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Milioni di piccole meduse hanno visitato la Scala dei Turchi, a Realmonte. Claudio Lombardo, coordinatore dell’associazione ambientalista MareAmico, ha diffuso in proposito un video e racconta: “A prima vista sembrava una grande macchia oleosa in mare, che avrebbe provocato un disastro ambientale, invece, per fortuna, si trattava solo di uno scherzo della natura. Milioni di piccole meduse, denominate velella velella o barchetta di San Pietro, trasportate dalla corrente e spinte dal vento, grazie allo loro specifica caratteristica di avere una vera e propria vela sul dorso, si sono avvicinate alle coste della Scala dei Turchi, come avviene spesso all’inizio di ogni estate. Per un’intera giornata abbiamo temuto il peggio per il mare agrigentino, invece non era nulla di grave”.

Si è svolto al Palacongressi di Agrigento nelle giornate del 10 e dell’11 Maggio il convegno O.P.I.

Nella sua prima edizione per le giornate agrigentine si è trattato il tema dell’ evoluzione del sistema 118,maxi emergenze e rischio NBCR in Sicilia.

Le tematiche trattate sono state parecchie che riguardano al ruolo, alle capacità e alla professionalità dell’infermiere in urgenza e/o emergenza e sono stati trattati da illustri e competenti relatori.

Catastrofi naturali, incidenti di vario tipo ed eventuali azioni terroristiche rappresentano un probabile scenario e diventa sempre più importante che ci sia una preparazione adeguata per fronteggiare l’insorgere sanitario che coinvolge diversi attori.

L’O.P.I. di Agrigento, con l’organizzazione di questo convegno, ha consentito la conoscenza del funzionamento della macchina dei soccorsi evidenziando diversi ruoli e comportamenti.

Le interviste

 

 

Il Tribunale di Caltanissetta emette la sentenza al processo in abbreviato sul cosiddetto “Sistema Montante”. 14 anni all’ex paladino dell’antimafia. Dettagli e commenti.

Antonello Montante è imputato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e accesso abusivo a sistema informatico. La Procura della Repubblica di Caltanissetta, tramite il procuratore Amedeo Bertone e i pubblici ministeri Stefano Luciani e Maurizio Bonaccorso, ha invocato la condanna dell’ex presidente di ConfIndustria Sicilia a 10 anni e 6 mesi di carcere. La giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Graziella Luparello, a conclusione del giudizio abbreviato, e dopo tre ore di camera di consiglio, gli ha inflitto 14 anni di reclusione. Gli altri imputati in abbreviato con Montante per, a vario titolo, associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla rivelazione di notizie coperte dal segreto d’ufficio, ed al favoreggiamento – sono stati condannati quasi tutti: il colonnello Gianfranco Ardizzone, ex comandante provinciale della Guardia di Finanza di Caltanissetta a 3 anni, a fronte di una richiesta di 4 anni e 6 mesi. Poi il sostituto commissario Marco De Angelis a 4 anni, e sono stati chiesti 6 anni e 11 mesi. Poi il capo della security di ConfIndustria Diego Di Simone a 6 anni, e la Procura ha preteso 7 anni e 1 mese. Poi il questore Andrea Grassi è stato assolto in parte da alcune imputazioni ed è stato condannato ad 1 anno e 4 mesi, meno dei 2 anni e 8 mesi proposti dagli inquirenti. Infine, la giudice Luparello ha condiviso le argomentazioni dei pm ed ha assolto il dirigente regionale Alessandro Ferrara. Si conclude così il processo di primo grado al cosiddetto “Sistema Montante”, ovvero, come lo ha definito il presidente della Commissione antimafia regionale, Claudio Fava, “un governo parallelo che per anni ha occupato militarmente le istituzioni regionali, anche in nome dell’antimafia”. Antonello Montante avrebbe allestito una rete di spionaggio non solo per tutelare se stesso ma anche come cinghia di trasmissione di un vortice di interessi, tra favori agli amici (politici, imprenditori, forze dell’ordine e dei servizi segreti, professionisti, magistrati, esponenti delle Istituzioni) e ricatti, con dossier e vessazioni di vario genere a danno dei nemici, gli ostacoli, i non allineati al “sistema”.
E il procuratore di Caltanissetta, Amedeo Bertone, commenta a caldo: “Il dispositivo della sentenza certifica il buon lavoro svolto dal nostro ufficio e la solidità dell’impianto accusatorio da noi portato in aula. Poi bisognerà attendere le motivazioni per una valutazione più approfondita”. E Bertone, rivolgendosi indirettamente a uno dei difensori di Montante, l’avvocato Carlo Taormina, aggiunge: “Non so di cosa parli la difesa di Montante quando allude a pressioni che ci sono state sul processo Montante. Certamente l’ufficio della Procura si è mosso in condizione di assoluta libertà senza alcun condizionamento. Abbiamo cercato le prove per ricostruire questo sistema che ha trovato riconoscimento nel dispositivo della sentenza”.
E il presidente della Commissione nazionale antimafia, Nicola Morra, dichiara: “La sentenza e le relative condanne a Montante ed ai suoi sodali, presunti servitori dello Stato, dimostrano definitivamente la gravità del cosiddetto sistema Montante. La scelta del rito abbreviato pone quindi un punto fermo su questo sistema corruttivo che ha focalizzato l’accesso alle informazioni riservate del ministero dell’Interno per usare queste informazioni come merce di scambio o di ricatto. Mi aspetto prese di posizione nette e chiare dalla politica”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ha avuto inizio oggi, 10 Maggio, presso l’Hotel della Valle di Agrigento il convegno ideato e messo in atto dal primario di cardiologia Dottor Giuseppe Caramanno.

