Home / 2019 / Settembre (Pagina 19)

Prosegue incessante l’impegno dei Carabinieri agrigentini nel contrasto all’abbandono indiscriminato di rifiuti ovunque, da parte di cittadini o di proprietari di attività commerciali. I Carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno sequestrato altri due siti adibiti a discariche abusive. Si tratta di un’area di 12 metri quadrati, nei pressi del viale Sicilia a Fontanelle, e di un’area di 10 metri quadrati in via dei Ragazzi del ’99 in città, tra rifiuti urbani domestici ed assimilabili, solventi e rifiuti pericolosi, rifiuti speciali, elettrodomestici, tutti rifiuti non differenziati. Le aree sequestrate sono state affidate al Comune, in attesa dei provvedimenti necessari allo smaltimento e al ripristino dei luoghi.

L’hanno salvata in extremis gli agenti della sezione Volanti della Questura di Agrigento.

Una donna di 44 anni, di Agrigento, è stata letteralmente afferrata dai poliziotti che sono giunti sul viadotto Morandi, luogo dove la donna aveva deciso di suicidarsi, dopo una segnalazione giunta ai centralini.

La donna, madre di due bambini, è stata poi trasportata in ambulanza dagli uomini del 118 per il ricovero, per i dovuti accertamenti, presso l’ospedale San Giovanni di Dio.

Non si conoscono le ragioni del tentativo di suicidio.

La Uil al lavoro affinché la proposta avanzata da Msc e Costa Crociere di investire a Porto Empedocle possa tramutarsi in realtà in tempi brevi. Il segretario provinciale Gero Acquisto, accompagnato da Manganella, ha incontrato il sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmina, che nei giorni scorsi ha avuto, a sua volta, un incontro con Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità portuale di sistema della Sicilia occidentale che ha confermato al primo cittadino l’attenzione delle due compagnie crocieristiche di investire nella Vigata di Camilleri.

Il sindaco, Ida Carmina, ci ha anticipato che a breve avranno inizio i lavori di rivalutazione del porto, in attesa poi del dragaggio. Verranno abbattuti i silos abbandonati, verrà realizzata la stazione marittima e bonificata l’area che dall’Enel conduce al centro abitato di contrada Cannelle. Queste opere sono già di per se importanti in vista del dragaggio che consentirà alle due compagnie crocieristiche di investire su Porto Empedocle. Come sindacato siamo fermamente convinti che il futuro turistico della nostra provincia passa anche attraverso le crociere che portano, settimanalmente migliaia e migliaia di persone che con le escursioni metteranno in moto la nostra asfittica economia. Lo sviluppo del territorio è al centro del nostro operato perché solo così si potranno creare nuovi posti di lavoro che daranno serenità a tante famiglie. Tra l’altro, proprio a Porto Empedocle a giugno ci saranno i primi diplomati dell’Istituto tecnico nautico che potrebbero trovare subito una occupazione. Pertanto, tutte le occasioni che ci si presentano dobbiamo coglierle al volo. Al turismo crocieristico crediamo fermamente tanto che come Uil organizzeremo un convegno ad hoc alla presenza dell’amministrazione comunale empedoclina e di rappresentanti del Governo regionale e centrale.

Quella che ci offrono la Msc e la Costa Crociere è una opportunità da cogliere al volo anche per la tante opere che verrebbero costruite. In particolare,  Si creerebbero, diversi nuovi posti di lavoro con l’indotto visto che il terminal a cui hanno pensato le società comprenderà l’accoglienza, ricezione e movimentazione dei crocieristi e dei mezzi in transito; la movimentazione e il controllo dei bagagli, provviste e merci necessarie all’attività delle navi da crociera; l’attività di safety e security, nonché vigilanza all’interno delle aree e delle strutture in concessione; la manutenzione, pulizia e servizi accessori; servizi bar, ristorazione e negozi; parking; servizio informazioni; organizzazione di attività ludiche e culturali, convegni e manifestazioni”. 

Momenti difficili per i dipendenti del Comune di Menfi che dal mese di luglio non percepiscono più lo stipendio. Il ritardo nei versamenti delle buste paga dipende dalla forte crisi finanziaria che sta colpendo (non solo) anche il comune belicino alle prese con l’approvazione del bilancio di previsione.

A segnalare la critica situazione è il gruppo di opposizione al consiglio comunale “Idea Menfi” che, nell’esprimere solidarietà al personale dipendente, ha sollecitato l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marilena Mauceri a trovare rapida soluzione alla problematica.

