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La Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha disposto che Silvio Berlusconi sarà ascoltato al processo d’appello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia come testimone assistito, e quindi avrà la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere su circostanze che potrebbero riguardare la sua posizione. Berlusconi, che sarà accompagnato dai suoi legali, è stato convocato l’11 novembre prossimo. A chiedere la sua deposizione è stata la difesa dell’imputato Marcello Dell’Utri. Berlusconi è testimone assistito perché indagato di reato connesso dalla Procura di Firenze per le stragi del ’93 , per il fallito attentato a Maurizio Costanzo, per il tentativo di omicidio del pentito Salvatore Contorno e per il mancato attentato allo stadio Olimpico a Roma.

E’ stato approvato dall’Assemblea regionale un emendamento per la stabilizzazione del personale Asu. Il presidente della Commissione Lavoro, Luca Sammartino, spiega: “L’emendamento al Collegato, votato dall’Aula, rappresenta un segnale di grande importanza per tutti i lavoratori Asu della Sicilia. Non abbiamo lasciato senza risposta i 5000 lavoratori che in questi anni hanno svolto un lavoro importante nei Comuni per i cittadini e le imprese. Ringrazio tutti i componenti della Commissione che hanno lavorato celermente e con grande spirito di collaborazione per raggiungere questo importante obiettivo”.
Ed il componente della stessa Commissione Lavoro, il deputato regionale agrigentino dei 5 Stelle, Giovanni Di Caro, afferma: “Sebbene l’emendamento del Movimento 5 Stelle, che prevedeva la stabilizzazione degli Asu in Sicilia, sia stato stralciato nella riscrittura del Governo, siamo riusciti a far mantenere un nostro emendamento che in ogni caso impegna l’Esecutivo regionale ad andare nella direzione della stabilizzazione, così come avevamo proposto da componenti 5 Stelle della Commissione Lavoro all’Ars”.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, ha impugnato due leggi della Regione siciliana. La prima, la numero 15 del 6 agosto scorso, “Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di autonomie locali”, in quanto, spiega una nota, “una norma in materia di personale regionale eccede dalle competenze statutarie e si pone in contrasto con i principi di coordinamento della finanza pubblica stabiliti dalla legislazione statale in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione”; la numero 14, sempre del 6 agosto, “Collegato alla legge di stabilità regionale per l’anno 2019 in materia di pubblica amministrazione e personale. Interventi in favore dell’aeroporto di Trapani Birgi”, in quanto “alcune norme di carattere finanziario violano l’articolo 81, terzo comma, della Costituzione, in materia di copertura finanziaria delle leggi di spesa, eccedono dalle competenze statutarie e violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva statale la materia dell’armonizzazione dei bilanci pubblici”.

A Licata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato ai domiciliari un operaio di 25 anni, Nicol Serravalle, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di un panetto di hashish da 100 grammi, nascosto tra la biancheria in un cassetto della stanza da letto.
Ed a Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno denunciato un disoccupato di 42 anni, V A sono le iniziali del nome, sorpreso nella sua abitazione in possesso di una pianta di marijuana alta 140 centimetri, carica di infiorescenze, ed in fase di essiccazione.

Il Consiglio di giustizia amministrativa accogliendo un ricorso in Appello degli avvocati Girolamo Rubino, Lucia Alfieri e Daniele Piazza, difensori rispettivamente dell’Associazione Politea, dell’Eap Fedarcom e dell’Unci, ha dichiarato illegittima la graduatoria dei soggetti ammessi ai contributi di cui all’Avviso 8 nella parte relativa ai criteri A1 e A2, disponendo che l’Assessorato regionale alla Formazione professionale modifichi la graduatoria. Nel primo grado di giudizio, il Tar Palermo, accogliendo le tesi degli avvocati degli enti ricorrenti Girolamo Rubino, Lucia Alfieri e Calogero Marino, aveva già dichiarato che le modalità di attribuzione dei punteggi, così come definiti dall’assessorato, risultassero viziate da profili di palese illogicità, in quanto finalizzate ad appiattire, oltre ogni ragionevole misura, la diversificata esperienza degli enti partecipanti, attribuendo lo stesso punteggio sia ad enti con pochissima esperienza nel settore, sia ai cosiddetti enti storici. Il Tar non ha accolto però la censura sollevata dai tre avvocati contro l’introduzione successiva da parte dell’Assessorato di un limite massimo di corsi da conteggiare, 15, e del numero di allievi, 180. Ebbene, tale censura è stata riproposta in sede di Appello, e il Cga, accogliendo tale motivo di ricorso degli avvocati Rubino, Alfieri e Piazza, ha disposto che l’Assessorato rielabori la graduatoria degli ammessi, ricalcolando i punteggi relativi alle voci A1 e A2 solo sulla base di un criterio quantitativo proporzionale, attribuendo i punteggi in proporzione al numero di corsi e al numero di allievi, per come originariamente indicato dall’Avviso 8.

