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A Palermo sono comparse nottetempo sui muri nel quartiere dell’Arenella scritte contro la Chiesa. Finora ne sono state individuate 15 in diverse strade e gli operai comunali sono a lavoro per cancellare. Sabato mattina nella borgata marinara dell’Arenella è stato firmato il “Patto territoriale” che coinvolge il Comune, la Parrocchia Sant’Antonio di Padova, l’Istituto Maria Ausiliatrice, diverse associazioni e l’Istituto comprensivo “Arenella”, e che prevede lo sviluppo di una collaborazione secondo il principio dei Comitati educativi di Circoscrizione per lo sviluppo di attività di prevenzione, partecipazione e protezione rivolte ai ragazzi del quartiere. Il sindaco, Leoluca Orlando, commenta: “La coincidenza temporale fra la firma del Patto territoriale, e questi volgari attacchi alla Chiesa, non può che destare preoccupazione, motivo per il quale ho espresso la mia solidarietà a Don Francesco, restando in contatto con l’arcivescovo e con il questore di Palermo”.

La Camera di Commercio di Agrigento partecipa al convegno “La trasformazione digitale tra competenze e connettività” che si svolgerà a Roma domani giovedì 5 dicembre nella Sala Longhi di Unioncamere alle ore 10. Nel corso dell’evento, trasmesso in diretta sulla pagina facebook della Camera di Commercio di Agrigento, saranno premiate le imprese campioni di BUL, nell’ambito della prima edizione del Premio “BUL Factor Banda ultralarga, largo al talento”. Il premio intende riconoscere, valorizzare e premiare le imprese che hanno compreso i vantaggi della digitalizzazione, integrandola al proprio interno, per incrementare la competitività e produttività. Tra le imprese premiate vi è anche l’agrigentina “esmart srl”, finalista della prima edizione del Premio BUL, rappresentata dall’ingegnere Giuseppe Rizzo. Accompagnano l’impresa il Funzionario Direttivo Riccardo Cacicia, Responsabile dell’Ufficio Promozioni e dell’Ufficio PID, e Fabio Cimino, Pivot Territoriale del Progetto “Ultranet” e certificato e4job nella seconda edizione del percorso di “Potenziamento delle competenze digitali”. “L’iniziativa, realizzata da Unioncamere e promossa localmente dalla Camera di Commercio di Agrigento – sottolinea il commissario straordinario dell’Ente Giuseppe Termine – persegue l’obiettivo di favorire la conoscenza e la diffusione della banda ultralarga come strumento di sviluppo territoriale, stimolando la crescita di servizi innovativi e la domanda di reti affidabili, stabili e più veloci”.

La Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Margherita Bruccoleri, ha sospeso la procedura di iscrizione ipotecaria intrapresa da Riscossione Sicilia su tutti i beni immobili di proprietà di un agrigentino. L’avvocato Margherita Bruccoleri ha eccepito che la società di Riscossione avrebbe proceduto ad apporre ipoteche sul patrimonio immobiliare dell’agrigentino in mancanza del requisito della certezza del debito. Infatti, a riprova di ciò, anche le cartelle di pagamento, in ragione delle quali avrebbe inteso procedere l’ente di Riscossione, risultato sospese. Dunque, la Commissione Tributaria di Agrigento, condividendo la tesi difensiva dell’avvocato Bruccoleri sia in ordine all’incertezza del credito, sia in ordine al danno grave e irreparabile derivante in capo all’agrigentino, ha sospeso l’esecuzione degli atti e la relativa procedura di apposizione di ipoteche attivata da Riscossione Sicilia spa.

Emergono altri particolari nell’ambito dell’agguato testo a Giuseppe Benigno, 45 anni, di Belmonte Mezzagno, in provincia di Palermo. Lui, Benigno, a bordo della sua Bmw, affiancato da due killer in moto, ha tentato di speronare con la sua automobile la motocicletta durante la fuga e dopo essere stato ferito da un colpo d’arma da fuoco. I killer si sarebbero quindi spostati sull’altro lato della vettura e hanno sparato altri colpi. Benigno è stato operato all’ospedale Civico di Palermo ed è fuori pericolo di vita.

