Home / 2019 / Settembre (Pagina 5)

L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha stanziato 515mila euro al Comune di Porto Empedocle per il restauro della Chiesa Madre. L’appalto per la manutenzione straordinaria sarà bandito dal Comune. L’aggiudicazione, secondo i termini imposti dall’assessorato, è attesa entro 6 mesi. L’assessore Marco Falcone commenta: “Il Governo Musumeci sta portando avanti un ampio e puntuale programma di rilancio e recupero del patrimonio religioso della Sicilia. Il piano ci consente di intervenire e risanare i punti di riferimento storici e di culto delle varie comunità locali, sbloccando importanti linee di spesa pubblica. A Porto Empedocle, intervenire sulla Chiesa Madre significa tutelare un bene tanto caro a fedeli e cittadini, ma anche incrementare l’attrattività del centro storico della cittadina, frequentato ogni anno da migliaia di visitatori”.

Nell’aprile del 2012 il Comune di Canicattì, per costruire 19 alloggi sociali, ha notificato ai signori A e P, e consorti, (sono le iniziali dei nomi) un atto relativo al pagamento di una indennità provvisoria di espropriazione dei terreni di loro proprietà, di 497 metri quadri, per 24mila e 172 euro. Poi nel settembre 2012 il Comune ha provveduto all’esproprio definitivo dei terreni. I signori A e P si sono rivolti all’avvocato Girolamo Rubino perché hanno ritenuto troppo esigua l’indennità di poco più di 24 mila euro. L’avvocato Rubino ha avviato innanzi al Tribunale di Agrigento il procedimento di determinazione definitiva dell’indennità. Il collegio dei tecnici nominato dal Tribunale ha aumentato l’indennità a 37mila euro. Tuttavia, gli avvocati Girolamo Rubino e Armando Buttitta, ritenendo ancora troppo esigua l’indennità riconosciuta, hanno presentato ricorso per opposizione a stima alla Corte d’Appello di Palermo. Ebbene, i giudici d’Appello, condividendo le tesi degli avvocati Rubino e Buttitta, hanno condannato il Comune di Canicattì al pagamento di una somma pari a 89mila e 460 euro. Il Comune di Canicattì pagherà anche le spese di giudizio, per 7.642 euro.

L’Ati, l’assemblea territoriale idrica agrigentina, ovvero i 43 sindaci agrigentini, ha deliberato all’unanimità che il servizio idrico nella provincia sarà gestito da un’Azienda speciale consortile e non più da una società per azioni. In proposito interviene il deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Matteo Mangiacavallo, che afferma: “Adesso tutti ci attendiamo che l’iter intrapreso si possa concludere al più presto con la costituzione dell’azienda speciale consortile e con l’affidamento ad essa della gestione attualmente commissariata”. E la deputata regionale Udc e sindaca di Montevago, Margherita La Rocca Ruvolo, afferma: “Il nuovo modello di gestione, dopo anni di mala gestione, consentirà di garantire ai cittadini un servizio idrico efficiente e trasparente. L’obiettivo sarà quello di renderlo anche meno costoso”.

Una donna di 45 anni, di Agrigento, è stata denunciata, a piede libero, dagli agenti della sezione Volanti della locale Questura.

La donna, completamente ubriaca, è andata a sbattere con la propria auto contro altre vetture in sosta. A bordo del mezzo anche i due figli della donna, fortunatamente rimasti illesi.

Il fatto si è verificato in via Matteo Cimarra. L’agrigentina è stata deferita per guida in stato di ebbrezza, guida senza patente e danneggiamento.

Sempre la stessa 45enne, alcuni giorni fa, era stata protagonista di un tentato suicidio. In quell’occasione la donna, che minacciava di buttarsi dal viadotto Morandi, fra Agrigento e Porto Empedocle, era stata salvata in extremis dalle forze dell’ordine.

 

Tanta paura, qualche trauma e contusione sul corpo ma fortunatamente nulla più per un gruppo di amici rimasti coinvolti in un pauroso incidente autonomo lungo la strada statale 640. Il sinistro si è verificato intorno lo svincolo per Racalmuto poco dopo le 22:30.

Sul posto i carabinieri della stazione di Racalmuto agli ordini del maresciallo Alessandro Costa e i militari del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di Canicattì. Presente sul posto anche personale medico che ha trasferito due ragazzi al vicino ospedale Barone Lombardo di Canicattì.

I carabinieri del reparto tutela e ambiente hanno denunciato in stato di libertà un ex politico di Porto Empedocle, G.C., in seguito ad un blitz effettuato nella sua abitazione in cui è stata ritrovata un’antica anfora di valore archeologico.

I militari dell’Arma si sono presentati a casa dell’ex politico, che in passato ha anche ricoperti diversi incarichi, andando a colpo sicuro. Quasi certamente alla base del blitz “una soffiata” di chi quell’anfora l’ha vista personalmente. L’anfora è stata sequestrata e affidata ad un team di esperti che ne valuterà le caratteristiche.

