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Carcere “Pasquale Di Lorenzo”, grave denuncia dei radicali: “Violenze su detenuti in isolamento”

Un carcere nuovo nato già vecchio. Oltre i problemi organizzativi e strutturali che attanagliano la casa circondariale Pasquale Di Lorenzo”di Agrigento piomba lo spettro ben più grande di presunte violenze da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria sui detenuti nel reparto di isolamento e, più in generale, le condizioni di detenzione a cui sono sottoposte le persone. E’ quanto messo nero su bianco in un dossier in seguito alla visita nel carcere di Agrigento effettuata lo scorso 17 agosto da una delegazione del Partito Radicale guidata da Rita Bernardini e dell’Osservatorio carceri delle Camere penali. La Procura di Agrigento guidata da Luigi Patronaggio ha aperto un fascicolo d’inchiesta al momento contro ignoti in cui si ipotizzano i reati di violenza privata e omissioni in atto d’ufficio.

Il dossier, inviato anche al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, è intanto divenuto oggetto di una interrogazione parlamentare a risposta scritta depositata mercoledì scorso dal deputato e membro di “Italia Viva” Roberto Giachetti. Il deputato chiede ai ministri Speranza e Bonafede, rispettivamente alla Salute e alla Giustizia,  se siano stati informati di quanto esposto nel dossier e quali provvedimenti intendano adottare per verificarne la fondatezza “anche con l’ausilio delle telecamere – si legge nell’interrogazione – che dovrebbero essere allestite nei reparti e, in particolare, in quelli di isolamento”. La relazione del Partito Radicale ha raccolto le testimonianze dei detenuti, verbalizzando anche le condizioni del carcere, in seguito alla visita dello scorso 17 agosto della delegazione guidata da Rita Bernardini. In particolare si faceva riferimento alla situazione riscontrata nella sezione isolamento relazionata al Dap.

Nella sezione di isolamento molti detenuti denunciano di aver visto, e in alcuni casi di avere subito, comportamenti violenti da parte degli agenti di polizia penitenziaria. Un detenuto che indossa solo un paio di mutande di carta riferisce di essere stato vittima di violenze da parte della polizia penitenziaria. Lo avrebbero lasciato in cella liscia per tre giorni, ha mangiato due viti, da venti giorni le ha dentro nella pancia e ha provato anche ad impiccarsi. Un altro detenuto ancora riferisce che l’avrebbero lasciato, ammanettato, nel passeggio per una giornata e una nottata intera senza mangiare né bere e l’avrebbero preso a schiaffi e pedate. Altri ancora hanno riferito di essere stati testimoni di detenuti ammanettati e “strisciati” per terra.

Le maggiori criticità strutturali riscontate riguardano ad esempio le finestre di molte camere detentive, oltre alle sbarre, alle quali sono applicate reti a maglia stretta che limitano l’ingresso di aria e luce naturale. In molte celle, durante la visita, il blindo della porta è chiuso. I sei piccoli cortili passeggio di cui dispone il reparto sono spazi squallidi, con il wc alla turca, sprovvisti di panchine. Denunce che riguardano anche l’applicazione dell’isolamento. Un detenuto riferisce alla delegazione: “Sono in isolamento da sette mesi. Mi trovo qui perché protesto, vorrei essere trasferito in un carcere della Puglia; qui il blindo della porta è stato chiuso per una settimana; io faccio solo un’ora e mezza d’aria perché nel passeggio non c’è il wc e se torno in cella per andare in bagno poi non mi fanno ritornare al passeggio”. Un altro recluso in evidente stato di agitazione, è ristretto in una cella “liscia”, dotata soltanto di un letto e di un lenzuolo: “Sono arrivato in questo carcere sabato 27 luglio, proveniente dal carcere di Messina; al mio arrivo ho dimenticato di prendere la fornitura, il giorno dopo l’ho fatto presente perché mi serviva la carta igienica, ma mi hanno lasciato senza carta igienica fino al venerdì successivo, e non mi hanno consentito nemmeno di comprarla; sono in cella liscia dal 3 agosto”.

La relazione del Partito Radicale raccoglie testimonianze dure direttamente dal carcere di Agrigento che inevitabilmente però dovranno trovare riscontro. Certamente, a prescindere dalla genuinità delle dichiarazioni, appare innegabile che un problema alla casa circondariale di Agrigento ci sia.

Lo testimoniano i continui casi di aggressioni ai danni degli agenti penitenziari, come denunciato ieri in una relazione del sindacato, così come i sempre più ricorrenti risarcimenti dello Stato nei confronti di persone detenute in condizioni di sovraffollamento in violazione dell’art.3 Cedu. A questo si aggiunga che nell’ultime mese oltre cento agenti hanno chiesto il trasferimento in altra sede.

 

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