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La ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, intervenendo al Question Time alla Camera, ha annunciato che entro marzo 2020 l’hotspot di Lampedusa avrà 132 posti in più rispetto agli attuali 96, compresa un’area per i minori non accompagnati. E a conclusione degli interventi di ripristino delle aree adesso chiuse, il centro di contrada Imbriacola avrà 439 posti totali, con un’area riservata alle famiglie. Lamorgese ha aggiunto: “La situazione dell’hotspot è costantemente seguita, e il ministero ha chiesto massima celerità per la riqualificazione e il ripristino delle funzionalità. Attualmente il centro d’accoglienza di Lampedusa ospita 48 persone, di cui 41 sono uomini e 7 sono donne: si tratta di 38 tunisini, 4 egiziani e 6 donne della Costa d’Avorio, sopravvissute al naufragio della notte tra il 6 e il 7 ottobre scorsi e che saranno trasferite a breve”.

Il Comune di Agrigento ha pubblicato la seconda edizione del bando per la selezione dei soggetti da utilizzare, con programmi di lavoro della durata di tre mesi, nei Cantieri di Servizi da istituire ad Agrigento. Il Bando interessa persone fra i 18 e i 66 anni e 7 mesi, disoccupati o inoccupati che hanno presentato la dichiarazione di disponibilità ed hanno sottoscritto il Patto di Servizio al Centro per l’impiego. Si tratta di un finanziamento regionale. La scadenza del Bando è a trenta giorni dalla data della pubblicazione.

Seguiamo l’intervista

La proposta arriva da Nicola D’Amore, sindacalista e agente penitenziario nel carcere: “Parlare in carcere della vicenda del giovane geometra romano è ancora tabù: perché non cominciamo a infrangerlo proiettando il film nel nuovo cinema?”

BOLOGNA – “Credo sarebbe molto significativo, a dieci anni dalla morte di Cucchi, proiettare all’interno della Casa Circondariale di Bologna il film ‘Sulla mia pelle”.

Il desiderio, condiviso sia sulla pagina Facebook dell’Associazione Cinevasioni – che nell’Istituto Penitenziario organizza il corso di cinema, promuove l’omonimo festival e, solo pochi giorni, ha aperto il primo cinema in carcere aperto al pubblico – sia su quella dell’assessore comunale alla cultura Matteo Lepore, porta la firma di Nicola D’Amore, sindacalista e agente penitenziario di stanza proprio nel carcere della Dozza. “Parlare in carcere di Stefano Cucchi ancora oggi è un tabù – spiega – Dal mio punto di vista, invece, sarebbe importante aprire una discussione, sempre nel rispetto della magistratura e di quello che sarà deciso alla ne dei tre gradi di giudizio. Abbiamo la nuovissima sala cinematografica AtmospHera, perché non approfittarne per proiettare il film di Cremonini?

D’Amore racconta di quando, con la famiglia, ha visto il film: “Mia figlia è ancora troppo piccola, mio figlio ha 11 anni e ha visto qualche immagine. Mi ha chiesto perché potrebbe essere accaduto un fatto così grave. Le sue parole mi hanno molto colpito: gli ho risposto che è necessario attendere la ne del processo, spiegandogli che, se le accuse dovessero rivelarsi fondate, bisognerà accettare il fatto che anche lo Stato, qualche volta, può sbagliare. Ho colto l’occasione per fargli leggere alcuni miei interventi sulla vita all’interno di un carcere per fargli capire come dovrebbe comportarsi un uomo che ha giurato fedeltà alla Costituzione”.

L’idea di D’Amore è proporre all’amministrazione penitenziaria della Rocco D’Amato l’organizzazione di una visione interna di “Sulla mia pelleLeggi qui la recensione , di fronte a detenuti e agenti di polizia penitenziaria. Un’occasione di dibattito e confronto.

Mi ritrovo nelle parole di Mauro Palma: uno Stato è forte quando non nasconde, ma sa affrontare le sue ferite. Le carceri dovrebbero essere luoghi trasparenti e avere il coraggio di affrontare tutto ciò che avviene al loro interno” – ha poi concluso.

I  Carabinieri del Gruppo Tutela della Salute di Napoli, con il supporto dei Comandi Provinciali di Cosenza, Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia, nonché dei NAS di Roma, Bologna, Latina, Torino, Cremona, Treviso ed Alessandria, nelle prime ore 23 ottobre hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Castrovillari su richiesta della locale Procura delle Repubblica nei confronti di 6 componenti di un’associazione per delinquere finalizzata al rilascio di falsi diplomi di Operatore Socio Sanitario, nonché al contestuale sequestro di n. 291 titoli di qualifica professionale illecitamente rilasciati ad altrettanti soggetti.

I destinatari del provvedimento sono quattro imprenditori operanti nel settore degli istituti di formazione professionale, due residenti nell’hinterland cosentino e due nel napoletano, e due dipendenti dell’ASP di Cosenza.

