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E’ ripreso ieri il processo nei confronti dell’ex sindaco di Agrigento e già pregiudicato Calogero Sodano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

L’ex senatore adesso dovrà difendersi dal ricorso presentato dalla Corte d’Appello in merito alla assoluzione avvenuta in primo grado.

Per la seconda volta, l’avvocato Giuseppe Arnone ha presentato ai giudici una istanza di ricusazione. Secondo Arnone ci sarebbero “gravi inimicizie personali contro di lui mostrate in precedenti procedimenti”.

Come si ricorderà la vicenda riguarda le amministrative del 93 durante le quali Arnone è stato sconfitto dal Sodano perché, secondo l’accusa, questo si era accordato con la mafia per far perdere il suo avversario attraverso favori ed appalti a boss mafiosi degli anni novanta fra cui Salvatore Fragapane, Calogero Castronovo, Franco Cacciatore e Giuseppe Virone.

Gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento sono intervenuti in seguito a diverse segnalazioni giunte al numero unico di emergenza nel quartiere di Fontanelle, a nord di Agrigento, per sedare una rissa scoppiata tra marito e moglie.

Lui 35enne, lei poco più giovane, hanno cominciato a discutere animatamente sotto casa passando in breve tempo alla via delle mani: pugni e schiaffi sono volati tra i due coniugi fino all’arrivo dei poliziotti che hanno riportato la calma.

“Si vuole portare via i miei figli” avrebbe raccontato la donna agli agenti. Marito e moglie hanno deciso infine di non farsi medicare. Se la sono cavati con qualche piccolo trauma.

Dieci migranti tunisini sono arrivati autonomamente nel porto di Lampedusa alle 2 circa di questa notte, a bordo di un piccolo barchino. Sono scesi dall’imbarcazione seguendo le direttive degli uomini della Capitaneria di porto e successivamente sono stati accompagnati all’interno del centro di accoglienza hot spot dell’isola.

Anche per oggi sono previsti trasferimenti per cercare di riportare il numero dei migranti a quanti ne possono essere ospitati in sicurezza. Nella serata di ieri a Porto Empedocle sono arrivati 69 migranti, tra questi 54 minori non accompagnati.

A Ribera, in una comunità alloggio per malati psichici, è stato scoperto cadavere nel suo letto di degenza un anziano di 75 anni, Gaetano La Corte. Secondo quanto rilevato dai Carabinieri e dal medico legale, l’uomo ha dei lividi sul collo e sarebbe morto per soffocamento. La Procura di Sciacca, tramite la sostituto procuratore Roberta Griffo, ha disposto il sequestro del reparto interessato e l’autopsia. I Carabinieri della Tenenza di Ribera e della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Salvatore Italiano, 62 anni, di Ribera, anche lui ospite della stessa comunità alloggio ma assente ingiustificato da alcune ore. Salvatore Italiano è stato rintracciato nei pressi di un distributore di carburanti, è stato interrogato dalla pubblico ministero Roberta Griffo in presenza del suo avvocato di fiducia, e ha ammesso di avere compiuto il delitto, strangolando durante la notte Gaetano La Corte per attriti pregressi.

Dopo l’alleanza Pd – 5 Stelle al governo nazionale, Claudio Fava invoca l’unità delle opposizioni in Sicilia “contro coloro che rappresentano la Regione degli ultimi 20 anni”.

