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Il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli ha firmato il decreto di nomina di Francesco Giambrone a sovrintendente del Teatro Massimo a Palermo. Lo stesso Giambrone è stato già designato nell’incarico lo scorso primo agosto, ma il successivo 13 agosto, tramite una lettera al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il ministro Bonisoli ha inviato il Consiglio di indirizzo della Fondazione del Teatro a riconsiderare la designazione perché Francesco Giambrone è fratello di Fabio, vicesindaco del Comune di Palermo, e il Comune è uno dei soci della Fondazione. Il sindaco di Palermo, Orlando, commenta: “Con la firma, da parte del ministro Alberto Bonisoli, del decreto di nomina di Francesco Giambrone a sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo si conclude una procedura che ha registrato da parte di tutti i componenti del consiglio di indirizzo una forte e ripetuta unanimità, volta a garantire continuità e portare sempre più alla realizzazione di un programma di altissimo livello che ha contribuito a fare assumere al nostro Teatro e alla intera città un grande prestigio nazionale e internazionale. Ritengo che sia stato del tutto fuori luogo che nei giorni scorsi siano stati prospettati impropri ruoli di intermediazione di un percorso che è sempre rimasto, come doveva rimanere, nei canali del rigore e della qualità nel rispetto dei ruoli istituzionali di tutti”.

Per il comparto artigiano italiano il 2019 è un anno di contrazione tanto che, secondo la Cgia di Mestre, sono 6.500 le aziende in meno nel solo primo semestre dell’anno. A pesare negativamente sono lo spettro dell’aumento dell’Iva, il calo dei consumi, le tasse, e l’accesso al credito. Ad eccezione del Trentino Alto Adige, in tutte le altre regioni italiane il saldo del primo semestre è stato negativo. I risultati più preoccupanti si sono registrati in Emilia Romagna (-761), in Sicilia (-700) e in Veneto (-629). Per la Cgia è una morìa che dura ormai da 10 anni. Tra il 2009 e il 2018, infatti, il numero complessivo delle aziende artigiane si è ridotto di quasi 165.600 unità. La Sicilia, con il -15,1 per cento, ha perso 12.747 attività. E la stessa Cgia spiega: “Lo spettro dell’aumento dell’Iva è una ulteriore “stangata” al mondo dell’artigianato e potrebbe arrivare il prossimo primo gennaio. Se non si disinnescherà l’aumento dell’Iva, l’innalzamento di 3 punti percentuali sia dell’aliquota ordinaria che di quella ridotta rischia di provocare degli effetti molto negativi sul fatturato di queste attività che vivono quasi esclusivamente dei consumi delle famiglie. E oltre agli effetti economici e occupazionali, la riduzione del numero delle attività artigiane, e in generale dei negozi di vicinato, ha provocato delle ricadute sociali altrettanto significative. Con meno botteghe, si assiste ad una desertificazione dei centri storici e anche delle periferie urbane sia delle grandi città che dei piccoli paesi”.

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, rileva in positivo che in occasione del Ferragosto sono stati 6.500 i visitatori nella Valle dei Templi di Agrigento, e 3367 al Teatro Antico di Taormina. A seguire, molto distaccati, gli altri siti. E lo stesso Firetto commenta: “Ecco i dati di Ferragosto che incoronano Agrigento regina delle visite. Nonostante i ritardi del sistema infrastrutturale che penalizza la città capoluogo e il suo hinterland, e malgrado una crisi che investe l’intero comparto turistico, la Valle dei Templi è ancora l’attrattore più interessante e stacca di quasi il doppio il secondo sito in classifica. Questa considerazione serva a spingere sempre di più gli operatori turistici a fare sistema per promuovere insieme il territorio. Noi siamo pronti a investire sul 2020 con un programma di innovazione socio-culturale che coinvolga non soltanto la città, ma anche altre realtà siciliane, italiane e straniere sulle celebrazioni di 2600 anni di storia. Le imprese e più in generale gli investitori privati possono contribuire in modo determinante per far sì che si possa mantenere questo trend positivo e renderlo ancor più produttivo per l’economia locale. Dal canto nostro ci rammarichiamo soltanto del fatto che il bilancio comunale bloccato per 4 anni non ci abbia consentito nel tempo di poter investire i fondi della tassa di soggiorno come avremmo voluto. Un’operazione finanziaria molto complessa ha salvato il Comune di Agrigento dal dissesto, ma il sacrificio ha determinato anche il blocco di quei fondi necessari ad avviare le iniziative di promozione e i progetti necessari a supportare adeguatamente il comparto turistico. Approfondiamo la discussione tra pubblico e privato perché si possa fare di Agrigento una vera destinazione turistica. Programmare, progettare, studiare, operare delle scelte, agire. Questo sappiamo fare. E su questo piano continuiamo a confrontarci con tutti coloro che mostrano medesime volontà. Il resto sono chiacchiere”.

