Home / 2019 / Novembre (Pagina 43)

I Carabinieri del Comando Provinciale di Agrigento, nel corso del ponte a cavallo delle festività dei Santi, hanno effettuato dei controlli a tappeto nel centro cittadino. I Carabinieri hanno interrotto due attività di intrattenimento perché prive delle necessarie autorizzazioni. I due accertamenti sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria. Un centinaio di giovani sono stati sottoposti a controllo, e diversi sono stati segnalati alla Prefettura perché sorpresi in possesso di modiche quantità di hashish per uso personale. Ad un uomo di 32 anni è stata sequestrata l’automobile perché alla guida privo di patente in quanto già revocata. E poi, ad un altro uomo di 28 anni, in trasferta da Porto Empedocle, è stato sequestrato un pericoloso coltello a serramanico di ben 20 centimetri, nascosto tra i sedili della sua automobile. I controlli serrati dei Carabinieri, su disposizione del Comando Provinciale, proseguiranno anche nei prossimi weekend.

Giovedi prossimo, 7 novembre, alle ore 15.30 il Movimento Cristiano Lavoratori di Palermo dona un pulmino alla struttiua di accoglienza casa di Nina. “ Siamo felici- dichiara il presidente provinciale di Mcl, Giuseppe Gennuso- di potere donare questo mezzo per questi ragazzi diversamente abili ospiti del centro. Un gesto concreto di solidarietà che potrà mettere loro di potere muoversi per la città”. Prosegue dunque l’impegno della dirigenza di Mcl, che con azioni fattive sui temi della vicinanza alle fasce più deboli e più in generale, dell’impegno sociale.

Il Soroptimist International d’Italia, riconoscendo il ruolo della formazione come elemento fondamentale per la crescita personale e professionale nel mondo del lavoro, offre la possibilità a giovani donne laureate, selezionate dai singoli Club Soroptimist, di seguire gratuitamente un corso di formazione di tre giorni alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi di Milano. Le candidate, di età massima 28 anni, devono essere in possesso di laurea specialistica o magistrale e conoscere la lingua inglese. Per partecipare alle selezioni, le candidate dovranno compilare l’apposita domanda di partecipazione reperibile sul sito www.soroptimist.it, sezione Bandi, e inoltrarla entro il giorno 15 dicembre 2019 all’indirizzo mail soroptimist.agrigento@gmail.com del Soroptimist club di Agrigento. Le domande di partecipazione saranno valutate da una Commissione Territoriale e da una Commissione Nazionale e sarà stilata una graduatoria generale. La Bocconi rilascerà un attestato finale di frequenza alle partecipanti del Corso.

Nel 2019 il Sud Italia è in recessione: così emerge dal rapporto Svimez, che prospetta per il 2020 una “debole ripresa” del Mezzogiorno (non oltre un +0,2%), e stima un Pil (prodotto interno loro) nel 2019 in calo dello 0,2%, a fronte del +0,3% del Centro-Nord. Il direttore Svimez, Luca Bianchi, spiega: “L’Italia segue il profilo di crescita europeo con un’intensità sempre minore, e il Mezzogiorno aggancia in ritardo la ripresa e anticipa le fasi di crisi. Nel 2018 il pil del Mezzogiorno è ancora oltre 10 punti al di sotto dei livelli del 2008. Invece nel Centro-Nord mancano ancora 2,4 punti percentuali”. Sotto osservazione dello Svimez è anche il Reddito di cittadinanza, giudicato “utile” ma il cui impatto sul mercato del lavoro sarebbe “nullo, in quanto la misura, invece di richiamare persone in cerca di occupazione, le sta allontanando dal mercato del lavoro. La povertà non si combatte solo con un contributo monetario: occorre ridefinire le politiche dello stato sociale ed estendere a tutti in egual misura i diritti di cittadinanza”. Svimez sottolinea poi “l’urgenza di rendere cogente la clausola del 34% degli investimenti ordinari al Sud”, dato che “nel 2018 mancano nel Mezzogiorno circa 3,5 miliardi di investimenti”. A riallargarsi è il divario occupazionale, aumentato dal 19,6% al 21,6% nell’ultimo decennio: “Ciò comporta che i posti di lavoro da creare per raggiungere i livelli del Centro-Nord sono circa 3 milioni”. Sul fronte demografico si registra nel 2018 “un nuovo minimo storico delle nascite”, con circa 157 mila nascite, 6 mila in meno del 2017, mentre il contributo garantito dalle donne straniere non è più sufficiente a compensare la bassa propensione delle italiane a fare figli”. Dal 2000 in poi inoltre “hanno lasciato il Mezzogiorno 2 milioni e 15 mila residenti, la metà giovani fino a 34 anni, quasi un quinto laureati”. Senza un’inversione di tendenza “nel 2065 la popolazione in età da lavoro diminuirà del 15% nel Centro-Nord (-3,9 milioni) e del 40% nel Mezzogiorno (-5,2 milioni).

