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Martedì prossimo, 19 novembre, si riunisce l’Assemblea Regionale Siciliana e all’ordine del giorno vi sarà il taglio dei vitalizi. La Commissione Regolamento dell’Ars è a lavoro, nel frattempo, per esaminare preliminarmente le proposte per superare il voto segreto. Emergono già divergenze: Nicola D’Agostino, componente della Commissione Regolamento e presidente del neonato gruppo Italia viva all’Ars, ha manifestato la sua contrarietà all’eliminazione della modalità di voto segreto in quanto – ha affermato – “garantisce la libertà di scelta dei singoli deputati”. Il Movimento 5 Stelle ha ribadito la sua proposta, già presentata. Stefano Zito spiega: “Già nell’aprile scorso abbiamo presentato una proposta che prevede l’inversione fra voto segreto e voto palese. Abbiamo cioè previsto che se qualcuno chiede il voto segreto e poi qualcuno chiede il voto palese si dà preferenza al voto palese. Inoltre, occorre prevedere un sistema sanzionatorio per i deputati che si assentano dai lavori parlamentari senza giustificati motivi”. Riguardo il disegno di legge per il taglio ai vitalizi, all’esame da martedì prossimo, il presidente di Sala d’Ercole, Gianfranco Miccichè, ha affermato: “Dobbiamo esaminarlo in aula perché sia esitato entro il 31 novembre, così da non essere soggetti alle sanzioni del legislatore statale”. Entro lunedì scade infine il termine per presentare gli emendamenti anche ad altri tre disegni di legge: quello sulle lobby, uno sull’osservatorio sulla sicurezza degli operatori sanitari e un altro di riordino dell’assistenza delle aree pediatriche.

All’Assemblea Regionale Siciliana è stato costituito il gruppo parlamentare “Italia Viva”, di Matteo Renzi. I componenti sono i deputati regionali Nicola D’Agostino, Edy Tamajo, Luca Sammartino e Giovanni Cafeo. Alla conferenza a Palazzo dei Normanni hanno partecipato il vice presidente della Camera, Ettore Rosato, e la senatrice di Italia Viva, Valeria Sudano. D’Agostino ha affermato: “Italia Viva rimane all’opposizione del governo Musumeci ma aperta al dialogo. La nostra non è una operazione di Palazzo o di potere ma una operazione politica che parte dalla base, dai cittadini. Per farlo dobbiamo dimostrare il gioco di squadra e rifuggire giochi vecchi”. E Rosato ha ribadito: “Vogliamo costruire un luogo di aggregazione politica aperto ai tanti professionisti e ai tanti giovani siciliani, occupando uno spazio politico che oggi nella scheda non c’è”.

Il report della Banca d’Italia sul primo semestre del 2019 conferma la condizione di grave stagnazione in cui versa la Sicilia. In riduzione finanche i flussi turistici.


La Sicilia e il Sud Italia sono in recessione. Sì, e lo conferma la Banca d’Italia. La cassaforte nazionale ha appena pubblicato l’osservatorio congiunturale sui primi sei mesi del 2019. E sulla Sicilia si è espressa, in estrema e lapidaria sintesi, così: “Ulteriore impoverimento”. Finanche i settori da sempre trainanti sono in crisi.

Ad esempio il turismo, con un meno 3%. E preoccupano, in particolare, le minori presenze straniere: nel 2018 sono aumentate del 6,3 per cento, e nel primo semestre del 2019 si sono ridotte del 3,4 per cento. Sì, il dato si riferisce fino a giugno e, ovviamente, non comprende l’estate, agosto, però per i tecnici della Banca d’Italia è un campanello d’allarme che, inoltre, testimonia che la Sicilia non è capace di destagionalizzare i flussi turistici, ovvero: i turisti arrivano tutti durante l’estate.

