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A Porto Empedocle, questa sera, martedì 20 agosto, nell’ambito della rassegna “Binari d’Estate”, organizzata dalle associazioni Ferrovie Kaos e MariTerra nell’area della stazione di Porto Empedocle Centrale alle ore 21:30 sarà proiettato il film “Dogman” di Matteo Garrone. All’interno dell’area di proiezione del film sarà possibile usufruire dell’area food, mentre al termine della serata i visitatori potranno accedere all’interno dei locali espositivi della stazione di Porto Empedocle.

Ad Agrigento è stata prorogata fino a domenica prossima, 25 agosto, dalle ore 20 alle 24, la possibilità per i ragazzi che non hanno ancora compiuto 18 anni di viaggiare gratuitamente sugli autobus della linea 2 della Tua, tra Agrigento centro, San Leone, Le Dune e Villaggio Mosè”. Tale iniziativa, frutto di concertazione tra amministrazione comunale e azienda trasporti pubblici urbani, è compresa nell’ambito di un potenziamento delle corse serali verso San Leone, e intende diminuire il numero dei ciclomotori sulle strade, garantendo maggiore sicurezza per i ragazzi e più serenità per le famiglie.

Ad Agrigento, oggi, martedì agosto, 20 agosto, a Cannatello, in via Farag 98, nei locali dell’Hotel Residence “Antica Perla”, dalle ore 16:30 in poi, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, il presidente del Wwf Sicilia, Giuseppe Mazzotta, e l’avvocato del Foro di Sciacca, Antonino Tornambè, interverranno sul tema: “La bellezza della natura e dell’essere umano – La deontologia del vivere e delle professioni”. Agli architetti partecipanti saranno riconosciuti 4 crediti formativi.

Questo pomeriggio a largo della Scala dei Turchi la famiglia “Crew Lopez” ha ritrovato un nuovo fusto di olio esausto in mare.

“Avremmo voluto vedere i delfini ma ci siamo accontentati di un fusto di olio, commenta su facebook la “Crew Lopez”. Non è il primo che viene recuperato o avvistato, sarà periodo di migrazioni dei fusti?

 

 

 

Questo è il sesto contenitore trovato, dopo l’avvistamento di diversi fusti al largo di San Leone, alcune settimane fa.

Cresce la tensione a bordo della Open Arms. Questa mattina un migrante si è gettato in acqua. Una motovedetta della guardia costiera è intervenuta per recuperarlo.

Il fondantore della ong spagnola, Oscar Camps, sui social scrive: “Sequestrati da 19 giorni, situazione continua ad essere insostenibile, fateli scendere subito”.

Sono stati dimessi gia’ ieri notte dopo gli accertamenti in polimabulatorio e portati nell’hotspot i due naufraghi, un uomo e una donna con sintomi di aritmia cardiaca e deficit visivo, sbarcati ieri dall’Open Arms assieme ad altre sette persone, alle quali sono stati diagnosticati problemi psicologici e depressivi, condotte direttamente nel centro. Sulla nave della Ong spagnola ci sono 98 migranti, al loro 19 giorno a bordo dell’imbarcazione in attesa di potere sbarcare.

Sulla piattaforma a Change.org è stata lanciata una petizione online “Fateli scendere” che già in poche ore ha raggiunto oltre 3mila firme. Con questa campagna online lanciata dagli avvocati di Mga, il sindacato nazionale forense, si chiede “al ministro dell’Interno Matteo Salvini di consentire immediatamente lo sbarco delle persone a bordo della Open Arms nel porto di Lampedusa; e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio, di farsi portatori presso il ministro dell’Interno delle ragioni e dei principi dell’ordinamento italiano

La Capitaneria di Porto Empedocle, impegnata in servizi di controllo contro la pesca di frodo dei prodotti ittici e per la tutela delle specie contingentate, ha sorpreso una imbarcazione ormeggiata alla banchina nord del porticciolo turistico di San Leone, con a bordo un esemplare di tonno rosso di circa 90 chili, appena catturato e nascosto dal proprietario all’interno della cabina. Al pescatore (non professionista) è stato contestato l’illecito amministrativo punito con il pagamento di una multa da 1.000 euro a 3.000 euro, aumentata di un terzo in quanto trattasi di esemplare di specie ittica tonno rosso. Il prodotto ittico è stato posto sotto sequestro e custodito in apposita cella frigorifera in attesa degli accertamenti sanitari a cura del servizio veterinario.