Domenica prossima, 6 ottobre, nella Valle dei Templi, si svolgerà la seconda edizione della “Passeggiata veloce e risveglio muscolare nella Valle dei Templi”, promossa dal Distretto Lions Sicilia presieduto da Angelo Collura e organizzata dal Lions Club Agrigento Host tramite il socio Achille Furioso, e con il patrocinio del Parco della Valle dei Templi diretto da Roberto Sciarratta. Il raduno dei partecipanti è in programma alle ore 16:30 nell’area antistante il tempio di Giunone. A conclusione i partecipanti riceveranno una bevanda a cura di Slow Food. Da piazzale La Malfa, dalle ore 16 in poi, sarà a disposizione un autobus navetta per la Valle dei Templi, andata e ritorno. La partecipazione è gratuita.

Agrigento è tappa del raduno interregionale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri in congedo. In città sono presenti fanti piumati dalle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria e Sicilia. Al mattino di oggi si è svolta la cerimonia dell’Alzabandiera nel Giardino Botanico in via Demetra, con la scopertura di un monumento al Bersagliere ad opera di Domenico Boscia e dell’Accademia di Belle Arti Michelangelo diretta da Alfredo Prado. E poi sfilate ed esibizioni nel centro cittadino. Le interviste a  breve

Antonio Di Pietro testimonia al processo d’Appello sulla presunta trattativa Stato – mafia: “Una parte della maxi tangente Enimont pagata in Sicilia a Salvo Lima”.

Lo scorso 29 aprile a Palermo, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise d’Appello, presieduta dal giudice Angelo Pellino, è iniziato il processo ordinario di secondo grado sulla presunta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi tra il 1992 e il ‘94. Adesso Antonio Di Pietro è stato ascoltato come testimone, citato dall’avvocato Basilio Milio, difensore dell’imputato, generale dei Carabinieri del Ros, Mario Mori. L’ex pubblico ministero di “Mani Pulite”, tra l’altro, ha dichiarato: “Con i dottori Falcone e Borsellino ho avuto rapporti di lavoro all’epoca in cui ero sostituto procuratore a Milano. Non posso dire di essere stato loro amico, ma ci incontravamo. Dopo l’arresto di Mario Chiesa, nel febbraio del ’92, c’era bisogno di fare alcune rogatorie in Svizzera. Volevamo trovare la provvista per le tangenti. Falcone era direttore degli Affari penali del ministero della Giustizia: mi fece da insegnante in una materia di cui sapevo poco, mi mise anche in contatto con la collega svizzera Carla Del Ponte. Falcone mi disse: ‘guarda negli appalti in Sicilia’. Il giorno del funerale di Falcone ne parlai con Borsellino, che mi sussurrò: ‘Bisogna fare presto’. Era un riferimento a coordinare le indagini sul territorio nazionale”. Poi, Antonio Di Pietro si è soffermato sul pagamento della maxi – tangente Enimont, 150 miliardi di lire, così: “In parte, quei soldi provenienti dall’imprenditore Raul Gardini, arrivarono pure in Sicilia, a Salvo Lima. Sarebbero arrivati attraverso Cirino Pomicino, in Cct, certificati di credito del Tesoro. Non potemmo sapere molto perché nel marzo 1992 Lima fu ucciso a Palermo e Gardini si uccise. Ma si trattava di vedere chi quella parte di tangente di provvista di 150 miliardi di lire li aveva incassati e abbiamo trovato che 5,2 miliardi li aveva incassati Cirino Pomicino, e fu Cirino Pomicino che diede i Cct a Salvo Lima. Dopo la morte di Borsellino rimasi scosso. Avevo capito la diffusione del sistema, mi chiusi in me e continuai a indagare. Intanto, era arrivata una segnalazione del Ros, per una minaccia di attentato nei miei confronti. Falcone mi disse che in Sicilia bisognava fare i conti con un terzo soggetto. Accanto ai politici e agli imprenditori, i mafiosi. Ne parlai con Borsellino, che però non mi disse quello che stava facendo, non mi disse che stava lavorando sul rapporto mafia e appalti, e che stava ascoltando il pentito Mutolo. Mi disse però che dovevamo tornare a incontrarci, era convinto che in Italia ci fosse un sistema di spartizione nazionale attorno agli appalti. Sono convinto che la morte di Paolo Borsellino sia legata alle indagini sugli appalti che voleva avviare. Io sono stato invece fermato con la delegittimazione, attraverso un’attività di ‘dossieraggio’ messa in atto da uomini dei servizi segreti. Su questo bisognerebbe indagare per capire perché è finita l’inchiesta Mani Pulite”.

Angelo Ruoppolo (teleacras)