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I Carabinieri di Siculiana e di Cattolica Eraclea hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 62 anni di Siculiana sorpreso, nel corso di una perquisizione personale e domiciliare, in possesso di 14 grammi di cocaina nascosti nel guscio della sorpresa di un ovetto di cioccolata. Sequestrati anche quasi 200 euro in contanti ed alcune dosi di cocaina già confezionate in palline, un bilancino e bustine per il confezionamento.

Come trascorrere il tempo libero nel 2019? Mi armo di un attrezzo trapanante, mi reco a Realmonte, entro a Scala dei Turchi (tanto nessuno mi controlla) e sfregio con tanti buchi la marna bianca. E magari canto come Jovanotti “Ciao mamma, guarda come mi diverto”.
Ironia a parte, è davvero accaduto, come riscontrato e documentato in video dall’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento. Il coordinatore, Claudio Lombardo, esclude però che si sia trattato di un atto vandalico da parte di qualche buontempone, e che, invece, sia stata una sconsiderata opera di carattere tecnico, forse per raccogliere campioni di roccia. Comunque sia è stato uno scempio, con la complicità dello stato di isolamento e di mancante vigilanza che incombe nella zona di pregio.
Ecco il video:

Trascorreranno un bel Natale i dipendenti di Meic Services spa, l’azienda di Gela che si occupa di forniture di gas metano alle utenze industriali, agricole, civili e private dal 1988. Infatti, la proprietà ha stanziato 200mila euro per premiare i suoi 30 lavoratori. “Tredicesime, premi produttività e benefit – spiega l’azienda – sono stati studiati ad arte per distribuire a tutti i risultati di un anno impegnativo ma florido”.

Reduce dall’aver vinto il premio nazionale “Adriano Olivetti”, l’amministratore delegato Maurizio Melfa commenta: “Lo scorso anno ci siamo ironicamente inventati la diciottesima e quest’anno l’azienda si è voluta superare. Un dipendente felice è un dipendente motivato e produttivo. Nonostante gli enormi sforzi che rappresenti fare impresa in Italia, con un carico fiscale alle stelle, niente ci fa desistere dal desiderio di condividere con i nostri compagni di avventura gli utili prodotti dall’azienda. Se ci sono utili, è giusto che siano per tutti. Spero che il nostro esempio possa essere d’ispirazione per altri onesti e bravi imprenditori”.

Nottetempo a Canicattì ha subito un incendio l’automobile, una Volkswagen Tiguan, dell’ex assessore comunale all’Igiene ambientale e Sviluppo economico Roberto Vella, posteggiata sotto casa, in via Sardegna. Il mezzo è stato divorato dalle fiamme prima che giungessero i Vigli del fuoco che sul posto non avrebbero trovato nulla da indurre a sospettare l’origine dolosa dell’incendio. Indagini in corso.

La Cassazione ha depositato le motivazioni per le quali lo scorso ottobre ha risposto no alla concessione degli arresti domiciliari a Giovanni Brusca. I dettagli.


Giovanni Brusca forse ha iniziato a manifestare dei segni di ravvedimento tra il 1995 e il 1996. Perché? Perché Leoluca Bagarella, cognato di Riina, fu arrestato nel ’95 e Giovanni Brusca nel ’96. E Bagarella avrebbe pregato Brusca di occuparsi della sua evasione dal carcere, usando un camion e una scala rampicante, come i Vigili del fuoco.

E Giovanni Brusca, sempre tramite terze persone messaggere, avrebbe risposto a Leoluca Bagarella così: “Dicitici a Luchinu ca si vidissi meno film miricani”. Ovvero: “Ditegli a Leoluca che veda meno film americani”. In verità, dopo 24 anni, nel 2019, Giovanni Brusca non si è ancora ravveduto a sufficienza. Così ritiene la Cassazione che lo scorso 7 ottobre, come già in precedenza il Tribunale di Sorveglianza, ha risposto no alla richiesta di concessione degli arresti domiciliari in una località protetta da parte di Giovanni Brusca, che attualmente sconta nel carcere di Rebibbia a Roma una condanna a 30 anni con fine pena nel 2022.

