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Una motonave, la “Seven Stars”, ormeggiata nel porto di Augusta è stata sequestrata dal nucleo operativo per la protezione ambientale della Capitaneria di Porto Empedocle con il coordinamento della procura di Agrigento, guidata dal procuratore capo Luigi Patronaggio, coadiuvato dal personale militare della Capitaneria di Porto di Augusta.

La motonave conteneva oltre 2000 tonnellate di rifiuti ferrosi ed era pronta per la partenza diretta in Grecia.

Le indagini erano iniziate già da Agosto quando la Capitaneria di Porto Empedocle insieme al personale militare del circondariale marittimo di Licata, avevano sequestrato una nave, la “Lady Nur” che conteneva circa 1000 tonnellate di rifiuti ferrosi diretta in un porto Turco.

Gli inquirenti hanno contestato, inoltre, numerosi reati a una società di Canicattì e ad una società intermediaria di Brescia che si occupavano dello stoccaggio e del recupero dei rifiuti ferrosi in maniera illecita e si constata il mancato rispetto della normativa comunitaria di trasporto transfrontaliero di rifiuti.

Le indagini hanno portato al deferimento alla Procura della Repubblica di Agrigento degli amministratori legali delle società a vario titolo coinvolte. Le indagini proseguono perchè si ipotizza una più vasta attività organizzata di traffico illecito di rifiuti.

Lotta tra la vita e la morte una donna di 48 anni, di Caltabellotta, in provincia di Agrigento, coinvolta in un gravissimo incidente lungo lo scorrimento veloce Palermo-Sciacca. L’automobile di lei, una Citroen, si è scontrata frontalmente con un’auto Mercedes guidata da un uomo di 56 anni, nei pressi di San Cipirello. I due conducenti sono stati estratti dai mezzi dai Vigili del fuoco, intervenuti sul posto insieme ai Carabinieri di Monreale. Le condizioni della donna si sono subito rivelate critiche. E’ stata soccorsa al Policlinico a Palermo in codice rosso.

La Procura della Repubblica di Siracusa ha iscritto nel registro degli indagati il conducente del mezzo pesante che si è scontrato mercoledì scorso contro un’automobile lungo la strada statale 194, nel territorio di Francofonte. I tre occupanti dell’auto, un uomo e due donne messinesi, sono morti sul colpo. L’uomo, originario di Raddusa nel Catanese, è indagato per omicidio stradale.

Si è sbloccata ieri sera, la problematica relativa alle difficoltà di conferimento dei rifiuti raccolti dagli operai della Rti ad Agrigento e che aveva portato alla decisione di sospendere la raccolta della plastica per la giornata odierna. Ieri sera infatti, l’assessore comunale all’igiene urbana Nello Hamel, al termine di un pomeriggio di interlocuzioni con Iseda e Sea e con la ditta Seap,  gestore della stazione di trasferenza di Lercara,

è riuscito ad ottenere da quest’ultima la possibilità di far scaricare i compattatori che ieri erano stati lasciati fuori dai cancelli. Hamel ha ottenuto anche che l’impianto di Lercara, che inizialmente la Seap aveva deciso di lasciare chiuso per oggi, sarà aperto in modo da consentire le operazioni di scarico e dunque di svuotamento dei mezzi che possono così continuare ad essere utilizzati per i turni regolari.

In questo modo, la raccolta, pur ostacolata dalle avverse condizioni atmosferiche di oggi, è stata ripresa e i mastelli lasciati fuori vengono via via svuotati. Gli operatori ecologici hanno però segnalato difficoltà ad espletare il servizio in zone come San leone e Villaggio Mosè le cui strade risultano allagate. Domani, sabato 2 novembre, la raccolta della frazione organica e del vetro, avverrà regolarmente.

Forti dolori alla pancia, hanno costretto una suora di origini africane a rivolgersi ai medici dell’ospedale di Sant’Agata di Militello.
I sanitari, come da protocollo hanno eseguito tutti gli accertamenti del caso, ed infine il referto: auguri sorella “lei è incinta”  – per opera dello Spirito Santo (?!?).
Da prime indiscrezioni la donna, in passato ha sofferto di forti dolori addominali, ma questa volta non poteva immaginare che una scappatella dalla fede, si potesse trasformare in un peccato.
L’Arcivescovato di  Messina sta vivendo queste ore con forte imbarazzo, e dal monastero (di un paesino dei Nebrodi) non trapela nessuna notizia.
Le uniche notizie trapelate nelle ultime ore e che la “suora” nei mesi scorsi abbia raggiunto la sua sua famiglia per un periodo di “riposo”, e che le superiori del convento abbia chiesto l’allontanamento della sorella “peccatrice” per il quieto proseguimento della “vita privata” delle consorelle!

