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Lo scorso 9 novembre I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, diretti da Giovanni Minardi, a conclusione di un’indagine antidroga, coordinata dalla Procura, svolta a San Leone tra il maggio e il settembre 2018, hanno eseguito 5 misure cautelari per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. In particolare sono stati arrestati ai domiciliari Alessandro Calogero Trupia, 30 anni, e Faisal Haouari, 27 anni. Ebbene adesso il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza cautelare a carico di Trupia e Haouari e gli ha restituito la libertà. Trupia è difeso dall’avvocato Leonardo Marino, Haouari dagli avvocati Salvatore Pennica, Alfonso Neri e Francesco Mirabile.

La consigliere comunale e presidente della commissione Sanità al Comune di Agrigento, Giorgia Iacolino, ritiene necessario completare la rete ospedaliera all’ospedale di Agrigento, e afferma: “Il crescente rilievo dell’ospedale di Agrigento, con una potenziata offerta assistenziale nei vari ambiti disciplinari, deve essere completato con l’attuazione della rete ospedaliera definita a livello regionale. La realizzazione di nuovi reparti, l’acquisto di attrezzature elettro medicali di ultima generazione, gli interventi sul decoro, la segnaletica, la regolamentazione delle aree di sosta ed una costante crescita professionale del personale medico e sanitario che vi lavora, impongono un ulteriore salto di qualità, che sarà affidato al nuovo Direttore Generale che sarà nominato dalla Giunta regionale. Per questo ritengo prioritaria l’attivazione delle nuove unità operative previste nella Rete Ospedaliera con la necessaria realizzazione dei nuovi reparti di Anestesia e Rianimazione e Nefrologia e Dialisi ed il relativo incremento dei posti letto, per assicurare un migliore comfort alberghiero e maggiore sicurezza ai pazienti del San Giovanni di Dio di Agrigento”.

Ladri in azione al Centro Comunale di Raccolta per i rifiuti differenziati del Foro Boario di Canicattì. Questa mattina i titolari della Sea, azienda capofila del raggruppamento temporaneo di imprese che ha in appalto il servizio a Canicattì insieme ad Iseda ed Ecoin, hanno presentato una denuncia contro ignoti, ai Carabinieri della locale Compagnia proprio per il furto delle telecamere e dell’attrezzatura elettrica che era stata montata solo una settimana addietro. L’intero sistema di videosorveglianza è stato così saccheggiato e di fatto reso inutilizzabile da ignoti che hanno così voluto evitare i controlli nei confronti di chi continua a scaricare illegalmente ogni tipo di rifiuto proprio al Foro Boario.
“Ancora una volta – spiega l’amministratore unico della Sea Gianni Mirabile – registriamo le azioni di ignoti che continuano ad arrecare danni a noi aziende finendo con l’arrecare danni sia a noi aziende ma anche al servizio che viene inevitabilmente danneggiato. Noi stiamo facendo ogni sforzo possibile affinchè tutto il servizio funzioni nel migliore dei modi per rendere la città pulita ma di fronte ad azioni di questo tipo rimaniamo inermi. Ogni volta che si verificano episodi di questo genere dobbiamo ricominciare tutto da capo anche se ci rendiamo conto che i nostri sforzi da soli non riescono a dare il giusto merito a quei cittadini che rispettano le regole, che sono la maggioranza, e a cui spetta una maggiore attenzione da parte di tutti. Abbiamo già subito pesanti danneggiamenti ad impianti e automezzi che speriamo non abbiano più a verificarsi anche grazie a capillari controlli del territorio”.

Muxaro, in provincia di Agrigento, ignoti avrebbero incendiato la villetta disabitata di Angelo Vaccaro Notte, fratello degli imprenditori Vincenzo e Salvatore, uccisi dalla mafia fra il 1999 e il 2000 perchè non avrebbero ceduto ai ricatti della famiglia mafiosa locale. Quanto accaduto è rivelato da Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dell’Associazione nazionale vittime di mafia. Ciminnisi afferma: “A nome mio e dei familiari di vittime innocenti di mafia, voglio esprimere sdegno per l’atto incendiario subito da Angelo Vaccaro Notte, il quale, a seguito della sua collaborazione con la giustizia, per assicurare alla stessa gli assassini dei suoi fratelli, aveva subito in passato attentati alla propria vita”.