Sempre meno giovani abbracciano la vita religiosa e i conventi si svuotano fino alla chiusura così come accade adesso per due conventi Francescani, uno in Emilia Romagna a Carpi, e l’altro in Sicilia, a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta. A Mazzarino, il ministro provinciale, padre Pietro Giarracca, in una lettera ai fedeli ha spiegato le ragioni del ridimensionamento della presenza francescana, scrivendo: “Tra Siracusa, Messina e Palermo, i cappuccini stanno sempre più diminuendo. L’età media avanza, non ci sono nuovi giovani frati e soluzioni all’orizzonte non se ne intravedono: l’unica è la chiusura dei conventi”. Ancora in provincia di Caltanissetta, poco tempo addietro è stato chiuso, dopo cinque secoli di storia, il convento di Mussomeli, e sempre per le stesse ragioni: la mancanza di frati, la crisi di vocazioni e la morte dei frati del convento

Un giovane di 28 anni è stato soccorso nello Stretto di Messina dai marinai della Guardia Costiera dopo essere stato trascinato a largo dalle correnti con il suo materassino. L’uomo si è appisolato sul materassino galleggiante a Scilla. Di lui non vi è stata più traccia da ieri pomeriggio, e un amico ha lanciato l’allarme alla Capitaneria di Porto. Le ricerche hanno interessato tutto lo Stretto di Messina con mezzi marini ed elicotteri. Dopo oltre 9 ore, a notte fonda, il disperso è stato rintracciato in mare aggrappato al materassino quasi a Messina, ed è stato riportato a Scilla.

In provincia di Agrigento, sulla spiaggia di Menfi, a Lido Fiori, è stato scoperto un ordigno bellico tra la sabbia, a pochi centimetri di profondità. Si ritiene trattasi di una mina anticarro tedesca della seconda guerra mondiale. Il luogo è stato transennato dall’Ufficio circondariale marittimo di Sciacca in attesa dei rituali adempimenti da parte degli artificieri. Nessun pericolo ricorre per i bagnanti, che hanno continuato ad affollare la spiaggia. Sono stati alcuni bambini, scavando nella sabbia, a scoprire l’ordigno. E non è la prima volta. In tale litorale, infatti, l’esercito tedesco disseminò centinaia di mine in prossimità dello sbarco degli Alleati, nell’estate del 1943. Lo scorso anno, nello stesso tratto di spiaggia, sono stati trovati due ordigni dello stesso tipo. Uno di essi, scoperto sul fondale a pochi metri dalla riva, fu esploso in mare, in piena estate, e il boato fu avvertito da tutti i villeggianti di Lido Fiori.

