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La prevista, con tanto di allerta meteo, ondata di maltempo si è abbattuta sulla Sicilia. Nell’Agrigentino a Licata è stato ipotizzato che il maltempo avesse provocato una vittima allorchè un anziano di 81 anni non è rientrato a casa, forse perchè scivolato nel fiume Salso. Dal ponte Federico secondo sono state segnalate delle ciabatte galleggianti. E i familiari dell’uomo avrebbero riconosciuto tali ciabatte come quelle del proprio congiunto. Ebbene, dalle indagini dei Carabinieri è emerso che l’anziano già due ore prima del temporale si sarebbe gettato nel fiume Salso dal ponte Federico secondo, dove è stata trovata la sua automobile. L’uomo sarebbe malato. Nel frattempo, le Ferrovie dello Stato hanno diffuso una nota con la quale informano che, in base al bollettino meteo diramato dalla Protezione Civile, in Sicilia dalle 5 di oggi, e fino alla normalizzazione delle condizioni meteo, la circolazione ferroviaria sulle linee Lentini-Caltagirone, Siracusa-Modica-Gela-Canicattì, Canicattì-Caltanissetta e Agrigento-Canicattì è sospesa.

Le interviste al comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Agrigento, Giuseppe Merendino, e al sindaco di Agrigento, Calogero Firetto.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Anche per il Giro d’Italia Agrigento 2020 è più che una grande opportunità.
Agrigento sarà  punto di arrivo della Prima Tappa della 103 ^ edizione del Giro d’Italia. Il percorso della corsa di ciclismo più appassionante,  tra le tre più grandi corse a tappe d’Europa, è stato presentato a Milano. La  carovana rosa, che renderà i massimi onori ad Agrigento 2020 per le celebrazioni dei 2600 anni di storia della Città, partirà da Monreale il 12 maggio. La gara toccherà in Sicilia tre siti Unesco: Palermo arabo-normanna con il Duomo di Monreale, la Valle dei Templi e l’Etna. Il Giro è stato ad Agrigento già nel maggio del 2018 per la partenza della quinta tappa. Non si è mai spenta la speranza che si ripetesse questa scelta da parte degli organizzatori del Giro. La Città dei Templi è ormai un’occasione imperdibile anche per le splendide immagini che riesce a regalare a tutto il mondo. Il prologo del Giro fra le strade ungheresi conferirà un respiro internazionale anche alla prima tappa accrescendo l’interesse di appassionati e curiosi di ogni Paese. Un’altra grande occasione per promuovere la destinazione turistica nel mondo.

Altri dettagli eclatanti emergono dai verbali degli interrogatori di Pietro Riggio depositati al processo bis sulla strage di Capaci. “Coinvolti anche i Servizi segreti libici”.


Il pentito Pietro Riggio, 54 anni, originario di Resuttano, “Giano Bifronte” perché ex agente della Polizia Penitenziaria e reggente della famiglia mafiosa di Caltanissetta, collabora con la giustizia del 2009 e solo adesso, 10 anni dopo, ha ritenuto maturi i tempi, non temendo ritorsioni, per rendere le sue eclatanti dichiarazioni nel merito della strage di Capaci. I suoi verbali sono irrotti al processo in corso “Capaci bis”, prossimo alla requisitoria, e sono stati depositati agli atti. Pietro Riggio racconta: “Un ex poliziotto che chiamavano il “turco” mise l’esplosivo sotto l’autostrada. Mi ha confidato di avere partecipato alla fase esecutiva delle strage Falcone.

Si sarebbe occupato del riempimento del canale di scolo dell’autostrada con l’esplosivo, un’operazione eseguita tramite l’utilizzo di skate board. Ho conosciuto il ‘turco’ nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Poi nel 2000, dopo la scarcerazione, l’ex poliziotto mi ha reclutato per fare parte di una struttura dei Servizi che si occupava della ricerca di latitanti. Avrei dovuto dare loro una mano per la cattura di Provenzano, indicando le persone che erano in contatto con lui, insomma diventando una sorta di infiltrato”.

Dunque, riemerge a galla l’ipotesi del doppio cantiere per l’esplosione. Giovanni Brusca è convinto di avere usato solo lui il telecomando. E invece adesso si alimenta il sospetto del secondo telecomando, già insorto altrettanto recentemente quando il pentito Maurizio Avola ha raccontato che un ‘forestiero’ avrebbe aiutato i mafiosi siciliani: l’artificiere di John Gotti, il capo della famiglia mafiosa ‘Gambino’ di New York.

