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«Richiamiamo tutti alla prudenza e al rispetto delle regole di civile convivenza: evitare l’accensione dei fuochi e il campeggio. Perché non è detto che per divertirsi  si debba per forza non rispettare le regole basilari e rischiare, ad esempio, di dar fuoco alla macchia Mediterranea. Ci sarà anche un controllo accentuato nell’imminenza di Ferragosto – ha spiegato il prefetto – . Sia la notte, che le ore immediatamente precedenti, del 14 tutte le forze dell’ordine saranno schierate per garantire soccorsi, aiuti, ma anche prevenzione e legalità».

Sono le parole che il prefetto di Agrigento. Dario Caputo ha lanciato un appello. Sul Giornale di Sicilia di questa mattina, la notizia del divieto di falò e barbecue sulle spiagge, divieto di campeggio e accampamenti vari, ma anche divieto di vendita di alcool e di bevande in bicchieri o bottiglie di vetro. Sul modello degli anni passati, il divieto interesserà le spiagge agrigentine. A convocare il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica allargato – svoltosi ieri mattina al palazzo del Governo – è stato il prefetto Dario Caputo.

Il deputato regionale, Carmelo Pullara, degli Autonomisti e Popolari, citato in alcune intercettazioni registrate nell’ambito di alcune indagini antimafia che hanno appena interessato Licata, interviene merito tramite una lettera diffusa alla stampa.

Ecco il testo integrale:

Forse si vuole disintegrare, sul piano dell’immagine, questo politico venuto dal nulla, che si è candidato per la prima volta alle elezioni Regionali ed è risultato il più votato della provincia di Agrigento? Forse si vuole, in qualche modo, offuscare l’immagine di una persona che a Licata è, numeri alla mano, certamente il politico più rappresentativo e quello che gode del maggiore favore della gente?
Non c’è, invece, nessun forse sulla trasparenza delle mie azioni rispettose della legalità sempre e senza eccezione alcuna.
Faccio politica sul territorio, alle ultime elezioni Regionali sono stato il più votato della provincia di Agrigento, incontro ogni giorno tantissime persone. Ritengo che questo sia l’unico modo per ascoltare i loro bisogni e, nei limiti del possibile e rispettando la legge, venire loro incontro. Non conosco un altro modo di fare politica, ma continuo a non comprendere la scelta di qualcuno di riportarmi, praticamente ogni giorno, agli onori della cronaca, per vicende che mi vedono assolutamente estraneo.
Fonti giornalistiche riportano miei colloqui, sui quali sono pronto a dare immediate spiegazioni alle autorità competenti ove richieste, con persone che, al momento in cui le conversazioni, che non hanno alcuna rilevanza penale, avvengono, erano al di sopra di ogni sospetto. Alcune di queste persone le conosco fin da quando eravamo bambini e mai avrei immaginato che potessero essere interessate da provvedimenti giudiziari, men che meno in vicende di mafia.
I colloqui cui fanno riferimento talune testate giornalistiche avvengono in luoghi pubblici, alla luce del sole, a conferma del fatto che non c’era nulla da nascondere. Stessa cosa per quanto riguarda le conversazioni al telefono: chiare, trasparenti, che non nascondono alcun segreto. Avevo pensato di tenere una conferenza stampa per chiarire, in via definitiva, la mia assoluta estraneità alle due inchieste antimafia condotte di recente dalla magistratura a Licata. Ho deciso di non farlo, per il rispetto che nutro nei confronti delle istituzioni che hanno in corso un’attività investigativa. Al tempo stesso, però, non posso non osservare che questo stillicidio, ormai quotidiano, che riguarda la mia persona, questo finire ogni giorno sulle prime pagine dei giornali per vicende in cui non ho alcun ruolo, mi fa sorgere dei dubbi. Perché vengo tenuto costantemente nella pressa mediatica? Non ricordo un politico, un rappresentante delle istituzioni che, al netto di conversazioni senza alcuna rilevanza penale, e con persone delle quali non poteva esserci alcuna consapevolezza del loro presunto ruolo perché mai sfiorate prima da sospetti, che sia stato sbattuto ogni giorno sulle prime pagine dei giornali. Continuo ad avere il massimo rispetto e la massima fiducia nella magistratura, che sta facendo il proprio lavoro, utile a fare chiarezza su vicende gravi.
Io non faccio politica per “campare”, del resto basta guardare la mia situazione finanziaria per comprenderlo. Sono stato per anni dirigente nelle pubbliche amministrazioni e la mia condotta è sempre stata improntata all’assoluta trasparenza ed al rispetto della legge. Tanto che non sono mai stato sfiorato da vicende giudiziarie. Faccio politica per passione, e per rappresentare un territorio che per troppi anni è stato abbandonato. Territorio che ha grandi risorse e, con il contributo di tutti, può rinascere. Ovviamente non voglio pensare che tutto l’aspetto che, in questa vicenda, mi riguarda, prende il via da specifici episodi che hanno riguardato il Comune di Licata e la Provincia di Agrigento. Questa, forse, potrebbe essere una chiave di lettura ma, ripeto, la fiducia nella magistratura per me è massima.
Infine, se qualcuno ritiene che tutto questo sia utile per convincermi a gettare la spugna, a farmi da parte, a “tradire” una comunità che si fida di me, bastava che mi dicesse in maniera chiara: non puoi fare politica, il tuo modo di stare sul territorio, sia pure assolutamente legittimo, è fuori dagli schemi. Il favore della gente nei tuoi confronti è eccessivo.
Mi auguro che tutto questo finisca presto, che venga ristabilita la verità, che sia riconosciuto a chi non ha mai commesso reati, la possibilità di continuare a rappresentare un territorio che crede fortemente in lui e continua a manifestargli ogni giorno la propria stima.
Intanto vivo la mia vita in serenità di coscienza senza rinunciare alla difesa da qualsiasi attacco forte della mia onestà. Pronto adesso come sempre ai miei doveri di cittadino prima di quelli di politico.
On. Carmelo Pullara