E adesso, la prima sezione penale della Cassazione ha depositato le motivazioni del no agli arresti domiciliari. E i giudici della Suprema Corte scrivono: “La caratura criminale di Giovanni Brusca e la gravità dei reati commessi non permettono la concessione di questo beneficio, per il quale è necessario che ci sia un compiuto ravvedimento e il pentimento civile. E proprio la caratura criminale che ha dimostrato nella sua vita di possedere portano a considerare non ancora acquisita la prova certa e definitiva del suo ravvedimento, ma solo di un ravvedimento non compiuto, anche considerata l’incertezza del completamento del suo percorso di pentimento. Lo sforzo di Brusca nel manifestare il suo pentimento civile e il suo intento di riconciliazione nei confronti delle famiglie delle vittime e della società tutta vanno approfonditi e verificati nel corso del tempo. A fronte delle indubbie manifestazioni di consapevolezza delle proprie colpe da parte di Brusca, le iniziative riparatorie da lui intraprese non sono ancora espressione di un suo compiuto ravvedimento. Tale percorso è soltanto positivamente avviato. Il suo buon livello di revisione critica del passato e il comportamento collaborativo da lui tenuto non sono indici sufficienti in relazione al suo indiscusso spessore criminale. La storia criminale di Brusca è senza dubbio unica e senza precedenti, con più di cento omicidi commessi, con le modalità più cruente, in alcuni casi senza selezionare le vittime, ma colpendo indifferentemente bambini solo per realizzare vendette trasversali, capi mafia, servitori dello Stato, privati cittadini caduti nell’ambito dell’attività stragista. Tra tanti ‘uomini d’onore’, nessuno ha realizzato un pari percorso sanguinario, manifestando inusitata violenza e assoluto spregio per il valore della vita umana”. Giovanni Brusca, per effetto delle norme sulla collaborazione, oltre ad evitare l’ergastolo per le decine di omicidi commessi, ha usufruito di 80 permessi.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Cassa Depositi e Prestiti ha stipulato con la Regione Siciliana un contratto per la concessione di un prestito, con oneri a carico del bilancio dello Stato, di 143 milioni di euro per il finanziamento di interventi relativi alla costruzione, ristrutturazione, recupero sicurezza, adeguamento sismico e altro, di immobili di proprietà degli enti locali e che sono adibiti all’istruzione scolastica. Il finanziamento comprende opere in 43 edifici scolastici nelle province di Palermo, Agrigento, Catania, Messina, Siracusa, Trapani, Enna e Caltanissetta. In particolare, ad Agrigento e provincia sono 10.

Il presidente della Regione, Musumeci, commenta: “L’edilizia scolastica è sempre stata una delle priorità del mio governo, in termini di sicurezza, comfort e attrezzature didattiche. La firma del contratto con Cassa depositi e prestiti è solo un altro passo avanti per il raggiungimento di questo obiettivo. Siamo consapevoli che sia necessario, ancora, un nostro grande impegno e serviranno molte altre risorse per mettere a norma le scuole siciliane, visto lo stato di trascuratezza e di abbandono nel quale si trovavano al momento del nostro insediamento.

Sicilia e precarietà delle infrastrutture stradali. ncora disagi sull’autostrada A19 Palermo – Catania. Una carreggiata del viadotto Cannatello è a rischio crollo, e non è più percorribile da mezzi pesanti più di 3,5 tonnellate. Un’ordinanza dell’Anas ha imposto la fuoriuscita obbligatoria di tutti i veicoli sopra le 3.5 tonnellate allo svincolo Resuttano, dove i mezzi sono controllati da personale dell’Anas e della polizia stradale. Per i prossimi cinque mesi (o comunque fino al termine dei lavori di consolidamento) la carreggiata in direzione Catania sarà inibita ai mezzi pesanti dallo svincolo di Resuttano fino Ponte Cinque Archi.

E’ di Ribera il nuovo coordinatore regionale del sindacato Asset Scuola: Vito Bilello, laureato in Economia, assume la responsabilità di questo incarico impegnativo che gli è stato conferito dalla Direzione Nazionale del Sindacato Asset.