E poi Pietro Riggio ha aggiunto: “Nella strage di Capaci del 23 maggio 1992 contro Giovanni Falcone è stata coinvolta anche una donna appartenente ai servizi segreti libici. E’ stato l’ex poliziotto, il ‘turco’, a dirmi che per le operazioni particolari si avvaleva spesso di una donna che faceva parte dei servizi libici, anche lei coinvolta nella strage di Capaci. Mi disse che si erano avvalsi per la strage di Capaci dei servizi segreti libici. Poi raccontai tutto ciò ad un altro detenuto con me, e lui mi disse che effettivamente il suocero dell’ex poliziotto era un appartenente ai servizi segreti libici. Più nel dettaglio, il mio compagno detenuto mi disse che l’ex poliziotto era al Sismi (i servizi segreti militari) e che il suocero era nei servizi libici e che stava a Catania”. Pietro Riggio ha rivelato sia il nome del ‘turco’, l’ex poliziotto, sia il nome del collega detenuto. Entrambi i nominativi sono stati secretati. Infine, ad onor di cronaca, a soli 63 metri dal cratere di Capaci furono trovati due guanti in lattice, che sono i reperti “4A” e “4B“. Vi sono tracce di Dna maschile che ad oggi non ha un riscontro perché non apparterrebbe a nessuno dei mafiosi condannati per la strage di Capaci. E dai guanti è stata isolata anche una traccia di Dna femminile, ancora senza nome.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il vicecapogruppo della Lega alla camera, on. Alessandro Pagano, denuncia in una nota una vera e propria invasione autorizzata dall’attuale governo giallorosso.

Dice: “ Assurdo l’annuncio del ministro Lamorgese di volere aumentare il numero di migranti ospiti nell’hotspot di Lampedusa. Dagli attuali 96 si passerà a 439 migranti. In pratica – continua Pagano – il governo Di Maio-Conte-Renzi-Zingaretti ha deciso di pagare dei lavori per ampliare il centro e poter così accogliere ulteriori 132 perfetti sconosciuti che, statistiche alla mano, non verranno qui per integrarsi con la nostra gente. Anzi, è intenzione del ministro assicurare la massima celerità nel ripristino della piena funzionalità del centro e avrebbe già dato impulso per accelerare le opere di riqualificazione in corso.”

Alessandro Pagano continua: “In questo modo l’attuale governo PD-5Stelle dimostra ancora una volta di non avere a cuore le sorti e la sicurezza dei cittadini, non solo quelli di Lampedusa, ma di tutti gli italiani. Con questa operazione si condanna nuovamente l’Italia ad essere prigioniera di questa Europa e complice del business illegale degli scafisti che la Lega, quando era al governo con il ministro Salvini, era riuscita a fermare”.

Circa il prefetto Lamorgese – conclude Pagano -rimane la delusione per non aver saputo imporre con la sua esperienza una linea di buon senso a questo governo schiavo della peggiore Europa”.

Musumeci al suo centrodestra: piano rifiuti con un solo ambito per provincia, taglio vitalizi superiore al 9%, no alla ricomposizione della giunta e Armao confermato assessore.


Il presidente della Regione, Nello Musumeci, appena reduce da Roma, dal comizio innanzi ai 200mila di piazza San Giovanni, si arma di concretezza e lancia tre obiettivi. Il primo: approvazione piano rifiuti, modificato, più sintetico ed efficace, meno costoso. Due: il taglio dei vitalizi più pesante rispetto a quanto finora ipotizzato. Tre: nessun ‘redde rationem’ sulla crisi finanziaria, dunque no alla ricomposizione della giunta, ordunque Armao Gaetano sarà ancora assessore all’Economia. Il governatore della Sicilia ha appena abbracciato idealmente piazza San Giovanni stringendosi attorno al centrodestra della ritrovata unità.

