Home / 2019 / Agosto (Pagina 4)

Il gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, convalida il sequestro ma restituisce la nave “Open Arms”. E paventa il sequestro di persona come per la “Diciotti”.

Lo scorso 20 agosto la Procura della Repubblica di Agrigento ha sottoposto a sequestro la nave della Ong spagnola “Open Arms” ormeggiata a poche centinaia di metri da Lampedusa. Il procuratore, Luigi Patronaggio, si è recato personalmente a Lampedusa, ha compiuto una ispezione insieme ad uno staff medico, e poi ha deciso, nel corso di un vertice con la Capitaneria, di sequestrare la nave con la conseguente evacuazione immediata degli immigrati che sono sbarcati. La Procura indaga, a carico di ignoti, per omissione e rifiuto di atti d’ufficio. Il reato è previsto dall’articolo 328 del codice penale, secondo cui: “Il pubblico ufficiale che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. E dunque il sequestro è stato disposto “per evitare che la condotta di reato si protragga aggravandone le conseguenze”. Adesso il Tribunale di Agrigento ha convalidato il sequestro della “Open Arms”, nel frattempo trasferita a Porto Empedocle, ma ha restituito la nave alla ong spagnola! Punto esclamativo. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, destinatario del punto esclamativo, ovvero di tante esclamazioni di stupore (ma come è possibile?), spiega perché, dopo avere convalidato il sequestro firmato da Patronaggio, ha restituito la nave ai proprietari. E Zammuto afferma: “Non sussistono, dopo l’evacuazione e il soccorso dei migranti, esigenze probatorie anche in considerazione del fatto che non si ascrive all’organizzazione e all’equipaggio alcuna responsabilità”. Dunque, secondo il giudice la condotta dei timonieri della nave “Open Arms” non assume rilevanza penale. Ordunque, il giudice ipotizza invece rilevanza penale nella condotta di coloro o di colui che ha impedito alla “Open Arms” prima l’ingresso in acque italiane, nonostante il semaforo verde del Tar, e poi lo sbarco a Lampedusa. E Stefano Zammuto spiega: “Sussiste il fumus (tradotto: il sospetto) del reato di sequestro di persona da parte dei pubblici ufficiali in corso di identificazione sulla base del fatto che il Tar aveva sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali e i migranti sono, quindi, stati trattenuti indebitamente dal 14 agosto”. Lo stesso Zammuto, per spiegare ancora meglio, rileva delle analogie tra il caso “Open Arms” e il caso della nave “Diciotti”, nel cui ambito il ministro Matteo Salvini è stato indagato e poi prosciolto dal Tribunale dei Ministri di Catania. E Zammuto sottolinea: “Anche nel caso ‘Open Arms’ è stato omesso il preciso obbligo di individuare un porto sicuro spettante all’Italia in quanto primo porto di approdo in base al trattato di Dublino. Erano presenti a bordo un centinaio di naufraghi con gravi rischi per la loro incolumità e per la loro salute fisica e psichica. In quel momento sussisteva l’urgenza di provvedere, giustificativa della indifferibile adozione del sequestro da parte del pubblico ministero, avuto riguardo alle condizioni fisiche e psicologiche delle persone a bordo emerse in esito all’ispezione del 20 agosto e compiutamente descritte dai consulenti tecnici nelle loro anticipazioni”.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Raccolta della plastica a rischio domani ad Agrigento. Il regolare servizio del porta a porta, sarà infatti messo a rischio per l’impossibilità dei mezzi delle imprese di scaricare, nel corso della giornata odierna, tutto il quantitativo di secco residuo raccolto a causa dei limiti che vengono imposti per il conferimento negli impianti disseminati lungo il territorio regionale.

Le ditte del Raggruppamento temporaneo di imprese Iseda, Sea e Seap, scusandosi con i cittadini per gli eventuali disagi che ne potranno derivare, spiegano, ancora una volta che “a causa delle note vicende che interessano gli impianti della Regione Sicilia, domani, gli operatori ecologici non potranno verosimilmente raccogliere la plastica perché gli autocompattatori sono ancora quasi tutti pieni ed in fila per scaricare negli impianti assegnati di volta in volta dalla Regione.

“Purtroppo – spiega l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – non siamo ancora attrezzati per la moltiplicazione quotidiana di uomini e mezzi e autocompattatori che abbiamo messo a disposizione sono passati  da 6 a 12 mezzi,  in pratica il doppio di quelli previsti dal capitolato d’appalto. Eppure nonostante questo non bastano. Purtroppo queste cose i cittadini non le sanno e ogni qualvolta si presenta un disservizio, è un attimo che sia colpa delle imprese o degli operai. Non ci si preoccupa di capire perché qualcosa si inceppa nel meccanismo, si da subito la colpa alle ditte e ai netturbini. La situazione non si risolverà fino a quando gli organi competenti non la affronteranno seriamente e con strumenti adeguati”.

