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L’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha avviato un progetto di conversione ecologista dei propri mezzi di servizio e non solo. In tante strutture sanitarie nel territorio provinciale sono state collocate delle colonnine per la ricarica delle vetture elettriche. Nel frattempo, un tecnico dell’Azienda sanitaria è stato incaricato di consultare il mercato degli operatori economici interessati ad installare a proprie spese gli impianti di ricarica elettrica, ricevendo in cambio l’uso gratuito delle porzioni di suolo necessarie all’insediamento degli stalli ed alla gestione del servizio. Ciò consentirà a tutti i cittadini della provincia di poter contare su un comodo ed efficiente servizio di ricarica elettrica davvero a portata di mano.

In Sicilia giovedì prossimo 2 gennaio iniziano i saldi invernali. La FederConsumatori Palermo azzarda alcune previsioni sugli sconti di fine stagione. Il presidente, Lillo Vizzini, afferma: “Le nostre proiezioni prevedono mediamente una spesa di 208 euro a famiglia, in linea con i consumi registrati nel corso dei saldi invernali 2019. La tendenza rispecchia i dati diffusi dalla 19esima indagine Acri-Ipso sul risparmio degli italiani: la crisi economica che ha interessato il nostro Paese non è superata e oltre il 20 per cento delle famiglie potrebbe avere difficoltà ad affrontare una spesa imprevista. Solo a Palermo e provincia sarà inalterato il numero delle famiglie che fruiranno delle vendite scontate, il 48 per cento, ovvero 125.000 a Palermo e 236.000 nell’intera provincia. Il giro di affari sarà di 26 milioni di euro nel capoluogo siciliano e 49 milioni di euro in provincia”.

raggruppamento temporaneo di imprese Iseda, Sea ed Ecoin, che gestisce l’appalto della nettezza urbana ad Agrigento, annuncia che i turni della raccolta differenziata ad Agrigento sono e saranno svolti regolarmente fino all’Epifania, Capodanno compreso. Il servizio di raccolta differenziata ad Agrigento sarà dunque operato seguendo i turni regolari compresi i festivi in modo da non creare accumuli di rifiuti ai cittadini e alle utenze commerciali. I cittadini potranno dunque conferire normalmente i propri rifiuti differenziati secondo orari e giorni consueti.

Palermo la Polizia ha arrestato il presunto assassino di Francesco Paolo Lombardino, il carpentiere di 47 anni ucciso al Cep. Si tratta dello zio della vittima, Giuseppe Lombardino, di 61 anni. L’indagine è stata condotta dai poliziotti della Squadra Mobile. Francesco Paolo Lombardino è stato ucciso nella notte tra il 26 e il 27 dicembre con un colpo di pistola nei pressi della piazza Benvenuto Cellini. Gli inquirenti hanno chiarito i contorni della vicenda, districandosi tra informazioni false e reticenti, che hanno reso difficile persino la scoperta del luogo dove l’assassinio è accaduto. Secondo quanto emerso dalle indagini, Giuseppe Lombardino avrebbe voluto uccidere un’altra persona per contrasti pregressi, e, per errore, uno dei proiettili ha colpito a morte il nipote Francesco Paolo Lombardino, ferito all’inguine e morto dissanguato dall’aorta femorale.

Il coordinatore del movimento Mani Libere di Agrigento, Giuseppe Di Rosa, invita il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, a sospendere i fuochi d’artificio, ovvero i botti, per la notte di Capodanno. Di Rosa afferma: “Firetto annulli lo spettacolo pirotecnico e spenda i soldi per i servizi alla città. Mentre in moltissime città siciliane e della penisola, ad iniziare dai capoluoghi di provincia come Messina e Catania, raccogliendo un accorato appello divulgato da varie associazioni ambientaliste ed animaliste, i Sindaci vietano i botti di Capodanno e addirittura la loro vendita, ad Agrigento il sindaco Firetto procede esattamente al contrario, pagando peraltro i botti di Capodanno con la tassa di soggiorno turistico, violandone la destinazione. Tra le vittime di botti e petardi, oltre a quelle umane, vi sono anche migliaia di vittime tra gli animali domestici e selvatici sempre a causa dei fuochi d’artificio. Ricordiamo che il trauma che vivono gli animali domestici e selvatici è dovuto principalmente ai loro sensi che sono molto più sviluppati rispetto a quelli umani. A partire dall’udito. Scoppi e bagliori improvvisi possono disorientare e terrorizzare l’animale, provocando gravi e anche mortali conseguenze come infarto, perdita dell’udito, perfino aborto da stress di animali in stato di gravidanza e così via”.

