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8 luglio, a Palermo, al palazzo di giustizia, la giudice per le udienze preliminari, Marcella Ferrara, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 18 anni di reclusione, riconoscendo la recidiva, il boss Leo Sutera, 68 anni, di Sambuca di Sicilia, arrestato per associazione a delinquere di stampo mafioso il 29 ottobre del 2018. E poi 3 anni di reclusione ciascuno sono stati inflitti a tre presunti fiancheggiatori dello stesso Leo Sutera, anche loro di Sambuca di Sicilia, Giuseppe Tabone, imprenditore di 53 anni, Maria Salvato, fioraia di 45 anni, e Vito Vaccaro, 57 anni. Ebbene, adesso la stessa giudice Ferrara ha concesso gli arresti domiciliari ai tre presunti favoreggiatori, Tabone, Salvato e Vaccaro.

Al Consiglio comunale di Agrigento è “fumata nera” sull’approvazione del bilancio di previsione 2019, ovvero il bilancio consuntivo del 2019, perché il 2019 si è concluso e non vi è nessuna spesa da prevedere, valutare, esaminare e approvare. Occorre solo un voto meramente ragionieristico da parte del Consiglio comunale che approva il bilancio consuntivo del 2019 così come è, tanto per rispettare una scadenza burocratica. E’ semplice come bere un bicchiere d’acqua. Tuttavia al Comune di Agrigento è difficile anche ciò. Infatti, l’approvazione del bilancio di previsione 2019 è stata all’ordine del giorno della seduta del Consiglio di ieri venerdì 27. La presidenza del Consiglio però ha rilevato che ancora mancano dei documenti necessari. Si tratta di due pareri dei Revisori dei conti sui cosiddetti “Bilanci consolidati”. Più nel dettaglio, uno dei due pareri è stato reso ma non è stato trasmesso al Consiglio. E l’altro invece non è stato ancora reso. Morale della favola che favola non è: tutti a casa, e lunedì 30 nuovamente in Consiglio.

Ad Agrigento, al Museo archeologico “Griffo”, si è svolta la cerimonia di consegna del Premio Ancri 2019, organizzato dalla sezione agrigentina “Valle dei Templi” dell’Associazione nazionale degli insigniti al merito della Repubblica Italiana, presieduta dal cavaliere Pietro Sicurelli. I premiati 2019 sono l’artista Pino Giacalone, il medico Antonio Magro, il magistrato Antonio Balsamo, e il giornalista Paolo Borrometi. Due premi speciali sono stati inoltre consegnati al Colonnello Giovanni Pellegrino, Comandante provinciale dei Carabinieri di Agrigento, e al dottor Matteo Scavone, funzionario all’Assemblea Regionale Siciliana.

Musumeci interviene all’assemblea straordinaria dei Comuni siciliani a Palermo: “Sbloccati i 70 milioni di euro mancanti per gli investimenti degli Enti locali nell’Isola”. I dettagli.


I sindaci siciliani si sono radunati a Palermo, ai Cantieri culturali della Zisa, e hanno rivendicato i trasferimenti da Stato e Regione e, soprattutto, la certezza sul quanto e sul quando degli stessi trasferimenti, perché in mancanza del quanto e del quando non sarà mai possibile non solo concludere i bilanci in tempo utile e ragionevole, ma anche programmare, seppur minimamente, degli investimenti a favore delle città amministrate.

Ebbene, nel corso dei lavori dell’Anci Sicilia si è presentato, come un Re Magio, il presidente della Regione. E Nello Musumeci, indicando la stella cometa, ha annunciato: “Grazie a una trattativa con il ministero dell’Economia abbiamo sbloccato i 70 milioni mancanti per gli investimenti degli Enti locali”.

Infatti, Leoluca Orlando, presidente Anci Sicilia, e i colleghi primi cittadini siciliani hanno puntato il dito sui 115 milioni di fondi destinati dallo Stato ai Comuni in Sicilia, dei quali finora ne sono stati erogati solo 45. Adesso, invece, secondo quanto prospettato da Musumeci, saranno resi disponibili anche i 70 mancanti. E quando gli hanno chiesto “quando?”, lui, Musumeci, ha risposto: “Non sappiamo ancora quali sono i tempi. E’ una notizia di poche ore fa, ma le risorse arriveranno”. Poi il presidente ha aggiunto con piglio: “Bisogna aprire una vertenza con lo Stato. Non è possibile che gli Enti locali in Sicilia debbano essere affidati soltanto alle esauste casse della Regione Siciliana”.