“In ordine alle problematiche connesse alla partecipazione ai bandi di concorso di mobilità in entrata, che riguardano  le figure professionali sanitarie, in particolare i cps infermieri, indetti dalle Aziende sanitarie di destinazione ed al blocco del rilascio dei necessari nulla osta da parte dell’amministrazione di appartenenza – ha affermato l’On.Le Carmelo Pullara, Vicepresidente VI Commissione ARS Sicilia e Presidente del Gruppo Autonomisti e Popolari – Idea Sicilia – sulla base degli indirizzi stringenti ricevuti dalla VI Commissione, l’Assessorato alla Salute ha accolto le indicazioni e ha emanato un’apposita circolare con precise direttive per affrontare e risolvere la problematica della mobilità.

Infatti, con la nota – ha aggiunto Pullara – si invitano le Aziende di destinazione, che devono acquisire il nulla osta, a valutare l’opportunità che la data di immissione in servizio dei sanitari interessati venga postergata alla conclusione della mobilità di bacino. Parimenti, le Aziende di appartenenza, a fronte del rifiuto del nulla osta in uscita, potranno subordinarlo a data successiva al subentro di personale dello stesso profilo, in esito alla definizione della procedura concorsuale di bacino.

Siamo riusciti – ha concluso Pullara – a coniugare l’esigenza LEA (livelli essenziali di assistenza) con la legittima aspettativa, dopo diversi anni di rientro nel proprio territorio di questi soggetti”.

Il magistrato Fausto Cardella, che all’epoca indagò a Caltanissetta con Tinebra e La Barbera, depone al processo sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio. I dettagli.

Fausto Cardella

Al processo sul depistaggio delle indagini dopo la strage di Via D’Amelio, in corso a Caltanissetta, è stato ascoltato il magistrato Fausto Cardella, attualmente Procuratore Generale a Perugia, e all’epoca invitato dal procuratore Giovanni Tinebra a Caltanissetta per collaborare alle indagini sull’attentato a Paolo Borsellino. E Fausto Cardella, interrogato dai pubblici ministeri Gabriele Paci e Stefano Luciani, conferma: “Sì, in occasione di un convegno a Firenze nell’ottobre 1992 Tinebra mi chiese se fossi disponibile a lavorare sulle stragi. Accettai e, giusto il tempo di sbrigare le pratiche, andai a Caltanissetta. Emerse subito il caso della borsa e dell’agenda di Paolo Borsellino. C’era una presenza inquietante nel luogo del delitto che avrebbe potuto asportare la borsa e l’agenda. Su questa vicenda facemmo delle indagini cercando di capire chi fosse andato sul luogo del delitto e cosa successe. Ricordo che facemmo degli accertamenti su Contrada e la sua presenza in via D’Amelio”.

E poi Cardella ha aggiunto: “Il dottore La Barbera aveva l’abitudine di venire a Caltanissetta per portare carte, normalmente verso le 21 di sera. Andava dalla dottoressa Boccalini, depositava le carte e allora mi chiamavano. Nel contesto di queste chiacchiere tutte le ipotesi venivano prese in considerazione. La meno plausibile era quella relativa al fatto che l’agenda fosse andata distrutta con l’esplosione. La borsa era integra, e quindi, se l’agenda era dentro la borsa, non poteva essere distrutta, sempre che l’agenda fosse nella borsa. Sull’agenda rossa e gli ultimi giorni di Paolo Borsellino interrogammo il capo della Polizia, andammo a controllare le sue agende, sentimmo i collaboratori di giustizia a cominciare da Gaspare Mutolo”.

