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Ad Agrigento da domani venerdì 27 settembre a domenica 29 si svolgerà, con il patrocinio del Comune e dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, l’iniziativa “Tieni a mente il tuo cuore e tieni a cuore il tuo cervello”. Al Viale della Vittoria, non più in piazza Cavour a causa del recente crollo ma nella Villa Bonfiglio, dalle ore 9 alle 19 venerdì e sabato, e fino alle 13 domenica, saranno effettuati degli screening cardiovascolari alla cittadinanza. La manifestazione è organizzata dall’unità operativa di Cardiologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento diretta da Giuseppe Caramanno, avvalendosi del supporto della Bayer. L’iniziativa è stata presentata oggi ad Agrigento, nella sala conferenze dell’ospedale “San Giovanni di Dio”.

Le interviste

Ad Agrigento, martedì prossimo, primo ottobre, a Casa Sanfilippo, alle ore 10 sarà presentata l’offerta dei servizi educativi e didattici rivolti alle scuole, resi gratuitamente dal Parco dei Templi per l’anno scolastico 2019 – 2020. Insieme al direttore del Parco dei Templi, Roberto Sciarratta, sarà presente la referente per l’autonomia scolastica Stefania Ierna.

Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, a Villa Bonfiglio, sabato e domenica prossimi, 28 e 29 settembre, in occasione della 18esima Giornata nazionale Aido, Associazione italiana donatori organi, si svolgeranno delle iniziative di sensibilizzazione sull’importanza della donazione. Saranno offerte anche delle piantine per l’auto-finanziamento. In tutta la provincia, contestualmente, i volontari Aido saranno presenti nelle piazze per incontrare i cittadini.

Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, annuncia con soddisfazione che a luglio in città è stato raggiunto il tetto del 73% di raccolta differenziata. Firetto commenta: “Grazie a questo risultato è stato scongiurato ogni aumento della Tari e si pongono le basi per future diminuzioni di importi nella bolletta a partire dal gennaio 2020. Un ringraziamento è doveroso ai cittadini virtuosi che ogni giorno conferiscono i rifiuti correttamente differenziati. Nei prossimi giorni partirà la nuova fase di gestione di tutto il sistema della raccolta e dello spazzamento manuale e meccanizzato che consentirà di eliminare molte disfunzioni e venire incontro alle esigenze di bonifica e pulizia di molte aree del perimetro urbano. Possiamo avere la certezza di avere imboccato la strada giusta per salvaguardare l’ambiente, migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini e dare un taglio agli elevati costi che sino a poco tempo fa costituivano un pesante gravame che si ribaltava sulle bollette della Tari”.

Domani, venerdì 27 settembre, ricorre la giornata dello sciopero mondiale per il clima. Sono previste migliaia di manifestazioni in oltre 150 nazioni per un evento globale che si preannuncia storico. Anche ad Agrigento si svolgerà un’apposita manifestazione organizzata da tante associazioni e scuole locali. Alle ore 8:30 il raduno dei partecipanti in piazza Stazione – Marconi. Alle ore 9:30 la partenza del corteo verso Porta di Ponte, via Atenea, fino a piazza Pirandello dove, dalle ore 10:15 in poi si svolgeranno gli interventi degli studenti, delle associazioni, e poi si incontrerà l’amministrazione comunale per la firma di una deliberazione di impegno sull’emergenza climatica.

Agrigento e il caso crollo piazza Cavour. L’Ordine degli Architetti offre il proprio supporto e invita all’adozione del “fascicolo del fabbricato”. Il presidente dell’Ordine, Alfonso Cimino, afferma: “L’Ordine degli Architetti di Agrigento mette a disposizione il proprio Dipartimento di Protezione civile, guidato da Roberto Campagna, affinché possa essere da supporto nelle attività di monitoraggio dello specifico edificio o di quelli circostanti. Riteniamo sia necessario, quanto meno, eliminare le macerie e riaprire la piazza ai cittadini. E’ inammissibile che gli abitanti dei palazzi limitrofi possano subire a lungo le conseguenze del crollo non potendo fare ritorno nelle proprie abitazioni. Inoltre, l’Ordine propone l’adozione del ‘Fascicolo del fabbricato’ per tutti gli immobili che si trovano in centro città o per i quali la costruzione è avvenuta oltre un decennio addietro, proprio per evitare il verificarsi di altre situazioni come quella accaduta in piazza Cavour”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la giudice monocratico del Tribunale, Katia La Barbera, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha assolto l’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada, imputato di violenza privata a danno di tre suoi ex dipendenti, che lo hanno denunciato, i quali sarebbero stati costretti da Moncada ad accettare il transito in un’altra impresa con conseguente trasferimento della sede lavorativa da Porto Empedocle a Campofranco. Moncada, difeso dall’avvocato Marco Giglio, ha replicato: “I tre lavoratori che mi hanno denunciato sono dei privilegiati, sono stati assunti perché segnalati da alcuni politici e riassunti in un’altra azienda con stipendio superiore e mansioni meno gravose”.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la sezione penale del Tribunale, presieduta da Wilma Mazzara, ha condannato a 5 anni e 6 mesi di reclusione, per detenzione di armi clandestine e ricettazione, il boss ergastolano di Delia, in provincia di Caltanissetta Cesare Genova, 69 anni, già evaso dal carcere di Rebibbia e condannato dal Tribunale di Roma per evasione. La fuga di Genova si concluse nell’Agrigentino con la cattura. Poi Carmela Savina Forte, 62 anni, e il marito Vincenzo Noto, 69 anni, di San Biagio Platani, imputati di avere aiutato Genova fornendogli pasti e supporto logistico, hanno beneficiato del non doversi procedere per estinzione del reato. Gli imputati Giuseppe Federico, 51 anni, e Umberto Cavallaro, 39 anni, entrambi Carabinieri, sono stati assolti. Andrea Mirarchi, 43 anni, anche lui Carabiniere, è stato assolto per alcuni capi di imputazione, e per altri è stato disposto il non doversi procedere. Non doversi procedere anche per Calogero e Francesco Burgio, entrambi di Palma di Montechiaro e di 33 anni, imputati di avere ospitato Cesare Genova e di averlo accompagnato nei suoi spostamenti.

