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Ancora una tragedia lungo le strade agrigentine dove negli ultimi giorni si sono verificati ben tre incidenti mortali. Come quello avvenuto nella tarda mattinata di oggi all’interno della galleria Magone lungo la strada statale 115 tra Agrigento e Ribera, dove ha perso la vita Giuseppe Terrasi, 58 anni di Ribera.

L’impatto, violentissimo, tra un camion e il trattore su cui viaggiava Terrasi. Non c’è stato nulla da fare per il 58enne che è deceduto immediatamente dopo il terribile schianto.

Sul posto è presente il personale di Anas per “il ripristino della normale circolazione nel più breve tempo possibile”. Il traffico nella zona è provvisoriamente regolamentato in regime di senso unico alternato. Delle dinamiche dell’incidente si stanno occupando gli agenti della Polizia Stradale di Agrigento, insieme ad una squadra di Vigili del Fuoco, i Carabinieri e gli operatori del 118.

Ha rimproverato un minorenne ospite di una comunità per ragazzi difficili ed è stata presa a schiaffi da un quattordicenne.

E’ successo ad Agrigento lo scorso pomeriggio all’interno di una struttura che ospita minori.

A scagliarsi contro l’educatrice uno degli ospiti, un 14enne che è andato in escandescenza colpendo con diversi schiaffi l’educatrice che è anche caduta a terra. A riportare la calma i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento che, interventi sul posto, si sono assicurati delle condizioni della donna che è stata accompagnata in ospedale per le cure del caso.

Se la caverà con qualche giorno di prognosi. Il 14enne, in quanto tale, per la legge italiana non è imputabile.

Colpo in un bar-tabacchi lungo la strada statale 115 in territorio di Montallegro. Ignoti hanno razziato l’attività portando via Gratta&Vinci e denaro contante dopo aver tagliato la corrente e disattivato l’impianto di video-sorveglianza.

Un colpo ben studiato il cui ammontare è stato calcolato in almeno mille euro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione che hanno avviato le indagini.

La Corte suprema di Cassazione, terza sezione penale (Vito Di Nicola, presidente; Giuseppe Noviello, relatore) ha accolto il ricorso della Procura della Repubblica di Agrigento avverso il dissequestro del Castello Colonna di Joppolo Giancaxio (nelle disponibilità del sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, e del fratello Mirko, entrambi indagati per abusivismo edilizio) disposto nel gennaio scorso dal Tribunale del Riesame di Agrigento (presidente Wilma Mazzara).

La Cassazione ha disposto, dopo aver elencato una serie di principi a fondamento della propria decisione, “l’annullamento dell’ordinanza impugnata, con rinvio alla sezione riesame del Tribunale di Agrigento per nuovo esame da svolgere alla luce dei principi indicati”.

Quindi ci sarà un nuovo giudizio che stabilirà se mantenere sotto sequestro la struttura, che è stata adibita come sede per matrimoni, o meno.

La vicenda è nata nel dicembre dello scorso anno quando il Gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano – su richiesta del procuratore aggiunto Salvatore Vella e del sostituto Antonella Pandolfi – firmò il sequestro del Castello Colonna di Joppolo Giancaxio, misura che venne eseguito dai carabinieri della locale stazione unitamente ad agenti della Polizia Giudiziaria.

Alla base del sequestro l’accusa di avere realizzato opere non conformi alla normativa urbanistica ed edilizia con conseguente pregiudizio per un bene  dichiarato, con apposito decreto assessoriale, di interesse storico e culturale.

La notizia del sequestro, nell’arco di soli cinque giorni, comportò una pioggia di disdette di banchetti nuziali prenotati per tutto il 2019, con notevoli danni economici e disagi per tutti coloro i quali a pochi giorni dalla nozze hanno dovuto rinunciare all’elegante struttura e riparare su altre.

Adesso, la decisione della Suprema Corte che è del 4 giugno scorso ma depositato una settimana fa.

Centra in pieno uno scooter con a bordo un diciottenne che stramazza al suolo e, piuttosto che sincerarsi delle sue condizioni e prestare soccorso, decide forse in preda al panico di fuggire e far perdere le proprie tracce.