Solo a Palermo, Capitale della Cultura 2018, è stato registrato un aumento delle presenze del 6,7 per cento. Sì, ma Palermo ha l’aeroporto, e all’aeroporto di Palermo nei primi 8 mesi del 2019 vi è stato un più 18,7 per cento di passeggeri internazionali. Da Palermo, o anche da Catania, la Valle dei Templi di Agrigento è distante almeno 4 ore di sofferenze e patimenti. Segno negativo anche per altri settori un tempo determinanti, come l’edilizia, oppure il manifatturiero, con una riduzione delle esportazioni di oltre il 17 per cento. E ciò sorprende parecchio perché è un novità a fronte degli anni trascorsi quando l’export è stato sempre in positivo, come lo sono ancora solo elettronica e alimentare. In battuta d’arresto anche chimica, prodotti agricoli, petrolio raffinato, e investimenti industriali. In picchiata l’occupazione. Meno lavoro. E, addirittura, aumentano coloro che hanno rinunciato a cercare lavoro.

E gli analisti della Banca d’Italia spiegano: “Registriamo un dato significativo legato al fatto che molti in Sicilia hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro. Nel primo semestre di quest’anno il numero di occupati è diminuito dell’1,1% rispetto al resto del Mezzogiorno, con meno 0,4%, e alla media nazionale, con meno 0,5%. Ed il tasso di disoccupazione in Sicilia è del 21,1%, ed è una percentuale agghiacciante legata proprio al minore numero di persone che hanno rinunciato alla ricerca di lavoro. Si consideri che la media nazionale è del 10,4%”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Riccardo Savona,Presidente della commissione bilancio e programmazione interviene sul caro voli che a oggi sta colpendo pesantemente i cittadini siciliani,già penalizzati dal gap strutturale e infrastrutturale.

“Voglio ricordare a tutti che tempo a dietro c’eravamo occupati della problematica sul caro voli positivamente nel collegato alla finanziaria attraverso l’emendamento dell’On.Galvagno,proprio per garantire dei benefici ai siciliani,handicappati dall’insularità.

Adesso il vaso è colmo,è inaccettabile che i siciliani in attesa che si completino i passaggi sull’insularità e la continuità territoriale con le agevolazioni sui voli nazionali,gli stessi isolani devono subire ancora oggi un salasso spropositato, quasi 500 euro per un volo da Roma o Milano per la Sicilia nel periodo natalizio.

Bene l’iniziativa dei parlamentari siciliani di Forza Italia che hanno presentato un emendamento alla finanziaria nazionale con l’istituzione di un fondo di 100 milioni di euro che la Regione Sicilia potrà utilizzare per la copertura degli oneri dei servizi aeroportuali.

Non è accettabile,una condizione di netto svantaggio che rischia di portare sul lastrico pendolari, studenti e siciliani che per motivi vari devono prendere un aereo in Sicilia per il Continente ed essere vessati economicamente,questo vulnus socio-economico va sanato immediatamente.

I cittadini siciliani pretendono i diritti di tutte le altre regioni insulari d’Europa.”

Se dobbiamo dirla proprio tutta la notizia non è affatto nuova. La storia si ripete, più o meno, ogni anno con l’arrivo delle piogge torrenziali come quelle che nelle utlime 48 ore hanno colpito la città di Agrigento.

Fra le “vittime” non poteva mancare l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento la cui struttura è stata tra le prime ad essere colpita. Il vero disastro è che l’acqua piovana è arrivata persino nelle sale operatorie di alcuni reparti creando notevolissimi disagi sia per gli operatori che per gli utenti. Sembrerebbe che al momento sono stati bloccati gli interventi di natura ordinaria, hanno priorità soltanto le emergenze.

La notizia che rattrista di più è che appena qualche mese fa sono stati effettuati dei lavori per le opportune riparazioni tecniche che avrebbero dovuto evitare quello che, purtroppo, accade oggi all’interno del nosocomio agrigentino. L’acqua all’interno dell’ospedale, tra l’altro, crea grandi disagi sia per gli operatori che per gli utenti che faticano non poco per rimanere in piedi ed evitare pericolosi scivoloni.

A questo si aggiunge la pericolosissima caduta di calcinacci sempre all’interno della struttura ospedaliera. Pubblichiamo la foto ed evitiamo ogni commento.