 

È finalmente arrivata la fatidica data del Premio Nazionale “Sipario D’Oro”.

Da anni ormai una delle manifestazioni più prestigiose che vedrà premiare vari settori rappresentati da eccellenze siciliane.

L’evento sarà presentato dai rinomati e ormai conosciuti giornalisti Simona Stammelluti e Lelio Castaldo.

L’appuntamento è per stasera alle ore 21.00 a Joppolo Giancaxio.

 

Su proposta della Procura antimafia di Palermo, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani impone l’obbligo di dimora per tre anni ad Antonio D’Alì.

Secondo la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, presieduta dalla giudice Daniela Troja, l’ex senatore Antonio D’Alì è socialmente pericoloso. E pertanto è obbligato a dimorare a Trapani per tre anni, a fronte dei cinque anni proposti dalla Procura antimafia di Palermo tramite il pubblico ministero Pier Angelo Padova. E la magistratura palermitana lavora sulla presunta pericolosità sociale di Antonio D’Alì dal maggio del 2017, il mese delle elezioni Amministrative a Trapani, quando l’ex senatore è stato candidato sindaco. Lui, Antonio D’Alì, è imputato dal 2011 per concorso esterno all’associazione mafiosa. In primo grado, in Tribunale, giudicato in abbreviato, è stato assolto, e per le condotte precedenti al 1994 è intervenuta la prescrizione. In Appello è stato assolto. Poi la Cassazione ha annullato l’assoluzione e ha rinviato il processo ad un’altra sezione di Corte d’Appello. Secondo i giudici della Cassazione, nel pronunciare la sentenza di assoluzione “è stato illogicamente ed immotivatamente svalutato il sostegno elettorale di Cosa Nostra a D’Alì”. Il secondo processo d’Appello a carico di Antonio D’Alì è attualmente in corso a Palermo, e la Procura Generale, tramite il Pg Nico Gozzo, ha ottenuto il rinnovo parziale del dibattimento e quindi la possibilità, tra le altre, di ascoltare nuovi testimoni. A D’Alì si contesta di “avere contribuito al rafforzamento di Cosa Nostra anche intrattenendo rapporti diretti o mediati con esponenti di spicco come il latitante Matteo Messina Denaro e il padre Francesco, morto da latitante nel 1998”. Nel motivare la pericolosità sociale di Antonio D’Alì, la Procura di Palermo, tra l’altro, ha ricordato che il padre di Matteo Messina Denaro, Francesco, è stato “campiere” nei terreni di D’Alì in contrada Zangara a Castelvetrano. Poi i presunti incontri d’affari tra Antonio D’Ali e il già inquisito per mafia Girolamo Scandariato, figlio del boss di Calatafimi. E poi un’intercettazione in carcere, il 18 marzo del 2016, in cui Giuseppe Graviano, il boss di Brancaccio, ha parlato di un “senatore D’Alia legato a un latitante che stanno cercando”. L’avvocato Arianna Rallo, difensore di D’Alì, così ha commentato l’applicazione della misura preventiva personale al suo assistito: “Mi lascia certamente sgomenta e perplessa la decisione di accoglimento della proposta avanzata dalla Procura nei confronti del signor D’Alì, per il semplice fatto che una lettura attenta e completa di tutte le prove documentali e testimoniali di persone altamente qualificate, offerte al Tribunale a fronte di illazioni e congetture di pentiti sedicenti, già delinquenti che continuano a delinquere, avrebbe dovuto indurli ad una diversa valutazione. L’assoluta estraneità del signor D’Alì dai fatti contestatigli sarà fatta valere con il ricorso in appello”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, annuncia che il consiglio comunale ha approvato la proposta dell’amministrazione di destinare 195.000 euro al quartiere di Fontanelle per la costruzione di un centro polivalente culturale e ricreativo. Lo stesso Firetto spiega: “Si tratta di opere di manutenzione straordinaria dell’immobile comunale in via Alessio Di Giovanni devastato dai vandali, dall’abbandono e dall’incuria. Gli interventi prevedono anche la creazione di uno spazio verde fruibile. Dopo l’inaugurazione del Parco del Sorriso e dell’area polifunzionale con il campetto di basket, con questi fondi potremo rispondere alla carenza di spazi aperti e locali idonei, per dare una prima risposta a questa comunità”.