E’ durata qualche ora la “fuga” di una donna di Favara che è stata rintracciata, identificata e denunciata per omissione di soccorso. Alla ragazza, oltre la denuncia, è stata ritirata immediatamente la patente.

Il fatto è avvenuto la scorsa giornata lungo via Crispi, a Favara. La donna a bordo di una Renault Megane, forse durante una manovra azzardata, avrebbe colpito in pieno lo scooter condotto dal ragazzo. Poi la fuga.

Sono state le forze dell’ordine a rintracciare la ragazza e denunciarla. Il centauro, invece, è stato trasportato al “San Giovanni di Dio” per le cure mediche del caso. Non è in pericolo e ha riportato qualche trauma sparso.

Domenica 29 settembre ultimo appuntamento con il treno storico

con 10 euro (da qualunque stazione di partenza ) oltre al viaggio A/R sulle vetture centoporte i viaggiatori avranno incluso nel prezzo del biglietto:

• accesso gratuito alla valle dei templi;

• transfer dalla Valle al centro storico di Agrigento;

• degustazione al ristorante Terracotta;

Partenza dalle stazioni di:
– Caltanissetta
– Serradifalco
– Canicattì
– Racalmuto
– Grotte
– Aragona Caldare
– Agrigento Bassa

ATTENZIONE: puoi acquistare il biglietto direttamente su www.trenitalia.com inserendo come località di partenza Caltanissetta e arrivo a Tempio Vulcano e selezionando la tariffa RAGAZZI (10 euro)

Nb per la visita della Kolymbetra è previsto un contributo di 2 euro per il Fondo Ambiente Italiano.

Lo scontro tra Governo Musumeci e Assemblea sul disastro finanziario alla Regione: l’intervento dell’assessore all’Economia, Armao, in Commissione Bilancio.

Alla Regione è crisi finanziaria, la spesa è bloccata, e tra Assemblea Regionale e Governo Musumeci è scontro su trasparenza e responsabilità perché il Governo – come ha rimproverato il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè – non avrebbe tempestivamente informato i deputati sul disastro incombente e sul perché. L’assessore regionale all’Economia, e vice presidente della Regione, Gaetano Armao, strattonato da una parte all’altra, si riannoda la cravatta e interviene nel merito della contesa. Armao ammette: “Sì, la Regione è in difficoltà”. Poi precisa: “Ma non perché il governo Musumeci abbia male gestito”. E poi spiega: “Al contrario: in 20 mesi il deficit complessivo maturato in 30 anni è stato già diminuito di oltre il 10%. E a proposito della trasparenza, non è vero che il Governo abbia tenuto l’Assemblea all’oscuro della difficile situazione finanziaria. La Corte dei Conti ha chiesto un approfondimento sui bilanci di ben 30 anni solo dopo l’ultima seduta della commissione Bilancio dell’Assemblea. E l’accertamento è stato condotto in pieno agosto quando l’Assemblea è stata chiusa per ferie. Glielo abbiamo comunicato con una nota il primo giorno al rientro dalle ferie, esattamente il 9 settembre”. L’assessore Gaetano Armao si è presentato in Commissione Bilancio, con una relazione di 11 pagine, e alla domanda sulla causa del deficit ha risposto: “La causa del maggiore disavanzo risale soprattutto a due operazioni nel 2004 e nel 2009 che hanno accertato crediti della Regione Sicilia verso lo Stato per quasi 1 miliardo di euro, e poi tali crediti, iscritti a bilancio come entrate, si sono rivelati inesistenti”. Poi Armao si sofferma e vanta il merito dell’operazione “Verità” sulla cassa della Regione intrapresa dal governo in carica, e arringa così: “Quello svolto è stato un lavoro molto complesso e senza precedenti, ed ha riguardato oltre 64 mila capitoli in uscita e 14 mila in entrata, per circa 30 esercizi finanziari, coinvolgendo l’intera amministrazione finanziaria regionale e partendo da un maggior disavanzo ulteriore di 2,7 miliardi. Purtroppo adesso il maggior disavanzo nascosto sotto il tappeto lo si deve pagare con i bilanci correnti”. L’assessore all’Economia ha infine salutato i componenti della Commissione Bilancio a Sala d’Ercole rassicurandoli che entro la conclusione della legislatura, nell’autunno del 2022, saranno riallineati in positivo i conti della Regione.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Un nuovo dramma si è registrato, ieri, a Palermo, il protagonista un bambino di un anno e mezzo, che è stato trasportato, in un primo momento dal padre e dalla madre all’ospedale Di Cristina, dove i medici hanno sollevato i primi dubbi sullo stato di salute della creatura, disponendone il trasferimento, immediato, all’ospedale dei Bambini, con il successivo ricovero nel reparto di rianimazione.
I sanitari dell’ospedale dei Bambini hanno fatto la triste scoperta. Il piccolo  ha ingerito hashish e cocaina, hanno chiarito i medici!
I genitori, in visibile in stato di shock hanno atteso per ore il bollettino medico.
La vicenda ha destato stupore, portando i medici a segnalare l’accaduto alle forze dell’ordine.
Gli agenti della Polizia intervenuti nel nosocomio, hanno raccolto il racconto del padre, il quale ha riferito che il figliuolo – di soli 18 mesi – giocando per strada ha ingerito qualcosa che ha trovato sul selciato.
Quanto raccontato dall’uomo, non ha convinto gli agenti, che hanno deciso di proseguire con una perquisizione domiciliare, ottenendone un esito negativo.
Gli agenti, a loro volta hanno segnalato la vicenda al Tribunale dei Minori.
A distanza di 24 ore, le condizioni del bambino sono migliorate, ma la prognosi è, rimasta, riservata.
Proseguono le indagini da parte degli Agenti e della Magistratura, che per adesso sono rivolte ad ignoti.