Tanti i temi trattati che hanno visto parecchi interventi tra cardiologi ed emodinamisti che hanno illustrato, attraverso delle proiezioni slide, e spiegato la prevenzione dell’ictus ischemico.

Al convegno è intevenuto anche l’Onorevole Carmelo Pullara, vice presidente della commissione regionale della sanità.

Le interviste

E’ stato siglato oggi pomeriggio al Comune di Agrigento l’accordo di fondazione dell’Urban Center. Oltre all’Amministrazione del sindaco Lillo Firetto erano presenti i rappresentanti degli Ordini professionali (Architetti, Ingegneri, Geologi, Agronomi e dei Geometri, l’Università, la Sovrintendenza, la Curia, l’Accademia di Belle Arti, Sicindustria e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.  “Così come già sperimentato delle direttive del Prg – dichiara l’assessore all’Urbanistica, Elisa Virone – con la sottoscrizione di oggi si istituisce un luogo di politiche urbane condivise che sappia parlare ai cittadini attraverso l’Amministrazione e gli altri qualificati attori del territorio. Una vera e propria Rete per la città che sviluppi e coordini trasformazioni urbane sociali e pratiche locali della comunità cittadina”.

Nottetempo, intorno alle ore 3:30 di oggi, un incidente sul lavoro a Porto Empedocle ha provocato la morte dell’ex collaboratore di giustizia empedoclino, Giulio Albanese, già affiliato alla famiglia di Cosa Nostra di Porto Empedocle. Al porto, nei pressi del molo di Levante, Albanese, 65 anni, è stato schiacciato da uno dei nastri che trasportano il sale della miniera Italkali dai container alle navi. Giulio Albanese è rientrato a Porto Empedocle da circa due anni, dopo avere scontato le condanne che gli sono state inflitte e dopo essere fuoriuscito dal programma di protezione. Al porto sono intervenuti i Carabinieri e un’ambulanza del 118. Il personale sanitario ha constatato la morte.

 

Il consiglio d’Amministrazione del Cua, Consorzio universitario d’Agrigento, nei giorni scorsi ha stilato una lista di tutti i soci che sono debitori dello stesso Ente. Tra questi figura l’Ordine degli Architetti con un debito di 25835 euro.

A seguito di ciò l’Ordine degli architetti precisa che “ha firmato, il 2 maggio 2017, un piano di rientro per le somme dovute, relativo agli anni 2013 – 2014 – 2015 – 2016 per un totale di 20mila660 euro.  Il suddetto piano, prevede il pagamento del debito in tre distinte rate.La prima rata, pari a 7mila euro, con scadenza 30 settembre 2018 e regolarmente saldata; la seconda rata, per un importo di 7mila euro, è in scadenza entro il mese di settembre 2019;la terza rata, che ammonta a 6mila660 euro, a saldo, sarà versata entro settembre del 2020. Alla luce del già firmato piano di rientro pienamente rispettato, dunque, l’Ordine degli architetti non può essere annoverato tra i morosi.”

 

Nelle ultime ore, nel cuore della notte, una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Sciacca impegnata in un posto di blocco, ha notato un’auto che viaggiava a velocità sostenuta. E’ scattato immediatamente l’alt, lungo la strada statale 624 c.d. “Fondovalle” che conduce a Palermo.

 

I due individui a bordo dell’auto, un ragazzo ed una ragazza, 20 enni, si sono fermati, cercando di far apparire che fossero tranquilli ma in realtà i militari del Nucleo Radiomobile hanno subito percepito che c’era qualcosa che non andava nel loro atteggiamento. Ed infatti, da un successivo ed accurato controllo dell’auto, è saltato fuori un involucro di “Marijuana” del peso di oltre un etto, sostanza che se ceduta al dettaglio avrebbe potuto sicuramente fruttare alcune centinaia di euro.

Per i due insospettabili giovani, residenti a Sciacca , sono subito scattate le manette ai polsi con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e l’Autorità Giudiziaria ha disposto che fossero trasferiti agli arresti domiciliari.

Non è la prima volta che i Carabinieri intercettano quantitativi di sostanze stupefacenti lungo la strada statale in questione, che collega il “belicino” con il capoluogo della regione. Già durante i primi mesi del corrente anno, sono stati vari i blitz effettuati lungo l’importante asse viario, con l’arresto in flagranza di alcuni “pusher” ed il significativo sequestro di sostanze stupefacenti di varia natura.

 

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha confermato il no, già espresso dal Tar, alla sospensiva del provvedimento di interdittiva imposto dalla Prefettura di Agrigento alla società Girgenti Acque. La stessa Prefettura spiega così: “Il Consiglio di giustizia amministrativa, decidendo sull’appello cautelare di alcuni soci della società Girgenti Acque, ha preso atto della rilevanza dell’interesse pubblico sotteso alla gestione del Servizio Idrico Integrato della provincia di Agrigento e, riconoscendo l’estrema complessità delle tematiche controverse, ha sostanzialmente ribadito la necessità delle iniziative assunte dal Prefetto e concluso per l’opportunità di una sollecita e approfondita verifica nel merito da parte del TAR Sicilia. Prosegue, pertanto, la gestione commissariale del servizio essenziale nell’esclusivo e primario interesse delle comunità da servire”.