Stando alle indagini svolte dal NAS Carabinieri di Cosenza sotto il costante coordinamento del Procuratore Capo della Repubblica di Castrovillari, dott. Eugenio Facciolla, e del Sostituto Procuratore, dott. Antonino Iannotta, gli odierni arrestati avrebbero organizzato, negli anni 2015/2017, oltre 30 corsi di O.S.S. e O.S.S.S. (Operatore Socio Sanitario ed Operatore Socio Sanitario con formazione complementare) attraverso una scuola professionale all’uopo costituita in Altomonte, denominata SUD Europa, priva di accreditamento alla Regione Calabria.

Gli allievi dell’istituto, reclutati nel tessuto sociale calabrese mediante la prospettiva di un facile sbocco lavorativo, pagavano 2000 euro per frequentare evanescenti corsi teorico-pratici in cui veniva loro offerta una formazione professionale del tutto inadeguata, assai distante dagli standard previsti dalla vigente legislazione.

Infatti, la normativa nazionale prevede, per il conseguimento del diploma di Operatore Socio Sanitario, la frequenza di un corso almeno 1000 ore comprensive di 450 ore di tirocinio presso strutture sanitarie accreditate; ciò al fine di garantire la massima tutela ai soggetti verso i quali gli OSS sono tenuti ad esplicare la propria delicata funzione professionale, spesso appartenenti alle fasce più deboli come anziani, disabili e ammalati lungodegenti.

Nel caso della scuola SUD EUROPA, invece, le indagini hanno acclarato che la didattica era gestita in maniera a dir poco superficiale; le lezioni avvenivano inizialmente all’interno di locali del C.A.P.T. (ex ospedale) di Trebisacce (CS), ove lavorano tuttora due degli arrestati, il tutto avente l’unico fine di fornire agli allievi una parvenza di prestigio e ufficialità ai corsi. L’Azienda Sanitaria di Cosenza, poi, venuta a conoscenza dello svolgimento dei corsi in carenza di qualsiasi autorizzazione, ha imposto l’immediata cessazione delle attività, ma il bussiness e le lezioni non si sono interrotte proseguendo all’interno delle sale di un hotel di Trebisacce.

Per rendere l’idea della reale preparazione di alcuni degli studenti, basti segnalare che solo alcuni di essi hanno svolto alcune ore di volontariato presso strutture socio-assistenziali dell’hinterland cosentino, mentre per molti altri la formazione pratica veniva data per assolta pur non avendo mai di fatto messo piede in una struttura sanitaria.

Al termine di tali percorsi formativi fittizi, gli indagati fornivano anticipatamente ai discenti le soluzioni alle domande dei test degli esami finali, raccomandandosi di impararle a memoria. Le prove finali erano svolte a Napoli, ove gli allievi venivano accompagnati a mezzo di pullman noleggiati dalla stessa associazione, e avvenivano dinnanzi alla commissione ufficiale della Regione Campania, ignara del reale percorso formativo dei corsisti.

L’intero sistema fraudolento, infatti, era reso possibile dall’apporto determinante dei due sodali rappresentanti di altrettanti istituti di formazione regolarmente accreditati presso la Regione Campania, il SA.DRA. ed il CHECK UP Formazione, i quali provvedevano a costruire un percorso formativo falso agli allievi provenienti dalla scuola SUD EUROPA, inserendo i discenti negli elenchi dei propri corsi di OSS e OSSS, facendo così risultare che gli studenti calabresi avessero frequentato le lezioni teoriche presso le aule SADRA e/o CHECK UP ed i prescritti periodi di tirocinio presso le Case di Cura Villa Angela di Napoli e IOS MELUCCIO di Pomigliano D’Arco (NA), ove in realtà gli allievi non avevano mai messo piede.

Proprio per tali motivi, l’Autorità Giudiziaria ha anche disposto il sequestro dei 291 titoli illecitamente conseguiti con le modalità sopra elencate, che in queste ore sono sottoposti a sequestro penale da parte dei Carabinieri su tutto il territorio nazionale.

Il giro d’affari prodotto, per il solo periodo oggetto d’indagine, ammonta ad oltre 570.000,00 euro, anch’essi in queste ore sottoposti a sequestro preventivo sui conti correnti della Scuola SUD EUROPA e degli indagati.

 

 

 

 

Ad Agrigento sono iniziate le opere di recupero sicurezza al palazzo al civico 51 del Viale della Vittoria, oggetto di crolli del cornicione il 18 e il 30 settembre scorsi. I lavori sono sostenuti dai proprietari condomini e si concluderanno al massimo entro 45 giorni, dunque entro la prima metà di dicembre sarà reso fruibile il palazzo e lo spazio circostante adesso vietato del tutto al transito, compreso il marciapiede del Viale della Vittoria, lato sud, per il quale il sindaco Firetto ha chiesto ai tecnici di valutare la possibile di renderlo transitabile per alleviare i disagi. Al momento però ciò non è ritenuto praticabile, e quindi anche il marciapiede sarà nuovamente fruibile appena conclusi i lavori di ripristino sicurezza se non pochi giorni prima.

