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La Capitaneria di Porto Empedocle, capitanata da Gennaro Fusco, prosegue le attività di controllo a contrasto anche degli illeciti dei diportisti che non rispettano i limiti imposti dalle ordinanze e navigano nei tratti di mare riservati ai bagnanti, in prossimità della riva. Nel corso dell’ultimo fine settimana, la Guardia Costiera ha elevato decine di verbali per altrettanti illeciti amministrativi a carico di diportisti sorpresi a navigare sottocosta in località Punta Bianca e Drasy del Comune di Agrigento e “Madonnina” del Comune di Realmonte. Lo stesso Fusco commenta: “Spiace rimarcare che, nonostante gli accorati appelli e le numerose azioni di contrasto, non si riesca ad ottenere il rispetto delle regole”.

Il Consigliere Comunale di Agrigento, Marco Vullo, ringrazia pubblicamente coloro che con grande spirito di appartenenza al quartiere di Villaseta nelle giornate di lunedì e di ieri insieme abbiamo restituito dignità alla Piazza attraverso la potatura degli alberi che costituivano grande pericolo consentendo la pulizia della stessa a ridosso delle manifestazioni legate ai festeggiamenti della Madonna della Catena che si terranno proprio questa settimana.

Vullo scrive “ chiedevo da anni al Comune un intervento di potatura degli alberi ormai diventati troppo pericolosi, ma nonostante le numerose richieste è arrivato un secco NO da parte degli uffici Comunali che hanno riferito di non avere mezzi e risorse ”

Vullo Continua : “ Dalla risposta negativa degli uffici di Palazzo dei Giganti ho deciso di coinvolgere alcuni amici residenti nel quartiere che al contrario del Comune si sono resi immediatamente disponibili, dando vita ad una due giorni di protagonismo civico che ha ridato nuova lucentezza alla Piazza consentendo così il regolare svolgimento delle manifestazioni legate ai festeggiamenti della Madonna della Catena “

“ C’è chi fà le note stampa e c’è chi si rimbocca le maniche in prima persona mettendo in evidenza l’incapacità di un Ente Comune che non riesce ad intervenire nemmeno nella ordinarietà delle cose “

Vullo Continua “ il mio personale  ringraziamento va a coloro giovani e non che hanno contribuito a questa iniziativa, soprattutto alla Impresa ZAMBUTO di Villaseta che ha messo a disposizione il proprio mezzo (cestello) e al corpo della Polizia Municipale che ci ha coadiuvato nei due giorni regolando il traffico nella zona.

I Carabinieri della stazione di Realmonte, nel corso di un controllo svolto in una struttura sanitaria di accoglienza per anziani, finalizzato a verificare le condizioni igieniche e sanitarie e di lavoro all’interno della stessa, hanno sorpreso una donna, 40 anni, di Porto Empedocle, intenta a lavorare come inserviente in una struttura ricettiva in questione, seppure priva di un regolare contratto di lavoro. Durante i successivi accertamenti, inoltre, è emerso che la donna percepisce anche il reddito di cittadinanza, ammontante ad alcune centinaia di euro mensili. Oltre alla multa contestata al datore di lavoro per aver impiegato alle dipendenze una persona senza un regolare contratto, è scattata per la 40enne anche una denuncia all’Autorità Giudiziaria per truffa ai danni dello Stato. I militari hanno sequestrato alla donna l’apposita tessera che consente di fruire ed incassare mensilmente il reddito di cittadinanza. I controlli nello specifico settore, coordinati dal Comando Provinciale dell’Arma di Agrigento, proseguiranno in modo costante, a cura delle Stazioni Carabinieri dislocate capillarmente in tutti i comuni della provincia.

Dopo anni di duro lavoro per la lotta alla viabilità tra il Comune di Bivona e i comuni dei paesi limitrofi la Regione ha stanziato 3 milioni di euro sulla Bivona – Lucca Sicula e 2.5 milioni di euro sulla Bivona- Palazzo Adriano.

Adesso si lavorerà anche per la Bivona- Borgo Bonsignore.

Entro Dicembre si spera di dare il via a tutti i progetti fin ora stanziati dalla Regione.

Blitz delle forze dell’ordine nel quartiere balneare di San Leone nell’ambito di un’attività di contrasto del fenomeno dell’abusivismo commerciale seguendo precise determinazioni assunte in sede di Comitato Provinciale Ordine e Scurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Dario Caputo.

Massiccio il dispiegamento di forze di polizia distribuito lungo il “Viale Falcone – Borsellino” nell’ambito di un dispositivo costituito da agenti della Polizia di Stato, militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e personale della Polizia Locale del capoluogo. I servizi, attuati in base a precise direttive contenute in un’ordinanza emessa dal Questore Rosa Maria Iraci, hanno portato al sequestronumerose scarpe e borse con marchi contraffatti.

