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Alcuni giorni addietro, al Videogiornale di Teleacras alcuni utenti dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento hanno segnalato, con delle foto testimonianza, la non praticabilità della statua di Padre Pio all’esterno dell’ospedale perché circondata da sterpaglie. Ebbene, il proliferare delle sterpaglie intorno all’ospedale di Agrigento sarebbe causa del proliferare di insetti, come una miriade di coleotteri, che sono degli insetti rossi, conosciuti come “settembrini”, e che hanno letteralmente assaltato gli interni dell’ospedale, poggiandosi su pareti, letti, cuscini e finanche sulle flebo. La direzione dell’Ospedale corre ai ripari e assicura: “Eseguiremo una disinfestazione straordinaria dell’area esterna dell’ospedale”.

Durante lo scorso fine settimana, le pattuglie della Sezione Polizia Stradale di Agrigento e dei dipendenti Distaccamenti di Sciacca e Canicattì, capitanate da Andrea Morreale, hanno sorpreso e sanzionato tre ubriachi alla guida in posti di controllo effettuati a San Leone. Si tratta di un uomo di Riesi di 33 anni, e di due agrigentini di 23 e 24 anni. Poi, il conducente di un camion autoarticolato adibito al trasporto di alimenti è stato multato perché ha manomesso l’impianto antinquinamento risparmiando sul costo dell’additivo Adblue, necessario per limitare al massimo le emissioni di biossido d’azoto dei motori diesel. Il trasportatore ha violato l’articolo 78 del Codice della Strada per avere alterato le caratteristiche tecniche costruttive del veicolo. Gli è stata sequestrata la carta di circolazione. Il mezzo per poter nuovamente circolare dovrà essere sottoposto a revisione, ripristinando la regolarità dell’impianto antinquinamento.

Un centinaio di passeggeri, che ieri mattina si sono presentati all’aeroporto internazionale di Malta per imbarcarsi alle ore 5:30 per Palermo, sono arrivati a destinazione soltanto 18 ore dopo. A causare il ritardo da record su una tratta di appena 45 minuti di volo, secondo la compagnia aerea – che si è scusata su Twitter – è stata la coincidenza di due aerei a terra per guasti tecnici (di cui uno perché colpito da un fulmine) e di un “picco di malattie” nel personale di volo. I passeggeri sono stati bistrattati per ore senza indicazioni sul destino del loro volo. Il ritardo sul Malta-Palermo, che è partito soltanto ieri sera alle 22:51 ed è arrivato alle 23:34, si è poi riflesso sui passeggeri del volo di ritorno a Malta.

E’ iniziato il tanto atteso smaltimento in altre discariche dei rifiuti indifferenziati accumulati nei piazzali della discarica di Bellolampo, in provincia di Palermo, dove la sesta vasca ha raggiunto il limite di contenimento. Giuseppe Norata, amministratore unico della Rap, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a Palermo, spiega: “15 mila tonnellate sono in fase di smaltimento. Abbiamo già iniziato a contrattualizzare con gli impianti individuati dal decreto regionale, tra Enna, Alcamo e Lentini, per il conferimento di una parte dei rifiuti indifferenziati di Palermo. Durante la settimana i mezzi per tale trasferimento sono non meno di 10 riuscendo a smaltire più di 2500 tonnellate al giorno. L’obiettivo è quello di aumentare più possibile i numeri di viaggi verso le discariche individuate, eliminando nel minor tempo possibile, con tutti i mezzi disponibili, il surplus giacente nei piazzali”.

Domani, mercoledì 11 settembre, innanzi a tutte le Prefetture siciliane, i lavoratori ex Lsu Ata utilizzati nel progetto cosiddetto “Scuole belle”, si incateneranno e inizieranno lo sciopero della fame. E perché? Perché, soprattutto tramite l’impegno sindacale della Usb, tali lavoratori hanno ottenuto, con la scorsa legge di Bilancio, l’assunzione negli organici delle scuole a decorrere dal primo gennaio 2020. Affinchè ciò si concretizzi manca solo la pubblicazione di un apposito decreto interministeriale tra i ministeri Istruzione, Lavoro ed Economia. Dunque, la manifestazione innanzi alle Prefetture serve a sensibilizzare il nuovo governo verso il risultato auspicato.

Da domenica scorsa a Pantelleria non vi è più traccia di un giovane di 21 anni originario di Palermo e residente a Padova, Federico Merlo. E’ stato impegnato in un’escursione con una canoa noleggiata. Il titolare del noleggio Vela ha denunciato il mancato rientro del giovane dal quale ha ricevuto in consegna il telefono cellulare. La canoa è stata trovata tra gli scogli, e poco lontano il giubbotto salvagente. Alle ricerche partecipano carabinieri, capitaneria di porto, vigili del fuoco, protezione civile e anche un elicottero del gruppo Sar di Trapani.