A Palermo i Carabinieri hanno arrestato un “maniaco del pesto”. Sì perché lui, un giovane di 25 anni, è stato sorpreso in flagranza di reato dopo avere appena rubato in un supermercato ben 63 barattoli di pesto al pistacchio. E’ stato un impiegato alla vigilanza nel centro commerciale Auchan, in via Lanza di Scalea, a telefonare ai Carabinieri e a segnalare il furto e il furfante. T A, sono le iniziali del nome, nato in Bulgaria e residente a Palermo, ha nascosto i 63 barattoli in una borsa a tracolla. La refurtiva, del valore di circa 265 euro, è stata restituita ai titolari del supermercato. L’arresto è stato convalidato e il giovane è adesso libero, e con la pasta in bianco, in attesa del processo.

Trasbordati 27 sedicenti minori dalla Open Arms. Esito negativo dell’ispezione sanitaria a bordo compiuta dalla Procura di Agrigento. La Spagna offre un porto di sbarco.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha compiuto un’ispezione sanitaria, che si è protratta oltre 3 ore, a bordo della nave della ong spagnola Open Arms, ormeggiata a poco più di cento metri dalla costa di Lampedusa e carica di 107 migranti soccorsi lo scorso primo agosto a largo della Libia. Altri 27, sedicenti migranti minorenni non accompagnati, sono stati invece trasbordati sulle motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza e condotti a terra, al molo Favarolo. Si tratta di 13 eritrei, un etiope, un nigeriano, un egiziano, 5 del Sudan, 2 del Chad, 2 del Gambia, uno del Mali, e uno del Ghana.

Tra i 27, di età dai 14 ai 17 anni, 8 hanno dichiarato dopo lo sbarco di essere maggiorenni: così ha reso noto il ministero dell’Interno. E secondo il responsabile del poliambulatorio di Lampedusa, Francesco Cascio, le condizioni di salute dei 27 sono buone, “tanto che – ha spiegato il medico ex presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana – all’arrivo in banchina sono stati visitati dallo staff medico e, non avendo alcuna patologia, sono stati condotti direttamente nell’hotspot dell’Isola”. Inoltre, dall’ispezione sanitaria a bordo della Open Arms, disposta dalla Procura di Agrigento, non sarebbero emerse particolari criticità igieniche e sanitarie tali da giustificare lo stato d’emergenza.

Nel frattempo, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato di avere offerto il porto di Algeciras, in Andalusia, e poi la più vicina Palma di Maiorca, per lo sbarco dei migranti a bordo della nave Open Arms. E lo stesso Sanchez ha scritto su Twitter: “La Spagna agisce sempre nelle emergenze umanitarie. E’ necessario stabilire una soluzione europea, ordinata e di supporto, che guidi la sfida migratoria con i valori del progresso e dell’umanesimo dell’Unione Europea”. Roberto Gatti, presidente di Open Arms, ha risposto a Pedro Sanchez così: “Da Lampedusa ad Algeciras o a Palma di Maiorca ci sono diversi giorni di navigazione, ed è realmente inverosimile poter viaggiare con 107 persone a bordo in queste condizioni”.

Ancora nel frattempo l’Open Arms ha diffuso un messaggio e ha scritto: “Continua l’abuso di coloro i quali pretendono di coprire un fallimento politico provocando sofferenze non necessarie ai più deboli. 107 persone e 19 membri dell’equipaggio continuano a soffrire a bordo. Miserabile. Miserabile è chi utilizza 107 esseri umani ‘senza nome’ e dei volontari come ostaggi per fare propaganda xenofoba e razzista, complici tutti quelli che lo permettono e si prendono gioco del loro dolore”. E il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha replicato: “Da 18 giorni, invece di andare in un porto spagnolo, questi ‘signori’ tengono in ostaggio gli immigrati a bordo (fra cui finti malati e finti minorenni) solo per attaccare e provocare me e l’Italia. Non mi fate paura, mi fate pena. Io non mollo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

E’ stato disposto poco prima delle tre di pomeriggio dalle autorita’ lo sbarco di 30 minori non accompagnati a bordo della Open Arms. La polizia, una volta raggiunto il molo Favaloro del porto di Lampedusa, avvierà le operazioni.
Dopo questo sbarco ne rimangono a bordo ancora 104 migranti e la situazione, come più volte hanno sottolineato dall’Open Arms, è molto critica.
Prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della Open Arms. Daro’ pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinche’ non vengano frapposti ostacoli all’esecuzione di tale tua esclusiva determinazione, non senza ribadirti che continuero’ a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l’affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporti”. E’ quanto scrive il ministro dell’Interno Matteo Salvini al premier Giuseppe Conte.

Abbiamo ricevuto comunicazione per lo sbarco dei minori”, twetta Open Arms. “Abbiamo comunicato di avere bisogno del tempo necessario per comunicare la notizia in modo da garantire l’equilibrio e la serenita’ di tutte le persone a bordo. Ci auguriamo che oggi possano scendere tutti”, continua l’Ong spagnola.

La Procura di Agrigento questa mattina aveva acquisito dei documenti, relativi all’Open Arms, dalla Guardia costiera. Tra gli incartamenti che sono, adesso, al vaglio del procuratore aggiunto Salvatore Vella, anche la comunicazione con cui il centro di ricerca e soccorso di Roma scrive, chiedendo una risposta urgente, al ministero dell’ Interno sostenendo che “non vi sono impedimenti di sorta” allo sbarco. La Procura di Agrigento e’ al lavoro su diversi fronti. Si stanno, al momento, valutando i documenti ricevuti e, nelle prossime ore, non e’ escluso che si possa procedere ad una ispezione sulla Open Arms. Oltre al fascicolo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ieri e’ stata aperta – dopo la denuncia dei legali della Ong spagnola – anche un’inchiesta, a carico di ignoti, per sequestro di persona.

Agenti di polizia si sono recati, ieri, nel poliambulatorio a Lampedusa per sentire il responsabile Francesco Cascio. Il medico che non si trova nell’isola, sara’ ascoltato probabilmente a breve o al suo rientro a Lampedusa, la prossima settimana. Ieri Cascio ha sostenuto che i tredici migranti fatti sbarcare per motivi di salute dalla Open Arms, erano in buone condizioni come refertato dal suo staff medico, salvo uno di loro che presentava una otite. Tutti i migranti sono stati poi trasferiti direttamente nell’hotspot dell’isola. “Mi fido dei miei medici, i referti sono chiari. Non so cosa sia successo: se a bordo di Open Arms ci sono naufraghi con le patologie descritte nella relazione dal Cisom non sono gli stessi che sono stati fatti sbarcare, perche’ le loco condizioni erano buone, tranne un caso di otite facilmente curabile”. Lo dice all’Ansa il responsabile del poliambulatorio di Lampedusa, Francesco Cascio.

La Procura di Agrigento intanto ha disposto una ispezione medica a bordo della Open Arms per accertare le condizioni igienico-sanitarie dei 134 naufraghi, da due settimane ammassati nello scafo della ong spagnola, ferma alla fonda a Lampedusa. La decisione e’ stata assunta durante un vertice in Procura. I medici incaricati dalla Procura verificheranno soprattutto le condizioni dei minori per i quali la Procura per i minorenni ha gia’ indicato i tutori.

 

A Sciacca il governo regionale ha consegnato al Comune il Parco delle Terme, che sarà destinato ad attività culturali e di aggregazione. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente Nello Musumeci, il vicepresidente e assessore Gaetano Armao, e la sindaca Francesca Valenti. L’area sarà resa fruibile a cittadini e turisti grazie a importanti lavori di manutenzione straordinaria effettuati dalla Regione d’intesa con il Comune. Il Comune poi si occuperà della manutenzione ordinaria. Il dipartimento regionale dello Sviluppo rurale ha curato le operazioni di discerbamento e sistemazione del verde. Il prossimo passo sarà la pubblicazione del bando, già elaborato dall’assessorato all’Economia dopo una laboriosa ricostruzione dei dati catastali, per la concessione a privati del complesso termale e per un definitivo suo rilancio.