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In territorio di Siculiana è stata compiuta una massiccia operazione di bonifica del litorale costiero della Riserva Naturale di Torre Salsa ad opera del personale del WWF Italia, che è l’ente gestore. L’intervento ha interessato soprattutto il tratto retro-dunale tra Monte Stella e Fungitedda. Oltre a quintali di plastica, in parte raccolti nelle settimane precedenti, sono stati prelevati indumenti (testimonianza degli ultimi sbarchi di migranti), vetro, carta, ombrelloni e sedie a sdraio. Il direttore della Riserva, Alessandro Salemi, sottolinea che il tratto costiero della riserva è uno tra i più integri e vulnerabili della Sicilia, ricco di biodiversità vegetale spesso rara. Il WWF Italia ente gestore della riserva oggi garantisce: parcheggio in zona Fungitedda con annessi servizi igienici e distribuzione di sacchetti ecologici per la differenziata. Le operazioni di bonifica nei prossimi giorni interesseranno altri tratti costieri della riserva.

L’assessore regionale ai Servizi primari, Alberto Pierobon, interviene nel merito dei disagi ricorrenti per il conferimento dei rifiuti in discarica. Pierobon afferma: “Il problema del conferimento dell’organico è legato alla contemporanea chiusura di alcuni dei più grandi impianti di trattamento della Sicilia. La situazione è transitoria ed è già in miglioramento. Nel giro di un paio di giorni dovrebbe tornare tutto alla normalità. C’è stata una escalation di episodi, a volte anomali e su cui vogliamo fare luce, che hanno ridotto la capacità di trattamento dell’organico nell’Isola rispetto al fabbisogno. Per quanto riguarda la provincia trapanese, i maggiori disagi sono legati alla chiusura da diversi mesi dell’impianto Sicilfert a causa di un provvedimento giudiziario. La struttura, dopo essere ripartita alcuni giorni fa, ha dovuto nuovamente sospendere le attività in seguito ad alcune prescrizioni dell’Arpa. Abbiamo incontrato i sindaci e valutato tutte le soluzioni possibili per superare questa fase. Un’ordinanza degli amministratori locali sin da oggi ha consentito di riprendere il conferimento nelle more che vengano rispettate le prescrizioni. In settimana riaprirà gradualmente l’impianto Raco dove conferiscono al momento numerosi Comuni. Poi contiamo sulla riapertura del Polo tecnologico di Castelvetrano, su cui stiamo lavorando in team e confidiamo a breve di poter dare buone notizie. E poi gli oltre 150 milioni di euro stanziati per finanziare nuovi impianti pubblici di trattamento dell’umido per i quali abbiamo già ricevuto i primi progetti esecutivi”.

Quasi tutti i giorni ci siamo occupati della incresciosa vicenda dell’abbandono dei rifiuti e del moltiplicarsi delle discariche abusive.

Non abbiamo mai spento il faro dell’attenzione sugli ignobili comportamenti che devastano l’ambiente, minacciano la salute di tutti e offendono la stragrande maggioranza di cittadini virtuosi che pagano le tasse e rispettano le regole. Loro sporcano e le persone perbene devono sopportare e pagare a loro spese i danni procurati dai maiali a due zampe.

Il libero consorzio di Agrigento, i Comuni, i Carabinieri hanno fatto e fanno il possibile, ma straperdiamo, mentre loro stravincono e vinceranno finché non sarà messa in campo una seria lotta all’evasione fiscale, perché chi sporca è un evasore, viceversa mai rinuncerebbe alla comodità di conferire i rifiuti comodamente davanti la propria abitazione, piuttosto di agire come ladri per liberarsi dei rifiuti.

D’accordo con il mio collega Lelio Castaldo, SiciliaOnPress e Sicilia24h hanno pubblicato un banner per urlare a chi devasta l’ambiente: Sei un porco. Sei un nemico della società civile.

Vuole essere anche uno stimolo a collaborare con le istituzioni e con le forze dell’ordine per smascherare questi idioti e fermare il degrado.

L’emergenza incendi in Sicilia: botta e risposta tra Gianfranco Zanna presidente di Legambiente e l’assessore regionale a territorio e ambiente, Toto Cordaro.

