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Con gli Avvisi orali il Questore avvisa il destinatario dell’esistenza di indizi precisi sulla sua condotta illecita e lo invita a tenere un comportamento conforme alla legge.

Ecco i soggetti interessati:

M. D., classe 1984, abitante a Canicattì, con precedenti per: porto abusivo di armi, detenzione e traffico di stupefacenti;

C.A., classe 1983, abitante a Licata, con precedenti per: porto e detenzione di armi da fuoco, detenzione stupefacenti;

P.S., classe 1992, abitante a Campobello di Licata, con precedenti per: furto aggravato;

S.N., classe 1993, abitante a Licata, con precedenti per: detenzione e traffico stupefacenti;

P.L., classe 1995, abitante a Sciacca, con precedenti per: detenzione e traffico stupefacenti;

S.S., classe 1991, abitante a Ribera, con precedenti per: possesso di chiavi alterate, ricettazione, furto aggravato;

S.L., classe 1995, abitante a Canicattì, con precedenti per: furto aggravato, minaccia, ricettazione, rapina;

O.M.H., classe 1986, abitante a Canicattì, con precedenti per: detenzione stupefacenti, ricettazione;

M.A., classe 1972, abitante a Licata, con precedenti per: porto abusivo di armi, rapina, detenzione e spaccio di stupefacenti;

R.S., classe 1987, abitante ad Agrigento, con precedenti per: inosservanza provvedimenti dell’Autorità, lesioni personali;

D.S.L., classe 1994, abitante a Ribera, con precedenti per: danneggiamento, detenzione e traffico stupefacenti, furto aggravato;

C.L., classe 1971, abitante a Sciacca, con precedenti per: resistenza e minaccia a P.U., evasione;

G.D., classe 1988, abitante a Canicattì, con precedenti per: truffa dello specchietto, danneggiamento, estorsione;

C.C., classe 1991, abitante a Ribera, con precedenti per: detenzione e traffico stupefacenti, furto aggravato;

L.F., classe 1973, abitante a Naro, con precedenti per: ricettazione, furto, porto abusivo di armi;

F.A., classe 1994, abitante a Favara, con precedenti per: porto di armi, furto aggravato, ricettazione;

C.L., classe 1977, abitante ad Agrigento, con precedenti per: estorsione, rissa, danneggiamento, resistenza a P.U.;

C.V., classe 1986, abitante a Licata, con precedenti per: ricettazione, riciclaggio, furto aggravato;

A.M., classe 1997, abitante a Canicattì, con precedenti per: detenzione e traffico stupefacenti, rapina aggravata;

H.F., classe 1992, abitante ad Agrigento, con precedenti per: detenzione e traffico stupefacenti;

D.L., classe 1999, abitante ad Agrigento, con precedenti per: detenzione e traffico stupefacenti;

S.E., classe 1993, abitante ad Agrigento, con precedenti per: detenzione e traffico stupefacenti;

C.C., classe 1993, abitante a Canicattì, con precedenti per: detenzione e traffico stupefacenti;

P.A.F., classe 1992, abitante a Canicattì, con precedenti per: furto aggravato, rapina aggravata;

V.A., classe 1977, abitante a Licata, con precedenti per: furto aggravato, lesioni personali.

La delicata situazione in cui versa il carcere “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento è al centro di una nota che il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha inviato al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. In particolare, il governatore fa riferimento alla notizia delle violenze che sarebbero state perpetrate nei confronti dei detenuti ospitati nel reparto di isolamento, che ha indotto la Procura della Repubblica ad avviare un’inchiesta, nonché a quella delle rimostranze degli agenti di polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale, che lamentano il grave stato di criticità organizzativa in cui versa la struttura, legato all’esiguo numero di agenti in servizio.
«A ciò si aggiungono – scrive Musumeci – le segnalazioni di carenze e criticità strutturali di diversa natura, nonché quelle riconducibili al sovraffollamento della struttura, che ospita un numero di soggetti maggiore rispetto a quello previsto».
Il governatore ha segnalato la situazione anche al provveditore dell’Amministrazione penitenziaria della Sicilia «per le valutazioni di competenza e gli interventi che riterrà di avviare per il superamento delle criticità in argomento».
«Ritengo doveroso – conclude il presidente nella lettera al guardasigilli – informarla personalmente della problematica, certo dell’attenzione che riserverà alla medesima e confidando al riguardo in ogni suo autorevole intervento».

