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Sono iniziati da qualche giorno i lavori per la costruzione delle 240 cappelle gentilizie nel nuovo cimitero comunale di Aragona. Sul posto, per un sopralluogo, si è recato anche l’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Morreale che, insieme al sindaco Giuseppe Pendolino, dichiarano: “Finalmente i lavori sono cominciati e tutto procede per il verso giusto. Siamo enormemente soddisfatti per il risultato raggiunto da questa amministrazione”.

Il consiglio comunale di Palma di Montechiaro ha approvato gli equilibri di bilancio. E dalla giunta comunale è invece semaforo verde al consuntivo 2018. Il Comune di Palma già dallo scorso mese di aprile si è dotato del Bilancio, stabilendo una sorta di record per la velocità non solo in Sicilia, ma in quasi tutto il meridione d’Italia. Il sindaco Stefano Castellino commenta: “Gli equilibri di bilancio dovevano essere già approvati entro il 31 luglio scorso. Abbiamo tardato di un mese perché siamo stati impegnati nel grande evento di Dolce & Gabbana. Malgrado ciò si è riusciti ad apportare delle variazioni al fine di assicurare l’assistenza agli studenti disabili visto che l’anno scolastico sta per cominciare. Inoltre, sono stati recuperati fondi per la sicurezza, l’arredo e la valorizzazione del centro storico. Anche il consuntivo 2018 ha messo in risalto dei buoni numeri che ci consentono di affermare che il percorso di consolidamento dei conti pubblici continua senza avere sacrificato nulla di importante”.

La Cisl Funzione pubblica di Agrigento, tramite la dirigente Floriana Russo Introito, rilancia la richiesta di stabilizzazione dei 190 lavoratori precari del Comune di Agrigento. Russo Introito afferma: “Il tempo degli annunci è finito, così come è terminata la pazienza dei precari che hanno ormai paura che ogni promessa sia poco più che vuota propaganda. Alle buone intenzioni si aggiungano buone azioni e, soprattutto, con delle relazioni periodiche, si informino i tanti precari del Comune che oggi consentono alla macchina burocratica di continuare a camminare, di quanto si sta concretamente facendo per il loro futuro. E sui futuri contratti stabilizzati, se vi saranno, si applichino almeno 30 ore settimanali, dal momento che, diversamente, non sarebbero sufficienti le ore determinate dal contributo regionale al 31 dicembre 2015”.

E’ stata aggiudicata la gara d’appalto per i lavori a Lampedusa di risanamento degli alloggi popolari di via Largo Goito. Le opere sono state affidate all’impresa Geotec di Alcamo con un ribasso del 23,60 per cento. Le strutture da tanti anni versano in condizioni fatiscenti. Ammontano a quasi 400mila euro le risorse, attraverso l ‘Istituto autonomo case popolari di Agrigento. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, commenta: “A passo spedito il Governo Musumeci sta finalmente implementando, in tutta la Sicilia, le politiche abitative, tra tempi celeri e ritardi al minimo nell’assegnazione e avvio dei cantieri. A Lampedusa, in tal modo, vedranno presto la luce dodici nuove case a disposizione del tessuto sociale più debole dell’isola”.

Carola Rackete, la comandante della nave tedesca Sea Watch, per la quale la Procura di Agrigento ha disposto lo stato di fermo ai domiciliari, poi non convalidato dal Tribunale, per avere violato il divieto di approdo a Lampedusa e per avere investito una motovedetta della Guardia di Finanza, ha presentato alla Procura di Roma una denuncia per diffamazione contro l’ex ministro degli Interni, Matteo Salvini. La Procura di Roma, come atto dovuto, ha iscritto Salvini nel registro degli indagati, e ha trasmesso gli atti alla Procura di Milano, competente perché Salvini risiede a Milano. Carola Rackete, tra l’altro, pretende il sequestro degli account social di Matteo Salvini in ragione di quanto da lui scritto, ritenuto offensivo, diffamatorio e pericoloso per l’incolumità della stessa Rackete.

