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La notizia anche stavolta non ha colto di sorpresa nessuno, anzi ha amplificato il solco, da tempo profondo, che esiste all’interno di Forza Italia in Sicilia.

Ebbene si, il rais di Forza Italia Gianfranco Miccichè, capo storico e politico di Forza Italia dal 94 ad oggi, ha rinnovato sia i vertici amministrativi che l’ufficio politico, continuando così il repulisti che spoglia, attualmente, la politica azzurra agrigentina da ogni ruolo.

Ma cosa è successo? Perchè oggi Forza Italia, poi Pdl e oggi nuovamente Forza Italia, dopo le gesta gloriose agrigentine degli anni passati con Alfano e Cimino, vera e propria roccaforte azzurra, in provincia di Agrigento è stata ghettizzata e ostracizzata dall’imprevedibile Gianfranco?

Di sicuro non può passare inosservato il fatto che il rapporto politico e personale tra Gianfranco Miccichè e Riccardo Gallo non è stato mai idilliaco; anzi, sembrano proprio due separati in casa.

Nel nuovo scacchiere del partito che traghetterà Forza Italia alle amministrative del 2020 e che vedrà un centinaio di comuni isolani al voto il commissario Miccichè ha cancellato dalla cartina geografica Agrigento. Di fatto la classe dirigente agrigentina di Forza Italia sembrerebbe essere in via di estinzione.

Agrigento, Raffadali, Siculiana, Realmonte, Ribera sembrano essere stati tagliati da marasmi politici che invece suscitano un enorme interesse, come è l’elezione di un sindaco.

Strano. Per Miccichè ormai da due anni la provincia di Agrigento è sparita; alle scorse regionali, per poter chiudere la lista di Forza Italia, l’on. Gallo tirò fuori dal cilindro il famoso listino che oggettivamente si rivelò una bufala. E per riparare alle minchiate, in quella occasione un già stanco Vincenzo Giambrone lanciò a reti unificate un messaggio da tregenda: “Bevo l’amaro calice o si muore; si immolò per la “ragion di Stato” in un momento dove era di fatto impossibile trovare un agnello sacrificale. Non venne eletto ma i suoi quasi 3700 voti contribuirono a fare scattare il seggio. Giambrone è rimasto con il cerino acceso in mano: nessuna delle promesse è andata a buon fine (vedi l’assessorato regionale alla Agricoltura).

Da lì in avanti il partito provinciale governato dal tandem Gallo-Giambrone cominciò a franare e le macerie hanno cancellato una linea ed una identità politica; Forza Italia non ha eletto alcun sindaco tranne qualche “acquisto” a percorso iniziato, come ad esempio il sindaco di Siculiana.

Nel nuovo ufficio politico, vero cervello e braccio operativo del partito verso le amministrative, sono rappresentati i seguenti territori: Falcone e Calderone per la Sicilia orientale e Schifani e Milazzo per l’occidentale; una Sicilia occidentale che sembra, però, fermarsi a Lercara Friddi. Da Cammarata in poi tutto il territorio provinciale agrigentino sembra essere curdo.

Più che Forza Italia, ad Agrigento esiste forse una Sforza Italia; un redivivo Toto’ Iacolino, dopo l’ennesima candidatura della figlia Giorgia alle europee, sembra essere diventato il punto di riferimento di Miccichè in provincia.

L’on. Gallo continua a pagare scelte che si sono rivelate veri e propri boomerang; il non aver appoggiato (alle europee) Giuseppe Milazzo e l’avere votato Saverio Romano, il tutto contro le indicazioni di Gianfranco Miccichè, ha dato l’input al presidente della Assemblea Regionale Siciliana per scatenare una lenta ma inesorabile corsa che ha come principale obiettivo quello di mantenere le distanze (sempre più distanti…) dall’onorevole agrigentino.

Una cosa è certa; Miccichè ha circoscritto la Sicilia occidentale, rispettando in toto sia l’area geografica che quella politica: la provincia si ferma a Lercara Friddi.

Almeno per adesso e fino adesso. Poi, si sa, nella politica può succedere di tutto.

 

Come già pubblicato, lo scorso 28 settembre l’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento ha segnalato e documentato in video una maxi discarica a poca distanza dal fiume Akragas, prossima a riversarsi dannosamente in mare. Il coordinatore, Claudio Lombardo, nell’occasione ha commentato: “Agrigento, secondo alcuni dati regionali, pare essere al primo posto tra le città capoluogo in Sicilia per la raccolta differenziata, ma nelle sue periferie si moltiplicano le discariche ai bordi delle strade. Pochi incivili stanno distruggendo la nostra città e il nostro mare, perchè questa discarica si trova a pochi metri dal fiume Akragas e le prime piogge faranno arrivare questi rifiuti nel mare di San Leone”. Ebbene, nel frattempo i Carabinieri hanno proceduto al sequestro dell’area.

https://www.facebook.com/835808973122116/videos/766278287141153/

Incontro Stani Gallo nel suo mondo, la radio.