Ad Agrigento, domani, sabato 23 novembre, nello Spazio Temenos della Chiesa di San Pietro, in via Pirandello, al mattino e al pomeriggio, si svolgerà un convegno sul tema: “Prevenzione del disagio dell’essere adulti oggi: una lettura multidisciplinare”. L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Centro di psicologia e psicoterapia funzionale Istituto Sif Agrigento.

 

Ad Agrigento, a San Leone, all’Hotel Dioscuri, i club rotariani dell’Area Akragas, con il patrocinio degli Ordini professionali degli Agronomi, Architetti, Avvocati, Commercialisti, Geometri e Ingegneri oltre a quello di Comune di Agrigento, Ance Sicilia, Cassa Edile agrigentina e Sicindustria, hanno organizzato un convegno sul tema “Opere pubbliche e infrastrutture, sviluppo dell’economia, la legge Sblocca cantieri”.

Le interviste

Protezione della salute umana e dell’ambiente, nasce la “Carta di Agrigento” utile a concepire una nuova politica di sostenibilità, sviluppo, cultura e protezione. Non solo. Attraverso di essa si potranno dare nuovi input al comparto politico affinché con gli opportuni disegni di legge prendano forma le nuove concezioni legate all’agricoltura e alla sostenibilità ambientale.

A lanciare l’idea è stato l’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Agrigento, presieduto da Maria Giovanna Mangione: il primo passo volto alla creazione e sottoscrizione della “Carta di Agrigento” è stato compiuto ieri, nel corso del convegno Una nuova politica per la tutela dell’ambiente e la salute dell’uomo”, che ha richiamato diversi Ordini professionali coinvolti, ciascuno per differenza di ruoli, sulle tematiche ambientali da differenti punti di vista. Si pensi, ad esempio, all’Ordine dei medici o a quello dei Fisici e Chimici, chiamati a contrastare i danni che l’inquinamento ambientale produce sulla nostra salute.

“Una sala contaminata da diverse professionalità” come l’ha definita Sabrina Diamanti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali, utile a spiegare alla politica come l’ambiente influisce, sempre e comunque, sulla nostra salute.

“Una giornata particolarmente importante – commenta Maria Giovanna Mangione – Un convegno parecchio sentito proprio perché tratta un tema di straordinario e di interesse collettivo, durante il quale si sono susseguiti interventi di grande riflessione: reati ambientali, tumori legati a una cattiva alimentazione, economia circolare e tanto altro. Temi talmente importanti che abbiamo avvertito la necessità di redigere la Carta di Agrigento da sottoporre ai tavoli tecnici e politici come una ulteriore riflessione a quanto già in itinere e che segni, davvero, l’inizio di una nuova politica di sviluppo rurale e di un nuovo sistema di fare agricoltura, una nuova cultura per l’agricoltura sull’agro-sostenibilità ambientale. Carta Agrigento, dunque, servirà anche per nuovi disegni di legge, nuove concezioni per una politica di sostenibilità, sviluppo, cultura, protezione ambientale e, quindi, della salute umana. Il coinvolgimento del tessuto sociale del domani – conclude Maria Giovanna Mangione – quali le scuole, l’università, … ci sostengono e ci danno maggiore forza per andare avanti verso questa linea, condivisa da altri Ordini professionali e patrocinata anche dal nostro Consiglio nazionale”.

Sapori antichi riscoperti, colori della natura si ritrovano nella cucina semplice, fatta di bontà casarecce figlie di una agricoltura sana. Così gli studenti presenti al convegno hanno scoperto l’autentico sapore della pasta con i broccoli o con la salsa di pomodoro (quella fatta in casa, per intenderci), nel pane di grani antichi siciliani condito con l’olio bio, nella ricotta fresca, nella carne essiccata e perfino nei cannoli che, diciamocelo francamente, quando sono preparati con ricotta genuina hanno un altro sapore. Un pranzo, offerto dall’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali, preparato dagli studenti dell’istituto alberghiero di Bivona, con i prodotti offerti da Tenute Costa, Tenuta Cuffaro, Azienda Tenuta Costa di Palermo di Di Grigoli Nazareno, La Nina (azienda agricola Zimbardo), dalle Aziende agricole Gambino, Traina, Mangiapane, Geva e, ancora, Olio Principe, Magie House, Caseificio Puzzillo, Panificio San Pio.

