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Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia ha sospeso con propria ordinanza la sanzione amministrativa di circa 14 mila euro applicata dal Dipartimento regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana alla proprietaria di un immobile ereditato e realizzato senza il necessario titolo abilitativo nel quartiere del Villaggio Mosè, ad Agrigento.

L’ordinanza della prima sezione del TAR Palermo, nei fatti chiarisce ulteriormente la questione che vede interessati molti agrigentini destinatari di un provvedimento sanzionatorio di natura pecuniaria per danno paesaggistico, il cui pagamento è stato richiesto a seguito della presentazione dell’istanza di sanatoria edilizia su gran parte di immobili realizzati abusivamente alla fine degli anni ’70, inizi anni ‘80.

Accogliendo le tesi difensive degli Avvocati Vincenzo Caponnetto e Enzo Gianmaria Cardella il TAR Palermo, ribadendo il principio che il vincolo paesaggistico che ricade su gran parte del territorio agrigentino è stato introdotto con la legge 431/1985 c.d. Legge “Galasso”, ha ordinato la sospensione dell’efficacia dei provvedimenti amministrativi della Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento e del Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.

Il ricorso presentato dai due difensori chiedeva, in particolare, la sospensione e l’annullamento del pagamento dell’indennità risarcitoria richiesta per il danno arrecato al paesaggio per la realizzazione di un immobile, senza preventivo titolo abilitativo, sito nel quartiere del Villaggio Mosè, oggetto poi di istanza di sanatoria edilizia che è stata rilasciata.  Con l’importante ordinanza, i giudici amministrativi hanno ribadito il fumus boni iuris del ricorso in relazione alla censura con cui viene contestata l’illegittimità della sanzione impugnata, attesa la sopravvenienza del vincolo paesaggistico rispetto l’abuso edilizio oggetto di sanatoria.

Gli avvocati Vincenzo Caponnetto e Enzo Gianmaria Cardella hanno infatti sottolineato che “il vincolo paesaggistico della zona (zona B del Decreto Gui Mancini) in cui ricade l’immobile, è stato apposto soltanto con la L. 08/08/1985 n. 431, che dispone: “sono sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi della L. 29/06/1939 n. 1497 …omissis… m) le zone di interesse archeologico”. Dunque, essendo stato il fabbricato realizzato nell’anno 1981, e cioè in data antecedente all’apposizione del vincolo paesaggistico, non può essere irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria di che trattasi”.

Pertanto, tutti fabbricati realizzati prima di tale data non possono essere assoggettati al pagamento di alcuna sanzione pecuniaria e ciò in relazione a quanto previsto dall’art. 1 della Legge n. 689/1981 che stabilisce infatti che nessuno può essere destinatario di sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione.

La tesi difensiva è stata così accolta dal TAR che ha pertanto sospeso l’efficacia dei provvedimenti impugnati.

Numerosi titolari di studi e ambulatori odontoiatrici accreditati avevano ottenuto, a seguito di un complesso iter amministrativo, la contrattualizzazione e avevano conseguito l’attribuzione del budget relativo all’erogazione di prestazioni per conto del Servizio Sanitario Regionale.
Tuttavia, il Coordinamento Regionale Odontoiatria ambulatoriale di territorio (C.R.O.A.T.), in persona del legale rappresentante pro tempore dott. Francesco Salerno e il centro odontoiatrico S.a.s. Follari di Follari Umberto hanno impugnato innanzi al TAR Sicilia Palermo sia il decreto assessoriale avente ad oggetto la determinazione degli aggregati di spesa per l’assistenza specialistica, sia il decreto assessoriale disciplinante l’accesso all’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie per la specialistica privata, sia il decreto assessoriale con cui è stato concesso l’accreditamento istituzionale agli studi ammessi alla contrattazione.
Si sono costituiti in giudizio numerosi titolari di studi e ambulatori odontoiatrici accreditati, rappresentati e difesi dagli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia.
Il TAR Sicilia, Palermo, Sezione Terza, condividendo le tesi difensive degli Avvocati Rubino e Impiduglia, ha in parte dichiarato inammissibile, in parte respinto, il ricorso proposto dal C.R.O.A.T. e e dal centro odontoiatrico Sa.s. Follari di Follari Umberto condannando questi ultimi anche al pagamento delle spese giudiziali
Il CROAT e il centro odontoiatrico S.a.s. Follari di Follari Umberto hanno, pertanto, proposto appello avverso la summenzionata sentenza, sostenendo che la contrattualizzazione delle nuove strutture sarebbe avvenuta in mancanza di un effettivo fabbisogno e che, in ogni caso, solo gli ambulatori odontoiatrici – e non anche gli studi odontoiatrici – potessero ottenere l’accreditamento e quindi la successiva contrattualizzazione.
Si sono costituiti in giudizio numerosi titolari di studi e ambulatori odontoiatrici accreditati, rappresentati e difesi dall’ avv. Girolamo Rubino, chiedendo il rigetto dell’appello. In particolare, con apposita memoria, è stato rilevato che le nuove contrattualizzazioni rispondono all’esigenza di garantire una maggiore presenza capillare dell’offerta sul territorio e che la disciplina in materia prevede la possibilità per la P.A. di contrattualizzare i soggetti previamente accreditati, senza distinguere, in alcun modo, tra studi e ambulatori.
Il CGA (Presidente dott. Claudio Contessa, Relatore Dott.ssa Elisa Maria Antonia Nuara), condividendo le tesi difensive degli avvocati Rubino e Impiduglia, ha rigettato l’appello proposto dal C.R.O.A.T. e dal centro odontoiatrico s.a.s. Follari di Follari Umberto .
Pertanto, per effetto della sentenza resa dal CGA, i titolari degli studi ed ambulatori accreditati manterranno definitivamente la contrattualizzazione e i budget assegnati.