 

Un brutto incidente si è verificato questa mattina intorno le 11 lungo il viale dei Pini, trafficata arteria che taglia in due il quartiere balneare di San Leone, ad Agrigento. A scontrarsi, forse a causa di una manovra azzardata, un bus di linea della Tua e una Fiat Panda condotta da una 50enne di Agrigento.

Ad avere la peggio quest’ultima che, dopo l’impatto, è rimasta incastrata fra le lamiere della Panda. Sono stati i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Agrigento che, intervenuti sul posto insieme ad una pattuglia dei Carabinieri e al personale medico del 118, hanno estratto la donna dall’abitacolo.

Immediato il trasferimento presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove la donna è stata ricoverata. Non si conoscono ancora le reali condizioni di salute.

 

Il Tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Santo Lucia, ha annullato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Antonino Massaro, 61 anni, elettrauto di Licata finito nell’indagine “Halycon” con l’accusa di aver spifferato ad un membro del clan di Licata la presenza di cimici istallate dalle forze dell’ordine.

Su Massaro, dunque, non grava più alcuna misura cautelare. L’elettrauto era stato coinvolto nel secondo filone dell’inchiesta della Dda di Palermo e dei carabinieri del Ros che sta facendo luce sugli interessi della locale famiglia mafiosa.

In una intercettazione captata dalle cimici Massaro riferì – secondo l’accusa – a Giovanni Mugnos, considerato affiliato alla cosca licatese, di aver trovato una cimice ma di non poterla toccare.

 

L’assessore alle Politiche sociali di Agrigento, Gerlando Riolo, conferma il rientro in possesso da parte del Comune dell’immobile adibito a Boccone del povero in via Orfane.

L’assessore comunale alle Politiche sociali di Agrigento, Gerlando Riolo, interviene nel merito del caso del “Boccone del povero”, alloggiato nell’immobile comunale in via Orfane, di cui il Comune intende rientrare in possesso. L’assessore Riolo afferma: “Sì, è vero: il Comune intende recuperare il possesso e la disponibilità dei locali, a suo tempo concessi alla Congregazione Femminile ‘Suore Serve dei Poveri’, con concessione novennale ormai ampiamente scaduta e mai rinnovata. E ciò in un’ottica di razionalizzazione delle spese e di potenziamento delle entrate, come, peraltro, è stato comunicato già alle Suore con nota protocollo 12044 del 10 febbraio 2016. Alla Congregazione i locali sono stati concessi per la creazione di un Centro per anziani, mentre invece la Congregazione ha sub-concesso la disponibilità dei locali per la creazione di un servizio di ospitalità e di mensa al ‘Centro di ascolto e di accoglienza San Giuseppe Maria Tomasi Onlus’, senza averlo nemmeno preventivamente comunicato al Comune. Inoltre né tale Onlus, né la Congregazione delle Suore hanno mai comunicato al Comune le finalità dei ricoveri, le generalità degli ospiti e gli eventuali titoli per godere dell’accoglienza. Già dal 2015, anche per l’intervento della quarta Commissione Consiliare, è stata rappresentata alla Congregazione la scadenza della concessione novennale, mai rinnovata, e la conseguente necessità di regolarizzare il rapporto locativo. A tale scopo è stata effettuata una valutazione da parte della Commissione tecnica composta da Dirigenti del Comune di Agrigento ed è stata comunicata alla Congregazione, anche dietro sollecitazione degli Organi di controllo finanziario del Comune, l’entità della locazione degli ultimi 5 anni computata in complessivi 192.600 euro. Nel tempo sono stati effettuati diversi solleciti alla Congregazione e infine, in data 17 gennaio 2019, la Congregazione ha dichiarato la propria disponibilità al rilascio dell’immobile senza tuttavia volere sostenere l’onere finanziario derivante dalla occupazione protrattasi dopo la scadenza della concessione, ritendendola comunque compensata con l’importo di lavori asseritamente eseguiti all’interno dello stabile, comunque mai autorizzati. Concludendo si evince chiaramente che l’iniziativa del Comune è dettata esclusivamente da finalità di buona amministrazione dei beni patrimoniali del Comune. Altresì si evince che l’azione del Comune è stata ampiamente preannunziata alla Congregazione e alla Onlus “San Giuseppe Maria Tomasi”, che hanno avuto a disposizione ampi margini temporali per adottare le opportune iniziative per soluzioni alternative e che pertanto, qualora vi fossero delle persone con difficoltà abitative, di cui il Comune non ne è tuttora a conoscenza, la responsabilità non è certamente ascrivibile all’Amministrazione comunale”.

Inizia la “fase 2”: i beneficiari del reddito di cittadinanza convocati al Collocamento per eventuali proposte di lavoro. Arrestato beneficiario: ha sfruttato la moglie prostituta.

