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Ad Agrigento, oggi, martedì agosto, 20 agosto, a Cannatello, in via Farag 98, nei locali dell’Hotel Residence “Antica Perla”, dalle ore 16:30 in poi, il presidente dell’Ordine degli Architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, il presidente del Wwf Sicilia, Giuseppe Mazzotta, e l’avvocato del Foro di Sciacca, Antonino Tornambè, interverranno sul tema: “La bellezza della natura e dell’essere umano – La deontologia del vivere e delle professioni”. Agli architetti partecipanti saranno riconosciuti 4 crediti formativi.

Questo pomeriggio a largo della Scala dei Turchi la famiglia “Crew Lopez” ha ritrovato un nuovo fusto di olio esausto in mare.

“Avremmo voluto vedere i delfini ma ci siamo accontentati di un fusto di olio, commenta su facebook la “Crew Lopez”. Non è il primo che viene recuperato o avvistato, sarà periodo di migrazioni dei fusti?

 

 

 

Questo è il sesto contenitore trovato, dopo l’avvistamento di diversi fusti al largo di San Leone, alcune settimane fa.

Cresce la tensione a bordo della Open Arms. Questa mattina un migrante si è gettato in acqua. Una motovedetta della guardia costiera è intervenuta per recuperarlo.

Il fondantore della ong spagnola, Oscar Camps, sui social scrive: “Sequestrati da 19 giorni, situazione continua ad essere insostenibile, fateli scendere subito”.

Sono stati dimessi gia’ ieri notte dopo gli accertamenti in polimabulatorio e portati nell’hotspot i due naufraghi, un uomo e una donna con sintomi di aritmia cardiaca e deficit visivo, sbarcati ieri dall’Open Arms assieme ad altre sette persone, alle quali sono stati diagnosticati problemi psicologici e depressivi, condotte direttamente nel centro. Sulla nave della Ong spagnola ci sono 98 migranti, al loro 19 giorno a bordo dell’imbarcazione in attesa di potere sbarcare.

Sulla piattaforma a Change.org è stata lanciata una petizione online “Fateli scendere” che già in poche ore ha raggiunto oltre 3mila firme. Con questa campagna online lanciata dagli avvocati di Mga, il sindacato nazionale forense, si chiede “al ministro dell’Interno Matteo Salvini di consentire immediatamente lo sbarco delle persone a bordo della Open Arms nel porto di Lampedusa; e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio, di farsi portatori presso il ministro dell’Interno delle ragioni e dei principi dell’ordinamento italiano

La Capitaneria di Porto Empedocle, impegnata in servizi di controllo contro la pesca di frodo dei prodotti ittici e per la tutela delle specie contingentate, ha sorpreso una imbarcazione ormeggiata alla banchina nord del porticciolo turistico di San Leone, con a bordo un esemplare di tonno rosso di circa 90 chili, appena catturato e nascosto dal proprietario all’interno della cabina. Al pescatore (non professionista) è stato contestato l’illecito amministrativo punito con il pagamento di una multa da 1.000 euro a 3.000 euro, aumentata di un terzo in quanto trattasi di esemplare di specie ittica tonno rosso. Il prodotto ittico è stato posto sotto sequestro e custodito in apposita cella frigorifera in attesa degli accertamenti sanitari a cura del servizio veterinario.