La deputata alla Camera, Giusy Occhionero, è indagata dalla Procura della Repubblica di Palermo per l’ipotesi di reato di falso in concorso. Alla parlamentare molisana è stato notificato il relativo avviso di garanzia. Lei avrebbe consentito ad Antonello Nicosia, di Sciacca, arrestato per mafia, di entrare nelle carceri di Palermo, Agrigento e Sciacca, il 21 dicembre dello scorso anno, come suo assistente. Il rapporto di collaborazione tra i due, però, sarebbe stato formalizzato solo successivamente agli ingressi in carcere dove Nicosia si sarebbe intrattenuto a fini illeciti con detenuti per mafia. Alla Occhionero è stato anche notificato un invito a comparire per la prossima settimana.

Il Comune di Agrigento ha inviato telepaticamente l’adesione con relativo progetto ad un bando della Regione per finanziare l’allestimento di un parco giochi inclusivo alla Villa Bonfiglio. Ebbene, la documentazione da Agrigento è stata ricevuta dalla Regione 7 minuti dopo la scadenza del termine, ovvero alle ore 12:07 a fronte del termine delle ore 12. Pertanto la partecipazione del Comune di Agrigento al bando è stata esclusa. Il sindaco, Lillo Firetto, spiega che la documentazione dal Comune di Agrigento, dopo l’approvazione in giunta alle ore 8:30 del mattino, è stata inviata dalle ore 11 in poi, e che lungo il percorso telematico, a causa di problemi al server della Regione, peraltro segnalati dal Comune di Agrigento, la documentazione è giunta alle ore 12:07. Il sindaco Firetto confida nell’accoglimento del ricorso. In proposito oggi al Videogiornale di Teleacras è in onda un’intervista allo stesso Firetto.

Altri particolari dalle trascrizioni dei colloqui di Vincenzo Scarantino. La testimonianza dell’inizio della falsa collaborazione nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio.


Gli ex pubblici ministeri a Caltanissetta Annamaria Palma e Carmelo Petralia, adesso indagati dalla Procura di Messina per concorso in calunnia aggravata, sono stati citati a deporre il prossimo 13 dicembre innanzi al Tribunale di Caltanissetta che celebra il processo sul depistaggio delle indagini dopo la strage di via D’Amelio, a carico dei tre funzionari di Polizia, Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, già componenti del pool, diretto dal defunto Arnaldo La Barbera, che indagò sull’attentato mortale a Paolo Borsellino, e che avrebbe costruito a tavolino il falso pentito Vincenzo Scarantino. Nel frattempo emergono altri particolari dalle 178 pagine di trascrizioni, appena depositate agli atti del processo, delle registrazioni di alcuni colloqui e interrogatori di Vincenzo Scarantino all’epoca del depistaggio. Le intercettazioni risalgono al periodo in cui il falso pentito è stato in Liguria, nella località protetta di San Bartolomeo al Mare, tra la fine del ’94 e il 95.

Dunque, Scarantino telefona in Questura e diverse volte tenta un contatto con uno dei poliziotti imputati, Mario Bo, il quale non gli avrebbe quasi mai risposto.