Infatti, Mutolo fu il collaboratore di giustizia che il primo luglio del 1992, interrogato da Borsellino, citò Bruno Contrada e il giudice Signorino. E Fausto Cardella ricorda: “Io mi occupai soprattutto delle indagini su Signorino ma ricordo che furono fatti approfondimenti anche su Contrada e la sua eventuale presenza in via D’Amelio il giorno della strage. Sempre in quei mesi La Barbera mi propose di avviare un’investigazione sul Sisde. Venne proposto il centro Sisde che si trovava a Castello Utveggio, sulla base che da lì sopra si vedesse bene, e per alcune telefonate meritevoli di interesse, non ricordo se fossero sospette perché avvenute a ridosso della strage o per altri motivi. All’epoca non sapevo neppure che La Barbera avesse fatto parte dei servizi di sicurezza. Il Sisde e il Cerisdi diventano tema di indagine tra novembre e dicembre, erano i primi tempi ancora, non c’era ancora un rapporto sviluppato con La Barbera, avvenne nel tempo, in seguito. Ci fu un buon rapporto di collaborazione tra noi e devo dire anche di stima. Ricordo l’interrogatorio del giudice Domenico Signorino, a cui furono contestate le dichiarazioni riferite da Mutolo e da Marchese. Ricordo che commentò: ‘sono perduto’. Il giorno dopo abbiamo saputo che si era suicidato”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Iniziano domani mattina, mercoledì 4 dicembre, le iniziative legate alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2019 che, attraverso azioni di sensibilizzazione sulla corretta riduzione dei rifiuti, coinvolgerà gli studenti delle scuole di Canicattì e Camastra. Domani sono previste due iniziative, una alle 10 a Camastra all’istituto comprensivo San Giovanni Bosco e un’altra sempre alle 10 ma a Canicattì al Liceo classico Ugo Foscolo alla presenza, fra gli altri degli assessori Cuva e Palermo e dell’ingegnere Chiara Gugliotta della Sea. Assente per impegni istituzionali a Roma, il sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura. Giovedì 5 dicembre, è previsto un incontro al circolo didattico Statale Don Bosco, venerdì 6 dicembre, all’Istituto “Ugo Foscolo, sabato 7 dicembre, all’Istituto tecnico Galileo Galilei, lunedì 9 dicembre, all’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Verga e martedì 10 dicembre, all’Istituto Comprensivo Statale “Rapisardi”. I bambini delle elementari saranno coinvolti e formati attraverso lezioni e giochi sul tema della raccolta differenziata, mentre i più grandi attraverso lezioni frontali di formazione ambientale. E’ stato inoltre indetto un concorso tra gli Istituti “TuteliaAmo Canicattì” presentato ieri al Comune di Canicattì alla presenza, fra gli altri, del sindaco Ettore Di Ventura. Ogni classe realizzerà un mini spot di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. I lavori pervenuti saranno valutati da una giuria composta da rappresentanti dal Comune di Canicattì e la Rti Sea, Iseda ed Ecoin in base alla rispondenza al tema e alla creatività. Il miglior progetto selezionato dalla giuria, verrà trasmesso e diffuso.

Il Ris, il Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri, ha confermato che i resti, ritrovati a giugno in contrada Gurgo nelle campagne di Caccamo in provincia di Palermo, apparterrebbero a Santo Alario, l’uomo di 42 anni scomparso da Capaci il 7 febbraio del 2018. Anche le ossa e gli indumenti ritrovati sono ritenuti compatibili con quelli della vittima. Il Dna delle ossa scoperte a Caccamo è stato comparato con quello della vittima trovato in alcuni capelli rimasti su una spazzola. E’ stato messo a confronto anche con quello della madre di Santo Alario, Maria Anna Musso, confermando, per il Ris, “un rapporto di parentela verticale (madre/figlio)”.

Domani, mercoledì 4 dicembre, ricorre la festività di Santa Barbara, patrona dei Vigili del Fuoco. Ad Agrigento alle ore 9:30 si svolgerà una prima manifestazione nella sede centrale del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, a Villaseta, tra onore ai caduti, consegna di attestati e benemerenze, e lettura messaggi augurali in presenza di autorità politiche, amministrative, militari e religiose. Poi, insieme alla Capitaneria di Porto Empedocle, ci si recherà nella Chiesa Con-Cattedrale “Santa Croce” a Villaseta, dove alle ore 11 sarà celebrata la Messa dal Vescovo di Agrigento, Cardinale Francesco Montenegro.