La Procura della Repubblica di Agrigento indaga per disastro colposo a seguito di quanto accaduto ad Agrigento al Viale della Vittoria in piazza Cavour dove poco prima dell’alba di mercoledì 18 settembre sono crollati parti del prospetto di una palazzina avvolta da un ponteggio montato per la ristrutturazione dell’immobile. Nel frattempo sono state precauzionalmente sgomberate non solo le abitazioni del palazzo interessato dal crollo ma anche di alcuni palazzi intorno, e ciò perché si ritiene che vi siano ancora parti pericolanti. Alcuni residenti nella zona ieri hanno letteralmente brancolato nel buio perché il Comune, da loro contattato, non è stato in grado di fornire alcun supporto né un orientamento, “dimostrando – sottolineano – l’incapacità e la non preparazione a gestire situazioni d’emergenza del genere”. Gli stessi residenti, in delegazione, si sono riuniti al mattino di oggi nei pressi della piazza Cavour.

Bacchettatore, fustigatore, più che politico è sembrato un sindacalista. Ha dato anche le pagelle e per le prossime amministrative ha consigliato di votare il suo pupillo, il dott. Franco Miccichè.

Non ha nemmeno lesinato di chiedere qualche voto (perché dopo le ultime esperienze di questo si tratta) ad un ex sindaco di Agrigento, il pluripregiudicato Calogero Sodano, definendolo “l’ultimo sindaco più importante che ha avuto la città dei Templi”.

E’ iniziata così la campagna elettorale dell’on. Roberto Di Mauro che ieri ha rilasciato una intervista al collega Arturo Cantella. Fermo e a tratti anche Churchilliano quando, ad un certo punto, in modo non molto subliminale, sostanzialmente ha dichiarato: “Qui comando io. Noi siamo pronti a condurre una campagna elettorale seguendo programmi e iniziative, ma se qualcuno pensa di fare della campagna elettorale una questione personale, sappia che noi siamo pronti per la guerra…”

I presupposti, per una guerra, ci sono tutti, anche se speriamo vivamente che tale circostanza possa essere solo una previsione. La campagna elettorale per le prossime amministrative è iniziata troppo in fretta e in modo non leggero.

Certo, prima di Sodano ad amministrare Agrigento c’era stato proprio Roberto Di Mauro; dunque l’attuale vice presidente dell’Ars appartiene alla categoria dei bravi sindaci; dopo Sodano (per Di Mauro) il fallimento totale.

Seppur stuzzicati dall’onorevole Roberto, facciamo finta di aver sentito male e ci limitiamo a dire soltanto che sia lui che Sodano si sono contraddistinti per vicende giudiziarie che non certo hanno fatto sorridere e rianimare la città di Agrigento.

Osannare un ex sindaco che è stato condannato definitivamente per fatti commessi proprio durante il suo mandato di primo cittadino non sembra essere un buon esempio, soprattutto per i più giovani.

Ed ancora. I ventenni di oggi non possono ricordare che una mattina la città di Agrigento è stata colpita e affondata da un vero e proprio terremoto politico. Una intera Giunta era stata arrestata.

Fatti, questi, avvenuti nel corso delle “amministrazioni brillanti” che, secondo Di Mauro, si sono fermate a Calogero Sodano e delle quali lo stesso Di Mauro ne ha fatto parte. Non solo; ma Di Mauro, nel frattempo è stato (ed è) per oltre venti anni una presenza di spicco nella Regione Siciliana; non si è limitato ad essere soltanto onorevole ma è stato più volte anche assessore. Non si ricordano atti eclatanti che siano stati effettuati a favore della Citta dei Templi.

Così come non sarebbe male sapere se quelle brillanti amministrazioni abbiano causato strascichi economici che possibilmente ancora imperano come gufi nelle già dissanguate casse comunali. I tempi erano sicuramente diversi e, all’epoca, amministrare era molto più facile. Non esisteva il patto di stabilità e non esisteva la razionalizzazione delle spese. Roma e Palermo inviavano fiumi di soldi e i finanziamenti oggi hanno subito una riduzione del tra il 65 e il 70%.

Non è un caso se, ancora oggi, o forse fino a pochissimo tempo addietro, l’architetto Ottavio Sodano, grande amico (non possiamo dire parente perché il figlio onorevole pentastellato ci ha smentiti…) e uomo di punta per tanti anni dell’amministrazione Calogero Sodano ancora oggi si presenta al primo piano del Comune, ufficio Ragioneria, per un “residuo” economico riguardante la realizzazione del progetto del Collegio dei Filippini.

E’ bello parlare e bacchettare, ma sarebbe altrettanto bello parlare con cognizione di causa e magari portare alla luce numeri e fatti che, probabilmente, ancora oggi e a distanza di decenni, fanno tremare le casse comunali agrigentine.