In Sicilia la Regione, le Province e i Comuni, nel corso dei decenni trascorsi, sono stati imbottiti di impiegati, frutto spesso di politiche clientelari anziché meritocratiche, o, in altri termini più eleganti, per assistenza sociale. E così, ormai da anni, i bilanci, soprattutto dei Comuni, sono bloccati, nel senso che, come al Comune di Agrigento, il bilancio è un rendiconto di amministrazione condominiale: entrano le tasse pagate dai cittadini e si paga solo la spesa corrente, quindi il personale. Di iniziative di investimento, di sviluppo e di progresso del territorio non vi è alcuna traccia. E che non ci si illuda. E’ così almeno dal 2007, e sarà ancora così, qualsiasi sindaco sarà in futuro sindaco, con il suo corredo di menzogne che sarà capace di raccontare in campagna elettorale. In Sicilia ogni 1000 abitanti vi sono 13 dipendenti pubblici. Il dato emerge dalla relazione della Sezione Autonomie della Corte dei conti. Il documento è stato diffuso dal Centro studi “Pio La Torre”, che si occupa dei dipendenti regionali, qualificati come “troppi e poco qualificati”, e del personale delle ex Province e dei Comuni. Il tutto testimonia che la Sicilia è fondata sulla dipendenza nel settore pubblico. In Sicilia vi sono più dipendenti regionali che in tutto il nord Italia. E i Comuni siciliani sono primi per precariato: più nel dettaglio l’83% dei lavoratori precari e socialmente utili di tutta Italia. Infine, nelle province siciliane, esclusa quella di Siracusa, vi è un tasso di 0,89 dipendenti ogni mille abitanti per un totale di 4098. Un record anche in tal caso: la Sicilia è la Regione con più dipendenti provinciali.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, condivide il severo giudizio espresso dalla Sezione Autonomie della Corte dei Conti sul numero eccessivo, e spesso poco qualificati, dei dipendenti pubblici in Sicilia. Musumeci afferma: “La Regione è stata, per 70 anni, un ammortizzatore sociale: spesso premiando l’appartenenza piuttosto che il merito». Con il mio governo è iniziata la cura dimagrante e punteremo solo ad acquisire quelle professionalità che mancano, indispensabili per fare della Regione un motore di crescita e di sviluppo. Ci stiamo dedicando alla pianta organica. E’ una sofferenza che sopportiamo con cristiana rassegnazione da un anno e mezzo. Alcuni giorni fa abbiamo sbloccato i concorsi. Stiamo già valutando di quante risorse finanziarie disponiamo per mettere a bando alcune centinaia di posti per figure professionali qualificate: ingegneri, architetti, geologi, avvocati, agronomi, commercialisti. Entro l’anno penso che pubblicheremo il primo bando. Abbiamo anche sbloccato le assunzioni al Corpo delle guardie forestali, che si è ridotto a poche centinaia di unità, quasi tutte anziane, mentre nelle campagne c’è bisogno di energie fresche. Perciò pensiamo di assumere 200/300 guardie fra laureati e diplomati, per la tutela ambientale e come deterrenti alla criminalità rurale”.

Raid vandalico nel centro cittadino a Porto Empedocle, dove ignoti hanno strappato e stracciato il manifesto del trigesimo di Andrea Camilleri, affisso dal Comune in diverse zone della città, come nei pressi della Torre Carlo quinto, dove è stata deposta anche una corona di fiori, e in tutti gli spazi destinati ai manifesti funebri. In particolare, i vandali si sono accaniti sul manifesto affisso su un cavalletto innanzi alla statua del celebre commissario Montalbano. La sindaca di Porto Empedocle, Ida Carmina, commenta: “E’ un atto deprecabile, che condanniamo duramente. Il Comune ha già disposto l’acquisizione delle immagini degli impianti di video-sorveglianza della zona per scovare gli autori del gesto. La morte di Camilleri è stata vissuta dalla mia comunità come un lutto personale. Nonostante il maestro vivesse fuori da tempo, non si era mai staccato veramente da Porto Empedocle, da cui ha tratto ispirazione per i suoi capolavori. Ognuno di noi ha perso un familiare. Non sappiamo neppure se sia stato un empedoclino l’autore del gesto. In queste settimane la popolazione è triplicata e i turisti invadono sino a tarda sera le nostre strade”.

Circa venti parenti di un paziente con sospetto ictus sfondano l’ingresso della risonanza magnetica e aggrediscono radiologo e assistente a Palermo a Villa Sofia.

