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Un incidente lungo la strada provinciale 386, che collega Ribera alla statale 115, ha provocato la morte di una donna di 70 anni, Giovanna Aleonero, di Calamonaci, alla quale, per cause in corso di accertamento, è sfuggito il controllo della propria automobile, una Toyota Yaris. Il mezzo si è schiantato contro un muro di cemento armato. L’anziana è deceduta poche ore dopo il ricovero in Ospedale. I rilievi del sinistro sono stati eseguiti dai Carabinieri.

Lungo lo scorrimento veloce Palermo – Sciacca, statale 624, i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato due palermitani, uno di 26 e l’altro di 32 anni, che in prossimità di un posto di blocco hanno lanciato fuori dal finestrino dell’auto due involucri. Dall’ispezione del contenuto e dalla perquisizione sono emersi 385 grammi di hashish, 10 grammi di cocaina, e 290 euro. Risponderanno di detenzione di sostanze stupefacenti a fine di spaccio, e uno dei due anche di guida senza patente.

Ad Agrigento, lunedì prossimo, 16 settembre, al Circolo Empedocleo, in via Atenea, alle ore 18:30, ad ingresso gratuito, si svolgerà la 19esima edizione del premio internazionale “Pergamene Pirandello”, assegnato quest’anno a prestigiose compagnie di teatro regionali siciliane: Cgs Karol di Mario Sorbello/Catania, Teatròn di Salvo Ciaramidaro/Marsala, CoontemplAttivi di Massimiliano Arena/Naro, I Sognatori di Giovanna Messina/Agrigento, Teatro da Camera Empedocleo di Adamo-Gaziano/Agrigento, Concordia di Angelo Cinque Raffadali/Agrigento, La Giara di Alfio Russo Fontanelle/Agrigento, e la compagnia Pirandelliana di Lillo Zarbo Canicattì. Una Pergamena d’Onore alla carriera sarà conferita a Giorgio Magnato, decano del teatro Pirandelliano, per la diffusione del teatro di Pirandello nel mondo, e una Targa speciale al presidente del Circolo Empedocleo, Giuseppe Adamo, per la felice intuizione delle stagioni di Teatro da Camera. La cerimonia come ogni anno sarà condotta da Egidio Terrana con l’attrice del Pirandello stable festival, Maria Grazia Castellana.

La Ciclat Trasporti Ambiente ha impugnato gli atti relativi alla procedura seguita dall’Aro rifiuti Canicattì – Camastra per l’affidamento del servizio di raccolta e trasporto rifiuti urbani per 7 anni e per 30 milioni e 182mila euro, aggiudicata all’Ati (Associazione temporanea di imprese), con capogruppo la Sea (Servizi ecologici ambientali srl), rappresentata e difesa dall’avvocato Girolamo Rubino. Già il Tar ha respinto il ricorso della Ciclat che, tuttavia, ha proposto appello in secondo grado al Cga, il Consiglio di giustizia amministrativa, che ha disposto una verifica, affidata al Ministero dell’Ambiente, sui punteggi assegnati dalla commissione giudicatrice. A tal proposito, l’avvocato Rubino, nell’interesse della Sea, ha eccepito che, secondo un univoco insegnamento giurisprudenziale, le valutazioni operate dalle commissioni di gara sulle offerte tecniche delle imprese, in quanto espressione di discrezionalità tecnica, sono sottratte al sindacato di legittimità del Giudice Amministrativo, a meno che non siano manifestamente illogiche o irrazionali. Il verificatore nominato dal Cga ha ritenuto ragionevoli e attendibili tutti i punteggi, tranne soltanto uno, rivelatosi però non influente nella scelta. Pertanto, il Cga, condividendo le tesi difensive dell’avvocato Rubino, ha respinto l’appello della Ciclat, che pagherà le spese giudiziali. La Sea proseguirà l’esecuzione dell’appalto per sette anni.

Giovanni Brusca ha deposto al processo ordinario d’Appello sulla presunta “trattativa” tra Stato e mafia. Adesso attesi all’Ucciardone Berlusconi, Di Pietro, Caselli e Violante.