In Sicilia la Regione, le Province e i Comuni, nel corso dei decenni trascorsi, sono stati imbottiti di impiegati, frutto spesso di politiche clientelari anziché meritocratiche, o, in altri termini più eleganti, per assistenza sociale. E così, ormai da anni, i bilanci, soprattutto dei Comuni, sono bloccati, nel senso che, come al Comune di Agrigento, il bilancio è un rendiconto di amministrazione condominiale: entrano le tasse pagate dai cittadini e si paga solo la spesa corrente, quindi il personale. Di iniziative di investimento, di sviluppo e di progresso del territorio non vi è alcuna traccia. E che non ci si illuda. E’ così almeno dal 2007, e sarà ancora così, qualsiasi sindaco sarà in futuro sindaco, con il suo corredo di menzogne che sarà capace di raccontare in campagna elettorale. In Sicilia ogni 1000 abitanti vi sono 13 dipendenti pubblici. Il dato emerge dalla relazione della Sezione Autonomie della Corte dei conti. Il documento è stato diffuso dal Centro studi “Pio La Torre”, che si occupa dei dipendenti regionali, qualificati come “troppi e poco qualificati”, e del personale delle ex Province e dei Comuni. Il tutto testimonia che la Sicilia è fondata sulla dipendenza nel settore pubblico. In Sicilia vi sono più dipendenti regionali che in tutto il nord Italia. E i Comuni siciliani sono primi per precariato: più nel dettaglio l’83% dei lavoratori precari e socialmente utili di tutta Italia. Infine, nelle province siciliane, esclusa quella di Siracusa, vi è un tasso di 0,89 dipendenti ogni mille abitanti per un totale di 4098. Un record anche in tal caso: la Sicilia è la Regione con più dipendenti provinciali.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, condivide il severo giudizio espresso dalla Sezione Autonomie della Corte dei Conti sul numero eccessivo, e spesso poco qualificati, dei dipendenti pubblici in Sicilia. Musumeci afferma: “La Regione è stata, per 70 anni, un ammortizzatore sociale: spesso premiando l’appartenenza piuttosto che il merito». Con il mio governo è iniziata la cura dimagrante e punteremo solo ad acquisire quelle professionalità che mancano, indispensabili per fare della Regione un motore di crescita e di sviluppo. Ci stiamo dedicando alla pianta organica. E’ una sofferenza che sopportiamo con cristiana rassegnazione da un anno e mezzo. Alcuni giorni fa abbiamo sbloccato i concorsi. Stiamo già valutando di quante risorse finanziarie disponiamo per mettere a bando alcune centinaia di posti per figure professionali qualificate: ingegneri, architetti, geologi, avvocati, agronomi, commercialisti. Entro l’anno penso che pubblicheremo il primo bando. Abbiamo anche sbloccato le assunzioni al Corpo delle guardie forestali, che si è ridotto a poche centinaia di unità, quasi tutte anziane, mentre nelle campagne c’è bisogno di energie fresche. Perciò pensiamo di assumere 200/300 guardie fra laureati e diplomati, per la tutela ambientale e come deterrenti alla criminalità rurale”.