11 ottobre, gli agenti della Polizia Ferroviaria di Agrigento, insieme a personale dell’Arpa protezione ambiente e della Provincia di Agrigento, hanno compiuto un’ispezione in un impianto di demolizioni nella zona Asi del Comune di Favara. A seguito del riscontro di diverse irregolarità, l’impianto ed il sito, per un totale di circa 5.000 metri quadri, sono stati posti sotto sequestro preventivo e resi a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Adesso, accogliendo le istanze dei difensori dell’impresa titolare, gli avvocati Filippo Spirio e Daniela Salamone, il Tribunale del Riesame di Agrigento ha concesso il dissequestro in ragione dell’avvenuto ripristino dei luoghi da parte dei gestori dell’impianto, della manutenzione della struttura e della rimozione del materiale ferroso. L’impianto è nuovamente fruibile.

Lo scorso 11 ottobre, gli agenti della Polizia Ferroviaria di Agrigento, insieme a personale dell’Arpa protezione ambiente e della Provincia di Agrigento, hanno compiuto un’ispezione in un impianto di demolizioni nella zona Asi del Comune di Favara. A seguito del riscontro di diverse irregolarità, l’impianto ed il sito, per un totale di circa 5.000 metri quadri, sono stati posti sotto sequestro preventivo e resi a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Adesso, accogliendo le istanze dei difensori dell’impresa titolare, gli avvocati Filippo Spirio e Daniela Salamone, il Tribunale del Riesame di Agrigento ha concesso il dissequestro in ragione dell’avvenuto ripristino dei luoghi da parte dei gestori dell’impianto, della manutenzione della struttura e della rimozione del materiale ferroso. L’impianto è nuovamente fruibile.

A Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento, ignoti avrebbero incendiato la villetta disabitata di Angelo Vaccaro Notte, fratello degli imprenditori Vincenzo e Salvatore, uccisi dalla mafia fra il 1999 e il 2000 perchè non avrebbero ceduto ai ricatti della famiglia mafiosa locale. Quanto accaduto è rivelato da Giuseppe Ciminnisi, coordinatore nazionale dell’Associazione nazionale vittime di mafia. Ciminnisi afferma: “A nome mio e dei familiari di vittime innocenti di mafia, voglio esprimere sdegno per l’atto incendiario subito da Angelo Vaccaro Notte, il quale, a seguito della sua collaborazione con la giustizia, per assicurare alla stessa gli assassini dei suoi fratelli, aveva subito in passato attentati alla propria vita”.

La Cassazione ha confermato la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Palermo il 17 gennaio 2018, e ha condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere Davide Cipolla, 30 anni, e a 3 anni di reclusione Biagio Licata, 32 anni, entrambi di Agrigento, imputati di lesioni aggravate, danneggiamento, ingiuria e percosse perché il 25 gennaio del 2009, ad Agrigento, al Viale della Vittoria, sono entrati dentro la tenda della Comunità missionaria Porta Aperta in piazza Cavour, aggredendo il custode eritreo con calci e pugni, e usando come arma anche una grossa croce di legno.

Dopo la sentenza sull’ergastolo e i permessi premio, l’ex killer di Brancaccio, Pasquale Di Filippo, telefona al “Fatto Quotidiano”: “Se Bagarella esce dal carcere mi uccide”.