Lo scorso 29 aprile a Palermo, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise d’Appello, presieduta dal giudice Angelo Pellino, è iniziato il processo ordinario di secondo grado sulla presunta “trattativa” tra Stato e mafia all’epoca delle stragi tra il 1992 e il ‘94. Adesso, tra gli altri, è stato ascoltato come testimone il collaboratore della Giustizia, Giovanni Brusca, citato dalla Procura Generale rappresentata in Aula da Giuseppe Fici e Sergio Barbiera. Brusca ha deposto in riferimento, soprattutto, al progetto di attentato contro l’ex ministro Calogero Mannino, e ha dichiarato: “Subito dopo la sentenza definitiva in Cassazione e le condanne al maxi processo, Cosa Nostra ha progettato di togliere di mezzo giudici come Falcone e Borsellino, ma anche politici come Martelli, Vizzini e Mannino, perché dopo la sentenza serviva un futuro aggancio politico, e politici come Calogero Mannino dovevano essere tolti di mezzo perché, in parte, non avevano mantenuto gli impegni. Anche se di questo se ne occupava Totò Riina. Poi Mannino andava ucciso perché una volta non si mise a disposizione per l’aggiustamento di un processo, quello per l’omicidio del capitano Basile, sia in primo grado che in secondo. Riina era particolarmente interessato all’aggiustamento di quel processo ma anche le famiglie di Ciaculli e Resuttana. Si tentarono varie vie. Si cercò di sistemare le perizie, avvicinare i giudici popolari, e il Presidente della Corte”. E a proposito dell’omicidio del capitano Emanuele Basile, ucciso dalla mafia a Monreale il 4 maggio 1980 durante la festa del paese, Giovanni Brusca ha confermato: “Ho partecipato alla preparazione del delitto, ho preparato le armi, ho messo in contatto i soggetti. Ma dopo avere stabilito il da farsi mi hanno cacciato via perché potevo essere uno degli indiziati”. Poi ancora sul progetto di morte contro Mannino, Giovanni Brusca ha aggiunto: “L’ordine dell’attentato a Mannino mi fu trasmesso da Salvatore Biondino, che significa Riina. Dopo l’attentato a Falcone non ho avuto altro incarico se non la preparazione del progetto di attentato a Mannino. Per questo diedi incarico ad Antonino Gioé di studiare i suoi movimenti, a casa e allo studio. Io non mi sono mosso, c’ha pensato lui, al 99 per cento con Gioacchino La Barbera. Gioè era la mia spalla, il mio braccio destro. Lui e La Barbera erano pure sempre insieme, in simbiosi. L’attentato a Mannino sarebbe dovuto avvenire tra la strage di Capaci e quella di Via D’Amelio. Poi però Riina stoppò tutto. Ma non sono riuscito mai a parlarne direttamente con lui” – ha concluso Brusca. E il collaboratore Gioacchino La Barbera, ascoltato anche lui, ha dichiarato, invece, che l’attentato a Mannino è stato programmato dopo, tra settembre e ottobre. Il processo proseguirà il prossimo 19 settembre quando sarà ascoltato un altro pentito, Francesco Squillace. Poi le deposizioni di Silvio Berlusconi e Antonio Di Pietro sono in calendario il 3 ottobre, e il 24 ottobre deporranno Giancarlo Caselli e Luciano Violante, tutti e quattro nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

“La triste esperienza di una ragazza meridionale di Foggia, a cui è stata rifiutata la possibilità di sottoscrivere un contratto di locazione di un immobile nei pressi di Milano, da una donna dichiaratasi razzista ed orgogliosamente salviniana, da la misura della presenza di forme radicate di razzismo e di insopportabili diseguaglianze ancora presenti nel nostro Paese”.

A dichiararlo è il consigliere comunale di Forza Italia Giorgia Iacolino che continua: “Al di là della evidente rozzezza  senza appello di chi -rifiutando di concedere in locazione l’immobile-ha affermato che “terroni, neri e rom, per me sono la stessa cosa”,resta la considerazione che il clima di odio e di tensione sociale abbia riacceso il contrasto,mai spento del tutto,Nord-Sud.

All’esordio del nuovo anno scolastico potrebbe tornare utile per il ministro della Pubblica Istruzione-o semplicemente una linea guida di buon senso per le scuole ed i docenti-la previsione di un offerta formativa che riscopra il rispetto delle tradizioni e della specificità dei territori del popolo italiano.