Papa Francesco, nel 2019, ha ammesso dell’esistenza di episodi di abusi sessuali perpetrati ai danni delle suore, dove i carnefici sono stati i sacerdoti, vescovi o missionari.
Le suore dopo gli abusi subiti sono rimaste incinte e hanno abortito o partorito figli non riconosciuti.

Il mondo ecclesiastico non è nuovo a queste notizie. La notizia di una gravidanza, non è inusuale, ma se ad essere è una suora, lo è!

Ad Agrigento, nel carcere “Pasquale Di Lorenzo”, il personale della Polizia penitenziaria ha udito una detenuta conversare a telefono, e non con eventuali compagne di cella. E’ scattata dunque la perquisizione. La donna, nel tentativo di evitare il sequestro del telefonino, lo ha nascosto nel suo genitale. Si tratta però di uno stratagemma già noto alla Polizia penitenziaria, ed è stato subito sventato. I sindacati di categoria della Polizia penitenziaria più volte hanno proposto al Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, di dotare le carceri di dispositivi elettronici capaci di annullare il campo telefonico così da rendere innocuo il possesso di cellulari.

L’impresa Iseda, capogruppo dell’associazione temporanea di imprese titolari dell’appalto della nettezza urbana ad Agrigento, ha comunicato ieri che, a causa della chiusura degli impianti di conferimento dei rifiuti a Lercara e a Ravanusa, oggi venerdì la raccolta differenziata ad Agrigento non sarebbe stata effettuata. Al mattino di oggi, poco dopo le ore 10, la stessa impresa Iseda ha invece comunicato che, nella tarda serata di ieri, l’assessore all’Ecologia, Nello Hamel, è riuscito ad ottenere l’apertura dell’impianto di Lercara agli autocompattatori provenienti da Agrigento. Pertanto al mattino di oggi la raccolta differenziata della plastica è stata effettuata anche se con difficoltà in alcune zone allagate a San Leone e al Villaggio Mosè. Domani sabato 2 novembre la raccolta del vetro e dell’umido sarà compiuta regolarmente.

La Capitaneria di Porto Empedocle, al timone di Gennaro Fusco, e la Procura di Agrigento, diretta da Luigi Patronaggio, in collaborazione con la Capitaneria di Augusta, hanno sequestrato un carico di oltre 2000 tonnellate di rifiuti ferrosi caricati su di una motonave battente bandiera di “San Vincenzo e Grenadine”, che è uno Stato insulare, un’isola, nell’America centrale, tra le Piccole Antille. La motonave è stata ormeggiata nel porto di Augusta ed è diretta nel porto di Volos in Grecia. All’equipaggio si contesta il mancato rispetto della normativa comunitaria in materia di trasporto transfrontaliero di rifiuti. Già nell’agosto scorso le Capitanerie di Porto Empedocle e di Licata hanno sequestrato un carico di 1000 tonnellate circa di rifiuti ferrosi stoccati nell’ambito del porto di Licata e destinati ad essere imbarcati su un’altra nave straniera.

Al sequestro sono seguiti dei controlli, con varie contestazioni di reato, a due società, una di Canicattì e l’altra di Brescia, impegnate nello stoccaggio ed al recupero dei rifiuti di tipo ferroso in maniera del tutto illecita. A Canicattì è stata inoltre sequestrata un’area esterna del deposito della società, dove sono state stoccate ingenti quantità di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in assenza di specifica autorizzazione. Gli amministratori legali delle due società sono stati denunciati.

Doccia gelata della Corte dei Conti sulla Regione Sicilia. I giudici contabili sono contrari alla proposta di rateizzare in 10 anni il disavanzo. Nell’apposito parere reso dalla Corte dei Conti, si sottolinea che se si procedesse alla rateizzazione in 10 anni si scaricherebbero sulle future generazioni gli effetti degli errori compiuti dalla politica in passato. E dunque la proposta della Regione di “spalmatura” del disavanzo è ritenuta inopportuna. Peraltro su tali casi si è già espressa negativamente anche la Corte Costituzionale, contraria alla possibilità che il disavanzo potesse essere spalmato in un lungo periodo di tempo. Lo scopo è evitare che si registri una violazione dell’equità inter-generazionale, ovvero che i figli, o addirittura i nipoti, paghino i debiti dei nonni e dei padri. Il disavanzo oggetto della contesa ammonta a circa 1 miliardo e 500 milioni di euro. Il disavanzo non è propriamente un debito ma è uno squilibrio fra le entrate e le uscite. Se le uscite superano le entrate allora ecco il disavanzo. Bisogna rimediare a tale squilibrio e così, per ristabilire la regolarità dei conti, il governo Musumeci ha due possibilità: registrare maggiori entrate o diminuire la spesa e quindi operare tagli alle voci di bilancio.