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Ci sono gesti che scaldano il cuore.

Ci sono tradizioni che talvolta vengono rimosse soprattutto quando si è costretti a letto, in un reparto dell’ospedale.

Ci sono speranze che vengono riaccese perché è la luce negli occhi a risplendere per prima.

Lo sanno bene i volontari dell’associazione Kore onlus, presieduta da Liliana Buscarino, che ieri mattina, insieme con gli Angeli della Madonna della Divina Provvidenza, guidati da Filippo Alfano, sono andati al San Giovanni di Dio con un obiettivo preciso: riuscire, almeno per un attimo, a far sorridere il cuore degli ammalati e dei loro familiari con le novene natalizie, portando le tradizioni e i canti della nostra terra in quelle degenze dove, talvolta, la sofferenza regna sovrana.

Il primo appuntamento con i pazienti del reparto di Oncologia, diretto da Alfredo Butera, dove i volontari e i musicanti, accolti dall’equipe del Reparto, hanno allietato i cuori dei malati.

Le novene sono proseguite nel reparto di Ortopedia, diretto da Rosario Lupo, e, tra canzoni e filastrocche natalizie, si è acceso un sorriso sul volto e nel cuore delle persone ricoverate.

 

 

“La dichiarazione di inammissibilità dell’emendamento pro cannabis, a firma Cirinnà e Mantero, da parte della presidente Casellati è un’ottima notizia, che conferma la linea espressa dalla sentenza della Consulta, lo scorso 31 maggio. Come evidenziato dall’autorevole think tank di giuristi del Centro Studi Livatino, senza lo stralcio dell’emendamento, ci saremmo trovati con un testo blindato alla Camera, a seguito della fiducia sul provvedimento al Senato, senza un necessario dibattito di approfondimento in aula, come una materia così delicata e controversa richiede.  Ora che il blitz del governo giallo fucsia è stato finalmente sventato, auspichiamo l’apertura di un serio confronto in materia, che tenga ben presenti gli effetti devastanti della cannabis sui giovani e sulle fasce sociali più deboli ed esposte ai rischi di una diffusione delle droghe nella nostra società. La Lega ha già avviato l’iter per la proposta di legge droga zero, che  prevede l’inasprimento delle pene per la produzione, il traffico e la detenzione di sostanze stupefacenti anche di lieve entità”. Lo dichiara Alessandro Pagano, vicecapogruppo della Lega alla Camera dei Deputati.

Ancora una volta,sottolinea il candidato Sindaco Aldo Piazza la città di Agrigento e la provincia non vanno avanti,anzi fanno sempre più il passo del gambero,un warming ampiamente acceso.

Il 102° posto anno di riferimento 2018 che emerge dall’analisi e dall’indagine del Sole24 ore di oggi, non una società su base locale,dà uno spaccato di quanto questa città è disamministrata.

Ben  90 indicatori,divisi in sei macro categorie,che vanno dalla ricchezza ai consumi,affari e lavoro,demografia e società,ambiente e servizi,giustizia e sicurezza e tempo libero,danno la cifra al di là dei numeri e dei risultati di quanto siamo andati indietro nelle graduatorie e nella vivibilità generale.

Non cresciamo e arretriamo sempre più verso il baratro.

Ho analizzato il dato della mia amministrazione 2001/2007 e comparando i dati con gli ultimi due Sindaci,il settennato di Zambuto e il quinquennio di Firetto che mi hanno sostituito,l’unico dato certo è che hanno solo peggiorato la posizione di Agrigento nella classifica del Sole24 ore.Questo la dice lunga su come è incartata ed è in piena crisi politico-amministrativa,finanziaria e di prospettive e sviluppo la nostra amata Agrigento.Oggi la macchina politico-amministrativa è ferma,anzi non dà segni di vita.

Emblematici i dati dal 2001 al 2006,addirittura nel primo anno del mio mandato,visto che ho amministrato pure la città da Sindaco facente funzione dal marzo al maggio 2001 e poi dal novembre dello stesso anno  ,Agrigento era all’81° posto,c’erano prospettive di crescita,una città molto meno disordinata,un’amministrazione attenta alle periferie,al centro della città,alla cura e alla manutenzione delle strade e dei marciapiedi e di tutto il verde pubblico,c’era un clima sociale,economico e politico più aperto al dialogo e alla fattibilità delle idee progettuali.Il tutto è facilmente dimostrabile.