E il segretario generale di Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano, ha rilanciato: “In Sicilia ci sono almeno un centinaio di Comuni che si trovano in condizioni critiche di dissesto, pre dissesto o strutturalmente deficitari. E così non è possibile andare avanti. Abbiamo bisogno di certezze sui tempi e sulle modalità di erogazione dei fondi. Chiediamo un’armonizzazione delle norme regionali con quelle nazionali, e l’istituzione di un tavolo tra Stato, Regione ed Enti locali, in conferenza permanente, per raccordarsi e trovare soluzioni strutturali”.

E in occasione dell’assemblea straordinaria dell’Anci a Palermo, Musumeci è intervenuto anche sulla rete viaria nell’Isola, in particolare sulle prossime opere di monitoraggio per la sicurezza, e ha spiegato: “Le pessime condizioni della rete viaria in Sicilia non possono più attendere i tempi biblici di scelte politiche e amministrative dell’Anas o delle ex Province. Per questo motivo, già da tempo, il governo regionale ha deciso di intervenire sostituendosi agli enti che sarebbero istituzionalmente preposti a farlo. Il monitoraggio e gli eventuali e successivi interventi sono indifferibili, soprattutto con il sopraggiungere della stagione invernale che mette a dura prova infrastrutture ormai segnate dal tempo e dall’incuria. Lo scorso agosto abbiamo avviato le procedure per il reclutamento di professionisti esterni. Le procedure si sono concluse con l’individuazione di 130 tecnici per procedere al controllo di 540 strutture stradali tra ponti, viadotti e gallerie. Ci vorrà un po’ di tempo, ma l’importante era partire, ricordando, comunque, che la Regione non ha alcuna competenza sulle strade dell’Isola, la cui manutenzione è in capo per 17mila chilometri alle Province e per circa 3mila allo Stato”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Donata Bergamini, che attende da trent’anni la verità sulla morte di suo fratello Denis, sempre più vicina ma mai ancora palesatesi in tutta la sua inconfutabilità, scrive al procuratore Nicola Gratteri 

Caro Procuratore Nicola Gratteri,
Ho seguito come tantissimi le vicende relative alla “ maxi operazione “ che ha portato all’arresto di oltre 330 persone su tutto il territorio italiano.
Ho letto tutte le sue pubbliche denunce contro la massoneria, la politica ed anche la magistratura collusa con esse. Ho visto anche le sue accuse contro la stampa, a suo dire anch’essa collusa con la Ndrangheta.
Le condivido tutte signor Procuratore ma lei non mi piace ed ora le spiego perchè.
Intanto le dico chi sono.
Mi chiamo Donata Bergamini ed appartengo ad una famiglia, una volta benestante, di Boccaleone di Argenta.
Da trent’anni seguo le vicende giudiziarie calabresi non per un’ eccentrica passione ma semplicemente perché esattamente trent’anni fa mio fratello Denis, brillante calciatore del Cosenza, fu barbaramente ucciso. Il suo omicidio venne fatto passare per incidente e poi per suicidio, anche grazie all’operato non proprio diligente di alcuni suoi colleghi.
Non venne disposta subito un’ autopsia e coloro che avevano recuperato i suoi vestiti morirono misteriosamente in un incidente stradale prima che potessero restituirceli.
Per questo io penso che mio fratello sia stato ucciso anche dalla Ndrangheta.
Dopo tutti questi anni, grazie al mio avvocato ed al Procuratore Facciolla, sono almeno riuscita a dimostrare quella verità che da sempre sapevo ma da sempre era stata negata. Indagini medico legali complesse ma che non danno scampo ai depistaggi. Fu un omicidio.
Lo dovevo a Denis e lo devo ai miei genitori cui è stato ammazzato un bellissimo e fantastico figlio. Il verdetto dell’incidente probatorio è stato questo.
Lei non mi piace proprio semplicemente perché la invidio.
Sì la invidio perchè lei non ha bisogno dei processi e delle sentenze come tutti gli altri P.M.
Lei ha dichiarato di voler smontare la Calabria pezzo per pezzo ma non si occupa dell’assassinio di Denis Bergamini.
Noi, normali cittadini, dobbiamo superare mille difficoltà anche per dimostrare ciò che è ovvio, impegnare fino all’esaurimento ogni risorsa economica e fisica.
Noi, vittime, dobbiamo inchinarci al rispetto delle regole di garanzia giustamente riconosciute a coloro che riteniamo responsabili della morte del nostro caro Denis.
Lei no. Ciò che dice, ogni sua parola, non è solo sentenza ma è legge.
Lei non ha bisogno, come noi, di attendere l’esito dei processi.
Caro Procuratore Gratteri, se un domani si dovesse candidare a Ministro o Premier, stia sicuro che io la sosterrò perchè cosi, magari, avrò giustizia per mio fratello.
Forse non funziona esattamente cosi ma sono sicura che a Lei tutto sarà permesso, anche occuparsi dell’assassinio di quel povero bellissimo ragazzo.
Io sono ignorante. Una semplice ragioniera. Mi piace pensarla cosi.
Lei non mi piace perchè la invidio ma solo perchè non Si occupa di Denis.
Lei può. Lei può tutto oggi. Almeno così sembra.
A me, comunque basterebbe soltanto che il Procuratore Facciolla fosse lasciato libero di lavorare in pace. Tutto qui.
Io conosco la verità ma voglio portarla in un aula di giustizia rispettando le regole e le procedure. Perchè continuo a crederci nonostante tutto