Il colonnello dei Carabinieri, Sergio De Caprio, replica al procuratore Giancarlo Caselli che al processo d’appello “Trattativa” a Palermo ha dichiarato di essersi fidato di lui per quanto attenuto alla gestione del covo di Riina dopo la cattura. De Caprio, il capitano “Ultimo”, afferma: “Quindi l’eroe nazionale per la lotta al terrorismo, il giudice Giancarlo Caselli, aveva sudditanza psicologica verso il Capitano Ultimo. È questa la vera brutta pagina che emerge oggi. Chi aveva la responsabilità e il dovere di eseguire la perquisizione nel covo di Riina se ne deve assumere la piena responsabilità di fronte a se stesso e di fronte alla storia”.

L’ex Procuratore della Repubblica di Palermo all’epoca dell’arresto di Totò Riina, il 15 gennaio del 1993, Giancarlo Caselli, ha deposto al processo d’appello sulla presunta trattativa tra Stato e mafia, e, alla domanda sulla mancata perquisizione del covo di Riina in via Bernini dopo la cattura, Caselli ha risposto: “La mancata perquisizione del covo di Totò Riina è stata una brutta pagina. Io ero per intervenire subito, ma mi sono fidato del capitano De Caprio che lo aveva arrestato. Sergio De Caprio, conosciuto come il capitano “Ultimo”, l’ufficiale che coordinò il blitz dei Carabinieri del Ros e l’arresto di Riina, era in quel momento un eroe nazionale, che aveva messo le manette al mitico, nel senso negativo del termine, Totò Riina. Ma l’interruzione del servizio di sorveglianza che non ci fu comunicata è una brutta pagina. Mori mi disse che il mancato avviso rientrava nell’autonomia decisionale e operativa della polizia giudiziaria”.

“È scandaloso che ancora oggi si debba parlare di una questione meridionale in Italia”. Così il presidente di Confesercenti Sicilia Vittorio Messina ha iniziato a commentare i dati contenuti nel Rapporto 2019 dello Svimez sull’economia e la società del mezzogiorno.
“Sono dati che ci consegnano un paese sempre più diviso, frutto del fallimento degli interventi del Governo centrale per porre rimedio ad una situazione che non solo condanna le popolazioni del Sud al sottosviluppo ma impedisce una crescita significativa per l’intera nazione. Ma le responsabilità dell’esecutivo nazionale – ha aggiunto Vittorio Messina – non servono ad assolvere i comportamenti delle classi dirigenti meridionali che non sono riuscite ad utilizzare bene le risorse loro assegnate anche se insufficienti. Tutto questo mentre i giovani laureati del Sud continuano ad emigrare, mentre la popolazione locale invecchia sempre più, mentre le distanze con il periodo della pre-crisi segnano percentuali in meno a due cifre come nel caso della Sicilia (-13,9%) e mentre al centro nord il gap è già quasi annullato”.
“Un quadro – conclude il presidente di Confesercenti Sicilia che necessita di una terapia d’urto che non si concilia certo con la manovra predisposta dal Governo che a parte la sterilizzazione dell’aumento dell’IVA non riesce a trovare risorse da destinare alla crescita ne misure adeguate per eliminare gli sprechi ne segnali per ridare fiducia alle famiglie e alle imprese”.

Emergono altri particolari dall’inchiesta antimafia cosiddetta “Pass partout”, che ha provocato l’arresto di Antonello Nicosia. Le intercettazioni e la replica di Giusy Occhionero.


Antonello Nicosia, strumentalizzando il suo incarico di assistente parlamentare della deputata Giusy Occhionero, è entrato in carcere per “ispezioni parlamentari” (tra virgolette) quattro volte in breve tempo. Il 21 dicembre 2018 a Sciacca, il giorno successivo, 22 dicembre a Trapani e ad Agrigento, e il primo febbraio 2019 a Tolmezzo, in provincia di Udine, dove tra gli altri è detenuto, e Nicosia avrebbe incontrato, Filippo Guttadauro, cognato di Matteo Messina Denaro.

E la deputata Giusy Occhionero, appreso quanto svelato dall’inchiesta cosiddetta “Pass Partout”, ha commentato: “Ringrazio la magistratura e le forze dell’ordine per lo straordinario lavoro di contrasto alla mafia. Da ciò che emerge dalle notizie riportate sui giornali, quello che diceva e scriveva Nicosia era ben lontano dalla verità. E’ vergognoso e gravissimo. La collaborazione con me, durata solo quattro mesi, era nata in virtù del suo curriculum, in cui si spacciava per docente universitario oltre che di studioso dei diritti dei detenuti. Non appena ho avuto modo di rendermi conto che il suo curriculum e i suoi racconti non corrispondevano alla realtà, ho interrotto la collaborazione. Ora sono profondamente amareggiata, ma la giustizia farà il suo corso. Mi auguro nel più breve tempo possibile. Pur essendo del tutto estranea alla vicenda, sono comunque a disposizione della magistratura per poter fornire ogni elemento che possa essere utile” – conclude la Occhionero.

Antonello Nicosia avrebbe meditato di ricercare un altro parlamentare per lo stesso incarico, perché la collaborazione con l’onorevole Occhionero gli avrebbe causato delle difficoltà. Infatti la Occhionero adesso milita in “Italia Viva” di Renzi ma è stata eletta con “Liberi e uguali” di Piero Grasso, e gli amici mafiosi di Nicosia non avrebbero gradito il suo impegno con la formazione politica di un ex magistrato.