Adesso è chiaro,questo schema guidato da Firetto non ha portato alcun beneficio positivo per i cittadini.Il tasso di emigrazione e la fatiscenza delle strade comunali,provinciali e statali da terzo mondo,fotografano una situazione al collasso con l’aggravio dei tributi locali oggi al massimo consentito dalla legge.

Un dato emblematico infine sono i giovani,infatti gli ultimi dati della Fondazione Migrantes sono impietosi: dal 2012 al 2017, ben 11 mila agrigentini hanno lasciato il nostro territorio e sono residenti all’estero.Per non parlare dei giovani formati e laureati che già vivono nel resto d’Italia perché hanno scarse opportunità di lavoro.

Il mio ritorno per la prossima competizione elettorale,spinto dal basso e dal popolo ha un solo obiettivo: invertire la rotta,non possiamo più demandare a chi ha fallito,responsabilità del governo locale.

Giuseppe Lauricella, 73 anni di Agrigento, non ce l’ha fatta.

Il pensionato è morto all’ospedale Garibaldi di Catania dove era stato ricoverato dieci giorni fa dopo aver bevuto, forse per sbaglio, un bicchiere contenente detersivo per piatti.

Trasferito al nosocomio catanese le condizioni di Lauricella sono apparse subito gravi; di giorno in giorno le sue condizioni si sono aggravate sempre di più e nelle ultime ore il suo cuore ha cessato di battere.

Del tragico episodio si sta occupando la Squadra Mobile di Agrigento capitanata dal vicequestore Giovanni Minardi che adesso ha il compito di accertare altre ipotesi sulla morte dello sfortunato pensionato che possano essere diverse dal tragico errore.

#DilloaLillo è arrivato anche all’I.C.”S.Quasimodo” di Agrigento. Gli alunni delle terze classi del Plesso “San Giovanni Bosco, hanno rivolto delle domande al sindaco Calogero Firetto che ha risposto piacevolmente e con entusiasmo per la maturità dei contenuti proposti. Presenti all’incontro la dirigente Nellina Librici, soddisfatta dell’ennesimo risultato raggiunto dall’istituto che sapientemente dirige, il sindaco Firetto, il vice sindaco Elisa Virone, l’assessore alla Cultura Ernesta Musca, i due ideatori del format “DilloaLillo”, Andrea e Gaby Fiumara. Tra il pubblico anche la moglie del sindaco, l’avv.Simona Russello. Infine i docenti Giusi Battaglia, Daniela Spalanca, Rosanna Peluso e la responsabile della SP Giusy Sabella. #incontridaricordare #dilloalillo

Tra esame e controesame conclusa la deposizione di Anna Maria Palma a Caltanissetta al processo “Depistaggio Borsellino”. Carmelo Petralia rinviato al prossimo 10 gennaio.

I magistrati Anna Maria Palma e Carmelo Petralia sono indagati dalla Procura di Messina per concorso in calunnia aggravata nell’ambito dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini dopo la strage di Via D’Amelio, in riferimento al periodo in cui, dal luglio del 1994 in poi, hanno gestito, insieme ad altri colleghi, il falso pentito Vincenzo Scarantino.

E sono stati convocati a Caltanissetta, al palazzo di giustizia, a deporre al processo in corso sul depistaggio. L’audizione di Anna Maria Palma, tra esame e controesame, si è appena conclusa e si è protratta oltre il previsto. Pertanto Carmelo Petralia sarà ascoltato il prossimo 10 gennaio.

