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L’ex consigliere comunale ed assessore, Avv. Davide Lo Presti, annuncia di voler concorrere alle prossime elezioni amministrative come candidato a primo cittadino.

A comunicarlo è lo stesso Lo Presti che dischiara testualmente: “ la mia sarebbe un’eventuale candidatura che segna finalmente un patto generazionale con gli agrigentini. Da vent’anni la città è amministrata da professionisti della politica e lo stato di sfacelo e le condizioni minime di vivibilità sono allucinanti. Tra l’altro la generazione Millennianls non perde tempo e va via, stanca di imbattersi in amministratori comunali obnubilati dai lacchè di turno, servili e mai propositivi, che hanno fatto del signorsì la molla del loro maldestro tentativo di governare la città. Per fortuna Agrigento non è solo questo e si può offrire un modello virtuoso e meritorio.

Questa volta la chiamata alle armi ha toccato me,avrei potuto girarmi dall’altra parte, poi mi sono chiesto:non possiamo sempre demandare agli altri irresponsabilmente l’attività politico-amministrativa permettendo loro di affossare la città.

Adesso questo progetto vuol cambiare radicalmente l’impostazione amministrativa,non un palazzo chiuso con i favoriti e le claque ma aperto a chi vuole investire. Digitalizzazione e snellimento burocratico non possono più aspettare, la Valle dei Templi e il Comune devono essere un unicum”.

Lo Presti sembra un fiume in piena e continua: ” C’è una svolta generazionale e di impostazione,io sono a disposizione dei miei cittadini al di là del colore politico,ma metto un paletto invalicabile:trasparenza, legalità  e voglia di spendersi per il territorio”.

L’Avvocato Davide Lo Presti ha avuto l’ok da parte del gruppo parlamentare alla Regione Siciliana denominato “Ora Sicilia” formato da alcuni deputati diffidenti che si sono staccati da Forza Italia.

Sarà avviato entro il mese di ottobre, un monitoraggio dello stato di conservazione e di efficienza  strutturale dei ponti e dei viadotti  lungo  le strade provinciali della Sicilia. La copertura finanziaria, per circa 180 incarichi da affidare a liberi professionisti, sarà garantita dalle risorse a tale scopo stanziate dal Governo Musumeci, che ammontano a cinque milioni di euro. All’affidamento dell’incarico concorreranno i professionisti che hanno manifestato il proprio interesse a seguito dell’Avviso pubblicato a giugno dal Dipartimento Regionale Tecnico, a firma del Dirigente Generale, Arch. Salvatore Lizzio.

Ad Agrigento saranno ben 156 i ponti  ispezionati  da  19  liberi professionisti,  che verranno incaricati dalla Regione, attraverso  una gara che si terrà, presso l’Ufficio del Genio Civile, entro il mese di ottobre.

 “L’Ufficio del Genio Civile di Agrigento, su incarico del Dipartimento Regionale Tecnico,  ha prontamente redatto i documenti preliminari alla progettazione per l’affidamento dei 19 servizi professionali,  di importo  variabile da 22.000  a 31.000 euro, in relazione al numero di ponti da ispezionare  ed al numero delle campate  in cui  gli stessi ponti si articolano. I servizi dunque  saranno presto  affidati a liberi professionisti, che avranno 45 giorni di tempo per consegnare allo stesso Ufficio del Genio Civile le schede con i dati raccolti  attraverso le ispezioni speditive eseguite sui 156 ponti,  ricadenti sulla rete stradale della Provincia di Agrigento.”

I dati raccolti saranno utilizzati dal Governo Regionale  per rilevare lo stato di conservazione e di sicurezza dei ponti ispezionati e  programmare gli interventi necessari per superarne le criticità,  garantendo dunque la sicurezza strutturale  della rete stradale siciliana.

“Il controllo sull’efficienza dei ponti  lungo le strade provinciali, per il territorio agrigentino,  costituisce un passo importante lungo un percorso già tracciato dal Genio Civile di Agrigento,  che negli ultimi mesi ha creato un canale preferenziale per i progetti che riguardano infrastrutture importanti,  grazie al quale sono stati velocemente approvati i progetti strutturali  per la ricostruzione del ponte Petrusa e per  il consolidamento del primo tratto del  Ponte Morandi; infrastrutture  indispensabili  per consentire alla città dei Templi di uscire da quel progressivo  isolamento infrastrutturale, che rischia di frenare il rilancio socio-economico della realtà agrigentina..”

Sempre in tema di infrastrutture, il Genio Civile di Agrigento ha recentemente redatto la documentazione preliminare all’affidamento (già in corso), da parte del Commissario per l’emergenza idrogeologica, della progettazione esecutiva dei lavori di consolidamento del Ponte Cansalamone, la cui riapertura sarà fondamentale per il traffico interno  della città di Sciacca.

“Tali attività, da un lato, segnano un nuovo impegno del Governo Regionale  nei confronti della rete infrastrutturale siciliana e, dall’altro,  fanno registrare  una notevole apertura agli incarichi da conferire a liberi professionisti, capitalizzando così i bandi tipo adottati dalla Regione con decreto dello scorso 5 dicembre 2018, a firma dell’Assessore alle Infrastrutture, Falcone.  Decreto  che, offrendo  alle stazioni appaltanti operanti in Sicilia gli strumenti  indispensabili per bandire i concorsi di progettazione e per  affidare i servizi di architettura e ingegneria, ha di fatto rilanciato gli incarichi  professionali a liberi professionisti,  che nel 2019 sono in forte crescita rispetto all’anno precedente.”

Il dirigente nazionale di Risorgimento Socialista, Nino Randisi, già consigliere comunale di Raffadali, auspica la creazione di  un solido fronte di forze progressiste e moderate da contrapporre all’attuale maggioranza di centro destra che sostiene il sindaco uscente in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. “ La nuova legge elettorale maggioritaria- prosegue- non consente la frammentazione di liste e candidati a sindaco e pertanto occorre portare a sintesi idee e programmi alternativi e distanti rispetto all’amministrazione in carica. Risorgimento Socialista lavora in questa direzione allo scopo di scongiurare inoltre fughe in avanti  di candidati autoreferenziali e solitari oppure di dilazionamenti di tempi anche per la indicazione stessa del candidato sindaco all’interno dell’area di centro sinistra, che, per quanto ci riguarda, non potra’ nascere da accordi o da intese maturate, o peggio ancora imposte dall’esterno “.

“Riteniamo necessario, conclude Randisi, mettere in campo le migliori energie sostenendo quanti ritengono di fare politica per  puro spirito di servizio e non per il raggiungimento di  prebende personali”.

Ad Agrigento, in centro città, nella tarda serata ieri, gli agenti della sezione volanti, guidati dal dirigente Francesco Sammartino, notavano quattro persone a bordo di una macchina con una targa bulgara. Insospettiti gli agenti li hanno fermati, probabilmente facendo anche fallire il loro piano.

Si tratta di quattro giovani della Romania, due uomini e due donne, una delle quali, poco più che diciottenne in stato di gravidanza, già noti alle forze dell’ordine per vari furti, senza fissa dimora, provenienti da fuori provincia.

Nei loro confronti è stato emesso il Foglio di Via Obbligatorio, con il divieto di tornare nel territorio di Agrigento, per i prossimi 3 anni. Il provvedimento, firmato dal questore Rosa Maria Iraci, è stato notificato agli interessati dal personale della Divisione Polizia Anticrimine.

I carabinieri della stazione di Lampedusa dopo una lunga indagine sono risaliti agli autori del furto di un’auto, una Citroen Mehari, di proprietà di un imprenditore del luogo, in località Cala Croce.

Si tratta di due palermitani di 26 e 21 anni. Ad incastrare i due giovani, le immagini dei vari impianti di video sorveglianza che si trovano sull’isola.

I due giovani, identificati e denunciati, dovranno rispondere di furto aggravato in concorso.

 

Una vasta piantagione di canapa indiana è stata scoperta e sequestrata dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela ed in particolare da quelli della Stazione di Riesi. I militari ieri pomeriggio, 04 ottobre 2019, hanno arrestato M.G. di 26 anni, ritenuto responsabile dei reati di coltivazione di sostanze stupefacenti, ricettazione di un furgone e detenzione illegale di una pistola e del relativo munizionamento cal. 7,65.

Secondo le indagini svolte dai militari dell’Arma di Riesi l’uomo, residente a Campobello di Licata, in contrada Contessa di Riesi (CL), aveva realizzato una piantagione di canapa indiana composta da circa 3.600 piante che aveva messo a dimora all’interno di un rigoglioso vigneto, convinto che i tralci ed i grappoli avrebbero nascosto le “preziose” piante. I Carabinieri, però, impegnati in una ricognizione aerea della zona a bordo di un elicottero del 9° Elinucleo Carabinieri di Palermo, sono stati insospettiti dalle differenze cromatiche delle due coltivazioni e ne hanno comunicato le coordinate geografiche alle pattuglie delle Stazioni Carabinieri di Riesi e di Mazzarino che, giunte sul posto hanno scoperto la vastissima piantagione irrigata attraverso un sofisticato impianto automatico “a goccia”. Nel corso della perquisizione del fondo agricolo, i militari hanno anche rinvenuto una pistola cal. 7.65 completa di 17 colpi dello stesso calibro e un furgone Piaggio Porter, risultato rubato a Palermo la notte del 13 settembre 2019.