I problemi nella raccolta dei rifiuti. com’è noto, sono legati alle temporanee indisponibilità degli impianti della Regione, indisponibilità che hanno causato slittamenti nei turni di raccolta o disservizi soprattutto nelle ultime settimane. A questo proposito, va specificato che recentemente, la Regione ha deciso di contingentare il conferimento dei rifiuti nei pochi impianti disponibili, con la conseguenza che i disagi sono destinati a continuare fino a quando non sarà trovata una soluzione efficace e duratura nel tempo.

La Provincia di Agrigento annuncia che è stata restituita al transito la strada provinciale numero 24 -A Stazione Cammarata – Cammarata (Ponte Giuri), chiusa dal 2013 a causa di alcune frane. Lo scorso 2 agosto infatti sono stati ultimati i lavori di manutenzione straordinaria e rimozione delle condizioni di pericolo, eseguiti dall’impresa Ediltecnica Costruzioni di San Cataldo, aggiudicataria del relativo appalto, e progettati dai tecnici del Settore infrastrutture stradali della Provincia. Si è intervenuti sulle frane tramite paratie, drenaggi, gabbionate, e con diverse cunette per lo smaltimento delle acque piovane. Con apposita ordinanza sono stati indicati anche alcuni tratti dello stesso tracciato nei quali, per motivi di sicurezza, è stato imposto un limite massimo di velocità tra i 30 e i 50 chilometri orari. Le opere sono costate 564.994 euro più Iva.

Matteo Salvini non ha dubbi e poco fa un suo post su Fb recita così: “Porti chiusi a scafisti e ong, in arrivo un’altra indagine contro di me per sequestro di persona per il caso Open Arms. Nessun problema, nessun dubbio, nessuna paura. Difendere i confini e la sicurezza dell’Italia per me è stato, è e sarà sempre un orgoglio!”.

L’affermazione è figlia del provvedimento odierno del Gip del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto che ha convalidato il sequestro della Open Arms disponendo tuttavia il dissequestro

della nave spagnola e la restituzione della stessa. La nave era stata sequestrata dalla Procura, dopo una ispezione a bordo.

Nel provvediumento del Gip si legge tra le altre cose: ‘Sussiste il fumus del reato di sequestro di persona da parte dei pubblici ufficiali in corso di identificazione sulla base del fatto che il Tar aveva sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali e i migranti sono, quindi, stati trattenuti indebitamente dal 14 agosto”nonchè ”è stato omesso il preciso obbligo di individuare un porto sicuro spettante all’Italia in quanto primo porto di approdo in base al trattato di Dublino”.

Zammuto aggiunge: Gli oltre cento naufraghi che si trovavano sulla nave spagnola Open Arms sono stati costretti a una “illecita e consapevole privazione della libertà personale”, “costretti a bordo per un apprezzabile lasso di tempo contro la loro volontà”.

A Naro in zona Sant’Agostino un uomo di 70 anni Francesco Aquilino è caduto, mentre stava facendo dei lavori presso un’abitazione in costruzione, ed è rimasto gravemente ferito.

Allertati i soccorsi sul posto oltre agli agenti del 118 e i Carabinieri della locale stazione è giunto un elisoccorso per trasportare l’uomo d’urgenza presso l’Ospedale di Agrigento.

La Guardia costiera di Sciacca ha sequestrato 2400 mq di arenile, abusivamente occupati da una struttura alberghiera sita in contrada Bertolino Mare del Comune di Menfi.

Unitamente all’area demaniale marittima, attualmente sotto sequestro, sono stati posti i sigilli a circa 150 ombrelloni, 300 sdraio ed altro materiale presente nell’area attrezzata destinata all’esclusiva fruizione dei clienti della struttura alberghiera, la quale, dagli accertamenti risulta non essere in possesso di regolare titolo concessorio dall’annualità del 2014.

Al titolare della struttura alberghiera sono stati contestati reati connessi all’arbitraria e abusiva occupazione di spazio demaniale marittimo.

E’ immorale presentarsi così, una casa senza un bagno non è una casa!

Favara non è una casa, non ha i bagni pubblici. E’ facile parlare di pulizia e igiene, quando la popolazione, per prima non fa il proprio dovere, ma è pur vero che in città i bagni pubblici scarseggiano, e  quando i turisti, che vogliono apprezzare il luogo, ne hanno l’esigenza sono costretti a utilizzare un angolo poco visibile e appartato.

