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A Polizzi Generosa, in provincia di Palermo, un operaio di 38 anni, Francesco Battaglia, di Cefalù e residente a Collesano, è morto verosimilmente colpito da un fulmine. L’uomo è stato intento a lavorare per conto di un’impresa di raccolta dei rifiuti nelle Madonie. E’ stato sul cassone del mezzo per la raccolta della spazzatura quando, secondo le prime testimonianze, è stato fulminato. L’uomo ha le mani nere e non ci sono segni di impatto con il mezzo. Il comandante dei vigili urbani, Gioacchino Lavanco, afferma: “Sembra che l’operaio sia stato colpito da un fulmine. Il mezzo è stato sequestrato e il corpo dell’operaio è stato portato nell’obitorio del cimitero”. Il sindaco di Polizzi Generosa, Giuseppe Lo Verde, aggiunge: “Siamo stati investiti da una bomba d’acqua. Siamo sconvolti per quanto successo”.

Il tribunale di Siracusa, presieduto da Giuseppina Storaci, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ex sindaco di Augusta, Massimo Carrubba, dalle imputazioni di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. L’ex assessore Antonio Luigi Giunta è stato prosciolto dall’imputazione di voto di scambio per intervenuta prescrizione. Le contestazioni di reato si riferiscono alle elezioni Amministrative e alle Regionali del 2008, e a presunti contatti con esponenti del clan Nardo di Lentini. Carrubba si è dimesso da sindaco nel 2012, e il Comune di Augusta è stato sciolto nel 2013 per presunte infiltrazioni mafiose. Il pubblico ministero, Andrea Ursino, ha invocato la condanna dell’ex sindaco a 5 anni di carcere.

A Cefalù, in provincia di Palermo, i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato tre indagati per spaccio di cocaina. Si tratta di Ignazio D’Antoni, 52 anni, agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, Marco Marsala, 40 anni, in carcere, e il fratello Giuseppe Marsala, 43 anni, anche lui in carcere. Le attività di spaccio avrebbero procurato lauti guadagni, anche oltre 10.000 euro al mese durante il periodo estivo. Nel corso delle indagini state tratte in arresto in flagranza di reato 7 persone e sequestrati complessivamente oltre 150 grammi di cocaina che venduta al dettaglio avrebbe fruttato oltre 25.000 euro.

Ad Agrigento, lunedì prossimo, 16 settembre, al Circolo Empedocleo, in via Atenea, alle ore 18:30, ad ingresso gratuito, si svolgerà la 19esima edizione del premio internazionale “Pergamene Pirandello”, assegnato quest’anno a prestigiose compagnie di teatro regionali siciliane: Cgs Karol di Mario Sorbello/Catania, Teatròn di Salvo Ciaramidaro/Marsala, CoontemplAttivi di Massimiliano Arena/Naro, I Sognatori di Giovanna Messina/Agrigento, Teatro da Camera Empedocleo di Adamo-Gaziano/Agrigento, Concordia di Angelo Cinque Raffadali/Agrigento, La Giara di Alfio Russo Fontanelle/Agrigento, e la compagnia Pirandelliana di Lillo Zarbo Canicattì. Una Pergamena d’Onore alla carriera sarà conferita a Giorgio Magnato, decano del teatro Pirandelliano, per la diffusione del teatro di Pirandello nel mondo, e una Targa speciale al presidente del Circolo Empedocleo, Giuseppe Adamo, per la felice intuizione delle stagioni di Teatro da Camera. La cerimonia come ogni anno sarà condotta da Egidio Terrana con l’attrice del Pirandello stable festival, Maria Grazia Castellana.

La Provincia di Agrigento si dota di un nuovo regolamento per contrastare l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti nel territorio provinciale di competenza. Tale regolamento servirà a supporto dell’installazione e utilizzo di impianti di video-sorveglianza mobile, le cosiddette foto-trappole, nel rispetto della normativa in materia di trattamento dei dati personali. Le immagini saranno utilizzate per la contestazione delle violazioni relative all’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti. La tecnologia usata garantirà un’adeguata protezione contro l’accesso e l’utilizzo non adeguato delle immagini. L’accesso e l’esportazione delle immagini registrate sarà effettuato solo da personale incaricato della Polizia Provinciale.