Si tratta di uno dei più ingenti sequestri di piante di canapa indiana operati dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela. Lo stupefacente, se immesso sul mercato dello spaccio al dettaglio, avrebbe fruttato ai malviventi svariate centinaia di migliaia di euro.

Alcune delle piante di canapa indiana rinvenute sono state sequestrate per essere sottoposte agli accertamenti chimico-fisici, le restanti sono state, invece, distrutte col fuoco. L’arrestato, su disposizione della Procura di Caltanissetta, è stato condotto presso il carcere nisseno e verrà interrogato nelle prossime ore.

 

L’Operazione della Dda di Caltanissetta avrebbe decapitato il mandamento mafioso di Mussomeli scoprendo un vasto giro di droga a cavallo tra le province di Caltanissetta e Agrigento. Fatta luce su un omicidio di 21 anni fa maturato in ambienti mafiosi. Sono ben 9 gli agrigentini coinvolti nell’inchiesta.

Il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta Maurizio Bonaccorso ha notificato l’avviso di conclusione indagini nei confronti di 24 persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta eseguita nel gennaio scorso dai carabinieri del Ros a cavallo tra le province di Agrigento e Caltanissetta. Le accuse mosse dagli inquirenti sono associazione per delinquere di tipo mafioso, omicidio, estorsioni, reati concernenti le armi, rapina e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Tra le 24 persone che rischiano il processo ci sono ben nove agrigentini: si tratta di Domenico Avarello, 39 anni di Canicattì (difeso dall’avv. Diego Giarratana); Filippo Cacciatore, 56 anni di Cammarata; Carmelo Conti, 46 anni di Casteltermini; Vito De Maria, 59 anni di Cammarata; Antonino Lattuca, 38 anni di Agrigento; Domenico Mangiapane, 40 anni di Cammarata; Maurizio Matraxia, 53 anni di San Giovanni Gemini; Salvatore Puma, 42 anni di Racalmuto e Giovanni Valenti, 45 anni di Favara (difeso dall’avv. Giuseppe Barba).

 

Una domenica infausta nel cosentino, dove subito dopo la mezzanotte due auto si sono scontrate frontalmente causando la morte di 4 giovanissimi.

6 in tutto le vittime di un incidente dovuto forse alle strade sdrucciolevoli post piogge.

Il bilancio è dunque di 4 morti e 2 feriti; tutti giovanissimi, i deceduti, poco più che diciottenni.

L’incidente è avvenuto sulla strada statale 107 silana-crotonese, al km 25 e 500 in prossimità dello svincolo di Rende in provincia di Cosenza. 

I 4 giovani che viaggiavano sulla Polo Volkswagen sono deceduti nell’impatto frontale. Sono invece attualmente ricoverati nel nosocomio cosentino i due trentenni, un uomo e una donna, che viaggiavano sulla Citroen C3.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, il 118 e i Carabinieri della vicina Compagnia di Rende. 

In corso le indagini per verificare le dinamiche del drammatico incidente.

E’ stato eseguito dalla Guardia di Finanza di Trapani un provvedimento di sequestro, emesso dal tribunale di Trapani su richiesta della DDA di Palermo, nei confronti dei fratelli Giovanni e Rosario Firenze con l’accusa di essere stati vicini al boss latitante Matteo Messina Denaro.

Sono stati posti sotto sequestro un terreno agricolo, due auto e un fabbricato rurale nel comune di Castelvetrano, il tutto per un valore stimato di circa 800mila euro.

Le indagini erano iniziate nel 2017 quando nell’operazione “Ebano” vennero indicati i rapporti della famiglia Firenze con quella di Messina Denaro.

E’ emerso che tra il boss e Vincenzo Firenze, padre dei due fratelli, ormai scomparso esisteva un’amicizia.

Inoltre, l’impresa “Vincenzo Firenze srl” si era aggiudicata in maniera illecita molti lavori di manutenzione della rete viaria e fognaria del comune di Castelvetrano.

L’impresa sottoposta a un’interdittiva antimafia nel 2013, il patrimonio della società era stato trasferito irregolarmente a una nuova società, la F.g. srl, di cui l’amministratore e proprietario è il figlio Giovanni Firenze.