“Villa Sofia, villa tinturia”, laddove “tinturia”, dal dialetto siciliano in italiano, è “monelleria”. E un gruppo di persone a Palermo, all’ospedale “Villa Sofia”, si è reso autore e protagonista di una “tinturia”. Si tratta di una ventina di parenti di un uomo di 60 anni, preda di un sospetto ictus. E’ necessario per la diagnosi certa l’esame della risonanza magnetica. Attendono e aspettano. Aspettano e attendono. Covando rabbia. Poi, ad un tratto, come al tempo degli assalti ai castelli medievali quando ci si armava con le teste di ariete, loro, i venti circa, corrono verso la porta del reparto dove è custodita la risonanza magnetica, e, patapum, sfondano l’ingresso e irrompono dentro. Poi minacciosi e bellicosi aggrediscono il medico radiologo e la sua assistente, colpevoli, secondo loro, di avere ritardato l’esame diagnostico a danno del loro familiare. Se i Carabinieri non fossero intervenuti tempestivamente, il radiologo e la sua assistente avrebbero avuto bisogno loro, poi, di parecchie risonanze magnetiche per le ferite subite. L’avvento dei militari ha provocato la fuga dei parenti terribili. Si tratta dell’ennesima aggressione contro personale sanitario in Sicilia, tra corsie e reparti di ospedali e cliniche, sempre più saloon da far west. Al sessantenne oggetto della contesa è stata subito eseguita una tac, risultata negativa, e poi, per maggiore scrupolo e attenzione, è stata preventivata una risonanza magnetica. L’uomo è stato trasportato nel reparto della risonanza, è stato accolto, e il medico radiologo ha iniziato a compilare il rituale questionario per la sicurezza del paziente, ad esempio chiedendo alla moglie se fosse a conoscenza di eventuali controindicazioni all’esecuzione dell’esame. Ebbene, tale procedura è stata ritenuta dagli aggressori una inutile perdita di tempo, e si è scatenato il putiferio. In conclusione, anche la risonanza magnetica ha escluso l’ictus cerebrale, e il sessantenne è stato ricoverato in Neurologia. La catanese Giulia Grillo dal primo giugno 2018 è ministro della Sanità del Movimento 5 Stelle, e da un anno e tre mesi è a conoscenza delle ricorrenti e gravi aggressioni in ambito sanitario, in Sicilia e ovunque. Tuttavia, adesso, nel commentare quanto accaduto a Palermo, a Villa Sofia, scade nella strumentalizzazione della crisi di governo esplosa solo lo scorso 8 agosto, e non il primo giugno 2018, e su Facebook ha scritto: “L’ennesimo (infatti ennesimo ndr) episodio di aggressione a danno di lavoratori della sanità, questa volta a Palermo, conferma l’urgenza di una legge antiviolenza. Basta Far West. Le corsie e gli ambulatori sono patrimonio di tutti i cittadini così come chi vi opera ogni giorno. Chi sta bloccando il Paese e il lavoro del Parlamento si assume anche la responsabilità di fermare questa importante legge di civiltà”. Patapum.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Compie 80 anni, domani 20 agosto, Enrico Rava, sicuramente il jazzista italiano più conosciuto e apprezzato a livello internazionale.

Annunciata per il 6 settembre, l’uscita del suo nuovo albumper ECM, intitolato “Roma” e registrato dal vivo lo scorso novembre con Joe Lovano, all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Da sempre impegnato nelle esperienze più diverse e più stimolanti, Enrico Rava è apparso sulla scena jazzistica a metà degli anni sessanta, imponendosi rapidamente come uno dei più convincenti solisti del jazz europeo. La sua schiettezza umana ed artistica lo pone al di fuori di ogni schema e ne fa un musicista rigoroso ma incurante delle convenzioni.

La sua poetica immediatamente riconoscibile, la sua sonorità lirica e struggentesempre sorretta da una stupefacente freschezza d’ispirazione, risaltano fortemente in tutte le sue avventure musicali. Nella sua lunga carriera, Rava ha collaborato, non solo con i più grandi jazzisti mondiali, ma anche con personaggi di caratura come Andrea Camilleri, Michelangelo Pistoletto, Francesco Tullio Altane Bernardo Bertolucci.

 I festeggiamenti per l’ottantesimo compleannodi Enrico Rava sono cominciati ad aprile, con l’inizio del tour mondiale  Enrico Rava 80th Anniversary – Special Edition che toccherà, oltre l’Italia, anche gli Stati Uniti e l’Argentinain autunno, paesi dove Rava ha vissuto diversi anni alla fine degli anni ‘60. In questo tour, Rava ha voluto raggruppare i musicisti che più gli sono stati vicino negli ultimi anni, per rivisitare i brani più significativi della sua carriera, rivisti in un’ottica odierna e interpretare nuove composizioni scritte per questa occasione.

