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I carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Agrigento hanno arrestato Alfonso Fallea, 25 anni di Favara, accusato di furto. Il giovane avrebbe rubato ben cinque chili di rame da un’officina situata in via Teatro Tenda, nel quartiere di Villaggio Mosè. Il giovane approfittando di un momento di distrazione dei gestori dell’attività è riuscito a impossessarsi di alcune bobine di rame per un totale di cinque chili.

Il 25enne è scappato dall’officina con la refurtiva ma nel momento della fuga è stato incrociato e notato da una pattuglia di carabinieri che lo hanno immediatamente fermato e arrestato. Il giovane è stato posto agli arresti domiciliari.

 

Nuovo rinvio dell’udienza preliminare relativa alla vicenda sul presunto giro di prostituzione e di squillo provenienti dalla Romania che sarebbero state poi “impiegate” presso il locale “Dolce Vita”, lungo la zona industriale di Agrigento.

Ieri mattina è arrivato il quarto rinvio dell’udienza che avrebbe dovuto approdare in aula a 12 anni dai fatti contestati.

Uno dei difensori degli undici indagati, l’avvocato Gaziano, infatti, era impegnato nel carcere romano di Rebibbia al processo “Montagna” dove è stato interrogato il pentito favarese Giuseppe Quaranta.

Gli imputati, a vario titolo, sono accusati dalla Procura di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e esercizio della prostituzione.

 

Tangenti all’Anas per eseguire lavori di rifacimento di strade statali della Sicilia Orientale e Centrale. Scatta il nuovo blitz nell’ambito dell’operazione Buche D’Oro, coordinata dalla Procura di Catania con il procuratore aggiunto Agata Santonocito , ed eseguita dalla Guardia di Finanza nucleo di polizia economico tributaria di Catania. In manette sono finiti quattro funzionari Anas (uno in carcere e tre ai domiciliari) e quattro imprenditori di Agrigento, Palermo e Caltanissetta (ai domiciliari). Sono accusati di corruzione in concorso.

Nel settembre scorso la prima parte del blitz che portò all’arresto in flagranza di reato del capo centro manutenzione dell’Anas Riccardo Carmelo Contino e del geometra Giuseppe Panzica, capo nucleo B del centro di manutenzione Anas etneo. Le indagini sono proseguite e questa volta si sono avvalsi anche di una preziosa collaborazione: si tratta dell’ingegnere Giuseppe Romano, 48 anni, responsabile manutenzione programmata dell’area tecnica compartimentale di Catania dell’Anas che ha deciso di vuotare il sacco.

 

 

I carabinieri della Compagnia di Licata hanno avviato le indagini in seguito all’incendio di un autocarro di proprietà di un agricoltore di Licata avvenuto la scorsa notte in contrada San Michele.

Le fiamme hanno distrutto interamente il mezzo e le fiamme sono state spente solamente grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco. Ancora da stabilire la natura delle fiamme e capire se si tratti di un evento autonomo o di incendio doloso.

Era stato protagonista di un salvataggio nel mare di Maddalusa, ad Agrigento, quando, nel giorno di ferragosto dello scorso anno, ha visto una ragazzina in preda alle onde e non ha esitato a tuffarsi nel mare agitato portandola in salvo.

Questa mattina, il sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, ha consegnato una targa di riconoscimento all’assistente capo del Commissariato di Caltanissetta, Prospero Romano, il poliziotto che, fuori dal servizio, è stato protagonista del gesto che ha salvato la vita ad una quindicenne agrigentina.

Lui, Roberto Gambino, si è detto felicissimo del premio e ne ha spiegato il motivo: “E’ un riconoscimento che rappresenta un attestato al lavoro di tutti noi poliziotti che si svolge sia durante il servizio che fuori”.

Sempre Gambino ha poi voluto dedicare il riconoscimento ai due colleghi Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, assassinati a Triste mentre svolgevano il loro dovere.

La cerimonia si è svolta in Municipio alla presenza della moglie e della figlia del poliziotto eroe.

 

Sebastiano è tornato nella sua Sicilia che tanto ha amato. È tornato con la consapevolezza di aver lasciato un segno nel cuore dei suoi cari e dei Siciliani.
Oggi è stata aperta la camera ardente a Palazzo d’Orleans, la seconda casa di Tusa.
Accanto alle sue spoglie mortali, tutti i suoi affetti più cari: il figlio Andrea e la vedova Valeria Li Vigni.

A presidiare la camera ardente gli agenti del corpo forestale e i commessi in servizio d’onore. Alla destra del feretro una foto che lo riprende, il primo giorno di d’ingresso in giunta. Sullo sfondo  della camera la bandiera della regione segnata in segno di lutto.

Hanno reso omaggio a Sebastiano Tusa, amministratori in carica e non. Emblematica la presenza di Nello Musumeci (presidente della regione), Leoluca Orlando (Sindaco di Palermo), Gaetano Armao (vicepresidente della regione) e
Carmelo Briguglio (ex assessore regionale).

Intanto, domani alle 10, si svolgeranno i funerali nella chiesa di San Domenico. Sebastiano Tusa  sarà tumulato nel pantheon dei siciliani illustri.

Sebastiano Tusa assessore ai Beni Culturali, era tra le otto vittime italiane morte nell’incidente aereo del boeing 737 della Ethiopian Airlines precipitato il 10 marzo 2019 mentre era in volo tra Addis Abeba e Nairobi.
Archeologo di fama internazionale, Sovrintendente del Mare della Regione, era diretto in Kenia, per un progetto dell’Unesco, dove era già stato nel Natale.
Il feretro di Sebastiano Tusa è rientrato in Italia dopo 7 mesi dalla tragedia.

Camera ardente Sebastiano Tusa

L'ultimo saluto a Sebastiano Tusa a Palazzo d'Orleans#Sicilia #Palermo

Pubblicato da Regione Siciliana su Giovedì 17 ottobre 2019

I poliziotti della squadra nautica in servizio a Porto Empedocle hanno effettuato un controllo contro il fenomeno della pesca abusiva “battendo” con acquascooter il tratto di costa empedoclina alla ricerca di eventuali condotte illegali.

Ed in effetti gli agenti, a circa 700 metri dalla costa, hanno rinvenuto e sequestrato una rete da pesca costituita da una lunga lenza di grosso diametro con inseriti ad intervalli regolari spezzoni di lenza più sottile portanti ognuno un amo. Liberati anche i pesci che erano rimasti “incastrati” nella rete.

Adesso si stanno conducendo accertamenti per risalire alla proprietà della rete abusiva che vìola di fatto ogni regolamento che disciplina la pesca. Altri controlli verranno effettuati nei prossimi giorni con l’ausilio del personale della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle.

 

Un incidente mortale si è verificato nel primo pomeriggio lungo la strada statale 115 in località di Siculiana, nei pressi dell’Hotel Villa Sikania.

Il bilancio è di una vittima: si tratta di Vincenzo La China, un pensionato di 89 anni di Siculiana che si trovava a bordo di una MotoApe. Lo schianto, per cause ancora in fase di accertamento, è avvenuto contro un camion. Sul posto personale medico, polizia stradale e carabinieri.