Leoluca Bagarella

La Corte Europea per i diritti dell’uomo con sede a Strasburgo ha bacchettato l’Italia e ha sentenziato che i detenuti all’ergastolo al 41 bis sono da trattare allo stesso modo dei detenuti all’ergastolo ordinari, e quindi hanno diritto agli stessi benefici carcerari, ad esempio i permessi premio, anche se non collaborano con la Giustizia. Ecco perché il killer di Cosa Nostra, del gruppo di fuoco del clan Brancaccio a Palermo, Pasquale Di Filippo, poi pentito dal 1995, ha telefonato alla redazione del “Fatto Quotidiano”, e, tormentato, si è lamentato così: “Ma che ne sanno di mafia a Strasburgo. Se Leoluca Bagarella esce dal carcere con un permesso premio mi viene a cercare e mi uccide”. Parole testuali. E poi, l’ex sicario di mafia ha aggiunto: “Queste persone si stanno facendo l’ergastolo, mi riferisco a Bagarella, Nino Mangano, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro, Fifetto Cannella. Io ho paura perché lo so che Bagarella si è fatto 24 anni di carcere al 41 bis e non ha pensato ad altro che a me. Come Nino Mangano. Come gli altri. Non c’è stata una notte che non abbiano pensato a me. Io li ho fatti arrestare. Se uno come Bagarella sa che deve uscire in permesso, si organizza prima e prepara non uno ma sei omicidi”. Poi, Pasquale Di Filippo ha ricordato quanto sia stata importante la sua collaborazione con i magistrati, e ha spiegato: “Dopo le stragi del ’92 e del ’93 non avevano finito. Era pronto un missile da lanciare contro il Tribunale di Palermo. Non fosse stato per me, Bagarella avrebbe ucciso molti giudici e pure giornalisti. Non aveva più niente da perdere. Sì, io adesso sono protetto, è vero, ma io so che Bagarella e altri come Graviano hanno sempre avuto agganci con soggetti strani che gli raccontano le cose. Con quelle amicizie un domani mi potrebbero trovare. Mi dice come facevano a sapere che Giovanni Falcone doveva partire a quell’ora con l’aereo da Roma?”. Poi, Pasquale Di Filippo ha proposto una legge che mantenga in galera i capimafia irriducibili, e ha affermato: “Lo Stato italiano finora è stato serio e ha dimostrato di essere capace di sconfiggere la mafia. Perché per me la mafia ‘pesante’, quella capace di fare le stragi, non c’è più. Io chiedo di stare attenti e di esaminare le conseguenze delle sentenze. Chiedo di fare una legge che impedisca a un boss non pentito di uscire. Uno che non si è pentito vuol dire che fa parte ancora di Cosa Nostra, e gli pagano gli avvocati e gli mantengono la famiglia. Come fa la Corte di Strasburgo a pensare che si riabiliti solo perché in carcere fa il bravo? Bagarella e gli altri si sarebbero rieducati in carcere? Ma di cosa stiamo parlando? Vogliamo davvero dargli il permesso di uscire perché ce lo dice Strasburgo? Ma cosa ne sa Strasburgo della mafia? Strasburgo si è documentata su queste persone? Come fa uno che ha ammazzato Falcone e Borsellino e i bambini a essersi rieducato? I giudici di Strasburgo non hanno avuto rispetto dei morti: di Falcone, di Borsellino, dei bambini. Non hanno avuto rispetto di niente. Come fanno loro a dire che Bagarella è rieducabile. Io sono sicuro che se il presidente Sergio Mattarella fosse stato lì non avrebbe mai firmato una sentenza del genere. Il presidente è palermitano, sa cos’è la mafia perché gli ha ucciso il fratello. Io gli chiedo di non fare mai passare questa legge. Altrimenti, io me ne andrei dall’Italia perché qui mi troverebbero”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

L’Asp di Agrigento ha assegnato un nuovo medico al Pronto soccorso e altri tre infermieri all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera.

A darne notizia, in una nota, la presidente della commissione Salute dell’Ars Margherita La Rocca Ruvolo che esprime grande soddisfazione e rivolge un ringraziamento all’Azienda sanitaria provinciale per avere accolto le sue sollecitazioni dopo la riunione che si è svolta sabato scorso a Ribera che si è rivelata proficua.

“Questo – dichiara La Rocca Ruvolo – è un primo passo verso il miglioramento dei servizi dell’ospedale di Ribera, anche le altre richieste che arrivano dal territorio avranno il sostegno della commissione Salute dell’Ars sempre disponibile al confronto con i cittadini. Continueremo a lavorare con impegno e determinazione – sottolinea – affinché possa ulteriormente migliorare l’offerta sanitaria del nosocomio riberese rendendo efficienti i reparti e i servizi già attivi e quelli che sono previsti per il futuro dalla nuova Rete ospedaliera che dovranno funzionare al meglio con il personale adeguato in termini numerici e offrire prestazioni sanitarie di qualità e corrispondenti alle esigenze di salute dei cittadini di questo territorio”.