La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite la pubblico ministero, Antonella Pandolfi, ha disposto la citazione diretta a giudizio, ovvero scavalcando il filtro dell’udienza preliminare ricorrendo l’evidenza della prova, a carico del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, e dell’ex comandante dei Vigili Urbani, Gaetano Di Giovanni. I due, difesi dagli avvocati Angelo Farruggia e Pietro Maragliano, sono imputati di diffamazione aggravata e trattamento illecito dei dati personali, allorchè il 15 marzo del 2018 hanno pubblicato un post su Facebook con una fotografia ritraente un trasgressore della raccolta differenziata sorpreso dall’obiettivo a buttare rifiuti in contrada Fondacazzo ad Agrigento. Nella foto la targa e l’uomo sono stati oscurati per non permetterne l’identificazione. Tuttavia, il trasgressore, un professionista di Aragona, che è stato sanzionato, ha ritenuto che altre caratteristiche insite nella foto avrebbero facilmente consentito di risalire alla sua persona, esponendola al pubblico ludibrio. La prima udienza del processo è in calendario il prossimo 2 marzo innanzi alla giudice monocratico del Tribunale di Agrigento. La diffamazione è contestata con le aggravanti dell’abuso dei poteri inerenti la funzione pubblica e dall’averla commessa con il mezzo di pubblicità costituito da Facebook. Il sindaco Firetto commenta: “Mentre combatto una battaglia contro gli incivili che abbandonano sacchetti di spazzatura ovunque, colpevoli di sporcare la città, a me tocca, perfino, difendermi da uno di loro. Provo tanta amarezza. Si è sentito leso nella sua persona e oggi più di prima si espone al pubblico giudizio. Quest’amministrazione ha agito sempre con determinazione, mettendo mano al ciclo dei rifiuti e continuerà a farlo. È stata avviata la differenziata. Oggi siamo al 73 per cento. Abbiamo sanzionato pesantemente le ditte che gestiscono l’appalto e scovato quasi 8000 evasori. Stiamo combattendo ancora contro un’esigua minoranza di insozzatori seriali e non siamo disposti ad arretrare di un solo passo. Dare la “caccia” agli incivili è un nostro dovere, è un mio dovere, così come nostro compito è educare, sanzionare, far rispettare le regole. È un dovere verso i nostri figli e per il futuro di Agrigento”.

Ad Agrigento, a sud ovest, la spiaggia della Babbaluciara e della Maddalusa a San Leone sono del tutto invase dai rifiuti. L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, segnala, documenta in foto e video, e spiega: “I rifiuti sono stati restituiti dal mare al mittente. Si tratta di diverse tonnellate di legname e canne mischiate a plastiche di ogni tipo, frigoriferi e bottiglie di vetro. Insomma c’è di tutto. Nelle prossime settimane i volontari di Mareamico, insieme con i cittadini di Agrigento, cercheranno di mettere in sicurezza questi rifiuti e raccogliere il possibile; ma senza l’aiuto delle Istituzioni, sarà un lavoro pressoché impossibile da realizzare. Pertanto chiediamo un aiuto concreto al Predente della Regione Sicilia, Musumeci, sempre sensibile nel cercare di risolvere i problemi ambientali, per liberare queste spiagge dai rifiuti, prima che ritornino in mare”.