A margine delle audizioni di oggi in commissione bilancio e programmazione sulla problematica dei lavoratori del bacino Emergenza Lavoro,Il Presidente Riccardo Savona commenta che il percorso di stabilizzazione ai sensi dell’art.64 della legge regionale 8/2008 per essere attuato deve superare ancora due passaggi fondamentali:la parifica del Rendiconto da parte della Corte dei Conti  e la pronuncia della Consulta prevista per il 13 gennaio.

“E’ stata una giornata in commissione improntata sulla chiarezza,alla presenza dell’Assessore al lavoro,del Dirigente Generale del Dipartimento lavoro e dei rappresentanti delle sigle sindacali sul processo di stabilizzazione di questi lavoratori; il cosiddetto bacino “Emergenza Palermo”.

Si è ribadito che il transito dei lavoratori alla Resais può avvenire solo se si superano questi due scogli:

  • la certezza del quadro finanziario che si avrà solo dopo la parifica;
  • e superare il vaglio costituzionale della legge.

Per tutto ciò la commissione bilancio conclude il Presidente Savona, vigilerà sull’iter previsto con la speranza che si superino i prossimi step,determinanti per l’attuazione dell’art. 64 della Legge 8.”

Riccardo Savona,Presidente della commissione bilancio e programmazione all’Ars,interviene sulla drammatica situazione della viabilità siciliana e in particolar modo nella Città metropolitana di Palermo.Lo stesso, sollecita un intervento celere degli organi preposti per mettere in sicurezza queste arterie fondamentali per i residenti di un’intera provincia che va dalle Madonie al mare.

“Siamo in una situazione semplicemente drammatica delle 9 aree della città metropolitana di Palermo che hanno messo in crisi intere comunità e cittadini isolati,che quotidianamente per spostarsi devono superare e subire enormi disagi.Bene il piano Musumeci e l’impegno dell’Assessore alle Infrastrutture Falcone,con i 102 milioni per la manutenzione delle strade provinciali in Sicilia.Si deve accelerare sull’apertura dei cantieri,solo a Palermo e Provincia ne sono previsti 11,anche perché finora l’ex province non sono in condizioni di farsi carico della manutenzione ordinaria delle strade interne.

Seguiremo l’iter e sollecitiamo una netta accelerazione dei lavori e della progettazione alla luce anche degli ultimi eventi meteorici che hanno creato ulteriori danni alla viabilità.

Non possiamo continuare ad aspettare,perché la nostra economia,i nostri prodotti,i normali spostamenti di pendolari non meritano questa situazione che è indicibile e non è più accettabile.

Questo territorio merita rispetto e la provincia palermitana ha bisogno di interventi perentori per garantire sicurezza e servizi alle strade interne che oggi non sono degne di un’area geografica che è stata sempre avanti in Sicilia.”

Non è stata mantenuta la promessa che entro 10 giorni sarebbero state pagate le spettanze arretrate: pertanto da lunedì scorso sono nuovamente in sciopero nell’Agrigentino i dipendenti delle autolinee Licata, che gestiscono le aziende di trasporto Sal e Ata. Dopo le prime 13 giornate di sciopero, e le garanzie sull’imminente erogazione dei contributi da parte della Regione e l’impegno delle aziende Ata e Sal di provvedere al pagamento degli emolumenti arretrati, il 24 ottobre è stata sospesa l’assemblea permanente dei lavoratori. Ad oggi nessun impegno è stato rispettato né da parte dell’Assessorato regionale alle infrastrutture ed ai trasporti né da parte aziendale.

I Carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani, e la Guardia di Finanza del Gico di Palermo, hanno arrestato tre indagati di Campobello di Mazara nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Palermo su un’associazione a delinquere impegnata nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti all’ombra di Cosa Nostra e del latitante Matteo Messina Denaro. Gli arrestati sono l’ex avvocato Antonio Messina, 73 anni, ai domiciliari per ragioni d’età, e poi, in carcere, Giacomo Tamburello, 59 anni, e Nicolò Mistretta, 64 anni. Secondo gli inquirenti avrebbero importato ingenti quantità di hashish sulla rotta Marocco-Spagna-Italia. Nicolò Mistretta dallo scorso aprile ha percepito il reddito di cittadinanza, con 500 euro al mese.