I militari della Guardia Costiera di Porto Empedocle, capitanati da Gennaro Fusco, hanno soccorso una turista colta da malore a Scala dei Turchi, in territorio di Realmonte. Il 118 ha trasferito alla Capitaneria una richiesta di intervento da parte di una donna spagnola, amica della turista in preda a forti dolori al petto. Sul posto è subito giunta via mare una motovedetta, che ha trasbordato da un gommone privato la donna, condotta a Porto Empedocle, e poi trasportata da un’ambulanza del 118 all’ospedale di Agrigento.

La Provincia di Agrigento ha ottenuto contributi per oltre 287mila euro per l’esecuzione di indagini di valutazione del rischio sismico di alcuni edifici scolastici. Si tratta di verifiche necessarie per accedere ai finanziamenti nel settore. Nella graduatoria definitiva delle istanze ammesse a contributo regionale per la valutazione del rischio sismico sono state inserite le scuole Miraglia, Molinari e Bonachia a Sciacca, Brunelleschi e Gallo ad Agrigento. I progetti prevedono non solo l’esecuzione delle indagini diagnostiche, ma anche l’aggiornamento della mappatura degli edifici in relazione al rischio sismico. Si tratta di contributi finanziari in conto capitale pari al 100% dei costi totali ammissibili.

Si terrà lunedì 12 agosto alle ore 18.30 presso la Chiesa SS. Pietro e Paolo, una messa di preghiera per ricordare Gessica Lattuca, la mamma di Favara scomparsa da un anno e della quale non si hanno notizie.

 
 

A “dedicare” la messa delle ore 18.30 Don Marco Domanti dandone comunicazione su Facebook e in vari gruppi di whatsapp.
Sui social Don Diego Acquisto, scrive: “A livello strettamente ecclesiale don Marco ha programmato per le 18,30 una Santa Messa a seguire, a mio giudizio sarebbe bene e forse anche doveroso da parte della società “civile” e dell’associazionismo di ogni colore organizzare qualche altra cosa a livello più vasto per un episodio così sconvolgente che deve scuotere la coscienza e l’umanità di tutti, mi pare che qualcuno/a l’anno scorso ha fatto pubblicamente qualche osservazione drammaticamente amara e sarebbe assurdo adesso non fare niente”!

“Le forze dell’ordine e la magistratura hanno continuato a cercare la giovane mamma di Favara, la collettività, continua Don Acquisto, è richiamata a non dimenticarne la scomparsa, facendosi promotori, insieme alla Chiesa, dell’organizzazione di un evento che coinvolga tutta la città”

Semaforo verde dell’assessorato regionale alle Infrastrutture allo stanziamento di oltre 5 milioni di euro per costruire nuovi e moderni parcheggi in 13 città siciliane. L’assessorato regionale alle Infrastrutture ha approvatoi progetti che interessano i Comuni di Caltagirone, Misterbianco, Acireale, Trapani e Marsala, Bagheria e Partinico, Canicattì, Favara, Licata e Agrigento, Ragusa e Siracusa. Le opere rientrano nella tranche del Piano Parcheggi redatto dal Governo Musumeci a supporto delle città al di sopra dei 30mila abitanti. La dotazione originaria della linea d’intervento ammonta, nel complesso, a 12 milioni di euro e nei prossimi mesi la graduatoria dei progetti finanziati sarà ulteriormente ampliata. L’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone commenta: “Il governo Musumeci ha voluto imprimere una decisa svolta a un iter che si prolungava da tempo. Sblocchiamo degli investimenti infrastrutturali di notevole impatto nelle principali città dell’Isola, convinti che una migliore organizzazione della mobilità urbana possa accrescere la qualità della vita dei siciliani, la vivibilità dei centri, ma anche diventare elemento di sviluppo facilitando gli spostamenti delle persone”.