Il Partito Democratico si è alleato con il Movimento 5 Stelle. E governano l’Italia. Alle prossime elezioni Regionali in calendario, in Umbria, sarà riproposta, molto probabilmente, la stessa alleanza seppure, forse, con camuffamenti civici. In Sicilia il già candidato alla Presidenza della Regione, Claudio Fava, invoca l’unità delle opposizioni, un fronte comune, “contro – sottolinea Fava – coloro che rappresentano gli ultimi 20 anni della Regione. E il presidente della Commissione regionale antimafia aggiunge: “Serve un nuovo fronte politico di rottura e di vera discontinuità con i governi siciliani degli ultimi 20 anni. Non basta essere opposizione e fare opposizione, ma bisogna lavorare alla costruzione di un’alternativa. Credo che adesso, dopo quanto accaduto a Roma, l’opposizione in Sicilia sia chiamata a un supplemento di responsabilità. Non cambia nulla, infatti, sul piano dei numeri: opposizione eravamo e opposizione siamo. Ma ora si può pensare a una opposizione che possa davvero mettere in luce le debolezze di questo governo regionale, entrando nel merito delle cose, e con un obiettivo più ambizioso, quello di costruire un’alternativa di governo, smettendo di lavorare per ‘quote di vanità’ personali. Una maggiore sintonia con i 5 Stelle diventa possibile se non si ragiona solo di formule, bensì di contenuti. Bisogna entrare nel merito dell’azione politica, e verificare a quel punto se si può lavorare a una sfida di governo, anche alla Regione. Musumeci è ormai con le spalle al muro. Non credo sia più in grado di portare in aula una legge senza esporsi al fuoco di fila. E non mi riferisco a quello delle opposizioni, ma a quello della sua maggioranza. Dunque, si dovrebbe intanto prendere atto della realtà: questo governo è al capolinea, è buono a far trascorrere un paio d’ore la domenica pomeriggio, per il resto è imbarazzante. Ribadisco: quando parlo di una novità politica, penso a un fronte che rappresenti una vera rottura e discontinuità con la Regione degli ultimi 20 anni, non solo degli ultimi due. Anche con i governi espressi dalla sinistra, per intenderci. E non basta una formula: serve un lavoro appassionato, orgoglioso delle prerogative della Sicilia, responsabile”. Poi il leader del movimento “Cento passi per la Sicilia” non esclude l’ipotesi di una sua ricandidatura alla Presidenza della Regione, e prospetta: “Se l’intenzione è quella di lavorare a una alternativa di questo genere, mi auguro che ciascuno faccia la propria parte. Io farò certamente la mia. Del resto, sono tornato in Sicilia e ho deciso di restarci, per dare il mio contributo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Dopo avere saputo della malattia, la sua, ha continuato “normalmente” la vita sessuale non protetta, consapevole di essere diventato un untore di HIV.
La prima delle sue vittime è stata l’ex compagna, da cui ha avuto anche un figlio. La donna è, successivamente, deceduta a causa del virus stesso.
Sì presume che le vittime siamo almeno 4, di cui una l’ex compagna, ma non si escludono che il numero possa aumentare.

Il fatto è accaduto a Messina, dove è stato tratto in arresto un uomo, di 55 anni, L. D. D. sono le sue iniziali, affetto da anni dal virus dell’HIV.
È stata la denuncia della sorella dell’ex compagna dell’untore, la quale avendo intuito la situazione, ha dato il via alle indagini degli inquirenti  nel gennaio’19, che hanno fatto luce alla responsabilità dell’uomo, il quale è stato tratto in arresto con l’accusa di omicidio e lesioni gravissime.
Un altro filone d’inchiesta secondo gli inquirenti, vede coinvolti dei medici, rei di non individuato la patologia che ha portato alla morte della donna morta per il contagio.

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Parole di soddisfazione del Sindaco Milko Cinà: “Oggi è una giornata davvero “storica” per tutti, per le lavoratrici e per le loro famiglie, e siamo felicissimi e orgogliosi di condividere questo momento di grande gioia che certamente consentirà alle nostre dipendenti di lavorare con maggiore serenità e determinazione”.

 

Oggi, dopo anni e anni di lavoro precario,

altri undici dipendenti di Cat. C. hanno firmato il contratto a tempo indeterminato con decorrenza 17 settembre 2019, in un clima di grande emozione ed entusiasmo. Finalmente certezza lavorativa ed economica, dopo una vita di attese, di paure e speranze, per i lavoratori precari che da ben 29 anni prestano servizio al Comune di Bivona.

