Home / 2019 / Ottobre (Pagina 44)

Si può essere liberi eppur prigionieri di un mondo ostile, e poi ancora ostaggi di un universo selvaggio che ti istiga alla vendetta.

Joker del nuovo film di Todd Phillips, è un personaggio che si regge da solo, senza dover scomodare necessariamente il sadico, eccentrico psicopatico della Dc Comics, nemesi di Batman che abbiamo negli anni imparato a psicoanalizzare per capire quanto un cattivo per antonomasia, possa rappresentare in maniera perfettamente speculare, l’eroe della storia.

Questo Joker, che ha conquistato la 76esima Mostra del  Cinema di Venezia vincendo il Leone D’oro come miglior film è un vero capolavoro della cinematografia; questo Joker è l’eroe di sé stesso, colui che non scherza mai con il sorriso, che in una Gotham City invasa dai ratti, cerca un riscatto che non arriverà.

Artur Fleck – interpretato da uno stratosferico Joaquin Phoenix, che sembra essere in questa pellicola in un vero e proprio stato di grazia, dotato di una impressionate presenza scenica – prova a trovare il suo posto in un mondo che non gli riconosce un ruolo, neanche quello di clown professionista con l’aspirazione di divenire un artista di stand-up comedy.

Appare un perdente, con il trucco che gli cola, che fuma in maniera compulsiva, ma che però non ha ancora perso; almeno non fin quando prova a tenere a bada quella patologia neurologica che lo porta ad una insana risata, e fino a quando fa finta di non soffrire per essere cresciuto senza padre, di cui nel corso della storia saprà di più, senza però mai aver certezza se quel che ha scoperto, corrisponde per davvero ad una realtà che cambia connotati sotto il peso di cambiamenti mirati a difendersi dall’odio e della violenza, di cui diventa vittima consapevole.

Joker è un uomo privo di empatia, in una dimensione di follia contagiosa e incontenibile, che sogna di diventare “Re per una notte”.

Incline alla distruzione, è un ingenuo sognatore che finisce per “ripulire” il caos con una condotta estrema e senza possibilità di remissione.

Ognuna di queste caratteristiche è espressa magistralmente da un Phoenix che recita, balla, si muove nello spazio scenico e incanta con una bravura difficile da replicare e da dimenticare.

Certo è che per quanto la sceneggiatura sia riuscita, per quanto i riferimenti al Joker antagonista dell’uomo pipistrello siano di supporto alla trama del film, questo film non sarebbe stato quello che si è poi rivelato, senza quell’attore che sembra nato per fare l’attore di caratura. 

Il film è senza dubbio un omaggio agli anni 70, il riferimento a “taxi driver” è evidente, e poi un Robert De Niro ancora in gran forma, che incarna un comico famoso e cinico, idolo di Artur che però finisce per istigarlo.

I personaggi ci sono tutti, ma con declinazioni diverse, nella Gotham City di Phillips, sporca e spietata, nella quale si respira un’aria viziata da differenze abissali tra classi sociali, dove non ci sono buoni e non vi è pioggia che lavi via l’insalubrità del vivere, l’aggressività verso il diverso.

Questo Joker prende le distanze da tutti gli altri, è imperfetto nella concezione quanto nello stile; Phoenix è invece perfetto, impeccabile nella danza sulle scale e nella scena finale sulle note di “that’s life” di Frank Sinatra.

Due donne nella vita di un uomo problematico che cerca uno spazio tra dolore e amore infranto. La sua vicina di casa, oggetto dei suoi desideri e sua madre che regge la precarietà del suo vivere fin quando non diventa anch’essa un nemico per quell’uomo chiuso dentro una risata, e intrappolato in un vita in cui scopre, con dolore, di non aver più nulla da perdere.

Difficile non dire che è un film con una morale, provocatorio a tratti, ma ognuno ci vedrà di dentro il significato più affine al proprio modo di concepire la diversità, le problematiche sociali e l’incapacità di reagire a ciò che ferisce irreversibilmente.