Il principale obiettivo del neo coordinatore regionale, che già mette le proprie capacità al servizio della comunità agrigentina nel ruolo di responsabile sindacale Asset Scuola e Confasset Pensionati, è di fare Sindacato con azioni costanti e decise, anche puntando ad  idee innovative e non solo. «Penso che oggi – dichiara Bilello – ci sia l’esigenza di tornare tra i banchi di scuola per ascoltare dal vivo le esigenze del personale e degli alunni».
E guardando al futuro, rilancia: «voglio creare nel territorio siciliano una struttura sindacale sempre più efficace e attrezzata a rispondere con professionalità a tutti i bisogni che il mondo della scuola pone quotidianamente davanti. Presenza costante nelle scuola e una politica sindacale che miri a restituire protagonismo sociale al personale docente e Ata, avranno la priorità su tutto».

Bilello, nell’accettare l’incarico di vertice della Sicilia, si è soffermato su alcuni punti:

«oggi, più che mai, il sindacato riveste un ruolo essenziale nell’organizzazione economica e sociale, infatti, il conflitto sociale e la tutela della dignità del lavoro presentano aspetti ed elementi diversi rispetto al passato, ed è necessario, a mio avviso, analizzarli con attenzione ed entrarvi attraverso nuove chiavi di lettura, di elaborazione e di soluzione; sono questi i motivi per cui fare sindacato per me rappresenta principalmente una missione; ed è proprio questo spirito che mi ha spinto fin da subito ad impegnarmi con dedizione e professionalità per conoscere e rappresentare i bisogni dei lavoratori.
Nel caos in cui oggi versa il mondo scolastico, sono tante le categorie di lavoratori che vogliamo guidare e tutelare: giovani precari Docenti e Ata, personale di ruolo privato della possibilità di trasferirsi vicino ai propri familiari, giovani laureati e diplomati che vogliono intraprendere la carriera scolastica, insegnati che lavorano da tanti anni sul sostegno e sono privati della possibilità di specializzarsi».