Nella trascrizione si legge: “Il dottore è fuori”, gli rispondono dalla sua segreteria. Scarantino chiede a che ora lo potrà trovare e il suo interlocutore gli risponde che “oggi è fuori” e precisa che ha capito con chi stava parlando domandando se deve riferire qualcosa. In una telefonata tra i due, registrata, Mario Bo chiede a Scarantino, che è agitato, cosa sia accaduto. Scarantino risponde che vuole tornare in carcere perché non se la sente più. Mario Bo gli chiede testualmente: “Siamo sempre ai soliti, no?”, e gli domanda se ha parlato con l’avvocato. Scarantino conferma di avere parlato con l’avvocato al quale ha chiesto di riferire la sua scelta ai magistrati, così come sta chiedendo al dottor Bo di comunicarla al dottor La Barbera. Il dottor Mario Bo gli chiede se è per i soliti motivi che gli ha detto o se c’è altro ma Scarantino non specifica. Bo afferma che ne parlerà con La Barbera.

E poi vi sono i colloqui tra Vincenzo Scarantino e i suoi familiari, in particolare con il cognato. Nella trascrizione dei Carabinieri si legge: Angelo Basile, fratello della moglie, come la madre, esterna dubbi in merito alla scelta di collaborare presa dal cognato il quale, a suo parere, avrebbe ricevuto pressioni in merito. Scarantino invece nega dicendo che la sua scelta non è stata dettata né dalla detenzione di Pianosa né da eventuali pressioni.

E poi vi sono le trascrizioni delle conversazioni in carcere a Pianosa, dove Scarantino è stato per un anno fino al 15 luglio 1994, con la moglie, Rosalia Basile. E alla moglie così si è rivolto: “Non ce la faccio più a Pianosa. O mi impicco, oppure inizio a collaborare con i magistrati”. E in una trascrizione si legge: Vincenzo Scarantino dice alla moglie che ha parlato con i giudici in merito a degli omicidi e fa dei nomi incomprensibili. Rosalia Basile riferisce che lui è veramente impazzito e che ha sentito le notizie della televisione. Lui le chiede se vuole parlare con i poliziotti e con i magistrati, ricevendo una risposta negativa. In un altro colloquio tra moglie e marito, Rosalia Basile dice a Vincenzo Scarantino: “Perché ti rispettano? Perché vogliono il loro scopo” e Scarantino chiede “se vogliono il loro scopo cosa, Ro’…”. La donna cerca di essere più chiara affermando: “Vogliono raggiungere il loro scopo, vogliono sapere cose che tu… non lo so… boh”. E Scarantino: “Cose che io non so?” e la moglie ribatte: “Che tu non sai”. A quel punto Scarantino si alza e abbraccia la moglie bisbigliandole all’orecchio e poi le dice a voce più alta: “I bambini cresceranno con tanta dignità, con tanta educazione”. Da lì a poco Scarantino decise di collaborare con la giustizia. Infatti, salutando la moglie le dice: “Preparati tutto il necessario, sono stato chiaro? Verranno a prelevarti con i bambini alle due o tre di notte, sarà presente anche una poliziotta bionda”. E così sarebbe iniziata la falsa collaborazione.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Un gravissimo incidente stradale è avvenuto questa mattina intorno alle 04,30 al lungomare Vittorini,  nel pieno centro storico di Ortigia, a due passi da Siracusa.

A perdere la vita sono due giovanissimi di 17 e 22 anni i quali a bordo di una Ford Fiesta sono andati a sbattere contro uno dei piloni degli archi del belvedere San Giacomo.

Nel corso dell’incidente sono rimasti feriti anche altre due persone. Gli agenti della polizia municipale stanno eseguendo i rilievi per capire la dinamica di quanto accaduto.

Così come a Porto Empedocle, anche a Favara sono stati stravolti tutti i connotati politici che inizialmente avrebbero dovuto stravolgere Favara e l’universo mondo.

Ed invece non è andata così. L’ondata oceanica pentastellata di alcuni anni addietro sembra avere affievolito la propria brillantezza. La luce, al tempo denominata 5stelle, avrebbe dovuto accecare uomini e cose, mari e monti, terra e aria. Ed invece, il mare è rimasto al proprio posto, i monti altrettanto, le terra continua a girare come una volta e l’aria che si respira è sempre la stessa.

Anna Alba, sindaca di Favara, è stata eletta con un vero e proprio plebiscito. Voti a iosa, Consiglio comunale con percentuali disarmanti (a proprio favore) e Giunta piena di stelle luccicanti.