Una stabilizzazione tutta al femminile, visto che si tratta di undici donne. Nove lavoratrici sono state inquadrate con il profilo professionale di Istruttore Amministrativo: Di Salvo Maria, Di Lio Rosamaria, Gratino Concetta, La Corte Piera, La Mela Veca Carmela, Longo Valeria, Mancuso Paola, Reina Enza, Vasile Angela e due lavoratrici con il profilo professionale di Agente di Polizia Municipale: Cutrò Franca e Longo Norina. Si pone fine alla vicenda dei cosiddetti precari storici, diciannove in totale, otto dei quali erano stati stabilizzati lo scorso 31 dicembre.

Le parole pronunciate dal Sindaco Cinà:

“Esprimo grande soddisfazione per l’importante risultato raggiunto. Fin dal nostro insediamento, io e la mia Amministrazione abbiamo lavorato intensamente, giorno dopo giorno, per conseguire questo traguardo. È stato un percorso difficile, complesso, per nulla scontato. Siamo veramente fieri e soddisfatti di aver realizzato questo importantissimo obiettivo prioritario per la mia Amministrazione.

Voglio rivolgere un sentito ringraziamento ai consiglieri comunali di maggioranza: Nina Battaglia, Salvatore Chillura, Mimma Cinà, Salvatore Cutrò, Maria Rosa Di Guida, Giuseppe Mortellaro e Angela Perconti che con grande impegno e senso di responsabilità hanno approvato il bilancio di previsione 2019 (22 luglio 2019) e il conto consuntivo 2018 (28 agosto 2019).

Tengo a sottolineare che l’approvazione di questi atti era una condizione necessaria e imprescindibile affinché si potesse avviare il processo di stabilizzazione per queste undici lavoratrici.

Un doveroso ringraziamento va al Segretario Comunale, dott. Salvatore Vasile, e al Dirigente dei Servizi Finanziari, dott. Giovan Battista Montemaggiore, che con grande celerità hanno proceduto alla predisposizione degli atti amministrativi necessari per la firma dei contratti.

Il mio desiderio e di tutta l’Amministrazione Comunale è che possa essere definita al più presto la questione dei lavoratori ASU, anche loro oramai precari da troppi anni. Auspico un intervento normativo del legislatore regionale al fine di dare anche a questi lavoratori una stabilità lavorativa”.

Indagini senza sosta da parte della Procura della Repubblica di Sciacca dopo la morte di un anziano riberese di 75 anni, ospite della comunità alloggio per disabili psichici “Mondi vitali”, una società cooperativa di Santa Elisabetta con sede operativa a Ribera. E’ stato disposto il sequestro della zona corrispondente alla camera dove è stato rinvenuto il cadavere. Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Roberta Griffo, stanno eseguendo i rilievi. Il magistrato inquirente ha disposto l’autopsia.

Da fonti investigative pare che l’uomo sarebbe morto per soffocamento. Il medico legale avrebbe rinvenuto dei lividi sul collo. Particolari che indurrebbero gli inquirenti a rafforzare l’ipotesi di un omicidio e a accendere ulteriori approfondimenti su diversi punti ancora non chiari.

I carabinieri della compagnia di Sciacca e della tenenza di Ribera proseguono con gli interrogatori nei confronti del personale sanitario del centro. Interrogatori mirati a far emergere elementi utili per risalire al responsabile dell’assassinio.

Denaro contante trasferito all’estero per non pagare le tasse in Italia: all’aeroporto di Palermo lavora implacabile il cane “Goro”, il cash dog che fiuta i contanti.

