarratana (37% circa), appoggiato dal centrodestra, e Roberto Gambino (20%) del Movimento 5 Stelle. Oscar Aiello della Lega è quarto, dietro a Salvatore Messana del centrosinistra.

Gela sarà ballottaggio tra Lucio Greco (37%) e Giuseppe Spata (31%). Greco è sostenuto da una parte di Forza Italia e il Partito Democratico. Spata è il candidato della Lega, appoggiato dal centrodestra e dai dissidenti di Forza Italia. Il candidato del Movimento 5 Stelle, Simone Morgana, è quarto con il 14%.

Castelvetrano al ballottaggio Calogero Martire (29%) del centrodestra (senza Lega e FdI) ed Enzo Alfano (28%) del M5s.

Mazara del Vallo al ballottaggio Salvatore Quinci (33%) sostenuto da liste civiche e Giorgio Randazzo (21,1%), il candidato della Lega.

Monreale al ballottaggio Alberto Arcidiacono (24%), Autonomisti e Diventeràbellissima, e l’uscente Pietro Capizzi (23%), appoggiato da una parte del Pd e da parti del centrodestra.

Ad Aci Castello ballottaggio tra Carmelo Scandurra (liste civiche), e Clara Carbone (centrodestra).

Motta Sant’Anastasia ballottaggio tra il sindaco uscente Anastasio Carrà della Lega e Danilo Festa.

Una famiglia di Cattolica Eraclea è incorsa in un incidente stradale lungo l’autostrada A29, tra gli svincoli di Gallitello e Trapani. I genitori e i due figli, uno di 9 anni e un’altra di 15 anni, hanno viaggiato in direzione Mazara del Vallo su un fuoristrada che, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia stradale, ha saltato lo spartitraffico invadendo la corsia di marcia opposta. I feriti sono stati trasferiti tutti all’ospedale di Castelvetrano da dove la 15enne e il fratello, che hanno subito delle fratture, sono stati poi trasferiti in elisoccorso all’ospedale Cervello di Palermo. I loro genitori, il padre di 45 anni e la madre di 40 anni, sono ancora ricoverati a Castelvetrano per ferite più lievi.