Dopo aver conquistato con questo tour le platee di tutta Europa e i principali Festival Jazz italiani, Enrico Ravasarà nuovamente in concertoad agosto, anche con altre formazioni, il 24 agosto a Geadara (PU), il 27 Eilat in Israele; a settembre, il 15 ad Alghero (SS), il 25 a Pisa; a ottobre, il 10 a Ingolstadt in Germania, il 20 a Soriano (VT), il 31 ottobrel’1 e il 2 novembre a New York per i 50 anni di Ecm, il 5 novembre a Milano, dal 15 al 17 novembre in Argentina, il 22 novembrein Belgio, il 4 dicembre a Bari e il 10 dicembre a Roma.

 Il nuovo album “Romadocumenta l’incontro tra il decano del jazz, Enrico Rava e Joe Lovano, magistrale sax tenore statunitense dalle origini siciliane, in occasione del loro penultimo concerto del tour europeo, avvenuto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nel novembre 2018. Qui, Rava e Lovano hanno alle spalle un vivace quintetto che comprende il pianista Giovanni Guidi, il batterista Gerard Cleaver, e il bassista Dezron Douglas (al suo esordio per ECM). L’album “Roma” suggella il rapporto con ECM, con cui Rava collabora e incide dal 1975.

 Sono passati ormai più di 50 anni da quando Enrico Rava apparve, dapprima sulla scena italiana e poi in quella mondiale, collaborando con artisti del calibro di Gato Barbierie Steve Lacy, con cui passò una breve stagione a Buenos Aires insieme ai sudafricani Johnny Dyani e Louis Moholo.

Poi venne il lungo soggiorno a New York dove incontrò e collaborò con artisti come Roswell Rudd, Carla Bley, John Abercrombie, Cecil Taylor, tra i tanti. Negli anni settanta il rientro in Italia e un inanellarsi di concerti e dischi con i gruppi a suo nome, l’incontro con l’Opera, da lui rivisitata in due splendidi album e quello con il Pop di Michael Jackson, la sua predisposizione a scoprire giovani talenti: nel corso degli anni Massimo Urbani, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Francesco Diodati, etc., e le collaborazioni con tanti artisti: Lee Konitz, Richard Galliano, Pat Metheny, John Scofield, Dave Douglas, Geri Allen, Cecil Taylor, Miroslav Vitous, Philip Caterine, Tomasz Stanko, Michel Petrucciani, John Abercrombie, Joe Lovano.

Enrico Rava, ha pubblicato anche due libri autobiografici: “Note Necessarie. Come un’autobiografia” in collaborazione con il giornalista Alberto Riva, edito da Minimum Fax nel 2004 e “Incontri con musicisti straordinari. La storia del mio jazz”, pubblicato nel 2011 da Feltrinelli. Infine, è del 2015 il film documentario“Enrico Rava. Note Necessarie” della regista Monica Affatato.

 Nel 2019 Enrico Rava è  stato insignito dell’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. L’Onorificenza italiana si aggiunge ad altre ricevute negli anni passati all’estero. Infatti, Enrico Rava è stato nominato anche Chevalier des Arts et des Lettresdal Ministero della Cultura francese e Doctor in Music Honoris Causaalla Barkleee School of Music di Boston. Inoltre, è cittadino onorariodella città di Atlanta in Georgia.

 

Durante una manifestazione avvenuta in Piazza Cavour dove si ricordava lo scrittore favarese Antonio Rossello era presente anche il notaio Bartoli insieme alla sua consorte Florinda Saieva.

Dopo l’intervento iniziale del Prof. Agnello viene passata la parola proprio al notaio che mentre si prepara ad esprimere il suo pensiero viene aggredito da un uomo prima verbalmente e poi fisicamente. L’uomo sferra un pugno sul volto di Bartoli che subito è stato aiutato dalla gente presente che ha cercato di mandare via l’aggressore ma l’uomo ha continuato a inveire e minacciare il notaio accusandolo di aver “rubato” delle sue idee.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di Favara che dopo aver identificato l’uomo lo hanno subito rilasciato.

Fortunatamente in notaio Andrea Bartoli sta bene ma non è ancora chiaro se abbia sporto denuncia contro il suo aggressore.