Sua
Donata Bergamini

Ad Agrigento nella sede dell’associazione Volontari di Strada, al Viale della Vittoria 305, si è svolta l’estrazione natalizia dei biglietti della lotteria, da 2 euro ciascuno, venduti dall’associazione, con il generoso sostegno di tanti sponsor locali, per raccogliere fondi a favore dei meno abbienti. Il primo premio è stato estratto al biglietto B 698. Si tratta di un viaggio per due persone, a Taormina, nel mese di aprile 2020, ospiti dell’Hotel Ariston, offerto in palio dall’agenzia Amunì Viaggi. Il secondo premio è stato una cesta di prodotti dolciari artigianali, offerto in palio dalla Pasticceria “Di Stefano” di Raffadali. Alla cerimonia di estrazione dei biglietti hanno partecipato, tra gli altri, Eugenio Specchi, Comandante della Polizia Locale di Ioppolo Giancaxio, socio e amico dell’associazione, Alfonso Cartannilica, web designer, e la piccola Giulia Cavaleri. La presidente dei Volontari di Strada, Anna Marino, commenta: “Anche quest’anno è stata un’esperienza esaltante che ha visto coinvolta, per quasi due mesi, tutta l’associazione. In totale sono stati venduti 1049 biglietti. Rispetto allo scorso anno, purtroppo, abbiamo registrato un calo nella vendita. Speravamo in qualcosa di più, ma comprendiamo le difficoltà e il momento storico nel quale vivono molte famiglie. Ringraziamo ugualmente gli agrigentini che ci sono stati vicini, cosi come ringraziamo di cuore tutti gli sponsor che ci hanno consentito di potere portare a termine questa iniziativa”.

Domani assestamento e rendiconto all’Assemblea Regionale. Esercizio provvisorio per la Finanziaria. L’elezione del vice presidente al posto di Cancelleri. La rabbia dei sindaci senza fondi.


Adesso che il governo nazionale ha approvato il pagamento a rate in 10 anni del disavanzo della Regione Sicilia di 2 miliardi e 100 milioni di euro, è stato possibile programmare la sessione di bilancio, il rush finale degli impegni finanziari da concludere entro lunedì 30 dicembre. Dunque domani sabato 28 dicembre si riunirà l’Assemblea.

All’ordine del giorno vi saranno i disegni di legge di assestamento di bilancio e rendiconto, provenienti dalla giunta Musumeci e dalla Commissione Bilancio. Ancora domani, sabato, il presidente di Sala d’Ercole, Gianfranco Miccichè, assegnerà un termine per la presentazione degli emendamenti ai disegni di legge contabili. La scadenza sarà alla sera di domenica 29 dicembre. Poi, come prospettato dallo stesso Miccichè, lunedì 30 dicembre sarà il giorno del voto su assestamento e rendiconto. Invece la finanziaria è catapultata nel 2020: infatti, l’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, ha già annunciato che il governo presenterà all’Assemblea la richiesta di esercizio provvisorio.