Lui è un cane. Il suo nome è “Goro”. E lui è un “cash dog”, dall’inglese cash contanti e dog cane. E “Goro” è un cane che fiuta i cash, i contanti, le banconote. Già! Sì: finora il migliore amico dell’uomo ha fiutato la droga, e adesso si è specializzato anche nel fiutare i contanti, con buona pace del latino “Pecunia non olet”, il denaro non ha odore. E invece eccome se lo ha: il cash dog “Goro” lavora a Palermo. Dove? All’aeroporto “Falcone e Borsellino”. I suoi colleghi sono i Finanzieri della Compagnia di Palermo – Punta Raisi e i funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Palermo. Il cash dog “Goro” è stato fenomenale: lui ha scoperto che alcuni furbetti hanno nascosto i loro guadagni, il denaro contante, nei bagagli, per trasferirlo fuori dall’Italia e non pagare le tasse in Italia. Sì: ad esempio degli imprenditori cinesi a lavoro in Sicilia. Le Fiamme Gialle si sono insospettite dei frequenti viaggi in aereo dei cinesi, una coppia di coniugi. “Chissà perché?”. E hanno indagato. Hanno prima scoperto che sono gravati da debiti con l’Erario per 700mila euro, e poi hanno organizzato il blitz all’aeroporto di Palermo: loro, Finanzieri e Doganieri, e al guinzaglio “Goro”, il cane contanti. Quando i cinesi sono giunti alla sala imbarco dell’aeroporto hanno strabuzzato gli occhi a mandorla perché “Goro” ha iniziato ad agitarsi e a scodinzolare. Poi il cash dog ha puntato con il muso i bagagli dei cinesi, e ha abbaiato. Tradotto dal “canese”, il cane “Goro” ha gridato: “Ehi, cosa aspettate, aprite queste valige, quello che cercate è qui dentro”. Finanzieri e Doganieri, addestrati anche loro a comprendere il “canese”, non hanno esitato più di tanto: “Signori cinesi, aprite le borse, grazie”. E così è stato. Dall’interno sono saltate fuori banconote di grosso taglio, per oltre 11mila euro, nascoste nei doppi fondi e tra gli effetti personali. Le giustificazioni fornite dai due cinesi non sono state riscontrate, al momento. E inevitabile è stata la denuncia. I coniugi hanno viaggiato insieme con due borse, e hanno diviso in due i soldi, per eludere i controlli e non essere obbligati a presentare la dichiarazione doganale per i movimenti transfrontalieri di denaro contante superiori a 10 mila euro. Complessivamente, da quando a Palermo è a lavoro il cash dog “Goro”, sono stati controllati circa 700 passeggeri in transito, e denunciate 26 persone all’Autorità Giudiziaria per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio, con il sequestro di circa 160 mila euro.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A Ribera, l’avvocato Matteo Ruvolo, a titolo personale quale riberese e, soprattutto, “Borghigiano”, e a nome dei consiglieri comunali di opposizione Angileri, Caico, D’Azzo, Failla, Farruggia, Li Voti, Lupo, Mulè e Tramuta, e dei loro rispettivi riferimenti politici, esprime vivo compiacimento e ringrazia il Presidente della Regione a seguito della decisione del Governo regionale di stanziare circa 14 milioni di euro al fine della riqualificazione e valorizzazione di tre borghi rurali siciliani, tra i quali è stato inserito lo splendido Borgo Bonsignore a Ribera, a cui sono stati destinati circa 2 milioni e mezzo di euro. Tale finanziamento, come sottolineato dallo stesso Musumeci, consentirà il recupero di uno straordinario patrimonio di architettura rurale appartenente alla storia contadina della Sicilia, favorendo, tra l’altro, agriturismo e turismo rurale. Lo stesso Matteo Ruvolo aggiunge: “A fronte della ormai cronica e imperdonabile latitanza dell’attuale Amministrazione Comunale riberese, per fortuna – almeno in questo caso – hanno provveduto le Istituzioni regionali, finanziando un progetto che potrà certamente avere una positiva ricaduta sul territorio di Ribera. Dal canto nostro faremo tutto quanto possibile affinché il finanziamento ottenuto sia utilizzato nel migliore dei modi, nell’interesse della nostra comunità”.