Dalla manovra d’assestamento all’approvazione dell’Assemblea Regionale Siciliana emergono circa 7 miliardi di disavanzo dal 2014 in poi. Il piano di rateizzazione.

Dopo l’ok del governo nazionale al pagamento a rate in 10 anni del disavanzo della Regione, la Commissione Bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana, presieduta da Riccardo Savona, ha approvato la manovra di assestamento del bilancio, adesso all’approvazione di Sala d’Ercole. Dall’esame dei Commissari è emerso che il buco finanziario da colmare ammonta a circa 7 miliardi di euro, e che 1 miliardo di euro, nell’esercizio finanziario del 2018, è imputabile all’attuale governo Musumeci. Dunque, 7 miliardi? Sì. E i siciliani, a parte il disavanzo dei 2 miliardi e 100 milioni di euro da pagare in 10 anni, pagheranno anche altre rate per almeno un quarto di secolo. Quindi, come certificato dalla Commissione Bilancio, il disavanzo della Regione, al 31 dicembre 2018, è di oltre 7,3 miliardi di euro. Circa 1,3 miliardi risalgono all’esercizio finanziario del 2014, ossia al governo Crocetta. Poi più di 4,7 miliardi sono emersi a galla dopo il riaccertamento straordinario dei residui firmato dall’ex assessore all’Economia, Alessandro Baccei, ossia ancora il governo Crocetta. E ancora a Saro Crocetta sarebbero da addebitare almeno altri 187 milioni dell’esercizio finanziario del 2017. Totale: 6 miliardi di euro. Poi Nello Musumeci si insedia nel dicembre del 2017 e, come si legge nella legge di assestamento odierna, 1 miliardo è “relativo al disavanzo derivante dalla gestione dell’esercizio finanziario 2018”. Più nel dettaglio, tale 1 miliardo si riferisce al mancato recupero dei debiti pregressi. E tale mancato recupero è stato stigmatizzato dalla Corte dei Conti nel giudizio di parifica del 13 dicembre, quando i giudici contabili hanno bocciato le politiche finanziarie di risanamento e di recupero del governo Musumeci come “insufficienti se non, a volte, elusive”. Ecco perché il governo Conte, nel concedere a Musumeci il pagamento a rate, ha posto come condizione perentoria la presentazione, entro 3 mesi, di riforme per il contenimento della spesa della Regione. Come i cittadini contribuenti siciliani pagheranno a rate i 7 miliardi ? Ecco il piano di rateizzazione: il disavanzo del 2014 in 16 rate da 57 milioni e in 10 rate da 42 milioni. Il disavanzo Baccei con 26 rate da 164 milioni e con 10 rate da 49 milioni. Poi il disavanzo del 2017 con 30 rate da 6 milioni. Poi il disavanzo del 2018 in altre 10 rate da 102 milioni. E il presidente della Commissione Bilancio, Riccardo Savona, commenta: “Finalmente si è intrapreso un percorso di chiarezza nei confronti di tutti i siciliani, e grazie al lavoro del Governo regionale, degli uffici e della commissione Bilancio, e dopo una attenta valutazione dei dati trasmessi, si è approvato il disegno di legge su rendicontazione e assestamento. E’ un provvedimento molto asciutto e rigido che farà ripartire la nostra Regione ed ha evitato conseguenze nefaste per le categorie più deboli dei siciliani”.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Il delicatissimo ruolo del sindaco.
Il delicatissimo ruolo del sindaco di un comune che ospita i Cas.
Non ti interroghi su quanti avvisi di garanzia potresti ricevere durante un mandato; provi a fare del tuo meglio, provi a far bene. Chissà quante volte i sindaci come Mimmo Lucano si saranno domandati se una loro scelta, potesse essere la scelta giusta. Perché ci sono regole e regolamenti da rispettare, c’è un codice deontologico, e quel giuramento: “giuro di osservare lealmente la costituzione, le leggi della Repubblica e l’ordinamento del comune e di agire per il bene di tutti i cittadini”. 

