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“Basta tragedie nel Mediterraneo. Il nostro mare è  diventato un mare di morte mentre il mondo della pace e della sicurezza è  incapace di intervenire per salvare dei naufraghi. Neonati, bambini, donne che hanno avuto la sventura di nascere dalla parte sbagliata del globo continuano a morire di una morte atroce sotto gli occhi indifferenti del mondo cosiddetto civile”.Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto sul nuovo naufragio nel mare di Lampedusa.

Ad Agrigento, nella Valle dei Templi, si è svolta con successo e partecipazione, di quasi 1000 persone, la seconda edizione della “Passeggiata veloce e risveglio muscolare nella Valle dei Templi”, promossa dal Distretto Lions Sicilia, presieduto da Angelo Collura, organizzata dal delegato socio Lions, Achille Furioso, e con il patrocinio del Parco della Valle dei Templi, diretto da Roberto Sciarratta, del Comune di Agrigento e di numerosi Enti, Club service e Associazioni. L’evento è stato ulteriormente valorizzato dall’intervento sul palco del noto imprenditore agrigentino, Sergio Vella, titolare della Seap, società leader nel settore della gestione e trattamento dei rifiuti, che ha scelto di comunicare, proprio durante la manifestazione Lions, la donazione di un defibrillatore al Parco della Valle dei Templi. Al termine della passeggiata, i partecipanti sono stati deliziati da un rinfresco a cura di Slow Food. La prossima edizione è in calendario il 6 settembre 2020.

La decisione della Cassazione non si è lasciata attendere: “Niente domiciliari per il boss di San Giuseppe Jato Giovanni Brusca”.

Per quest’ultima istanza, di concessione degli arresti domiciliari, la Procura Nazionale Antimafia aveva data esito favorevole considerando Giovanni Brusca “ravveduto”. Di parere contrario era la Procura Generale della Cassazione in condivisione con  quello del Tribunale di Sorveglianza, che ha motivato il rigetto evidenziando che il Brusca Giovanni non dimostra un mutamento profondo e sensibile della personalità tale da indurre un diverso modo di sentire e agire in armonia con i principi accolti dal consorzio civile.

L’avvocato Antonella Cassandro difensore del boss, commenta così la decisione: non rifarebbe ciò che ha fatto ma indietro non si può tornare, oggi è un uomo diverso, un uomo ravveduto.

I familiari delle vittime tirano un sospiro di sollievo. Nicola Di Matteo fratello del piccolo Giuseppe, ucciso barbaramente e sciolto nell’acido, ha dichiarato: “Giovanni Brusca non ci ha mai chiesto scusa” ; Maria Falcone, sorella del Giudice Giovanni Falcone ucciso durante la strage di Capaci del 92 con Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, ha manifestato forti perplessità sul reale ravvedimento dell’ormai ex boss.

Giovanni Brusca, in arte “lo scannacristiani”, mafioso di seconda generazione, è stato uno degli esponenti di spicco di Cosa Nostra.

Ricordato dalla cronaca per la sua efferatezza e crudeltà.  Il Brusca si è reso responsabile di oltre 100 omicidi, ed è stato condannato all’ergastolo prima, e convertita in 30 anni dopo, per la sua collaborazione con giustizia, oggi detenuto presso il carcere romano di Rebibbia.

Il mafioso, oggi pentito, fu arrestato il 20 maggio 1996 ad Agrigento. Da allora ha trascorso 22anni in carcere, usufruendo di 80 permessi premio. La fine pena per Giovanni Brusca è prevista per il 2022

Nuovo briefing, questa mattina, degli inquirenti a Lampedusa, per fare il punto sulle indagini sul naufragio avvenuto nella notte tra domenica e lunedì al largo dell’isola.
Sono riprese le ricerche dei dispersi del naufragio; un elicottero della Guardia costiera sta sorvolando la zona della tragedia per cercare eventuali superstiti. Sono almeno 15 le persone disperse tra cui otto bambini. Mentre sono 22 i superstiti. Al momento non ci sono mezzi navali a causa del maltempo. Per tutto il giorno, ieri, gli uomini della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, hanno sfidato il mal tempo per cercare d’individuare tra le onde i migranti caduti in mare dopo che la loro imbarcazione si è rovesciata a causa del mare in tempesta e dell’eccessivo peso a bordo. Il bilancio al momento si è fermato a 13 vittime accertate, tutte donne.

A coordinare l’inchiesta, per naufragio e omicidio plurimo aggravato, è il Procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella. Per tutta la giornata di ieri gli investigatori della Squadra mobile di Agrigento, guidata dal vicequestore Giovanni Minardi, hanno interrogato i superstiti. Oltre 50 i migranti che erano a bordo, hanno riferito i naufraghi: partiti da un porto della Libia, hanno fatto tappa in Tunisia prima di prendere la rotta per la Sicilia. Sentiti alcuni sopravvissuti che avrebbero detto che lo scafista e’ tra gli annegati nel mare davanti all’isola.