Dunque, Anna Maria Palma ha affermato innanzi tutto, e tra le lacrime: “Io adoravo il giudice Borsellino e ora mi ritrovo ad essere attaccata dai suoi familiari. Non lo tollero, perché è profondamente ingiusto. Io a questo Stato ho regalato il 50 per cento della mia salute, oltre all’affetto di mio figlio che mi ha fatto perdere, per avere poi che cosa? Per essere indagata ingiustamente. Non lo tollero, no”. Poi, Anna Maria Palma, non prestando il proprio consenso ad essere registrata in video, ha dichiarato di non avvalersi della facoltà di non rispondere, e le sue parole sono state: “Siccome faccio parte di questo Stato e siccome voglio contribuire a ricercare la verità anche in questo processo, intendo rispondere e non avvalermi della facoltà di non rispondere”.

Poi su Vincenzo Scarantino si è espressa così: “Si voleva accreditare come collaboratore di giustizia, mostrava la volontà piena di collaborazione, noi non abbiamo mai avuto la percezione della falsità di Scarantino. In quella prima fase a me Scarantino non diede affatto l’impressione, sulla base di quello che dichiarava, di un collaboratore che non voleva collaborare. Cercava di rispondere al meglio alle domande, poneva anche delle precisazioni, faceva di tutto per accreditarsi come collaboratore insomma. Io non ho mai ricevuto la nota con cui i colleghi Ilda Boccassini e Roberto Sajeva esprimevano perplessità sulla posizione di Vincenzo Scarantino. Durante la gestione di Scarantino non ci sono mai stati contrasti tra i magistrati che coordinavano l’inchiesta sulla strage di via D’Amelio”.

Poi sulle telefonate di lei e Carmelo Petralia con Vincenzo Scarantino, Anna Maria Palma dichiara: “Fu il Procuratore di Caltanissetta, Giovanni Tinebra, a dare i nostri numeri telefonici a Vincenzo Scarantino: una decisione che io non gradii molto a dire il vero. Scarantino era un personaggio psicologicamente labile. Era fastidioso ricevere continue lamentele da questo signore che si lamentava per questioni logistiche, di soldi, ma non ci ha mai detto ‘Non voglio più collaborare’. Insomma, era nervoso, era labile e forse per questo Tinebra gli diede i nostri numeri”.

Poi sul mistero dell’agenda rossa, Anna Maria Palma dichiara: “Dopo la morte di Paolo Borsellino andai a trovare la vedova, la signora Agnese, che mi accompagnò nello studio di Paolo. Sulla scrivania trovai un’agenda. Le chiesi se potevo sfogliarla e disse di sì. Era un’agenda in cui Paolo annotava tutti i suoi spostamenti ed era ferma al 17 luglio 1992. E nell’agenda c’era la conferma che, nel giorno dell’interrogatorio di Gaspare Mutolo, Borsellino andò al ministero dell’Interno. In quell’agenda c’era scritto: ‘Viminale’. Io, Petralia e Nino Di Matteo sentimmo anche il ministro dell’Interno dell’epoca, Nicola Mancino, che negò in modo assoluto di avere incontrato Borsellino, e non siamo riusciti a trovare riscontri sulla presenza di Contrada”. Poi, sui rapporti personali e familiari con Paolo Borsellino, Anna Maria Palma dichiara: “Ho appreso dei contrasti tra il Procuratore di Palermo, Giammanco, e il dottor Borsellino solo dopo che sono stati convocati al Csm. Ricordo che il 29 giugno 1992 Borsellino venne a casa mia a cena per festeggiare il suo onomastico e c’era pure il Procuratore Giammanco. E’ stata una serata tranquilla. Avevo rapporti di famiglia con Paolo Borsellino, eravamo due famiglie unite, ci frequentavamo e abbiamo passato momenti bellissimi”. Poi su Bruno Contrada, Anna Maria Palma dichiara: “Non ho mai incontrato personalmente Bruno Contrada. E non ho mai sentito parlare di rapporti tra la Procura di Caltanissetta e i Servizi segreti del Sisde, salvo leggendo poi i giornali. Io, e i colleghi Petralia e Di Matteo, abbiamo svolto indagini sull’ipotesi della presenza di Contrada in via D’Amelio al momento della strage”.