Il reddito di cittadinanza è denaro dei cittadini italiani contribuenti che serve solo per assistere o anche per favorire lavoro e occupazione? Lo si scoprirà presto perché adesso, a settembre, è appena iniziata la cosiddetta “fase 2” del reddito di cittadinanza, ossia 162.518 siciliani che beneficiano del reddito di cittadinanza, e così accade in tutta Italia, sono convocati negli uffici di collocamento e firmeranno il “patto per il lavoro”. Per orientare i beneficiari del reddito di cittadinanza sono stati assunti, con altri costi per i cittadini contribuenti italiani, i cosiddetti “navigator”, che forniranno assistenza tecnica a coloro che intascano il reddito di cittadinanza, perché negli uffici di collocamento non vi sarebbe stato personale adeguato a svolgere tale arduo compito. E il compito, oggettivamente, è davvero arduo. Infatti, se manca la materia prima, ovvero il lavoro, come si impasta la farina tra reddito di cittadinanza e navigator? Dunque, colui che incassa il reddito firma il “patto per il lavoro”, e così si dichiara pronto ad accettare almeno una delle tre offerte di lavoro che gli saranno proposte. Ritenete che in terra di Sicilia e, perché no, anche in Calabria, Puglia e su fino alla Campania, ciò accada? Imperversano dubbi, ma bisogna essere sempre ottimisti e attendere con pazienza la conclusione della “fase 2” del reddito di cittadinanza per scrivere nelle pagine della storia italiana se il reddito di cittadinanza del Movimento 5 Stelle è solo politica assistenziale improduttiva oppure no. E oggi alla ribalta delle pagine della cronaca siciliana è un catanese di 39 anni che due anni addietro ha sposato una donna di 42 anni originaria dell’Ecuador, una ecuadoregna, di mestiere “prostituta”, che è tra i mestieri più antichi della storia del pianeta, rispettabile come tanti altri a meno che non sia istigato, costretto e, soprattutto, sfruttato. E invece lui, il catanese, ha sposato l’ecuadoregna conoscendola come prostituta, al fine che lei, poi, mantenesse lui, e lui (che ingegno) ha nel frattempo ottenuto il reddito di cittadinanza perché disoccupato: e infatti ha lavorato per lui la moglie prostituta. Lui è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, perché non avrebbe esitato a vessare e picchiare la donna, rubandole spesso anche del denaro. All’ultima aggressione, condita da insulti e minacce di morte, la sventurata si è armata di coraggio e ha telefonato al 112. I Carabinieri sono intervenuti e hanno arrestato lui, con non poche difficoltà, perché lui ha resistito all’arresto e ha lanciato l’ennesima minaccia alla moglie. I Carabinieri lo hanno trasferito nel carcere di Piazza Lanza a Catania. E’ ancora in carcere? No, signori, ma scherzate? In Italia, ancora in carcere? Ahahah: il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania gli ha restituito la libertà, “vai pure figliolo”, obbligandolo però (e caspita) ad allontanarsi dalla casa coniugale, affittata e pagata dalla moglie, vietando a lui di avvicinarsi a lei e di comunicare con lei, e imponendogli l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Povera ecuadoregna!

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ma è Modo e Maniera !!! Realmonte, piazzetta di Punta Grande ore 02,00 “Città della Scala dei Turchi”. Domani tu mamma ti siederai, con i tuoi figli a giocare su quelle panchine di cemento, ignara dei pericoli per la tua salute e dei tuoi bambini. Chi passa a quest’ora dirà: Ma che bel panorama, sediamoci a fare due chiacchiere, OOH ma fosse, fosse la volta buona che a Realmonte si è realizzata l’Isola Ecologica tanto attesa, finalmente.
Vogliamo sapere chi ha fatto questo scempio.
Se sei Indignato e schifato di tutto questo, E AMI IL POSTO IN CUI VIVI dai forza alla Denuncia, CONDIVIDI anche Tu.

Ma è Modo e Maniera !!! Realmonte, piazzetta di Punta Grande ore 02,00 "Città della Scala dei Turchi". Domani tu mamma ti siederai, con i tuoi figlii a giocare su quelle panchine di cemento, ignara dei pericoli per la tua salute e dei tuoi banbini. Chi passa a quest'ora dirà: Ma che bel panorama, sediamoci a fare due chiacchiere, OOH ma fosse, fosse la volta buona che a Realmonte si è realizzata l'Isola Ecologica tanto attesa, finalmente.Vogliamo sapere chi ha fatto questo scempio.Se sei Indignato e schifato di tutto questo, E AMI IL POSTO IN CUI VIVI dai forza alla Denuncia, CONDIVIDI anche Tu.F.to. Consigliere Comunale di Realmonte. Dott. Antonino Sciarrone.

Pubblicato da Antonino Sciarrone su Domenica 1 settembre 2019

Consigliere Comunale di Realmonte. Dott. Antonino Sciarrone