Il regista gestisce bene i tempi del racconto, tanti i primi piani, stretti primi piani, i controcampi, e poi il fuori fuoco sulla gente mentre Artur fleck è perduto tra la folla, e ancora quella capacità di inquadrare luoghi, in lungo, tanto da raccontare per immagini certi stati d’animo. E se anche il protagonista alla fine si rivela un assassino (la cattiveria spasmodica del personaggio principale ma con accezioni differenti) si finisce per empatizzate con quell’uomo che arriva ad azioni estreme, che usa una violenza che è fisica e non solo psicologia;  ed è per questo che si è temuto che potesse essere emulato.

Ottima la fotografia, i colori e le luci.

I pezzi che fanno da colonna sonora sono cantante da irresistibili crooner come Jimmy Durante, in “Smile” e Frank  Sinatra in “That’s Life”. Pezzi che ritmano la follia, in totale antitesi con la realtà narrata.

E se questo joker potrebbe essere un nuovo Amleto, o un anti-Edipo, resta impressa la drammaticità di quel “in fondo basta una brutta giornata”, in una scatola che prima buia, si riempie di luce in cui si accendono disperazione e paradossi.

E un film che sa stare al gioco, che si distacca da quel che ci si aspetta e che va ad incastonarsi in una interpretazione, degna di un Oscar.

I Carabinieri di Gela, Mazzarino e Riesi hanno arrestato M G, sono le iniziali del nome, 26 anni, residente in provincia di Agrigento, sorpreso nel possesso e nella cura, in contrada Contessa in territorio di Riesi, di una piantagione di canapa indiana composta da circa 3.600 piante mimetizzate in un vigneto ed irrigate attraverso un sofisticato impianto automatico “a goccia”. I Carabinieri, che si sono avvalsi anche delle perlustrazioni di un elicottero, hanno sequestrato nel fondo agricolo, inoltre, una pistola calibro 7.65 con 17 colpi dello stesso calibro, e un furgone Piaggio Porter, risultato rubato a Palermo la notte del 13 settembre 2019. Si tratta di uno dei più ingenti sequestri di piante di canapa indiana operati dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela. Lo stupefacente, se immesso sul mercato dello spaccio al dettaglio, avrebbe fruttato svariate centinaia di migliaia di euro.

A Palermo, al palazzo di giustizia, il Sostituto Procuratore Generale, Emanuele Ravaglioli, a conclusione della requisitoria nell’ambito dell’inchiesta antimafia nell’agrigentino cosiddetta “Icaro”, ha chiesto la conferma delle condanne inflitte in primo grado il 19 ottobre scorso. Dunque:
Antonino Abate, 32 anni, di Montevago, 16 anni di reclusione.
Carmelo Bruno, 50 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni.
Vito Campisi, 48 anni, di Cattolica Eraclea, 10 mesi. Roberto Carobene, 41 anni, di Motta Santa Anastasia, 4 anni.
Antonino Grimaldi, 58 anni, di Cattolica Eraclea, 16 anni.
Stefano Marrella, 62 anni, di Montallegro, 20 anni. Vincenzo Marrella, 44 anni, di Montallegro, 16 anni. Vincenzo Marrella, 63 anni, di Montallegro, 20 anni. Gaspare Nilo Secolonovo, 50 anni, di Santa Margherita Belice, 5 anni e 6 mesi.
Francesco Tortorici, 39 anni, di Montallegro, 16 anni.
Arringhe difensive dal 12 novembre in poi, e il 3 dicembre la sentenza.

Il presidente di ConfCommercio, Francesco Picarella, interviene nel merito della viabilità e del transito pedonale nel cuore della Valle dei Templi, tra Porta Aurea e ingresso della Via Sacra. Picarella si sofferma, in particolare, sullo stazionamento degli autobus turistici a seguito del recente investimento di una donna innanzi al posto di ristoro, e sull’utilizzo della passerella e dell’accesso tramite Porta Quinta…

Ad Agrigento, sulla spiaggia di Cannatello, dopo 57 giorni dalla ovo-deposizione, sono nate tante decine di piccole tartarughe, almeno una sessantina, prossime al mare. L’avvenimento è stato seguito e, soprattutto, protetto dalla ovo-deposizione in poi dall’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, che ha pubblicato un video…

FINALMENTE SONO NATE…

Questa mattina, dopo 57 giorni dalla ovodeposizione, sono nate tante tartarughine, che stanno già prendendo il mare (dopo due ore dalla prima siamo a quota 41, ma ancora ne arrivano in superficie).MERAVIGLIA DELLA NATURA!!!