“Risolvere la grave situazione di crisi, trovando nel più breve tempo possibile soluzioni concrete per il pagamento dei crediti vantati dalle imprese sub contrattiste penalizzate dal quasi crack della CMC, creando altresì le condizioni per la ripresa e il completamento dei lavori sulla importantissima 640 (l’arteria stradale più importante del centro Sicilia) è sempre stato per me di primaria importanza. Lo testimoniano i continui interventi sulla stampa, le interrogazioni parlamentari, le urgenti e ripetute riunioni a palazzo Chigi con lo staff del Presidente del Consiglio.

Adesso, che il sindaco grillino di Caltanissetta Roberto Gambino e quello del Pd Calogero Firetto sbandierino la soluzione dopo le prime, e forse uniche 4 ore di riunione per loro sul tema, è davvero poco serio. A tal proposito, il mancato invito a prendere parte all’incontro con il viceministro delle infrastrutture Cancelleri e la contemporanea presenza di altri parlamentari pentastellati è, a mio avviso, una grave mancanza sotto il profilo istituzionale. Ma, soprattutto, un’esclusione prettamente politica visto che tutti i presenti appartengono all’attuale maggioranza giallo-rossa. Ma mi domando: non era forse conveniente anche per loro convocare il sottoscritto in qualità di rappresentante dell’opposizione del territorio?

Spiace infine osservare che per ottenere spazio nei giornali il suddetto sodalizio abbia strumentalizzato il futuro dei lavori per il raddoppio della ss Caltanissetta-Agrigento e della ss Agrigento-Palermo e il preoccupante dramma delle imprese e dei lavoratori coinvolti nella crisi della CMC”.

A dichiararlo è il vice presidente della Lega alla camera dei Deputati Alessandro Pagano.

“La relazione di Musumeci? Un lungo, estenuante trattato sul nulla. La verità è che la Regione non sa come uscire dal tunnel in cui si è infilata e ora brancola nel  buio”.
Lo afferma Francesco Cappello, capogruppo del Movimento 5 stelle all’Ars, che sintetizza un po’ la linea degli interventi dei suoi colleghi che lo hanno preceduto e seguito sulla scranno di sala d’Ercole.
“Basta col rifugiarsi sotto l’ ombrellone delle responsabilità da attribuire ai precedenti governi, la verità è che il governo Musumeci non sa dove andare a parare. Quali sono le azioni che ha in programma? Cosa possiamo andare a raccontare agli anziani, ai disoccupati, ai giovani con la valigia in mano, pronti a lasciare la Sicilia in cerca di un futuro, ai turisti, al cospetto dei quali, abbiamo perso la faccia, a causa della montagne di rifiuti che li accolgono nelle nostre città? Nulla, assolutamente nulla”.
“L’unico successo  di cui Musumeci  va orgoglioso – conclude Cappello – è avere lanciato lo stemma della Regione nello spazio. Ricordiamo  al presidente che i siciliani aspettano con ansia  il suo primo successo sulla terra”.

L’hotspot di Lampedusa continua ad essere in emergenza.

Da sempre la struttura isolana ha recepito più persone rispetto a quanto ne potesse contenere. Tra l’altro i numerosi incendi che si sono sviluppati all’interno della struttura hanno notevolmente diminuito i posti a disposizione.

A tal proposito, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, rispondendo ad una interrogazione parlamentare ha così dichiarato: “La situazione nel centro di Lampedusa è costantemente seguita; Dopo gli incendi che ne hanno ridotto la capacità – continua il ministro – ho già dato impulso per accelerare le opere di riqualificazione ed entro marzo 2020 avrà 132 posti in più con un’area destinata ad ospitare i minori non accompagnati”.

Quando le opera verranno ultimate la struttura lampedusana potrà ospitare 439 posti.

 

 

 

Ad Agrigento nei locali del Consorzio universitario si è svolto un incontro di presentazione del ciclo di conferenze che gli Ufficiali del Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento sosterranno nel corso di tutto l’anno scolastico nella maggior parte degli Istituti di formazione della provincia. L’iniziativa, promossa dai vertici dell’Arma e dell’Ufficio Scolastico, rientra nel progetto per la diffusione della cultura della Legalità, nel cui ambito, già l’anno scorso, i Carabinieri agrigentini hanno incontrato oltre 6mila studenti. All’inizio del suo mandato, nel 2017, il comandante, colonnello Giovanni Pellegrino, annunciò che “avrebbe inviato ai giovani più di una richiesta di amicizia”, e tale iniziativa si inserisce proprio nel percorso virtuoso intrapreso, che intende alimentare il senso di vicinanza e di confidenza tra il mondo scolastico e quello dei Carabinieri.