In questo luogo si respira l’aria di chi chiude il mondo fuori e a quel mondo parla, mostrando solo il fascino di una voce e lanciando la sfida agli ascoltatori di fare ritorno sulle stesse frequenze, lo stesso giorno, alla stessa ora. Il suo è un mondo fatto di passione e di bravura, la stessa che gli ha permesso di vincere un premio prestigioso. Accetta di essere intervistato, mi racconta com’è andata la premiazione ed anche un po’ della sua vita.

E come spesso accade, più si è bravi più si è aperti al dialogo, al confronto e alla voglia di raggiungere nuovi traguardi.

SS: Stani Gallo, cosentino, vincitore del premio “Anello D’oro” come miglior voce radiofonica locale

SG: Il “Festival Internazionale del Doppiaggio Voci Nell’ombra” è la massima espressione del doppiaggio e non solo in Italia. Quest’anno nel ventennale, è stato anche presentato al Festival del Cinema di Venezia. Ed essendo proprio la massima espressione del settore, raccoglie il “gotha” delle voci. Oltre alle miglior voci maschili e femminili protagoniste e non protagoniste, ci sono anche voci per aiudiolibri, videogiochi, fiction, film tv e poi la radio locale per la quale ho vinto questo premio. La premiazione è avvenuta a Savona, al teatro “Chiabrera” e sono stato premiato dal doppiatore Tony Sansone, eccellenza calabrese nel campo della produzione audio.

SS: A proposito di radio locali, raccontiamo cosa fa Stani Gallo per le radio locali, ma soprattutto da dove nasce questa passione, perché diciamolo che sei un veterano della radio e hai una grande esperienza in questo campo

SG: Ho iniziato negli anni 80, avevo 14/15 anni, una voce cruda, ancora da ragazzino. Mi sono appassionato a questo mezzo che all’epoca aveva tutto un fascino diverso e ho continuato per tanti anni a seguire, anche durante negli anni universitari, quando studiavo a Roma. Sono stato la voce di “Radio In”, “Top Italia Radio” che allora era un circuito nazionale; All’epoca si lavorava con le cassette che venivano distribuite in contemporanea in tutta Italia. Poi ho continuato in uno studio di registrazione con la realizzazione di spot e jingles, pubblicità e poi dopo una pausa ho ripreso una decina di anni fa con le radio locali, con Radio Sound e poi Love Radio, e ora con Mondo Radio Web e AKR Radio.

SS: E proprio su Akr e Mondo Radio Web c’è una trasmissione che va in onda il …

 SG: Ho incominciato lo scorso anno con una trasmissione in diretta che si chiamava “Il Gallo del mattino” alle 7 e 40 e quest’anno invece me la sono presa comoda, e dunque faccio 3 ore di trasmissione fino a mezzogiorno il sabato mattina che si chiama “Sabato bestiale”, che va in diretta.

SS: Noi nati negli anni ’70 apparteniamo a quella generazione che aveva le passioni nel dna, che sapeva appassionarsi a più di qualcosa, che aveva sogni e progetti. Sembra che i giovani d’oggi queste passioni non sappiano coltivarle. Mi viene da domandarti come si fa ad avere una passione e poi riuscire a conservarla per un periodo così lungo. In fondo il successo anche di questo premio che hai vinto, è il frutto di una grande passione che è stata coltivata

SG: Credo che passione e passionalità siano concetti coltivabili nell’ambito di una sensibilità artistica. A me piace l’arte a tutto tondo, l’arte pittorica nello specifico. Mi piace moltissimo la musica e la radio diventa una delle passioni che forse sono legate a un’esigenza di comunicare qualcosa per poi ricevere un feedback dalla comunicazione con gli altri, anche attraverso questo potentissimo mezzo sociale che è la radio. Oggi le passioni se ci sono, sono diverse. Vivere di passioni per me è un gran privilegio, oltre che una gran fortuna.

SS: Il fascino che si nasconde dietro una voce, il fascino dunque della radio come mezzo sociale di comunicazione straordinario, malgrado l’avvento di internet, dei social network, di youtube, che permettono un collegamento immediato con la musica e con i contenuti

SG: Assolutamente sì. Penso che questa apertura anche della radio ad altri mezzi – si pensi alla radiovisione –  faccia perdere un po’ di questo fascino. Non sono d’accordo infatti con questo tipo di radiofonia. E’ vero che la comunicazione ormai avviene su piattaforme diverse, e quindi il fascino e il mistero della voce che senti e del viso che non vedi forse è destinato un po’ a scemare – proprio perché è il tempo in cui tutto è fruibile con un click –  ma non deve perdersi del tutto, pertanto aborro gli esperimenti di radiovisione o  queste commistioni tra radio e tv.