Oggi, nella cittadina non si parla più di igiene e pulizia pubblica, ma di zone da non frequentare, da interdire per la presenza di rifiuti o per il cattivo odore delle latrine a cielo aperto.

Ma il popolo non demorde, mettendo in atto il protagonismo civico: nuovi servizi igienici, solo cessi, non uno ma due, sono comparsi nella notte. L’ubicazione, viale Gaspare Ambrosini. Seppur lontani dalla centralissima piazza Cavour, saranno apprezzati dai venditori ambulanti del venerdì.

Dopo questo buon apporto da parte di qualche cittadino, reo di “amare” profondamente la propria città, altri in precedenza avevano risolto altre casi critici: i pastori che fanno brucare capre e pecore per la città, debellando l’infestazione delle graminacee; gli chef per la nuova sagra Thailandese, che hanno debellato la presenza di scarafaggi e blatte. Manca solo di capire chi e come potrà risolvere il problema delle discariche in città e quale sarà la sua filosofia. Il problema lo giriamo alla sindaca Anna Alba affinché potrà risolvere questa ennesima odissea che sta attanagliando la città dell’Agnello Pasquale.

L’amministratore unico della ditta Sea Gianni Mirabile, interviene in merito alla diffida inviata stamane dal sindaco di Agrigento Calogero Firetto e relativa a presunti disservizi nel servizio di ieri, mercoledì 28 agosto, nella raccolta di carta e cartone in alcune delle zone servite proprio dalla Sea. “Nella giornata di ieri – spiega Mirabile – i nostri operatori ecologici si sono trovati nelle condizioni di dovere raccogliere forti quantitativi di materiale considerando che la scorsa settimana per problemi legati agli impianti di conferimento, non era stato possibile effettuare la raccolta. Si è trattato dunque di rifiuti di due settimane. Abbiamo riempito 4 autocompattatori e non avevamo disponibilità di altri mezzi disponibili perché alcuni ancora pieni di rifiuti solidi urbani.O ggi ad ogni modo è stato effettuato un turno extra per il ritiro di ciò che é rimasto di ieri Il conferimento agli impianti – aggiunge Gianni Mirabile – è diventato un problema molto serio per le imprese perchè, ad esempio, oggi su 6 autocompattatori pieni, ci hanno permesso di scaricare un solo mezzo, gli altri ora saranno scaricati nei giorni seguenti, ma sempre a poco a poco. Un problema che si ripete ogni settimana e che ovviamente rallenta il servizio. Questo stato di cose – conclude Mirabile – influisce sulla tipologia del giorno successivo, come nel caso di ieri quando, nonostante avessimo altri 4 mezzi a disposizione, fra il tempo di caricare ed andare a scaricare all’impianto seppur vicino, non è stato possibile completare il servizio nei tempi concomitanti anche al fine turno lavorativo dell’impianto.

Gigi Proietti avrebbe usato l’espressione: “Ci siamo rotti il ca”. Invece: “La misura è colma”, e sono parole del sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, che spiega perché: “A seguito di numerose segnalazioni di cittadini per il mancato svuotamento da parte dell’impresa Sea dei mastelli contenenti carta e cartone, ho dato mandato agli uffici di inviare una lettera di contestazione e la comunicazione della sanzione ex articolo 21 del capitolato. Il disservizio, che si è verificato in molti quartieri di Agrigento, è inaccettabile. Così come ho protestato con la Regione per la decisione di farci conferire a Belpasso o a Bellolampo con aggravio di costi. Così come ho avviato una serie di interventi contro gli incivili per l’abbandono di sacchetti di rifiuti per strada, e contro lo scorretto conferimento della differenziata, allo stesso modo l’impresa va richiamata alle sue responsabilità. La misura è colma!”.

La giudice per le indagini preliminari del tribunale di Siracusa, Tiziana Carrubba, ha disposto l’archiviazione per 39 consiglieri comunali di Siracusa coinvolti nell’ambito dell’inchiesta “Gettonopoli” per abuso d’ufficio in concorso. L’indagine, coordinata dalla Procura di Siracusa, è stata avviata dopo una denuncia del Movimento 5 Stelle che ha sollevato dubbi sulle spese sostenute dalla pubblica amministrazione per pagare le sedute delle commissioni ed i rimborsi, ammontanti ad oltre 600mila euro annui. Secondo le iniziali contestazioni di reato, i consiglieri, eletti alle Amministrative del 2013, avrebbero incassato i gettoni nonostante il rinvio delle riunioni per mancanza di numero legale o in sedute in cui non sarebbe stata svolta alcuna attività. L’unico a non rimanere coinvolto nell’inchiesta è stato Antonio Sullo, in quel periodo presidente del Consiglio comunale, che non ha mai partecipato alle commissioni.