E, inoltre, Antonello Nicosia avrebbe temuto che Piero Grasso, da magistrato quale è, si sarebbe informato su di lui e avrebbe scoperto la condanna definitiva per traffico di droga a 10 anni e 6 mesi di reclusione da lui subita in precedenza. A testimonianza di ciò, le parole di Nicosia intercettate sono: “Mi spavento, mi spavento… quello s’informa”. E poi, alla ricerca di un altro sponsor politico, Nicosia afferma: “… lo vorrei fare con questi di Forza Italia, sarebbe meglio”. E il boss Accursio Dimino concorda: “Sì, sarebbe meglio che, sono più garantisti… liberisti e cose…”. E poi, ancora, Antonello Nicosia auspica, o attende, di ricevere da Matteo Messina Denaro un ingente finanziamento per un progetto attinente al settore carcerario. A lui, a Nicosia, non bastano più i ringraziamenti da Matteo Messina Denaro, ma dal boss gradirebbe i soldi, altro che ringraziamenti: “Da Messina Denaro un contributo, per quello che faccio”…intercettazione… E poi, altra intercettazione che ha registrato una conversazione tra Antonello Nicosia e il boss di Sciacca, Accursio Dimino: i due intendono recuperare del denaro da un debitore, e così dialogano…intercettazione

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Antonello Nicosia, componente del comitato nazionale dei Radicali italiani, originario di Sciacca, è stato arrestato all’alba di oggi insieme ad altre quattro persone. I dettagli.

Antonello Nicosia, componente del comitato nazionale dei Radicali italiani, originario di Sciacca, è stato arrestato all’alba di oggi insieme ad altre 4 persone. E’ indagato di avere veicolato messaggi fuori dalle carceri. Secondo la Procura di Palermo, Nicosia sarebbe stato da tramite tra capimafia, alcuni dei quali al 41 bis, e i clan, trasferendo all’esterno messaggi e anche ordini.

Antonello Nicosia, da assistente parlamentare e strumentalizzando tale incarico, ha accompagnato la deputata eletta in Molise, l’avvocato Pina Occhionero, 41 anni, ex Liberi e uguali e adesso Italia Viva, del tutto estranea alle indagini, in alcune ispezioni all’interno delle carceri siciliane: durante tali visite i boss avrebbero affidato all’assistente della parlamentare dei messaggi da recapitare all’esterno. Antonello Nicosia, 48 anni, è stato eletto nel Comitato Nazionale dal 17esimo Congresso dei Radicali.

E’ stato anche editore e conduttore in tv, ad AracneTv, della trasmissione “Mezz’ora d’aria”, anche nella sua qualità di direttore dell’Osservatorio internazionale dei diritti umani, onlus impegnata nella difesa dei diritti dei detenuti. Da alcune intercettazioni emerge che Nicosia, in riferimento all’uccisione di Giovanni Falcone nella strage di Capaci del 23 maggio 1992, in automobile con un altro Radicale ha commentato così: “Fu un incidente di lavoro”. E poi: “Più che il magistrato faceva il politico”. E poi: “Bisogna cambiare nome a questo aeroporto, perché i nomi Falcone e Borsellino evocano la mafia. Perché dobbiamo sempre ‘arriminare’ (rimestare ndr) la stessa merda?”. “Ma poi sono vittime di che cosa? Di un incidente sul lavoro, no?”. “Ma poi quello là (Falcone) non era manco magistrato quando è morto, non esercitava. Perché l’aeroporto non bisogna chiamarlo Luigi Pirandello? O Leonardo Sciascia? E che cazzo, va. O Marco Polo?”, conclude ancora ridendo. Nicosia ha inoltre definito il boss Matteo Messina Denaro “il nostro primo ministro”. Nell’ambito dell’inchiesta emerge che Antonello Nicosia nel febbraio scorso avrebbe partecipato a Porto Empedocle ad un summit con una persona di fiducia di Matteo Messina Denaro, Oggetto dell’incontro sarebbe stata una somma di denaro da destinare a Messina Denaro. Nicosia avrebbe incontrato in carcere, approfittando delle sue ispezioni parlamentari, Filippo Guttadauro, cognato di Matteo Messina Denaro per averne sposato la sorella Rosalia. E, ancora in carcere, avrebbe incontrato un altro detenuto del clan di Castelvetrano e lo avrebbe minacciato “a tenere la bocca chiusa”, verosimilmente perché si è temuto che si pentisse.

Ad Antonello Nicosia la Procura di Palermo contesta il reato di associazione mafiosa, e, in ragione del pericolo di fuga, è stato sottoposto a stato di fermo dalla Guardia di Finanza, dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Agrigento. Gli altri quattro arrestati sono il presunto capomafia di Sciacca, Accursio Dimino, altrettanto indagato per mafia, e tre presunti favoreggiatori: Massimiliano Mandracchia, Luigi e Paolo Ciaccio.

 

Angelo Ruoppolo (Teleacras)