Pubblicato da Mareamico Delegazione Di Agrigento su Sabato 5 ottobre 2019

Con la Delibera N° 9 DEL 18/01/2017 il Consiglio comunale si esprimeva su un atto a mia firma per prevedere un adeguato servizio di polizia municipale per il presidio di piazzale Hardcastle (presso “Posto di Ristoro”, tempio di Ercole).

E’ un punto nevralgico e  la sera non è presidiato. L’illuminazione sulla strada è scarsa anche se il luogo è frequentato da turisti. E così, inevitabilmente, dopo tanti incidenti scansati, si è arrivati al ferimento di una turista nei giorni scorsi.

In questi anni si è più volte discusso, inutilmente, nelle Commissioni o formalmente o informalmente con l’amministrazione, relativamente alle problematiche di quella zona, dove esiste una “uscita di emergenza” da cui però tanti tour operator fanno normalmente uscire i turisti in visita.

Infatti, per la maggior parte dei turisti, il giro dei templi va dal tempio di Giunone a quello di Ercole,  senza arrivare a Porta V utilizzando la passerella.

E’ vero che non tutti, per fatica, per il troppo sole o altro, riescono agevolmente ad arrivare a piedi fino all’uscita di Porta V ma per chi ha problemi di motilità esistono servizi di navetta.

In genere, il giro completo per i tour organizzati, che procedono in discesa lungo la collina dei templi, non è proprio previsto e i turisti, saliti sui bus presso l’uscita del tempio di Ercole, si allontanano velocemente perché, magari, il pranzo o la cena sono già prenotati in qualche altra località lontana da Agrigento..

Altra questione: non essendoci un’entrata non si comprende perché ci sia una fermata presso il posto di Ristoro dei bus della TUA, servita da diverse le linee (2 e 3 e sbarrato)  che non arrivano alle entrate del Parco e utilizzatissima dai turisti. I viaggiatori, una volta sul posto, si accorgono che non è lì l’entrata al Parco archeologico e si avventurano verso la rotonda di Porta Aurea e poi lungo la strada, cercando l’ingresso di Porta V. Così facendo, mettono in pericolo le loro vite e quelle degli automobilisti su una trafficatissima strada, ormai rimasta tra le poche transitabili in città, dove non esistono marciapiedi. Bisognerebbe indicare meglio ai turisti i bus da prendere ed interdire il pericolossissimo passaggio a piedi sotto la passerella.

Quest’estate a causa delle auto in fila per entrare nel parcheggio di Porta V e dell’ attraversamento dei pedoni, il viale Caduti di Marzabotto, utilizzato per arrivare a Vilaseta, è stato spesso bloccato.

Non ci sono state soluzioni da parte dell’amministrazione, che si è limitata ad aspettare che finisse la bella stagione e con questa il flusso di turisti.

Eppure a Marzo 2019, per cercare di affrontare prima dell’estate tutte queste problematiche, avevo presentato un ODG per discutere in Consiglio di un utilizzo pratico, sicuro e intelligente della zona, che tenesse conto delle istanze di cittadini e operatori turistici. E’ necessario fornire all’amministrazione un democratico punto di vista da portare ad un tavolo di confronto con il Parco archeologico.

Purtroppo il Consiglio è praticamente bloccato dalle continue cadute del numero legale e dall’inerzia, spietatamente progettata dall’amministrazione e messa in atto da compiacenti consiglieri, per mantenere l’azione limitata agli atti necessari e utili alla propaganda dell’amministrazione.

Molti consiglieri, stanchi di essere boicottati da una amministrazione che ad ogni seduta sottolinea, anche con la mancata presenza, la mancanza di considerazione per l’organo consiliare, massima espressione dei cittadini di Agrigento, hanno ormai gettato la spugna, aspettando quella che, più che la fine della consiliatura, sembra  la rottamazione per obsolescenza programmata.