Raid vandalico nel centro cittadino a Porto Empedocle, dove ignoti hanno strappato e stracciato il manifesto del trigesimo di Andrea Camilleri, affisso dal Comune in diverse zone della città, come nei pressi della Torre Carlo quinto, dove è stata deposta anche una corona di fiori, e in tutti gli spazi destinati ai manifesti funebri. In particolare, i vandali si sono accaniti sul manifesto affisso su un cavalletto innanzi alla statua del celebre commissario Montalbano. La sindaca di Porto Empedocle, Ida Carmina, commenta: “E’ un atto deprecabile, che condanniamo duramente. Il Comune ha già disposto l’acquisizione delle immagini degli impianti di video-sorveglianza della zona per scovare gli autori del gesto. La morte di Camilleri è stata vissuta dalla mia comunità come un lutto personale. Nonostante il maestro vivesse fuori da tempo, non si era mai staccato veramente da Porto Empedocle, da cui ha tratto ispirazione per i suoi capolavori. Ognuno di noi ha perso un familiare. Non sappiamo neppure se sia stato un empedoclino l’autore del gesto. In queste settimane la popolazione è triplicata e i turisti invadono sino a tarda sera le nostre strade”.

Circa venti parenti di un paziente con sospetto ictus sfondano l’ingresso della risonanza magnetica e aggrediscono radiologo e assistente a Palermo a Villa Sofia.

“Villa Sofia, villa tinturia”, laddove “tinturia”, dal dialetto siciliano in italiano, è “monelleria”. E un gruppo di persone a Palermo, all’ospedale “Villa Sofia”, si è reso autore e protagonista di una “tinturia”. Si tratta di una ventina di parenti di un uomo di 60 anni, preda di un sospetto ictus. E’ necessario per la diagnosi certa l’esame della risonanza magnetica. Attendono e aspettano. Aspettano e attendono. Covando rabbia. Poi, ad un tratto, come al tempo degli assalti ai castelli medievali quando ci si armava con le teste di ariete, loro, i venti circa, corrono verso la porta del reparto dove è custodita la risonanza magnetica, e, patapum, sfondano l’ingresso e irrompono dentro. Poi minacciosi e bellicosi aggrediscono il medico radiologo e la sua assistente, colpevoli, secondo loro, di avere ritardato l’esame diagnostico a danno del loro familiare. Se i Carabinieri non fossero intervenuti tempestivamente, il radiologo e la sua assistente avrebbero avuto bisogno loro, poi, di parecchie risonanze magnetiche per le ferite subite. L’avvento dei militari ha provocato la fuga dei parenti terribili. Si tratta dell’ennesima aggressione contro personale sanitario in Sicilia, tra corsie e reparti di ospedali e cliniche, sempre più saloon da far west. Al sessantenne oggetto della contesa è stata subito eseguita una tac, risultata negativa, e poi, per maggiore scrupolo e attenzione, è stata preventivata una risonanza magnetica. L’uomo è stato trasportato nel reparto della risonanza, è stato accolto, e il medico radiologo ha iniziato a compilare il rituale questionario per la sicurezza del paziente, ad esempio chiedendo alla moglie se fosse a conoscenza di eventuali controindicazioni all’esecuzione dell’esame. Ebbene, tale procedura è stata ritenuta dagli aggressori una inutile perdita di tempo, e si è scatenato il putiferio. In conclusione, anche la risonanza magnetica ha escluso l’ictus cerebrale, e il sessantenne è stato ricoverato in Neurologia. La catanese Giulia Grillo dal primo giugno 2018 è ministro della Sanità del Movimento 5 Stelle, e da un anno e tre mesi è a conoscenza delle ricorrenti e gravi aggressioni in ambito sanitario, in Sicilia e ovunque. Tuttavia, adesso, nel commentare quanto accaduto a Palermo, a Villa Sofia, scade nella strumentalizzazione della crisi di governo esplosa solo lo scorso 8 agosto, e non il primo giugno 2018, e su Facebook ha scritto: “L’ennesimo (infatti ennesimo ndr) episodio di aggressione a danno di lavoratori della sanità, questa volta a Palermo, conferma l’urgenza di una legge antiviolenza. Basta Far West. Le corsie e gli ambulatori sono patrimonio di tutti i cittadini così come chi vi opera ogni giorno. Chi sta bloccando il Paese e il lavoro del Parlamento si assume anche la responsabilità di fermare questa importante legge di civiltà”. Patapum.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)