In attesa della conferenza stampa del candidato pupillo Francesco Miccichè, porgiamo distinti saluti.

Il presidente Musumeci all’Assemblea: “Stop al collegato e alla spesa: mancano all’appello 400 milioni di euro. La colpa è del governo Crocetta”. I dettagli.

“Signore e signori, la festa è finita”: in sintesi ecco il messaggio del presidente della Regione, Nello Musumeci, rivolto all’Assemblea Regionale impegnata nell’esame dell’ormai famigerato “collegato” alla Finanziaria, una sorta di ex tabella H in cui, secondo le intenzioni, dovrebbe rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta della Finanziaria per approvare in tempo, nel gennaio scorso, la Finanziaria e scongiurare l’esercizio provvisorio. E perché la festa è finita? E lo stesso Musumeci risponde: “Perché sono finiti i soldi, non c’è un euro. Stop al collegato”. E poi ha aggiunto: “Alla cassa della Regione mancano 400 milioni di euro, e la spesa è e sarà bloccata fino alla parifica del rendiconto da parte della Corte dei Conti”. Poi a Musumeci gli si domanda: “Per colpa di chi mancano all’appello 400 milioni di euro?”. E lui, in conferenza stampa, risponde: “Per colpa del governo Crocetta”. E Musumeci spiega: “Le responsabilità sono consacrate negli atti, nei documenti, che provano un nuovo disavanzo da 400 milioni di euro che con le nuove regole contabili – entrate in vigore appunto nel 2015, quando al governo c’era Crocetta – si sarebbe potuto spalmare in 30 anni. Allora il governo avrebbe dovuto cancellare le entrate previste solo sulla carta, che ammontano a 400 milioni di euro e che risalgono all’inizio degli anni ’90. Sommati ai 600 già scoperti in passato si arriva a un miliardo da coprire in 3 anni, per un disavanzo mostruoso che, complessivamente, inclusi quelli accumulati negli anni scorsi, ammonta addirittura a 7,3 miliardi di euro”. Poi Nello Musumeci annuncia che incaricherà un esperto di caratura nazionale al fine di accertare e rendere del tutto trasparente la condizione finanziaria della Regione, tra ieri, oggi e domani, una “operazione verità”. Poi Musumeci, a seguito dell’esperienza disastrosa dei collegati alla finanziaria, annuncia che non saranno più riproposti. Poi punta il dito contro l’Assemblea e sollecita l’approvazione della riforma dei rifiuti, e sottolinea: “E’ un disegno di legge approvabile in 10-15 giorni. Perché costringere la Sicilia sotto tale spada di Damocle?”. E dai banchi di Sala d’Ercole interviene il capogruppo del Partito Democratico, Giuseppe Lupo, che ribatte: “Invece di governare, il presidente Musumeci continua a fare una strumentale opposizione a Crocetta. Riconosca piuttosto i suoi errori che hanno di fatto paralizzato il Parlamento con una legge finanziaria a ‘puntate’, ovvero i collegati. Aspettiamo che il presidente Musumeci riferisca in Parlamento se è ancora in grado di realizzare il suo programma. In caso contrario ne tragga le conseguenze. Sappia che non può contare sui voti del Partito Democratico, che è all’opposizione ed è pronto ad affrontare le riforme di cui la Sicilia ha bisogno, non certo quelle della sua giunta che riteniamo dannose per la Regione, a partire dalla riforma dei rifiuti. Se Musumeci pensa di non avere i voti per attuare il suo programma ne tragga le conseguenze e liberi la Sicilia dalla paralisi del suo governo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Lui si chiama Ciro Zerella, classe 1993, studente in enologia e cantautore avellinese.
Zerella è il nome del suo gruppo o meglio ancora, del suo progetto.
Un progetto che nasce un po’ di anni fa, e che è maturato fino ad oggi anzi, fino a domani, quando sarà possibile ascoltare su Spotify il suo ultimo singolo, “Tutta Bianca”, il cui video sarà disponibile sulla piattaforma youtube, da fine settembre.

Cresciuto tra dischi e musicassette, inizia a scrivere canzoni al liceo. Il suo primo album “Sotto casa tua” esce nell’aprile del 2018 per l’etichetta Seahorse e da quel lavoro verranno estratti tre singoli: Nico, Terra Boa e Santiago Bernabeu.

Sempre nel 2018  Zerella è tra i finalisti del Sony Atv Camp e di Ossigeno Metropolitano, concorsi per autori di canzoni under 35. A Novembre viene lanciata e completata con successo, la campagna MusicRaiser per realizzare “Tutta Bianca”.