E rientrato in Sicilia ha avvertito il bisogno di rendere non più ideale ma sostanziale tale abbraccio, rivolgendosi al suo centrodestra di maggioranza, invitandolo a marciare compatto e, soprattutto, a produrre. Quindi, i tre obiettivi: il piano dei rifiuti è approdato all’Assemblea Regionale. Il testo disegna una nuova mappa. Non più le Società Srr diffuse nel territorio, anche due o tre per ciascuna provincia, ma un solo Ambito per ogni provincia. Uno per nove uguale nove, e basta, così come hanno sollecitato Autorità anticorruzione e Corte dei Conti. L’Ambito sarà un Ente pubblico, e governerà la provincia di competenza, occupandosi della raccolta dei rifiuti e della gestione degli impianti di smaltimento e di riciclo.

Negli Ambiti transiteranno i circa 3mila dipendenti che attualmente viaggiano sul “carrozzone” rifiuti in Sicilia. Poi, secondo obiettivo, il taglio dei vitalizi, adesso all’esame della Commissione Affari Istituzionali a Sala d’Ercole sulla base di un testo concordato tra Miccichè di Forza Italia e Cracolici del Partito Democratico, e che propone un taglio lineare ai vitalizi del 9%. Secondo Nello Musumeci è troppo poco.

Ed ecco perché il presidente ha incaricato un suo fedelissimo, il capogruppo di “Diventerà Bellissima”, Alessandro Aricò, a pressare per alcune modifiche. Quali? Innanzitutto un taglio ben superiore al 9% per i vitalizi più ricchi. E poi lo stop alla reversibilità: no ai vitalizi ai figli e ai nipoti degli ex deputati morti. Poi, terzo obiettivo, la soluzione alla grave crisi finanziaria, su cui il presidente ha relazionato in Assemblea, e la blindatura dell’assessore Gaetano Armao con il conseguente no alla nomina o all’avvicendamento di assessori.

E Nello Musumeci ha ribadito: “L’accordo finanziario tra la Regione ed il governo di Roma non entusiasma nessuno, ma è il miglior risultato che potevamo ottenere nelle condizioni date. E’ un esito per il quale voglio ringraziare ancora l’assessore all’Economia, Armao”. Sul sfondo di tutto ciò incombe il rischio default della Regione Sicilia. Sono in progressivo fallimento, una dietro l’altra, le nove ex Province siciliane. E Siracusa ha già dichiarato il dissesto finanziario. E oltre 300 Comuni dell’Isola non hanno ancora approvato i consuntivi 2017 e, di conseguenza, nemmeno i bilanci di previsione 2018. Ovvero: sono tutti a un passo dal default.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Sulla strada statale 115, nelle vicinanze del bivio per Palma di Montechiaro si sono scontrati cinque veicoli. Una delle auto si è ribaltata uscendo fuori strada e le due persone a bordo sono rimaste incastratate. Con l’intervento dei Vigili del Fuoco sono riusciti ad essere estratti dall’abitacolo.

Sul posto presenti anche la Polizia Stradale di Agrigento e di Palma di Montechiaro, i carabinieri e gli operatori del 118.

Sul posto è arrivato anche un elisoccorso da Caltanissetta che è atterrato proprio sulla statale ma  si è poi rimesso in volo perchè non è stato necessario il trasporto in elisoccorso.

I feriti sono stati trasportati in ospedale tramite ambulanza. Una donna sembra essere in condizioni gravi.

 

 

La Protezione Civile Regionale ha diramato l’allerta meteo rossa, dalle ore 0:00 fino alle ore 24:00 del 25/10/2019 sono previste precipitazioni, con rovesci o temporali, su aree centro-occidentali, anche di forte intensità, in estensione, dalla tarda mattinata, su aree centro-orientali. i fenomeni, localmente caratterizzati da persistenza, saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, forti raffiche di vento. localmente le precipitazioni potranno risultare abbondanti.

Il DRPC invita le forze dell’ordine e i Sindaci in particolare, a predisporre le azioni di prevenzione previste nei propri piani di protezione civile in attuazione ai livelli di allerta.

Per le previsioni climatiche avverse i comuni di Agrigento, Favara, Naro, Cammarata,Bivona, Santo Stefano di Quisquina, Canicattì, Ribera, Racalmuto, Licata, Grotte, Palma di Montechiaro e Porto Empedocle hanno disposto la chiusure delle scuole.