Gli incendi imperversano in Sicilia e flagellano l’isola. Non è la prima volta che accade. E’ un copione che si ripete, puntualmente in estate. A settembre, alle prime piogge, nessuno se ne preoccuperà più, e arrivederci alla prossima estate 2020. “Strabuttanissima Sicilia”, come scrive Buttafuoco, e mai nome è calzato a pennello così. Nel frattempo, se volessimo descrivere con i fumetti quanto accade, la sceneggiatura da colorare è la seguente: Legambiente Sicilia sale in cattedra e spiega come affrontare l’emergenza incendi. L’assessore regionale a territorio e ambiente, Toto Cordaro, entra in classe e invita Legambiente ad accomodarsi nel suo banco e a non raccontare sciocchezze. Dunque, fumetti a parte, in verità è stato il presidente della Regione, Nello Musumeci, a invitare Legambiente di Sicilia, capitanata da Gianfranco Zanna, a proporre delle soluzioni. E Legambiente ha risposto con 7 raccomandazioni: “1, l’assessore a territorio e ambiente riveda subito l’organigramma del Corpo Forestale Regionale destinando a funzioni sul campo e al potenziamento dei distaccamenti forestali il tanto personale in divisa che oggi è assegnato ad uffici le cui mansioni possono essere svolte da altro personale tecnico e amministrativo della Regione. 2, il potenziamento statale dei reparti dei Carabinieri Forestali in Sicilia. 3, il varo, da parte dell’Assemblea regionale, di norme sanzionatorie per impedire ogni utilizzazione economica delle aree percorse da incendi, perché oggi le pene sono rigorose sulla carta ma solo per la distruzione dei boschi, mentre ormai gli incendi interessano prevalentemente aree non boscate. 4, l’assessore a territorio e ambiente (e daje) velocizzi gli aggiornamenti dei catasti comunali delle zone colpite dal fuoco. 5, sia redatto ogni anno il rapporto regionale sui dati degli incendi, ripristinando la pubblicazione sul sito web del Corpo Forestale Regionale. 6, rivedere la distribuzione dei presidi territoriali antincendio per garantire la tutela di Aree Naturali Protette e Siti Natura 2000, da alcuni anni particolarmente aggrediti dagli incendi dolosi. 7, siano emanate linee guida per gli interventi a tutela delle formazioni vegetali naturali e per l’intervento nelle aree non appartenenti al demanio, valorizzando quella particolare previsione delle legge regionale che tutela tutto il patrimonio vegetazionale e non solo i boschi”. E poi, Gianfranco Zanna conclude bacchettando: “Mi auguro che le nostre proposte siano accolte per cercare di smuovere dall’immobilismo una Regione inadempiente e per fermare lo scempio e la distruzione provocati dagli incendi che ogni anno si ripetono in Sicilia. Basti pensare che ancora oggi non c’è la firma sull’accordo tra i Vigili del fuoco e la Regione per le squadre antincendio aggiuntive”. Ordunque, parola all’assessore regionale a territorio e ambiente, Toto Cordaro, che replica a Legambiente così: “I suggerimenti del presidente regionale di Legambiente, Gianfranco Zanna, in tema di lotta agli incendi, sono da una parte privi di fondamento e, dall’altra, già superati. Zanna, infatti, dimentica che la Regione non ha potestà legislativa sulle norme sanzionatorie o interdittive, e dimentica pure che i dati sulle superfici percorse dal fuoco, nel 2018, sono già stati illustrati in una conferenza e riportati dalla stampa. Il presidente di Legambiente avrebbe fatto bene a fare le sue proposte anche al precedente governo regionale, ma non ci risulta che ciò sia mai avvenuto, per quanto riguarda il potenziamento del Corpo Forestale in Sicilia. Zanna, infatti, non ha mai suggerito di eliminare la norma sul blocco del turn-over, approvata, con la nostra opposizione, nel 2015 su proposta del governo Crocetta, e che ha di fatto bloccato il ricambio generazionale dell’organico e il suo potenziamento. In ogni caso, comunque, oggi non è tempo di polemiche, ma è tempo della stagione antincendio che dobbiamo continuare ad affrontare con i nostri valorosi uomini in divisa sul campo, che sono appena 500 per tutta l’Isola, contando nella fattiva collaborazione degli amministratori locali e in sinergia con i siciliani perbene, ai quali chiediamo di essere le prime sentinelle a salvaguardia del nostro straordinario e spesso violato territorio”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A Carini, il paese della “Baronessa” in provincia di Palermo, la Guardia di Finanza ha scoperto un uomo beneficiario del reddito di cittadinanza intento a lavorare in nero in un ristorante. Le Fiamme Gialle, in particolare, hanno controllato due ristoranti. In uno hanno contato 11 lavoratori in nero su 18. E in un altro 7 su 7. Le verifiche sono scattate dopo che la Finanza si è accorta che, nonostante avessero alle dipendenze numeroso personale, avevano effettuato pochi versamenti Irpef. In base alle nuove disposizioni introdotte dal Jobs Act la sanzione può elevarsi fino a 43mila euro per ogni dipendente in nero.

Ad Agrigento, nel carcere “Di Lorenzo”, a conclusione dell’interrogatorio di garanzia, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha convalidato l’arresto e la misura cautelare in carcere a carico di quattro presunti scafisti arrestati venerdì scorso 2 agosto in occasione dello sbarco di circa 30 migranti in territorio di Siculiana. I quattro incriminati sono tutti provenienti da Monastir in Tunisia, e sono assistiti dall’avvocato Gerlando Vella.

Avrebbe voluto dimagrire, e si è sottoposto ad un intervento chirurgico restrittivo per ridurre la capacità dello stomaco. Si tratta di una procedura nota come “bendaggio gastrico”. Però è morto per il sopravvento di alcune complicazioni. Gianluca Crisafulli, un muratore di 45 anni di Barcellona Pozzo di Gotto, è deceduto al Policlinico di Messina. I familiari hanno denunciato l’accaduto ed è stata avviata un’inchiesta. Crisafulli, dopo l’operazione, ha lamentato forti dolori all’addome ed è morto nel reparto di Rianimazione dove è stato trasferito. La Procura di Messina ha disposto il sequestro della cartella clinica e l’autopsia per accertare eventuali responsabilità mediche.

Sopralluogo del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a San Martino delle Scale, frazione del Comune di Monreale, nei luoghi danneggiati dagli incendi di venerdì notte. Il governatore, accompagnato dall’assessore alla Salute Ruggero Razza, dal capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, e insieme al sindaco Alberto Arcidiacono e al presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia, ha incontrato i proprietari delle abitazioni distrutte. Musumeci ha commentato: “Ci tenevo a essere presente per dimostrare la vicinanza del mio governo e per rendermi conto personalmente dello stato dei luoghi. A Palazzo d’Orleans incontrerò subito il direttore dell’Ufficio contro il dissesto idrogeologico, Maurizio Croce, per capire come possiamo intervenire, innanzitutto, per mettere in sicurezza il territorio danneggiato dalle fiamme. Occorre maggiore senso civico da parte dei cittadini nel segnalare, alle autorità competenti, episodi sospetti, evitando così ulteriori eventi con conseguenze ancor più tragiche”.