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Commercio in Sicilia, svolta epocale (video)

Dopo 20 anni pronta la riforma del commercio in Sicilia, tra liberalizzazione delle vendite promozionali e semplificazione amministrativa per nuove attività. L’intervento di Musumeci.

Il governo regionale siciliano ha sfornato il disegno di legge di riforma del commercio. Dopo l’approvazione in Giunta sarà necessario l’esame all’Assemblea. Si stima che tra febbraio e marzo prossimi sarà operativo. Alcune delle novità sono cinque giornate di chiusura obbligatoria per i negozi, liberalizzazione delle vendite promozionali, e semplificazione amministrativa per l’avvio di nuove attività commerciali.

Ancora più nel dettaglio, le saracinesche saranno obbligatoriamente abbassate il primo gennaio, a Pasqua, il primo maggio, il 15 agosto, e il 25 dicembre. I Comuni turistici potranno però derogare a tale obbligo. L’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, commenta: “Cerchiamo una visione strategica condivisa con gli enti locali e le associazioni di categoria, per affrontare tutte le criticità, dagli orari al commercio on line, nel segno della semplificazione. Tanto per fare un esempio, secondo il disegno di legge del 1999 numero 28, quello che regolamenta ad oggi la materia, per avviare le promozioni è necessaria una lettera al Comune e poi aspettare il controllo dei vigili. Non sarà più così. Sono passati 20 anni dalla legge del 1999, adottata mentre in Cina nasceva Ali Baba, il colosso orientale del commercio on line”. Ancora in riferimento al nuovo testo di legge sono compresi corsi di formazione anche a distanza per l’accesso alla categoria, l’istituzione di un fondo per il commercio, contributi per arredi e innovazioni tecnologiche, e finanziamenti agevolati alle imprese in difficoltà. Patrizia Di Dio, presidente di ConfCommercio Palermo, rivendica: “E’ necessario rivitalizzare i centri storici, anche sbloccando i limiti all’insediamento di nuovi negozi con superfici superiori a 200 metri quadrati”. Giovanni Felice, coordinatore regionale di ConfImprese, plaude e rimarca: “E’ importante fare un check up del commercio ormai malato. Ci sono misure vecchie di decenni. Per le vendite promozionali chiediamo la liberalizzazione e lo stop alle vecchie regole”.

E il presidente regionale di ConfEsercenti, l’agrigentino Vittorio Messina, ribadisce: “E’ opportuno impegnare le risorse pubbliche disponibili con bandi a sportello, di più facile gestione. Poi incentivare l’apertura o il recupero di attività commerciali. Serve promuovere e sostenere l’innovazione nel settore del commercio al dettaglio e agevolare un complessivo riposizionamento strutturale che accresca la competitività delle imprese che operano nel settore”. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, è entusiasta: “Da 10 anni non si parlava più di commercio, e da 20 anni non si riformava il più il settore”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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