La sindaca di Montevago e deputata regionale dell’Udc, Margherita La Rocca Ruvolo, annuncia che è stato firmato dal dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Energia, Salvatore D’Urso, il decreto di proroga per un anno dell’autorizzazione per l’estrazione di calcare dalla cava della Calcestruzzi Belice. La stessa La Rocca Ruvolo aggiunge: “La Calcestruzzi Belice potrà così continuare a lavorare in attesa che l’assessorato Territorio e Ambiente rappresenti la questione alla commissione Via (valutazione impatto ambientale) e, una volta ricevuto il parere, rilasci la regolare autorizzazione per 15 anni. Ho appreso oggi con grande soddisfazione questa notizia e ringrazio sempre il dirigente D’Urso per l’attenzione mostrata nei confronti del nostro territorio”.

E’ iniziato lo svuotamento della discarica di Bellolampo, in provincia di Palermo, da tonnellate di rifiuti accumulate nei piazzali antistanti, che tanta apprensione e proteste hanno provocato tra gli abitanti del circondario. Nel frattempo, la Procura della Repubblica di Palermo ha avviato un’inchiesta per inquinamento ambientale. Secondo quanto pubblica l’agenzia Ansa, sarebbero indagati l’ex direttore generale del dipartimento rifiuti dell’assessorato regionale all’Energia, Maurizio Pirillo, e poi Marianna Grillo, direttore generale per i rifiuti e l’inquinamento del ministero dell’Ambiente perchè l’impianto di bio – trattamento sarebbe inadeguato. L’indagine riguarda anche i ritardi nella costruzione della settima vasca ma, in tale caso, non vi sarebbero indagati al momento. Nel fascicolo vi sono atti, fotografie e relazioni ambientali, come una dell’Arpa, secondo cui la discarica di Bellolampo costituisce “imminente minaccia di danno ambientale”. Da diversi anni ormai la discarica è al centro dell’attenzione dei politici e della magistratura, con sequestri e dissequestri, per la situazione di emergenza dovuta al riempimento delle vasche, ai danni ai macchinari, e agli incendi che divampano improvvisi.

Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, la pubblico ministero, Emiliana Busto, ha chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di carcere a carico di un uomo di 24 anni di Palma di Montechiaro, imputato di maltrattamenti in famiglia e stalking per avere, per anni, perseguitato e picchiato l’ex convivente, all’epoca di quanto sarebbe accaduto minorenne, tra il 2015 e l’ottobre del 2017. Il processo si svolge in abbreviato innanzi al giudice per le udienze preliminari Stefano Zammuto.

L’associazione ambientalista MareAmico, coordinata da Claudio Lombardo, rileva che ad Agrigento l’inquinamento ambientale non è mai stato affrontato seriamente. Lombardo spiega: “Ovunque vi sono condotte scoppiate, acque bianche che passano nelle fogne e viceversa, depuratori che non funzionano e tanto altro.
Da tempo in via Universo, a sud del villaggio Mosè, un’impresa ha scavato, ha trovato una condotta di acque bianche completamente distrutta, ma non l’ha riparata. Durante le prossime piogge questa zona sarà allagata e tutto finirà nel mare delle Dune”.

OVUNQUE PROBLEMI AMBIENTALI…

Ad Agrigento il problema ambientale non è mai stato affrontato seriamente. Ovunque condotte scoppiate, acque bianche che passano nelle fogne e viceversa, depuratori che non funzionano, etc etc.Da tempo in via Universo (a sud del vill. mosè) una ditta ha scavato, ha trovato una condotta di acque bianche completamente distrutta, ma non l'ha riparata. Durante le prossime piogge questa zona verrà allagata e alla fine tutto finirà nel mare delle dune.

Pubblicato da Mareamico Delegazione Di Agrigento su Martedì 10 settembre 2019

Se non fosse tragico, verrebbe da dire “meno male che l’acqua la danno solo due volte a settimana”. E’ la considerazione dei residenti di via Garibaldi, all’altezza del civico 139, la stradina che conduce alla chiesa San Francesco di Paola ad Agrigento, dove da anni, una rottura delle tubazioni, causa ogni mercoledì e sabato mattina, copiose perdite idriche, oggi trasformatesi in zampilli, segno che il danno continua ad estendersi e che chissà come incide nella stabilità del sottosuolo. Negli anni, sollecitati dai residenti, gli operai di Girgenti Acque hanno scavato e richiuso la strada ma senza risolvere il problema. Questa mattina, il quartiere si è svegliato con l’acqua che zampillava per strada. Ma degli operai nessuna traccia.