La prima volta che mi sono imbattuta nella musica di Ciro Zerella, diversi mesi fa, la prima cosa che è saltata alla mia attenzione, è stata che il ragazzo avesse della stoffa, che era alla ricerca della sua destinazione artistica, ma che aveva sicuramente imboccato la strada giusta. La cosa interessante è che mi è sembrato un originale, non mi ha ricordato nessuno, né nel presente, né tanto meno del passato, ed io ho l’età  – oltre che la conoscenza cantautorale –  per pescare eventualmente una somiglianza. Questa sua originalità mi ha portato a restare in attesa che altro accadesse, e così è stato.

Zerella, che come modelli ha cantautori come Dario Brunori e Niccolò Fabi, ha fatto – a mio avviso – un ottimo lavoro, con questo nuovo singolo. E’ un pezzo che ha un ritornello che si piazza in testa e non esce più; orecchiabile come i pezzi che si ricordano per una vita intera e amabile come un vino novello, che ti da piacere già dal primo sorso. Sarebbe potuto diventare tranquillamente il tormentone dell’estate se fosse uscito a giugno, e ha una struttura armonica che lo rende perfetto per le radio. Buono l’arrangiamento, ottima dizione, convincente e accattivante quel modo di cantare aperto, rotondo, pieno di sorrisi.

Interessante il testo.
Chissà se il cantautore pensava a una persona in particolare quando l’ha scritto. Sembra una lettera indirizzata a qualcuno che gli sta a cuore. Certo, si crede sempre che ci sia qualcosa di autobiografico in un lavoro realizzato da chi per mestiere scrive canzoni. Senza dubbio in questo pezzo traspare la condizione di chi ha lasciato la propria terra, ha incominciato altrove e ha provato ad essere felice, che ad essere felici “altrove”, non è mai cosa semplice, fin quando non ci si adagia in una quotidianità fatta di piccole cose che alla fine sanno essere appaganti. Quel “tutta bianca” è riferito ad una lavatrice, protagonista di un amore consumato in un tempo che scandisce una quotidianità che si ripete, che sembra apparentemente sempre uguale, ma che se ci fai caso, trasforma piano, piccoli desideri in realtà.

Ho avuto la possibilità di vedere in anteprima anche il video  – disponibile da fine mese su youtube – e sembra uscito dall’anno di nascita di Zerella, da quel non tanto lontano 1993.
Il video – la cui regia è di Roberto Gaita, il montaggio di Sergio Della Sala e con la partecipazione di Annalisa Fortunato – è anacronistico tanto quando basta per fare un salto nel passato in cui tutto è com’era, tranne quella lavatrice “tutta bianca”. Azioni ripetute, ma mai uguali.

Invitandovi ad pre-salvare il video su Spotify 
per ascoltarlo da domani 20 settembre 2019,
e pre-ordinarlo se vi va su Apple Music o su Google Play
vi lascio con una piccola curiosità che potrete scoprire da voi, tra qualche giorno quando uscirà il video.

Ho trovato sagace l’incipit del video, che parte con una citazione di Sigmund Freud, tratta da “Al di là del principio di piacere“, libro che conosco molto bene; quella citazione mi ha fatto sorridere, e mi ha fatto capire che di Ciro Zerella sentiremo parlare ancora a lungo e che sarà in grado di dare un bello slancio alla musica italiana.

 

Simona Stammelluti 

Il deputato regionale e vice presidente dell’Assemblea Regionale, Roberto Di Mauro, ha appena affermato alla stampa locale agrigentina che “l’esperienza da sindaco di Agrigento di Marco Zambuto non è stata esaltante, e che una sua riproposta per amministrare la città non sarebbe una novità”. E poi che “allo stato attuale amministrativo si registra una carenza di progetti e di investimenti da parte del Comune”.

L’intervista

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, annuncia che, dopo le verifiche preliminari, la Giunta regionale ha valutato positivamente la strategia di sviluppo urbano sostenibile della città di Agrigento, e ha approvato lo schema di convenzione tra Comune e Regione per “Agenda urbana”. Lo stesso Firetto aggiunge: “Firmeremo la convenzione esecutiva nei prossimi giorni. ‘Agenda urbana’ comprende una serie di azioni d’intervento pari a 17,5 milioni di euro. La città ha saputo dimostrare al Dipartimento regionale della Programmazione di essere in grado di programmare. Tra gli obiettivi vi sono lo sviluppo del settore turistico come elemento trainante del futuro della città, il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e dei turisti, la messa a sistema degli attrattori culturali e la condivisione delle finalità con i privati per strutturare reti di imprese orizzontali e di filiera, attività culturali e di volontariato sociale. Tra le altre iniziative vi sono interventi sulla mobilità sostenibile, la riduzione della dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali e l’innalzamento degli standard dei servizi urbani”.