 

 

 

Continuano ad Aragona e Comitini, le operazioni di distribuzione dei kit per la raccolta differenziata in vista dell’avvio del nuovo servizio. Dall’inizio di questa settimana ad Aragona, e fino a sabato 26 ottobre, nei locali di via Vitello, è la volta degli utenti il cui cognome inizia con le lettere F e G. Si proseguirà con la consegna ai cognomi che iniziano con H, I, L, M, N ed O dal 28 ottobre al 3 novembre, per concludere dal 4 al 9 novembre con le restanti lettere, P, Q, R, S, T, U, V e Z. Per il ritiro del kit, è necessario avere con se, la tessera sanitaria dell’intestatario della Tari anche in caso di delega.  Gli uffici di via Vitello saranno aperti dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 ed il sabato dalle 9 alle 13. A Comitini, dopo la presentazione alla cittadinanza del nuovo servizio,  presso i locali di C.da Santa Maria d’Altomonte, centro Direzionale Zona Artigianale, continua la distribuzione dei nuovi kit per la raccolta differenziata. Alle utenze domestiche regolarmente iscritte al ruolo TARI saranno distribuiti un sottolavello areato da 10 litri per la frazione organica e 4 mastelli da 40 litri per la raccolta delle frazioni merceologiche plastica-metalli, vetro, secco residuo e carta e cartone. Oltre ai mastelli sarà fornito un Tag R-fid adesivo che dovrà essere attaccato al mastello marrone per la frazione organica da 25 litri già in possesso delle utenze. Coloro i quali desiderassero sostituire il vecchio mastello da 25 litri per la frazione organica in quanto rotto con uno nuovo, potranno recarsi presso il punto di distribuzione sito presso il centro Direzionale Zona Artigianale. Il nuovo mastello sarà fornito solo se sarà restituito quello vecchio  e solo se quest’ultimo è realmente rotto. Bisognerà esporre il nuovo kit solo quando sarà avviato il nuovo servizio di raccolta che prevede anche un nuovo calendario di raccolta. Salvo diversa comunicazione ad oggi il servizio e il calendario di raccolta rimangono invariati.

 

 

Come ogni anno al tempo corrente, l’associazione ambientalista MareAmico di Agrigento segnala, suo malgrado, che a sud est di Agrigento, a poca distanza da Punta Bianca sul mare, nel poligono militare cosiddetto “Drasy” sono ricominciate le esercitazioni militari con tanto di esplosioni che – recrimina il coordinatore di MareAmico, Claudio Lombardo – “da ben 61 anni continuano ad inquinare e danneggiare questi splendidi luoghi, causando anche l’avanzamento di parecchie frane. E ciò nonostante il Ministero della Difesa abbia stabilito che fosse necessario spostare il poligono militare in altri luoghi, per salvaguardare l’integrità naturalistica dell’istituenda riserva naturale. Purtroppo ancora non è stata effettuata la bonifica del mare prospiciente la zona, come stabilito dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta, venuta ad Agrigento per accertare il danno ambientale arrecato da queste operazioni”.

ADESSO BASTA!!!

Presso il poligono militare di Drasy, a pochi metri da Punta bianca, sono appena riprese le esercitazioni militari.Sono ben 61 anni che le esplosioni continuano ad inquinare e danneggiare questi splendidi luoghi, causando anche l'avanzamento di parecchie frane. E questo, nonostante il Ministero della Difesa abbia stabilito che fosse necessario spostare il poligono militare in altri luoghi, per salvaguardare l'integrità naturalistica dell'istituenda riserva naturale.Purtroppo ancora non è stata effettuata la bonifica del mare prospiciente la zona, come stabilito dalla Commissione Parlamentare d'inchiesta, venuta ad Agrigento per accertare il danno ambientale arrecato da queste operazioni.

Pubblicato da Mareamico Delegazione Di Agrigento su Giovedì 24 ottobre 2019

Svolta nelle indagini a seguito della presunta morte di Angela Stefani, 48 anni, la donna della quale non vi è più traccia dal 5 febbraio scorso a Salemi, in provincia di Trapani. I Carabinieri hanno arrestato l’ex compagno della donna, Vincenzo Caradonna, 47 anni, indagato di omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere, e detenzione di ordigni esplosivi. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Marsala, su richiesta della Procura della Repubblica, sulla base delle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Mazara del Vallo e dai militari del Ris che hanno scoperto tracce di sangue nell’abitazione di Angela Stefani.