E poi nell’agenda incombe un altro ordine del giorno, ovvero l’elezione del vicepresidente dell’Assemblea al posto del vice ministro alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri. E Gianfranco Miccichè ha spiegato: “Vedremo se potremo farla il 29 dicembre, altrimenti procederemo nel corso della prima seduta utile del nuovo anno”. Nel frattempo, trascorso l’incubo del no al pagamento a rate in 10 anni del disavanzo, oggi venerdì 27 dicembre sono in raduno, in assemblea straordinaria, a Palermo ai Cantieri culturali della Zisa i sindaci siciliani, capitanati dal presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando. I primi cittadini delle città dell’isola reclamano i “piccioli”, perché senza soldi e, soprattutto, senza la previsione di quanti soldi Stato e Regione trasferiranno ai Comuni, sono impossibilitati ad approvare i bilanci di previsione. Ad esempio, ad oggi, a venerdì 27 dicembre, ancora non è stato approvato il bilancio di previsione 2019 (ripeto 2019) del Comune di Agrigento.

E il sindaco Orlando spiega: “Riteniamo che siano necessari precisi impegni sulle risorse che si intendono destinare ai Comuni e alle Province. Ogni anno si assiste all’aumento del già elevatissimo numero di Comuni in dissesto e pre-dissesto, all’aumento dei Comuni a vario titolo commissariati, a sindaci che gettano la spugna o che non sono messi in condizione di operare con efficacia assistendo inermi, con non scusabile indifferenza da parte dello Stato e della Regione, a uno spopolamento che rischia, nel giro di pochi anni, di determinare la materiale scomparsa di decine e decine di Comuni. Nel 2019, anziché assistere ad azioni finalizzate a favorire lo sviluppo economico e a sostenere il sistema infrastrutturale, ci si è trovati, per responsabilità dei governi regionale e nazionale, a non poter contare su risorse finanziarie previste in bilancio finalizzate al pagamento dei mutui e per realizzare investimenti in favore delle comunità. Per l’esattezza: dei 115 milioni di euro previsti per investimenti, quasi a fine anno ne sono stati erogati appena 45, mentre degli altri 70 milioni non si ha alcuna notizia. Inoltre, i Comuni con popolazione superiore ai 5mila abitanti hanno subito rispetto al 2018 una decurtazione del 15 per cento delle risorse di parte corrente”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Riccardo Savona,Presidente della II° commissione bilancio e programmazione comunica che nella seduta di oggi c’è stato l’ok a rendiconto e assestamento atti indispensabili per chiudere la situazione finanziaria regionale dopo che il Governo nazionale ha dato il lasciapassare per spalmare i debiti in dieci anni.

“Finalmente si è intrapreso un percorso di chiarezza nei confronti di tutti i siciliani e grazie al lavoro del Governo regionale,degli uffici e della commissione di appartenenza dopo una attenta valutazione dei dati trasmessi si è approvato il ddl su rendicontazione e assestamento,un provvedimento molto asciutto e rigido che farà ripartire la nostra regione ed ha evitato conseguenze nefaste per le categorie più deboli dei siciliani.

C’è un iter delineato dopo gli accordi con il governo centrale per il risanamento della finanza pubblica,anche per questioni che partono da molto lontano,adesso,superato il passaggio dell’Aula,si lavorerà per una politica che persegua il rigore ma al contempo che apra a un percorso che vede margini per lo sviluppo e gli investimenti del territorio siciliano attraverso una sana collaborazione con tutti gli enti collegati alla Regione e che si possa tracciare un percorso politico e di governo di ampio respiro e senza ulteriori problematiche finanziarie.” v

Un uomo è morto ieri sera a Palermo dopo essere stato ferito a una gamba da colpi d’arma da fuoco. Francesco Paolo Lombardino, 47 anni, carpentiere, era a casa, in via Zumbo, nel quartiere al Cep quando, secondo il racconto dei familiari, è sceso in strada per un’occhiata alla sua automobile parcheggiata vicino all’abitazione. L’uomo è stato colpito all’altezza dell’inguine e i proiettili gli hanno provocato un’emorragia all’aorta. E’ stato trasportato all’ospedale Cervello ma è morto per dissanguamento. Indaga la Polizia.