Oggi, dicembre 2019, le cose sembrano assai cambiate. Consiglio comunale e Giunta letteralmente dimezzati; il 50% dei consiglieri ha preferito non avere più per tetto un cielo di stelle. La stessa cosa hanno fatto gli ex assessori e qualche ex vicesindaco; avranno pensato che un solaio in cemento armato fosse più sicuro di un tetto fatto di stelle. Anche perché, spesso, ma soprattutto ad agosto, cadono…

Non si può non sottolineare però, come la stessa Anna dei presunti miracoli (mai avvenuti) abbia avuto un certo acume quando, colpita da folgorazione, ha compreso che in questo mondo era ancora disponibile qualche posto anche per i grillini.

Da sola, dopo una esperienza amministrativa assai deludente che certamente ha fatto sgranare bene i suoi occhioni, ha capito che il regno dell’onestà, delle persone perbene, della buona politica e del buon senso non aveva piantato i suoi tentacoli solo nel Movimento partorito da un comico italiano.

Ed infatti, l’Anna battagliera, non ha esitato un solo istante a rimescolare carte, tarocchi (e qualche macumba) quando ha sentito odore di sfiducia. Due tre mosse azzardate, coraggiose ed anche provvidenziali. Sta di fatto che a salvare la sua poltrona, alla fine, sono stati coloro i quali originariamente appartenevano alla frangia denominata opposizione; quella stessa opposizione che ha asfaltato chi aveva promosso l’atto di sfiducia contro di lei: “fratelli e sorelle” dei 5stelle!

Un esempio lampante di come l’onestà e tutte le virtù mondiali non appartengono solo ai grillini ce lo ha dato l’ennesimo ricambio “generazionale” della nuova e fiammante Giunta Alba (oltre a rimarcare il fallimento totale degli ex assessori pentastellati che avrebbero dovuto salvare la “Città dell’Agnello Pasquale”).

Ho avuto il piacere di avere un colloquio telefonico con il nuovo assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo Miriam Mignemi. Non nascondo che l’unica domanda che le ho fatto è stata la seguente: “Scusi assessore, ma lei è una grillina, appartiene al Movimento 5stelle”? Lapidaria, ha risposto: “Assolutamente no! Credo che Anna Alba mi abbia scelto facendo leva sulla esperienza e sulle potenzialità che potrò mettere in campo a favore della comunità favarese”. Poi, per improvvisi sopraggiunti impegni (eh, già, è un assessore…) ha dovuto chiudere il telefono in modo repentino.

Ma quel tempo di conversazione mi ha fatto comprendere una fatto assolutamente “straordinario”: anche Miriam Mignemi è fortemente convinta (come del resto molti altri milioni di italiani) che in realtà le persone oneste, perbene e preparate non appartengono solo al mondo grillino;  anche altrove, qualcuno, lo si può anche trovare.

E questo, Annuzza, lo ha capito bene!

La sesta sezione penale della Cassazione ha confermato gli arresti domiciliari a carico di Antonello Montante, dichiarando inammissibile il ricorso avanzato dagli avvocati difensori dell’ex presidente di ConfIndustria Sicilia contro l’ordinanza dello scorso agosto del Tribunale del Riesame di Caltanissetta, che si è pronunciato negativamente sulla richiesta di revisione della misura cautelare. Montante è stato condannato in primo grado a 14 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.

Continuano a Canicattì, le lezioni nelle scuole cittadine legate alla  Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2019 che, attraverso azioni di sensibilizzazione sulla corretta riduzione dei rifiuti, sta coinvolgendo gli studenti delle scuole cittadine. Oggi, le iniziative riguarderanno gli studenti dell’Istituto “Ugo Foscolo e domani, sabato 7 dicembre, quelli dell’Istituto tecnico Galileo Galilei. Lunedì 9 dicembre, sarà la volta dell’Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Verga e martedì si concluderà con l’Istituto Comprensivo Statale “Rapisardi”. Ieri intanto, con i bambini della scuola elementare Don Bosco, è iniziata anche la distribuzione delle borracce realizzate in alluminio riutilizzabile e riciclabile. I bambini delle elementari vengono così coinvolti e formati attraverso lezioni e giochi sul tema della raccolta differenziata, mentre i più grandi attraverso lezioni frontali di formazione ambientale. E’ stato inoltre indetto un concorso tra gli Istituti “TuteliaAmo Canicattì” presentato ieri al Comune di Canicattì alla presenza, fra gli altri, del sindaco Ettore Di Ventura. Ogni classe realizzerà un mini spot di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. I lavori pervenuti saranno valutati da una giuria composta da rappresentanti dal Comune di Canicattì e la Rti Sea, Iseda ed Ecoin  in base alla rispondenza al tema e alla creatività. Il miglior progetto selezionato dalla giuria, verrà trasmesso e diffuso attraverso i mass-media ed i social-media .