Il  Sig. P.G, titolare di  attività agricola non organizzata in forma di impresa, nell’anno 2012  richiedeva ed otteneva un contributo pari ad € 40.000,00, quale premio di primo insediamento a valere sulle misure  del PSR Sicilia 2007/2013.
Senonchè, in relazione alla predetta concessione di contributo, su istanza  formulata dall’Ispettorato Provinciale Agricoltura, veniva resa nei confronti del predetto sig. P.G una informativa interdittiva antimafia, per asserita permeabilità mafiosa dell’attività agrivola condotta dal predetto soggetto
In forza delle risultanze del ridetto provvedimento interdittivo veniva disposta l’immediata revoca del provvedimento  di concessione del  premio di primo insediamento già concesso.
Avverso il predetto provvedimento interdittivo il Sig. P.G proponeva un primo ricorso giurisdizionale innanzi al Tar Sicilia Palermo ad oggi pendente nel merito.
Cionondimeno, nelle more dell’incoato giudizio, e a ben 6 anni di distanza dall’adozione del primo provvedimento interdittivo, il Sig. P.G,   anche in ragione del lungo lasso di tempo intercorso dall’adozione della predetta informativa interdittiva, e mosso evidentemente dall’intento di affrancarsi dal pesante “marchio” di contiguità mafiosa inopinatamente impressogli, inoltrava, ai sensi e per gli effetti dell’art.95 comma 5 del d.lvo 150/2011,  un’istanza di aggiornamento dell’ informativa.
E tuttavia, in riscontro alla predetta richiesta di aggiornamento, veniva nuovamente confermato il giudizio di contiguità mafiosa già reso nei confronti del P.G nell’anno 2013, con le stesse argomentazioni che al tempo avevano fondato il precedente provvedimento interdittivo; ciò  senza accertare se, in effetti le circostanze fattuali allora accertate, fossero ancora attuali ed esistenti, ed ignorando altresì  la natura giuridica della ditta individuale  richiedente l’aggiornamento, oltre che   l’attività dalla stessa svolta e soprattutto l’ammontare del contributo richiesto.
Avverso tale provvedimento interdittivo il sig. P.G ha proposto un nuovo ricorso innanzi al Tar Sicilia Palermo sez.I con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino e Lucia Alfieri chiedendone l’annullamento previa sospensione dell’esecuzione.
La difesa spiegata dai predetti avv.ti Rubino e Alfieri ha in via preliminare evidenziato il manifesto difetto di istruttoria inficiante il provvedimento interdittivo, stante l’insussistenza dei presupposti di legge per l’avvio di una verifica antimafia, trattandosi di un’attività agricola non organizzata in forma di impresa ed altresì di richiesta di un contributo il cui ammontare era di gran lunga inferiore rispetto alla soglia pari ad euro 150.000 cui la normativa riconduce l’obbligo di chiedere la documentazione antimafia.
Secondo quanto riportato nel ricorso,  sarebbe stato acriticamente confermato il giudizio di contiguità mafiosa già reso nei confronti del P.G nell’anno 2013 con le stesse argomentazioni che al tempo avevano fondato il precedente provvedimento interdittivo, senza verificare se, in effetti le circostanze fattuali al tempo accertate, fossero ancora attuali ed esistenti, e soprattutto, cosa ancor più grave,  continuando, ad ignorare la natura giuridica della ditta richiedente l’aggiornamento, e l’attività dalla stessa svolta.
Ciò con  gravissimo  ed irreparabile pregiudizio per la vita sociale ed economica di una ditta individuale, peraltro impegnata in un settore del tutto avulso ed estraneo agli  interessi della criminalità organizzata.
Gli avv.ti Rubino e Alfieri hanno documentato e dimostrato, nel ricorso proposto, la manifesta infondatezza di tutte le presunte cointeressenze e/o compartecipazioni attribuite al P.G in società asseritamente attinte da informative interdittive, evidenziando, mediante apposita documentazione, l’inesistenza e l’inattività  di molte realtà societarie richiamate nel provvedimento interdittivo, in tal modo di fatto comprovando la superficialità e l’inadeguatezza di un’istruttoria che, proprio in quanto volta a decidere della stessa esistenza in vita di un’attività economica, e proprio in quanto condotta con l’ausilio di gruppi ispettivi specializzati, avrebbe dovuto essere quanto più accurata possibile e dunque in possesso di tutti gli elementi idonei a sgravare la posizione del P.G.
La prima sezione del Tar Sicilia Palermo con ordinanza n 1328/2019 resa in data 5.12.2019, mostrando di condividere, ad un primo esame,  le censure mosse dagli Avv.ti Rubino e Alfieri ha preliminarmente ritenuto l’informativa interdittiva verosimilmente adottata su un erroneo presupposto normativo oltre che fondata su elementi “inidonei da soli ad assurgere ad indizi della condizionabilità dell’impresa individuale “; il giudice amministrativo ha in altri termini ribadito e sancito il principio secondo cui le informative interdittive, proprio per le gravi conseguenze  ed il disvalore sociale che determinano non possono fondarsi su elementi indiziari vaghi generici e peraltro non connotati dal requisito dell’attualità, ma devono, al contrario, scaturire da un’attenta ed accurata istruttoria volta a costruire un quadro indiziario connotato dal carattere della concretezza e dell’attualità; ciò a meno  di non voler pregiudicare irrimediabilmente la libera iniziativa economica  e la stessa vita sociale dei soggetti incisi dal provvedimento interdittivo
Per effetto del provvedimento cautelare reso dal Tar il Sig. P.G potrà pertanto richiedere la restituzione del contributo inopinatamente revocato dall’Assessorato regionale agricoltura

Riccardo Savona,Presidente della commissione bilancio e programmazione,esprime vivo compiacimento a seguito dell’importante riconoscimento che gli è stato assegnato dai vertici dell’Unione Ciechi e ipovedenti di Sicilia.

“Ringrazio per il prestigioso riconoscimento tutta l’Associazione siciliana dell’Uici per avermi conferito questi riconoscimenti per le battaglie politiche e sociali che ho condotto per il miglioramento generale delle condizioni dei ciechi e degli ipovedenti nella nostra isola.

Ringrazio tra l’altro l’instancabile Presidente Regionale dell’Uici Prof.Gaetano Minincleri e il Segretario Regionale Dott.Giorgio Silvestro per avermi insignito della Pergamena in braille dello Statuto della Regione Siciliana e di un riconoscimento speciale per l’impegno profuso nel corso delle mia attività politica e parlamentare.

Posso solo continuare a lavorare con l’impegno e lo spirito di sempre per dare ulteriori risposte al mondo dei ciechi e degli ipovedenti che hanno le necessità e i bisogni primari per abbattere tutti i tipi di barriere,ed è compito degli uomini delle Istituzioni rispondere positivamente a questi sacrosanti diritti.”