In sede di Appello penale assolto l’ex assessore regionale Nicolò Marino, già condannato in primo grado per diffamazione a danno dei fratelli Catanzaro.

Il 29 novembre del 2013 il vice presidente regionale di ConfIndustria, Giuseppe Catanzaro, querela per diffamazione l’assessore regionale ai rifiuti Nicolò Marino. Catanzaro tuona: “Le ultime calunniose esternazioni pubbliche dell’assessore Marino hanno superato il limite. Fin’adesso ho rispettato Nicolò Marino, per rispetto alle Istituzioni che rappresenta, e per il suo passato di magistrato, sopportando le sue gravi e ripetute affermazioni. Adesso basta”. Il vento che è entrato in Chiesa e ha spento le candele è soffiato ad Agrigento, nella sede dell’ ex Asi, dove, il precedente 21 novembre del 2013, Nicolò Marino ha affrontato la spinosa vertenza “rifiuti” incontrando alcuni sindaci agrigentini. Marino ha puntato il dito contro la discarica a Siculiana, che è gestita dai Catanzaro, e ha definito “oscure le origini della disponibilità dei terreni con la conseguente gestione privata”, sollevando dubbi, quindi, sull’aggiudicazione della gara. E poi, in sede di Commissione parlamentare di inchiesta sulle eco – mafie, l’assessore Nicolò Marino aggiunse: “I fratelli Catanzaro hanno intrattenuto rapporti di affari con soggetti indagati in quanto ritenuti vicini a uomini di spicco di Cosa Nostra, e hanno acquistato una società di Francesco Zummo, ritenuto prestanome di Bernardo Provenzano”. Ebbene, il 3 novembre del 2016 il Giudice di Pace di Palermo, Antonio Cutaia, in sede penale, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha condannato Nicolò Marino, per diffamazione a danno dei fratelli imprenditori Giuseppe e Lorenzo Catanzaro, a 500 euro di multa, al risarcimento dei danni ai Catanzaro per 5.000 euro e al pagamento delle spese processuali. Già il precedente 11 maggio del 2016 il Tribunale di Agrigento, in sede civile, condannò Marino a risarcire con 45.000 euro i Catanzaro per le stesse ipotesi di reato. Ordunque, adesso, in sede di Appello penale, la giudice monocratico del Tribunale di Palermo, Marina Petruzzella, ha assolto Nicolò Marino ritenendo le sue dichiarazioni “critiche legittime”, ed ha cancellato la condanna a 500 euro di multa inflitta in primo grado a suo carico. La giudice Marina Petruzzella motiva l’assoluzione di Nicolò Marino e scrive: “Marino si riferì all’aggiudicazione del servizio privato di gestione della discarica di Siculiana e alla partecipazione della società dei Catanzaro alla gara assieme a società con soggetti che erano stati coinvolti in processi di mafia assieme a Provenzano. E si tratta di affermazioni critiche e allusive ma fondate su risultanze processuali in sedi penali e amministrative. E’ da ritenersi che Marino abbia legittimamente esercitato il diritto di critica, pertinente al ruolo e al suo specifico impegno in quel tempo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Blitz della Polizia contro la ‘stidda’ di Gela: in carcere sono finiti capi, gregari e semplici affiliati della cosca dei Di Giacomo. Secondo gli investigatori, negli ultimi anni il clan avrebbe preso con la violenza e le estorsioni il controllo su buona parte del territorio, gestendo il traffico di droga, infiltrando l’economia legale con imprese di comodo e imponendo i prodotti delle proprie aziende ai commercianti.

Le indagini della Polizia hanno portato alla luce diverse spedizioni punitive compiute dagli ‘stiddari’ e consentito di ricostruire decine di estorsioni nei confronti di quei commercianti e quegli imprenditori che non volevano sottomettersi al volere del clan e che hanno trovato il coraggio di denunciare. I dettagli dell’indagine che ha portato alla disarticolazione dell’organizzazione criminale saranno resi noti in una conferenza stampa in programma alle 11 in Procura a Caltanissetta, alla quale partecipera’ anche il direttore della Direzione anticrimine centrale (Dac) della Polizia Francesco Messina.

Cinquecento uomini armati erano pronti a scatenare una nuova guerra di mafia. E’ quanto ha accertato la Polizia nell’ambito dell’indagine contro la Stidda di Gela che ha portato questa mattina a decine di arresti. Ascoltando centinaia di ore di intercettazioni, gli investigatori hanno accertato che la cosca aveva una potenzialita’ “militare” costituita, appunto, da 500 persone. “Cinquecento leoni”, come si chiamavano tra di loro durante le telefonate intercettate, che erano pronti ad entrare in azione al primo cenno dei capi. I poliziotti hanno anche ripreso diverse spedizioni punitive alle quali gli stiddari si presentavano armati, danneggiamenti e incendi ai danni di chi si opponeva al potere del clan.