Una bambina di 4 anni agrigentina ha bisogno di una ecografia al ginocchio sinistro. E’ malata di artrite reumatoide. Dentro al suo ginocchio le si accumulano liquidi, dolorosi, da monitorare e aspirare. La madre ha la ricetta. Si reca al Cup, il Centro unico prenotazioni dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento. Per effettuare l’ecografia al ginocchio la bambina è prenotata nel febbraio 2020. Nel frattempo il dolore prosegue. Il caso è segnalato, con e-mail firmata, dal dirigente regionale del sindacato Usb, Aldo Mucci, che afferma: “I genitori non hanno la possibilità economica per effettuare privatamente l’ecografia. Naturalmente abbiamo pensato di affrontare noi tutte le spese. Ma lasciateci dire una cosa: da questa storia emerge un fallimento della programmazione e della ‘governance’ della Sanità ad Agrigento”.

E’ legittima la nomina del nuovo presidente del Parco archeologico della Valle dei Templi, Bernardo Agrò. Il Tar, il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, ha respinto il ricorso presentato da Gabriella Capizzi contro Bernardo Agrò, presidente del Consiglio del Parco dei Templi, difeso dall’avvocato Vincenzo Camilleri. La ricorrente, componente nel precedente Consiglio di amministrazione, si è rivolta al Tar contro il decreto di nomina del nuovo Consiglio del Parco della Valle dei Templi. Il Tar ha accolto la tesi difensiva dell’avvocato Camilleri circa la legittimità della determinazione assessoriale di costituire ex novo il Consiglio, piuttosto che integrare il Consiglio in carica. E ciò a fronte dell’illegittimità della precedente composizione disposta dall’ex assessore regionale dei Beni culturali Carlo Vermiglio, il quale, disconoscendo una norma specifica della legge regionale numero 9 del 2015, ha introdotto con decreto una disciplina ad hoc per determinare la nomina e la riduzione a tre membri del Consiglio del Parco, escludendo il sindaco di Agrigento. Pertanto l’istanza di sospensione del provvedimento è stata respinta e l’architetto Bernardo Agrò potrà continuare a espletare le sue funzioni di presidente del Parco dei Templi. La decisione del Tar conferma “di fatto” la legittimità dell’intero Consiglio, di cui è parte, tra gli altri, il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto.