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Sicilia, “ulteriore impoverimento” (video)

Il report della Banca d’Italia sul primo semestre del 2019 conferma la condizione di grave stagnazione in cui versa la Sicilia. In riduzione finanche i flussi turistici.


La Sicilia e il Sud Italia sono in recessione. Sì, e lo conferma la Banca d’Italia. La cassaforte nazionale ha appena pubblicato l’osservatorio congiunturale sui primi sei mesi del 2019. E sulla Sicilia si è espressa, in estrema e lapidaria sintesi, così: “Ulteriore impoverimento”. Finanche i settori da sempre trainanti sono in crisi.

Ad esempio il turismo, con un meno 3%. E preoccupano, in particolare, le minori presenze straniere: nel 2018 sono aumentate del 6,3 per cento, e nel primo semestre del 2019 si sono ridotte del 3,4 per cento. Sì, il dato si riferisce fino a giugno e, ovviamente, non comprende l’estate, agosto, però per i tecnici della Banca d’Italia è un campanello d’allarme che, inoltre, testimonia che la Sicilia non è capace di destagionalizzare i flussi turistici, ovvero: i turisti arrivano tutti durante l’estate.

Solo a Palermo, Capitale della Cultura 2018, è stato registrato un aumento delle presenze del 6,7 per cento. Sì, ma Palermo ha l’aeroporto, e all’aeroporto di Palermo nei primi 8 mesi del 2019 vi è stato un più 18,7 per cento di passeggeri internazionali. Da Palermo, o anche da Catania, la Valle dei Templi di Agrigento è distante almeno 4 ore di sofferenze e patimenti. Segno negativo anche per altri settori un tempo determinanti, come l’edilizia, oppure il manifatturiero, con una riduzione delle esportazioni di oltre il 17 per cento. E ciò sorprende parecchio perché è un novità a fronte degli anni trascorsi quando l’export è stato sempre in positivo, come lo sono ancora solo elettronica e alimentare. In battuta d’arresto anche chimica, prodotti agricoli, petrolio raffinato, e investimenti industriali. In picchiata l’occupazione. Meno lavoro. E, addirittura, aumentano coloro che hanno rinunciato a cercare lavoro.

E gli analisti della Banca d’Italia spiegano: “Registriamo un dato significativo legato al fatto che molti in Sicilia hanno rinunciato alla ricerca di un lavoro. Nel primo semestre di quest’anno il numero di occupati è diminuito dell’1,1% rispetto al resto del Mezzogiorno, con meno 0,4%, e alla media nazionale, con meno 0,5%. Ed il tasso di disoccupazione in Sicilia è del 21,1%, ed è una percentuale agghiacciante legata proprio al minore numero di persone che hanno rinunciato alla ricerca di lavoro. Si consideri che la media nazionale è del 10,4%”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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