Delicato è giudicare l’operato di un primo cittadino, tanto quanto per chi tempestivamente deve decidere cosa fare.
E così accade che un giorno di settembre del 2016, Mimmo Lucano, ex  sindaco di Riace (RC), rilascia due carte di identità per una donna eritrea e per il suo bambino di pochi mesi; loro sono ospiti di un progetto al Cas, il bimbo ha bisogno di un pediatra, di cure mediche.

Mimmo Lucano fece bene a rilasciare quelle carte di identità, oppure no?

All’ex primo cittadino, raggiunto in questi giorni da un nuovo avviso di garanzia viene contestato di aver rilasciato un documento di identità a persone senza permesso di soggiorno.
In teoria Mimmo Lucano avrebbe dovuto essere certo dell’identità della donna, essere certo che quel bimbo fosse il suo, attendere che la donna e la sua creatura di pochi mesi ottenessero il permesso di soggiorno.

La prefettura ci aveva chiesto l’inserimento per la madre e il bambino e noi avevamo detto di sì perché c’era la disponibilità – dice Lucano che poi continua – fu fatta l’iscrizione al registro anagrafico e poi fu richiesta la carta d’identità perché il bambino aveva necessità di vedersi assegnato un pediatra”.

Aveva bisogno di un pediatra, aveva bisogno di cure, quelle cure spettano di diritto al cittadino così come recita l’articolo 32 della costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. 

“Sono amareggiato, ma lo rifarei; il diritto alla salute è inviolabile e fondamentale ” – dice Mimmo Lucano, che a quanto pare non ebbe dubbi sul da farsi.

Quel filo sottile tra la tutela della dignità umana, il diritto inviolabile alla salute e quella regola che dice che: “non si può rilasciare documento di identità a soggetto senza permesso di soggiorno”.
Mimmo Lucano aveva altre strade da percorrere?
E’ questa la domanda da porsi.
Forse avrebbe potuto rivolgersi ai servizi sociali,  allertarli, evidenziando la necessita del bambino di cure mediche. Forse ci sarebbe voluto qualche giorno in più, ma le cure mediche sarebbero state assicurate a quel piccolo bambino di madre eritrea senza permesso di soggiorno.

A me la cosa che sembra davvero difficile è evitare ogni forma di strumentalizzazione, in un caso o nell’altro. Dovremmo smetterla con il buonismo tout court o il giustizialismo ad oltranza, così come un accanimento giustizialista.
E’ proprio la politica a volte ad attuare la prima strumentalizzazione, mentre dovrebbe indirizzare in modo chiaro e univoco, non confusionale le attività degli amministratori a tutti i livelli.

E’ difficile fare il sindaco, è difficile fare la cosa giusta.
Esprimere un giudizio, senza pregiudizio e senza buonismo, ancor di più.

(Fatto sta che se metto la parola “Riace” nel più famoso motore di ricerca, la prima voce in cima non sono i bronzi, come ci si aspetterebbe, ma la voce “sindaco” … chissà perché!)

Simona Stammelluti 

 

 

 

Un uomo, agrigentino di 49anni è stato accerchiato e picchiato selvaggiamente da cinque persone.

Alla base dell’aggressione ci sarebbero dei dissapori tra vicinato.
Il fatto ha dell’incredibile: il 49enne dopo aver trovato la sua autovettura – parcheggiata – ricoperta da sacchi di immondizia, si era messo all’opera per liberarla. Da lì a poco, l’uomo è stato accerchiato da tre uomini e due donne (tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare), i quali dopo gli insulti lo hanno malmenato.

Il malcapitato è stato tratto in salvo solo dopo l’arrivo degli agenti della sezione Volanti di Agrigento.

I cinque aggressori sono stati identificati dagli agenti e segnalati all’autorità competente per valutarne gli eventuali reati commessi.

Il 49enne è stato trasportato all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Dopo le cure dei sanitari, l’uomo non risulta in gravi condizioni, per lui solo traumi sparsi sul corpo e tanto spavento.