Poi, sulle parole usate dal magistrato Carmelo Petralia con Scarantino: “Si tenga forte, iniziamo un lavoro importantissimo che è quello della sua preparazione alla deposizione al dibattimento”, Anna Maria Palma spiega: “Preparare un collaboratore è una cosa che si è sempre fatta e molti pubblici ministeri continuano a farlo anche oggi. Non ha un significato di suggerimenti, ma di spiegare a un collaboratore, che non è mai entrato in un’aula di giustizia, come si svolgerà il dibattimento, chi si troverà davanti. Non c’è nessuna norma che vieti la cosiddetta preparazione. Il termine ‘preparazione’ è veramente infelice, ma non si riferisce a suggerimenti o a dare ordini. La controprova della inesistenza della ‘preparazione’ di Scarantino si ha proprio nelle sue lamentele e numerose contestazioni che gli ho posto”. E poi, infine, sulle interruzioni durante le registrazioni dei colloqui con Scarantino, Anna Maria Palma dichiara: “Fumavamo nella stanza e mangiavamo anche il panino con Scarantino, se ci sono state sospensioni ne abbiamo dato contezza nei verbali, certo se lui doveva andare in bagno non lo accompagnavo di certo io. Non c’è mai stata una pausa in cui qualcuno gli rinfrescasse i ricordi. Io non l’ho mai rilevato questo, Scarantino oggi può dire quello che vuole. O era un grande attore…. Noi lavoravamo sulla base di quello che lui ci diceva”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Tutto pronto per il progetto “Sciacca Cuore” nell’ambito della manifestazione denominata “Tieni a mente il tuo cuore e tieni a cuore il tuo cervello” giunto alla seconda edizione.

Il 20 e il 21 dicembre prossimi sarà possibile effettuare screening gratuiti delle malattie cardiovascolari attraverso una serie di visite che si terranno in appositi stand che verranno collocati nell’atrio del Palazzo Comunale di Sciacca di via Roma.

Coordinatore scientifico del progetto è il dott. Ennio Ciotta primario dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’ospedale Giovanni Paolo II che ha organizzato le due giornate rispettivamente venerdi dalle ore 09,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00. Giorno 21, sabato, le visite gratuite si effettueranno dalle 09,00 alle 13,00.

Il progetto “Sciacca cuore” è patrocinato dall’Assessorato regionale alla Sanità, dall’Asp di Agrigento, dal Comune di Sciacca e si avvale anche dal supporto della Bayer.

Munnu ha statu e munnu è.

Questo, in sintesi, ciò che accade ogni qualvolta vengono sciorinate classifiche nazionali di benessere, qualità di vita e perché no, anche di dignità di ogni comune mortale che vive in questo martoriato lembo di una Sicilia che si chiama provincia di Agrigento.

E se Agrigento piange, certamente la Sicilia tutta non ride. Siamo solo ottimi se le classifiche vengono guardate al contrario. In questo caso primeggiamo ovunque.

Così come, non è un caso, se Agrigento e la sua provincia, nelle passate classifiche hanno ottenuto piazzamenti assolutamente rilevanti, addirittura da record, solo in alcune categorie che, francamente, lasciano il tempo che trovano: per ben 4 anni la provincia di Agrigento è stata la terra con il minor numero di separazioni legali! Un altro “record” si è raggiunto nel 1994 quando c’è stata la minore variazione del costo della vita e nel 1996 quando si è registrata la minore incidenza di truffe registrata.

E poi? Da 107 a 105, da 103 a 104, anno dopo anno un accumulo di figure miserine che ci hanno portato, ad oggi, al 102° posto su…107.

Andiamo all’anno in corso. Nella casella “cultura e tempo libero” siamo penultimi, 106° posto. Il tempo libero, una chimera; c’è davvero ben poco da fare; o ti chiudi in un bar, o in un circolino a giocare a carte (ancora nei paesini è di moda), o rimani a casa a guardare Barbara D’Urso. Non rimane altro.

Quella cultura che anche i Comuni della provincia hanno contribuito a far vacillare l’esistenza dell’unico Polo Universitario del territorio rispondendo picche al contributo economico per almeno salvaguardare i propri studenti da esose spese alle trasferte universitarie palermitane  e catanesi.

Viene semplicemente da schiattare se si considera che una città che mostra in bella vista la Valle dei Templi, patrimonio dell’Umanità, nella casella “Cultura” debba ritrovarsi nei meandri dell’invivibilità: ultimo posto. Incredibile ma vero!