SS: Stani Gallo, dopo la vittoria di questo prestigioso premio, hai un sogno nel cassetto? Ti piacerebbe prestare questa bellissima voce al doppiaggio, per un attore famoso, per esempio?

SG: A dirla tutta, durante la manifestazione sono stato avvicinato da una grande direttrice del doppiaggo che mi ha detto: “mi serve assolutamente la tua voce”. Io già immaginavo di poter doppiare magari De Niro, ed invece la mia voce serviva per doppiare ‘ndranghetisti calabresi.

(ridiamo)

Il doppiaggio mi ha sempre affascinato ma mi sono visto sempre lontano da quel mondo. Credo che la conduzione radiofonica prescinda da alcune logiche e tecniche particolari, indispensabili invece nel doppiaggio. Sicuramente un sogno nel cassetto è quello di condurre una trasmissione in una radio di alto livello, non per forza Network, per esempio in una superstation, radio interregionali, che hanno coperture molto vaste.

SS: Chi fa la radio, sceglie la musica. A me interessa tantissimo sapere che gusti musicali ha Stani Gallo e che musica metterebbe in questo momento, sul finire di questa intervista

SG: Sono uno di quelli che paga più di un abbonamento per avere a portata di mano tutta la musica che piace; Infatti ho sempre con me le mie personalissime playlist. Però i pezzi che più mi piacciono particolarmente sono quelli che non ascolti spesso, che non trovi in giro, perché faccio un po’ il “music hunter” e cerco pezzi strani che non si sa neanche da dove arrivino. Parlando con te mi viene in mente che Sade è una delle cantanti che mi piacciono di più. Sono stato e sono tutt’ora un grande appassionato della musica di Dalla e mi è dispiaciuto non essere stato al suo ultimo concerto. Sono amante della musica di Pino Daniele e poi mi piace il jazz, genere musicale molto vasto e ricco di sfumature; genere tra l’altro anche molto complesso. Mi piace da sempre l’idea che molti artisti italiani dall’influenza del jazz abbiano tirato fuori prodotti degni di nota. Mi viene da pensare a Rossana Casale e al suo “Incoerente jazz”, un album di pregio, sul finire degli anni 80, che resta un esperimento di rilievo, con melodie raffinate e ricercate, con quell’intensità malinconia,classica nel jazz. Insomma, un bell’esempio di sonorità jazz nella musica leggera.

 

Ci salutiamo stringendoci la mano e lasciandoci con la promessa di rivederci presto, magari davanti un microfono, mentre condividiamo un programma radiofonico e quelle passioni che ci hanno condotti fino a qui.

https://www.youtube.com/watch?v=Yn6W9BiDbJc

Simona Stammelluti

Foto della premiazione di Giulia Catania

 

A Palermo la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per circa 1 milione e mezzo di euro nella disponibilità di Luigi Salerno, 72 anni, ritenuto uno storico esponente della famiglia mafiosa di Palermo-Centro. Salerno è stato già condannato dalla Corte d’Appello di Palermo per associazione a delinquere di stampo mafioso ed estorsione. Nel 2015 ha subito un primo sequestro per un valore stimato di oltre 10 milioni di euro. Adesso ulteriori indagini delle Fiamme Gialle hanno provocato il sequestro di una tabaccheria nel quartiere Zen, una focacceria nella zona turistica di via Maqueda e 5 immobili nei quartieri Brancaccio e Capo, formalmente intestati a prestanome, per un valore stimato complessivo pari a circa 1 milione e mezzo di euro.

I carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno arrestato Carmelo Cusumano, 46 anni, di Favara.

L’uomo è finito prima in manette, e poi ai domiciliari, per l’ipotesi di reato di evasione dai domiciliari cui si trovava precedentemente.

Secondo l’accusa il favarese sarebbe stato trovato in via Iacono, ad Agrigento, in un giorno e in un orario non consentito perchè non corrispondente a quelli per i quali aveva avuto autorizzazione ad uscire.

 

Un ragazzo di 16 anni originario di Palma di Montechiaro è stato assolto dal Tribunale di Agrigento dal reato di danneggiamento per “tenuità del fatto”.

Il minorenne era stato denunciato alla Procura del Tribunale dei Minori per aver tagliato le ruote ad una Volante della Polizia in servizio. Il 16enne, come dimostrato dall’avvocato Santo Lucia, ha risarcito la polizia con 200 euro, il valore delle gomme “sfregiate”.

 

A Burgio i Carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero un uomo di 30 anni perché sorpreso a casa sua in possesso di alcune piantine di marijuana. Sul balcone della sua abitazione sono state sequestrate quattro rigogliose piante di canapa indiana alte un metro e mezzo. La quantità di marijuana prodotta dalle piante e rinvenuta dai Carabinieri pesa circa cento grammi.