L’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento, coordinata da Claudio Lombardo, rileva che il porticciolo turistico di San Leone, malconcio ed abbandonato a se stesso, ha subito gravi danni dalla mareggiata degli scorsi giorni. La furia del mare ha rovinato la barriera frangiflutti, il muro paraonde è stato spostato ed in parte è crollato, mentre un lungo tratto del molo di ponente rischia di cedere. E’ necessario un intervento urgente da parte della Regione Sicilia e del Genio civile per evitare ulteriori danni.

Ecco il video

Ad Agrigento personale del 118 è intervenuto per prestare soccorso ad un uomo di 51 anni profondamente preda dei fumi dell’alcol, in un’abitazione in via Genova, a valle della città. Il 51enne ha accolto i soccorritori con un pugno in faccia, costringendo uno di loro al ricovero ospedaliero con prognosi di 10 giorni. La prontezza di riflessi dei sanitari ha evitato che l’ubriaco li colpisse anche un coltello. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Volanti che hanno denunciato l’aggressore, nel frattempo condotto in ospedale per smaltire la sbornia. Risponderà di minacce gravi e lesioni personali.

Il Laboratorio di Agrigento A.L.R.C. ha raggiunto nell’anno 2018 un extra budget pari ad oltre 140mila euro, ossia ha erogato prestazioni eccedenti rispetto al budget assegnato. Di conseguenza, il Laboratorio ha chiesto all’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento di stipulare, sulla base di un apposito decreto dell’assessore alla Salute, un accordo integrativo e di ottenere il pagamento delle somme spettanti a titolo di extra budget. Il direttore dell’Azienda sanitaria ha invece disposto di congelare le somme spettanti al Laboratorio, in attesa della soluzione di una controversia con lo stesso Laboratorio per il recupero di altre somme di cui l’Azienda sarebbe creditrice, a diverso titolo, del Laboratorio. Dunque, il Laboratorio di analisi, tramite gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha proposto ricorso al Tar Sicilia, e gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno eccepito che l’Azienda sanitaria di Agrigento non avrebbe potuto congelare o differire la liquidazione degli importi dovuti a titolo di extra budget, ed hanno, inoltre, opposto che i crediti vantati dall’Azienda non fossero certi, liquidi ed esigibili. A seguito del ricorso, l’Azienda sanitaria di Agrigento, con apposita deliberazione, ha modificato il precedente provvedimento e ha disposto l’immediata liquidazione delle somme dovute. Pertanto il Laboratorio di analisi conseguirà l’accredito degli oltre 140mila euro spettanti.

Il Garante regionale dei detenuti Giovanni Fiandaca, che in più occasioni ha denunciato l’insufficienza degli organici nelle carceri siciliane e la condizione di sovraffollamento, ha inviato una lettera al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sottolineando – ha scritto – “l’esigenza improcrastinabile di rimediare alle gravi e molteplici carenze di svariata natura da tempo riscontrabili nella casa circondariale Pasquale Di Lorenzo di Agrigento, tra poco personale, una grave situazione infrastrutturale e carenze nell’assistenza sanitaria. Occorre – ha aggiunto Fiandaca – una manutenzione straordinaria ad ampio raggio della struttura carceraria per migliorare le condizioni strutturali e di funzionamento, insieme con le condizioni di vita detentiva all’interno dell’istituto Pasquale Di Lorenzo di Agrigento”.

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la Questura di Agrigento aderisce alla campagna di protezione “Questo non è
amore”, e ha organizzato, in collaborazione con il Tribunale e la Procura della Repubblica di Agrigento, un evento di informazione e sensibilizzazione lunedì prossimo, 25 novembre, al piano terra del palazzo di giustizia di Agrigento, dalle ore 9 alle 13. Sarà allestito un punto informativo e saranno distribuiti gli opuscoli “Questo non è amore”, redatti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Parteciperà personale della Questura di Agrigento, specializzato nel settore, nonché componenti della locale Rete Antiviolenza “Telefono Aiuto” e rappresentanti dell’Autorità Giudiziaria.