Solo un esempio: Rimini, che non ha nessun monumento e il suo mare produce soltanto mucillagine, raccoglie ogni anno decine e decine di milioni di turisti. Agrigento, con il suo mare, il suo clima, la sua cucina e soprattutto con la sua Valle dei Templi, non produce una mazza.

Questo è il frutto straordinario che ci hanno propinato i nostri “operatori culturali e del turismo”. Il nulla del nulla, incapaci di vendere un pacchetto turismo a chicchessia; un pacchetto sole, un pacchetto cucina, un pacchetto monumenti, un pacchetto centro storico (che cade a pezzi). Attorno alla Valle potrebbe crearsi un indotto turistico e culturale davvero impressionante; ed invece niente. A questo si aggiunge anche una cattivissima gestione dell’Ente Parco Archeologico della Valle, il cui Ente, fortunatamente, oggi è stato affidato a mani esperte rispetto al passato.

Si chiama un “ottimo risultato” il 59° posto agguantato grazie alla frenata che ha subito la migrazione ospedaliera. Si poteva ottenere molto di più. Anche in questo caso una cattiva gestione nel passato dell’Asp agrigentina ha “dato i suoi frutti”. Un ex direttore generale si vantava di aver l’asciato l’Azienda con un utile di diversi milioni di euro. Se poi nei reparti ospedalieri mancavano persino le coperte, tutto faceva brodo.

Ed ecco il miracolo: le Istituzioni. Agrigento e la sua provincia raggiungono il 16° posto grazie alla Giustizia e la Sicurezza. Magistratura e Forze dell’Ordine capaci, da sole, di tenere ancora in alto ancora il nome di una città che meriterebbe ben altri scenari e ben altri riconoscimenti.

Oltre ad una Procura efficiente e molto operosa, un doveroso grazie lo meritano senza dubbio le Forze dell’Ordine; Prefettura, Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza. Il loro incessante lavoro, capillare e certosino, ha consentito di dare una certa tranquillità alla popolazione. Droga e furti hanno subito una vera e propria mazzata. Ed ancora, la lotta alla criminalità organizzata è stata devastante.

Oggi nella nostra provincia si respira un’aria più sicura; sentiamo a nostro fianco il respiro dei Carabinieri, della Polizia e della Guardia di Finanza.

Purtroppo, da sole, non bastano per tenere alto il nome della città di Agrigento.

A loro diciamo…grazie di vero cuore.

Alla politica, locale, regionale e nazionale un…vaffanculo di vero cuore.

Agrigento, domani, martedì 17 dicembre, nella Valle dei Templi nell’area biglietteria all’ingresso verso il tempio di Giunone, alle ore 16 sarà inaugurato il defibrillatore donato al Parco dei Templi dal gruppo imprenditoriale Seap di Sergio Vella in occasione della Passeggiata della Salute organizzata dal Lions Club Agrigento Host lo scorso 6 ottobre. Interverranno, tra gli altri, il direttore del Parco dei Templi, Roberto Sciarratta, il governatore Lions Sicilia, Angelo Collura, e il delegato distrettuale Achille Furioso.

ore” ha pubblicato la 30esima edizione della classifica in Italia per qualità della vita su base provinciale. Su 107, Agrigento è al posto 102, e l’anno scorso è stata al posto 93. Poi altri parametri. Per ricchezza e consumi è al 103. Ambiente e servizi è al 59. Giustizia e sicurezza al 16. Affari e lavoro 106. Cultura e tempo libero 106. Valore aggiunto per abitante 106. Demografia e società 69. Depositi bancari pro capite 102. Rata mensile dei mutui al posto 34. Prezzo medio di vendita delle case 93. Canoni di locazione 15. Importo medio delle pensioni di vecchiaia 101. Assorbimento del settore residenziale 20. Spesa delle famiglie per consumo di beni durevoli 105. Protesti pro capite 92. Rischio dei finanziamenti 88. Popolazione con crediti attivi 101. Reddito medio complessivo per contribuente 105. Emigrazione ospedaliera al posto 59 in classifica.