L’Ordine degli architetti di Agrigento, presieduto da Alfonso Cimino ha partecipato all’incontro promosso dall’onorevole Giusi Savarino, presidente della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità all’Ars, svoltosi ieri pomeriggio a Casa Sanfilippo. Presenti, tra una nutrita platea, Alfonso Cimino con i vicepresidenti Calogero Giglia e Giuseppe Grimaldi; il presidente della Consulta regionale degli architetti Alessandro Amaro e i presidenti degli Ordini degli architetti di Caltanissetta, Paolo Lo Iacono, e di Messina, Pino Falzea. Alfonso Cimino chiamato a intervenire, ha ringraziato la presidente Savarino e il presidente della Regione Nello Musumeci e ha fortemente rimarcato l’importanza di aver presentato il disegno di legge di governo del territorio dopo oltre 40 anni dalla legge vigente del 1978, proprio ad Agrigento, sottolineando, tra l’altro, come molti spunti del nuovo disegno di legge sono stati attuati nelle procedure che hanno condotto alla concertazione delle direttive del nuovo Prg di Agrigento con l’Amministrazione comunale, gli Ordini professionali e le associazioni di categoria.

Direttive oggi approvate dalla stessa Amministrazione e dal Consiglio comunale.

“Una città ha tanto bisogno della politica- afferma il presidente Cimino – affinché ci sia lo sviluppo del suo territorio”.

A trarre le conclusioni dell’incontro, il presidente della Regione Nello Musumeci che, nel raccontare la visione della Sicilia in futuro ha affermato di voler incrementare gli incarichi ai liberi professionisti per smaltire le 600mila sanatorie giacenti in Sicilia.

“Questa è un’ottima occasione per i liberi professionisti – dichiara Alfonso Cimino – Soltanto così si potrà, finalmente, uscire dalla crisi che noi oggi viviamo. Con questi nuovi incarichi, infatti, si darebbe nuova linfa agli studi medio-piccoli, che sono la maggior parte nel territorio siciliano. Quella di oggi è stata una giornata storica e, voglio aggiungere, che in seno alla Consulta degli architetti si sta già lavorando agli emendamenti che possano migliorare, sotto il profilo della rigenerazione urbana e del consumo di suolo zero attraverso le premialità. Una legge urbanistica che deve avere come attori principali gli architetti chiedendo, con energia, che gli Ordini professionali devono essere parte integrante all’interno di questo disegno di legge nelle fasi di concertazione degli strumenti urbanistici e di approvazione del nuovo Comitato tecnico scientifico della Regione ex Cru”.

Incidente probatorio, ieri mattina, presso il Tribunale di Agrigento, davani al gip Stefano Zammuto, che ha visto protagonista una donna che accusa l’ex fidanzato di averla perseguitata di aver abusato della stessa.

Imputato un 28enne di Canicattì che, secondo le accuse della donna, non si sarebbe rassegnato alla fine della loro storia d’amore e avrebbe posto in essere una vera e propria persecuzione. L’uomo è finito agli arresti domiciliari per stalking e violenza sessuale.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe atteso la presunta vittima e l’avrebbe convinta a salire in auto con l’inganno per poi abusare della stessa.

“Mi perseguitava da tempo, io non avevo nessuna voglia di riprendere la relazione con lui. Non si è rassegnato alla fine della nostra relazione e, in una circostanza, ha abusato di me in auto”.

Questo il racconto della giovane canicattinese nell’incidente probatorio di ieri.

Nella mattinata odierna, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Giovanni Pellegrino, unitamente ad una nutrita rappresentanza di Ufficiali e militari dipendenti, ha reso omaggio agli Agenti della Questura di Trieste, rimasti uccisi nel tragico episodio registratosi ieri 04 ottobre u.s.
Nella circostanza, i militari dell’Arma hanno deposto un mazzo di fiori sulla lapide che ricorda i caduti della Polizia di Stato posta all’ingresso di questa Questura.

Alle parole di solidarietà, cordoglio e vicinanza del Comandante Provinciale dei Carabinieri verso l’Amministrazione della P.S. così duramente colpita dal tragico evento, il Questore Rosa Maria Iraci ha espresso parole di ringraziamento e gratitudine della Polizia di Stato per il nobile gesto manifestato dai colleghi dell’Arma.