La Giunta regionale siciliana, su proposta del presidente Nello Musumeci, ha approvato gli atti necessari per procedere, a Cinisi in provincia di Palermo, alla espropriazione dell’edificio, e del terreno circostante, dove la mafia assassinò il 9 maggio 1978 Peppino Impastato. Il governo regionale ha impegnato 106.345 euro necessari per l’acquisizione dell’immobile. Il presidente della Regione, Nello Musumeci, commenta: “Con il provvedimento del Governo regionale manteniamo l’impegno assunto, anche da me in prima persona al tempo in cui guidavo la commissione Antimafia, nei confronti della famiglia Impastato e di tutta la comunità regionale. Quell’edificio diventerà bene pubblico e accessibile alla fruizione di tutti. Peppino Impastato rappresenta un simbolo della Sicilia onesta che ha combattuto, e deve continuare a combattere, la criminalità mafiosa e il malaffare. Per l’edificio, già dichiarato di interesse culturale con decreto di vincolo del 12 agosto 2014, vi è il progetto di fare un museo, un luogo della memoria che illustri alle nuove generazioni la storia di Peppino Impastato, indelebile esempio di legalità, coraggio e impegno etico che ha contribuito con la sua vita a costruire una società libera dalla mafia”.

Nel Catanese, a Misterbianco, i Carabinieri del Nas e del Nil, anti sofisticazioni e ispettorato del lavoro, hanno scoperto e sanzionato un caso di “caporalato”. In un magazzino di pochi metri quadrati, tra centinaia di cassette di legno accatastate, sono stati sorpresi a lavorare 6 immigrati dalla Nigeria, intenti a mondare senza sosta i prodotti della terra in un ambiente angusto e senza indumenti protettivi contro le esalazioni e il contatto continuo con le materie prime. L’attività è stata interrotta, sia per le gravi condizioni igieniche e sanitarie del laboratorio, che per la totale mancanza di requisiti per la tutela dei lavoratori, tutti assunti senza alcun contratto lavorativo. Uno di loro è privo di permesso di soggiorno, e per lui è stato emesso il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. L’imprenditore è stato denunciato e multato di circa 30mila euro.

Nel corso di un incidente probatorio, l’imprenditore Vito Nicastri, gia “Re dell’eolico”, ha confermato il pagamento di una tangente da 500mila euro destinata a dirigenti della Regione Siciliana per favorire gli interessi imprenditoriali nel settore delle energie alternative dello stesso Vito Nicastri, di suo figlio Manlio, e degli imprenditori genovesi Paolo e Francesco Arata, padre e figlio. Secondo quanto affermato da Vito Nicastri, del mezzo milione di euro, 100 mila euro sono stati già consegnati, ed il saldo sarebbe stato consegnato ad operazioni concluse. Vito Nicastri, sospettato di essere stato la “cassaforte” del boss latitante Matteo Messina Denaro, è stato interrogato a Palermo dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Guglielmo Nicastro, e dal pubblico ministero della Procura antimafia, Gianluca De Leo. Nell’ambito dell’inchiesta, sono stati arrestati l’ex dirigente dell’assessorato regionale all’Energia, Alberto Tinnirello, e l’ex funzionario dell’assessorato al Territorio e ambiente, Giacomo Causarano. E Vito Nicastri ha dichiarato: “A Causarano davo con cadenza quasi mensile somme di denaro in contante. Gli ho consegnato personalmente nei miei uffici circa 100 mila euro, in tranche da 10 mila, 12 mila euro, denaro che poi secondo quanto riferitomi da lui avrebbe dovuto consegnare a Tinnirello. Il denaro di volta in volta consegnato mi veniva fornito da Francesco Isca, in banconote da 50 e 100 euro”. Francesco Isca è un imprenditore trapanese più volte indagato per mafia e per avere riciclato i soldi delle cosche di Calatafimi.

A Raffadali, domenica prossima, 8 settembre, nella sala del consiglio comunale, alle ore 18, si svolgerà la cerimonia di consegna della 22esima edizione del Premio nazionale “Alessio Di Giovanni”, promosso dall’Accademia teatrale di Sicilia, che ha scelto i vincitori delle sezioni Poesie e Racconti del concorso letterario, ed ha assegnato i premi speciali. In particolare, il vincitore per poesia in italiano è Federico Guastella di Ragusa, e per poesia in siciliano Gaetano Lia di Monterosso Almo. Poi per racconto in italiano il vincitore è Gioacchino Di Giovanni di Bagheria, e per racconto in siciliano è Giuseppe Palumbo Piccionello di Gela.

Ad Agrigento oggi venerdì 6 settembre l’Arcidiocesi di Agrigento commemora la Dedicazione della Basilica Cattedrale San Gerlando. Il parroco della Cattedrale, don Giuseppe Pontillo, annuncia che dalle ore 19 in poi si celebra, in Cattedrale, una Santa Messa presieduta dall’arcivescovo, cardinale Francesco Montenegro. Lo stesso Pontillo aggiunge: “Dopo 8 anni si ritorna, riaperto il Duomo al culto, a celebrare la Festa della dedicazione, non più, come è stato fatto per 8 anni, sul sagrato della navata sud, ma sull’altare della Cattedrale”.