 

 

Ancora una volta zero investimenti per la Sicilia. Terzo valico, Pedemontana Lombarda, Torino-Lione, Gronda di Genova, Passante e nuova pista per l’aeroporto di Firenze, Sassari-Alghero, Mose di Venezia, Brescia-Padova, nuova pista aeroportuale di Salerno …aeroporti, ferrovie, autostrade e alta velocità. Il Governo annuncia un rilancio degli investimenti con 9 miliardi di euro per 3 anni. È una buona notizia. La Sicilia è tagliata fuori. Le imprese, i comparti produttivi, le eccellenze del nostro territorio sono costrette ad arrancare per assenza di infrastrutture; quelle esistenti sono incomplete e abbiamo dovuto aspettare 25 anni per vederle in parte realizzate. Agrigento vuole avere pari opportunità per crescere”.
Così il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto commentando le decisioni ipotizzate dal Governo che ancora una volta non prevedono investimenti per la Sicilia.

L’imbarcazione non era in condizioni di affrontare la traversata con tutta questa gente a bordo. Nessuno a bordo sembra avesse mezzi di soccorso individuali che in questi casi ti salvano la vita. Sono stati molto bravi gli equipaggi intervenuti, soprattutto la prima motovedetta della Guardia Costiera. La maggiorparte delle persone sono state salvate per il coraggio degli uomini a bordo. Se avessero avuto un giubbotto, o un salvagente sarebbero vivi e invece stiamo cercando i dispersi”. “Abbiamo iniziato a sentire i superstiti, sono tutti in stato di choc e stiamo procedendo non molto velocemente. Si parla di una traversata partita dalla Libia con sosta in Tunisia e adesso stiamo cercando di ricostruire cosa è accaduto nell’ultimo tratto della traversata. E’ strano che siano partiti con queste condizioni meteomarine”.

Lo ha detto il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, ai cronisti che lo hanno intervistato davanti agli uffici della Guardia Costiera di Lampedusa, relativamente al naufragio avvenuto la notte scorsa a 6 miglia dall’isola. L’inchiesta della procura agrigentina è per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte per conseguenza di altro reato. Il magistrato ha confermato la presenza a bordo di un barchino di meno di 10 metri “anche di diversi bambini, anche molto piccoli. Stiamo lavorando per individuare chi ha organizzato questo viaggio”, ha detto, aggiungendo: “Questo è avvenuto davanti agli occhi della nostra Guardia Costiera”.

Giovanni Brusca, in arte “lo scannacristiani”,  mafioso di seconda generazione, è stato uno degli esponenti di spicco di Cosa Nostra.
Ricordato dalla cronaca per la sua efferatezza e crudeltà.  Il Brusca si è reso responsabile di oltre 100 omicidi, ed è stato condannato all’ergastolo prima, e convertita in 30 anni dopo, per la sua collaborazione con giustizia, oggi detenuto presso il carcere romano di Rebibbia.
Il mafioso, oggi pentito, fu arrestato il 20 maggio 1996 ad Agrigento. Da allora ha trascorso 22anni in carcere, usufruendo di 80 permessi premio.
Dal 2002, l’ormai ex boss di Cosa Nostra tenta la strada degli arresti domiciliari, in una località protetta, l’ultima istanza in ordine di tempo nel 2018 quando la Procura Nazionale Antimafia non lo considerò “ravveduto”.
Questa volta, nel 2019, qualcosa è cambiato, la Procura Nazionale Antimafia ha dato esito positivo, considerando Giovanni Brusca “ravveduto”! Di parere contrario rimane  la Procura Generale della Cassazione che ribatte il NO categorico e tassativo. Adesso la parola è passata alla Corte di Cassazione che emetterà il suo verdetto, atteso per domani 8 ottobre.

Il killer Giovanni Brusca è stato condannato tra le altre: per la strage di Capaci dove perse la vita il giudice Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro; per il rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, ucciso barbaramente e sciolto nell’acido con l’unico obbiettivo di fare tacere il padre Santino ex mafioso e collaboratore di giustizia.

La fine pena per Giovanni Brusca è prevista per il 2022.

Intorno alle ore 15.00, in Via Atenea, all’altezza della Farmacia Patti, nei pressi delle Paoline, è stato inevitabile l’intervento dei Vigili del Fuoco.

A causa delle prime piogge il cornicione di un palazzo ha ceduto in piccola parte.

Fortunatamente nessun danno a persone o cose proprio perchè il cedimento è stato di lieve entità.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Villaseta e i Vigili urbani che hanno provveduto alla messa in sicurezza del cornicione.

Sono 13 i cadaveri recuperati dai soccorritori in seguito al naufragio della notte scorsa a Lampedusa (Ag). Le vittime accertate sono tutte donne. Intanto il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e’ arrivato sull’isola. Sara’ lui a coordinare le operazioni investigative.

Sulle salme recuperate e’ stata effettuata una ispezione cadaverica – esterna – alla presenza anche del magistrato. La Procura di Agrigento ha gia’ aperto un fascicolo contro ignoti per naufragio e omicidio plurimo.

C’erano una cinquantina di persone a bordo del barchino che è naufragato a circa 6 miglia da Lampedusa, in maggioranza tunisini e subsahariani. Secondo una prima ricostruzione, quando sono arrivate le motovedette per procedere al trasbordo i migranti si sono spostati tutti da un lato e, complice il mare mosso, hanno fatto ribaltare l’imbarcazione.

Fra i dispersi ci sarebbero anche 8 bambini tra i dispersi‘e’ anche una donna con la sua bambina di appena 8 mesi. A raccontarlo, all’hotspot di contrada Imbriacola dove e’ stata portata, e’ la sorella piu’ grande e zia delle vittime. La sopravvissuta e’ stata salvata, stanotte, assieme ad altre 21 persone, subito dopo che il barchino si e’ ribaltato.