Anche per l’anno scolastico 2019 – 2020 la Provincia di Agrigento si è attivata, dal mese di luglio, per garantire la gratuità del servizio di trasporto degli studenti disabili gravi, che frequentano gli Istituti Superiori di competenza provinciale. Sul sito internet della Provincia sono consultabili le informazioni per richiedere il servizio. Inoltre la Provincia ha inviato agli Istituti Superiori di competenza un’apposita richiesta per conoscere i dati relativi agli studenti che hanno bisogno del servizio, nonché la documentazione necessaria per accedere al beneficio. Le famiglie interessate potranno rivolgersi al Settore “Politiche del Lavoro e dell’Istruzione” in Via Demetra ad Agrigento, oppure recarsi o telefonare alle sedi Ufficio relazioni con il pubblico della Provincia di Agrigento.

Udienza preliminare, davanti il gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco, per il 61enne Orazio Rosario Cavallaro, catanese di origine ma ravanusano d’azione, accusato dell’omicidio del bracciante agricolo licatese Angelo Carità, freddato con due colpi di calibro 9 il giorno di pasquetta dello scorso anno a Licata.  Il presunto killer ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, così come formalizzato ieri dalla difesa rappresentata dall’avvocato Antonino Casalicchio. E’ questa, dunque, la strategia difensiva che Cavallaro tenterà di seguire.

Un fatto di sangue culminato nella mattina del 2 aprile, giorni di pasquetta. Cavallaro si sarebbe recato in via Palma a bordo di una automobile – prestata da parenti – che non avrebbe potuto guidare perché sottoposto a sorveglianza speciale; lasciata l’auto a poche centinaia di metri si è avvicinato a Carità, che era a bordo della sua auto, e a bruciapelo ha sparato due colpi di pistola calibro 9 che hanno raggiunto alla testa la vittima. Una vera e propria esecuzione, anche crudele, dato che Carità non è morto sul colpo ma in seguito. Ci sono voluti quasi 6 mesi di incessanti indagini per arrivare a Cavallaro, esecutore materiale dell’omicidio, ma che con la vittima non aveva alcun collegamento diretto: non si conoscevano, non avevano nulla in comune. Proprio per questo motivo le indagini si sono rivelate più complesse del solito e, solamente grazie all’analisi di una enorme mole di immagini estrapolate dalle video-camere di sorveglianza del Comune, si è potuti risalire al killer.

Il punto di svolta, poi, è stato fornito dagli esami che i Ris dei Carabinieri hanno effettuato su un giaccone rinvenuto – a seguito di perquisizione – a casa di Cavallaro. Infatti sono state trovate tracce di sangue della vittima sul giubbotto ed il cerchio si è chiuso. Gli inquirenti hanno fin da subito battuto la pista che porta ad un altro omicidio, quello di Giovanni Brunetto, ucciso da Angelo Carità nel 2013 e per questo condannato all’ergastolo ma libero per decorrenza dei termini. Secondo la Procura Cavallaro avrebbe agito su commissione e ucciso Carità dietro compenso in denaro o con uno scambio di favori.

Il 4 novembre si torna in aula per la requisitoria del pm Chiara Bisso. La parte civile è rappresentata dagli avvocati Antonino Gaziano, Enza Gaziano e Salvatore Manganello.

 

La Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato un avviso di conclusione delle indagini per l’ipotesi di reato di diffamazione a carico del sindaco, Calogero Firetto, e del comandante della Polizia, Gaetano Di Giovanni. A ritenersi diffamato è un uomo non agrigentino che alcuni mesi addietro ha buttato la sua spazzatura non differenziata nel territorio comunale di Agrigento in contrada Fondacazzo. Le telecamere di video-sorveglianza lo hanno incastrato. Il filmato, con volto e targa dell’auto coperti, è stato diffuso sui social e alla stampa. Il querelante intende pagare la multa di oltre 600 euro ma, nel contempo, procede per diffamazione. Il caso solleva clamore: il sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, ha deciso di postare sui social le immagini di concittadini sorpresi ad abbandonare i sacchetti di immondizia ovunque, e ha scritto: “Ho riflettuto a lungo se pubblicare queste foto perché come sapete c’è di mezzo la privacy… Sapete che vi dico? Che ho deciso di fregarmene, perché mi sono rotto le pa..e.
Non ci sono parole per esprimere lo sdegno per un essere che fa del male a Cagliari, la sua città, e prende in giro la stragrande parte dei cittadini per bene. Vergogna, vergogna, vergogna”.

A Bivona dopo oggi anche domani e fino a venerdì 13, dalle ore 9 alle ore 13, nel Municipio si svolgeranno delle visite guidate con l’autore Paolo Cuccia per ammirare la straordinaria opera artistica che rappresenta la “Bivona di fine Ottocento”. Si tratta di un capolavoro artistico donato dal concittadino Paolo Cuccia alla comunità bivonese, frutto di un lavoro lungo e certosino, realizzato con dovizia di particolari che lo rendono unico nel suo genere. L’opera sarà poi esposta permanentemente nel palazzo comunale.