Perché prima di conoscere l’Europa ed il mondo-conclude Giorgia Iacolino-la scuole e la famiglia dovrebbero insegnare la storia della Patria e preparare al rispetto dell’altro, senza pregiudizi o sgangherati comportamenti, infarciti di ignorante  e bieco provincialismo”

Un agrigentino di 40 ha denunciato l’ex suocero accusando di averlo aggredito e picchiato lungo i corridoi dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

Pare che il quarantenne fosse andato al nosocomio di contrada Consolida a trovare il figlioletto vittima di un incidente domestico e l’sx suocero non avrebbe gradito la sua presenza.

L’uomo, separato dalla moglie, sarebbe stato aggredito appena giunto in ospedale con la figlia e con il piccoletto.

Il quarantenne ha formalizzato querela di parte e ora la questione è in mano alla polizia che sta vagliando la posizione dei due.

 

Gravissimo incidente stradale nella notte, intorno alle 3:30 a Racalmuto.

Un ragazzo Angelo Macaluso, 25anni di Racalmuto, stava facendo rientro a casa, in contrada Comete, quando per cause in fase di accertamento, l’auto si è ribaltata ed è rimasto gravemente ferito.

Estrapolato dalle lamiere dai Vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì, ed è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Agrigento dove è morto poco dopo per un arresto cardio respiratorio.

Sul posto i carabinieri della stazione di Racalmuto, i carabinieri della radiomobile di Canicattì che stanno indagano sulla vicenda.

 

Nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Discount”, l’imprenditore agrigentino, Giuseppe Burgio, è stato già condannato in primo grado a 8 anni di reclusione per bancarotta fraudolenta a seguito al crack finanziario del gruppo a lui legato e impegnato nel settore della distribuzione alimentare. Ebbene, adesso una seconda tranche della stessa inchiesta approda in Tribunale. Infatti, la Procura della Repubblica di Agrigento, tramite la sostituto procuratore Alessandra Russo, ha chiesto il rinvio a giudizio di 20 imputati, compreso Burgio, ai quali si contesta, a vario titolo, di aver permesso, non impedendola, anzi in alcuni casi assecondandola e favorendola, la distrazione di circa 50 milioni di euro che sarebbero transitati da una società all’altra sempre riconducibile al gruppo Burgio. Si tratta di consiglieri di amministrazione, componenti del collegio sindacale, liquidatori della “Ingross srl” e della “Centro distribuzione alimentari spa” e funzionari dell’Unicredit. I 20 imputati risponderanno il prossimo 11 ottobre all’appello del giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Marco Salvatori, che deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. I reati contestati sono il concorso in bancarotta fraudolenta e il falso.

I 20 imputati sono:
Antonio Oddo, 60 anni di Favara (ex consigliere amministrazione); Antonio Listo, 37 anni di Agrigento (ex consigliere amministrazione); Calogero Burgio, 68 anni di Agrigento (presidente collegio sindacale); Antonio Martoriello, 53 anni di San Cataldo (liquidatore); Enzo Penna, 76 anni di Agrigento (liquidatore); Salvatore Rizzo, 70 anni di Racalmuto (presidente collegio sindacale); Costantino Verbari, 60 anni di Agrigento ma nato a Melito Porto Salvo (liquidatore); Francesca Burgio, 60 anni di Agrigento (liquidatore); Angelo Nicastro, 59 anni di Agrigento (liquidatore); Rosario Giordano, 46 anni di Gela (liquidatore); Tiziana Ragusa, 47 anni di Gela (liquidatore); Corrado Listo, 70 anni di Canicattì (ex consigliere amministrazione); Ciro Sansone, 75 anni agrigentino originario di Acquasanta Terme (liquidatore); Leira Sansone, 49 anni di Agrigento (liquidatore); Luigi Gentile, 60 anni di Raffadali (liquidatore); Pasquale Pinio, 62 anni di Palermo (responsabile pro tempore filiale Unicredit Agrigento); Salvatore Malandrino, 59 anni di Siracusa (responsabile pro tempore Area Unicredit); Giovanni Previte, 59 anni di Catania (responsabile pro tempore area monitoraggio Unicredit Palermo); Marcello Villa, 63 anni di Roma (responsabile area restructuring Unicredit Roma); Giuseppe Burgio, 55 anni di Porto Empedocle.