 

Prima giornata in calendario della “tre giorni” di prevenzione delle malattie cardiovascolari inserite nell’evento nazionale “Tieni a mente il cuore e tieni a cuore il tuo cervello” che si terrà ad Agrigento fino a domenica 29 settembre c.a. voluto fortemente e realizzato  dal Dott. Giuseppe Caramanno primario dell’unità cardiologica ed emodinamica dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, giunto già alla quinta edizione.

Grande affluenza già dalle prime ore del mattino, quando la popolazione di età diverse, si è recata presso gli stand di Villa Bonfiglio a Viale della Vittoria, dove si sono sottoposti agli screening medici per i controlli di routine e per ricevere tutte le informazioni sulla prevenzione e sul corretto stile di vita.

Presenti in mattinata anche il primo cittadino della città di Agrigento, Dott. Calogero Firetto e il top manager della Bayer, responsabile per l’Italia meridionale Dott. Massimo Vergari, oltre agli ottimi medici della cardiologia e dell’emodinamica del reparto.

Di seguito, le interviste realizzate questa mattina da Simona Stammelluti

 

L’Ufficio di Presidenza, nel manifestare massima sensibilità e sincera vicinanza agli abitanti e agli esercenti di attività commerciali interessati dallo sgombero del palazzo prospiciente la centralissima piazza Cavour, oggetto del noto crollo di pochi giorni fa, rende noto di aver sin da subito condiviso l’opportunità di uno sgravio dei tributi locali gravanti su quanti, attività commerciali in primis, hanno subito l’anzidetto sgombero.
Secondariamente, per completezza espositiva e amor di verità, stigmatizza il comportamento dell’ex vice presidente del Consiglio comunale Giuseppe Di Rosa, che su una vicenda di tale serietà e gravità non perde l’occasione per un’odiosa strumentalizzazione che altera la realtà giuridica e fattuale della questione, in quanto, come a lui ben noto in considerazione della carica ricoperta, né l’Ufficio di Presidenza né, tanto meno, le commissioni consiliari hanno competenza alcuna in merito al rilascio di concessioni edilizie e/o di qualsivoglia provvedimento autorizzativo di opere connesse.
Auspichiamo, dunque, e di questo, politicamente, ci faremo tutti carico, una celere soluzione della vicenda che sta arrecando disagi e danni a nostri concittadini ai quali, ancora una volta, ribadiamo la vicinanza del Consiglio tutto che, ai proclami ed alle note stampa, necessarie a volte per amore del vero, preferisce modalità discrete per la ricerca di soluzioni reali.

Un cambio in corsa di collegio, con il pensionamento del giudice Salvatore Barresi che ha “obbligato” l’inserimento in corsa del collega Filippo Messana, ha di fatto slittare la sentenza di secondo grado nell’ambito dell’inchiesta “Self Service” che avrebbe fatto luce su un giro di tangenti all’ufficio tecnico comunale di Agrigento.

Il sostituto procuratore generale Domenico Gozzo ha nuovamente rinnovato le richieste di condanna che sono ben otto: quattro anni di reclusione per il funzionario comunale Luigi Zicari, 64 anni; due anni per l’ex dirigente dell’Ut Sebastiani Bellanca, accusato di abuso d’ufficio e non di corruzione; due anni di carcere avanzanti anche nei confronti di Roberto Gallo Afflitto, 47 anni, e Pietro Vullo, 47 anni, nonché dell’imprenditore Gerlando Tuttolomondo, 79 anni.

Nell’ambito della stessa inchiesta furono coinvolti e condannati anche due agenti della Polizia Locale di Agrigento: si tratta di Rosario Troisi, 59 anni, e Calogero Albanese, 57 anni. Entrambi, facenti parte della sezione anti-abusivismo, avrebbero falsificato un verbale su un controllo edilizio. Nella vicenda fu coinvolto anche il veterinario 48enne Massimo Lorgio. I primi due furono condannati in primo grado ad un anno e quattro mesi di reclusione; Lorgio, invece, a sette mesi.

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Arnaldo Faro, Salvatore Pennica, Vincenzo Caponnetto. Si torna in aula il 15 novembre.

Oggi dopo anni e anni sono tornati in campo i comitati civici per l’acqua pubblica,alla luce della possibilità che finalmente la gestione del servizio idrico integrato torni in mano pubblica e nella fattispecie ai comuni di appartenenza.Domani infatti è la giornata della verità perchè è convocata l’Assemblea dei soci dell’Ati che vedrà i Sindaci consorziati decidere se il servizio idrico integrato con reti e tutti gli annessi e connessi passerà sotto le mani e il controllo degli enti locali.Si vedrà domani se i Sindaci e la politica saranno consequenziali,visto finora le tante anomalie che hanno caratterizzato la stessa Assemblea divisa ab ovo tra comuni lealisti sotto le ali del gestore privato,Girgenti Acque oggi commissariata e i comuni non consegnatari delle reti chiamati volgarmente ribelli che gestiscono direttamente l’acqua.Domani è il giorno della verità.

La manifestazione si è conclusa sotto il Comune di Agrigento,in Piazza Pirandello,organizzato dal Comitato Titano e che ha visto presenti altri comitati civici pro acqua e il sindacato autonomo dell’Usb.