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Altra rapina a mano armata nell’Agrigentino. Al mattino di oggi è stata la volta dell’ufficio postale di Canicattì, nel popolare quartiere di Borgalino, dove due malviventi, travisati con passamontagna e armati di pistola, sono irrotti all’interno e, sotto minaccia, hanno costretto gli impiegati a consegnare subito i soldi nella loro disponibilità, circa 250 euro. Indagini sono in corso.

Al Municipio di Lampedusa è stata recapitata una lettera anonima, scritta di pugno e a tratti incomprensibile, indirizzata al sindaco Totò Martello e contenente velate minacce. Tra l’altro si legge: “Ong è una questione di ordine .. certo se lei la pensa così è triste. Dite che sono situazioni precarie e li vedi ridere, salutare come dei turisti e non stanno male … lei faccia il suo lavoro”. Martello ha consegnato la lettera alla locale stazione dei Carabinieri e ha formalizzato denuncia contro ignoti.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha sottoposto a sequestro la nave della Ong spagnola Open Arms ormeggiata a poche centinaia di metri da Lampedusa. Il procuratore, Luigi Patronaggio, si è recato personalmente a Lampedusa, ha compiuto una ispezione insieme ad uno staff medico, e poi ha deciso, nel corso di un vertice con la Capitaneria, di sequestrare la nave con la conseguente evacuazione immediata degli immigrati che sono sbarcati. La Procura indaga, a carico di ignoti, per omissione e rifiuto di atti d’ufficio. Il reato è previsto dall’articolo 328 del codice penale, secondo cui: “il pubblico ufficiale, o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. E dunque il sequestro è stato disposto “per evitare che la condotta di reato si protragga aggravandone le conseguenze”. Immediata è stata la replica del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che, tramite un video su Facebook, ha affermato: “Il sequestro impone lo sbarco degli immigrati: ricordo che non c’era allarme sanitario, finti malati e finti minorenni. Qualcuno si sta portando avanti già nel nome del governo dell’inciucio che vuole riaprire i porti. Finché campo è mio dovere difendere i confini e la sovranità del Paese. Molto probabilmente mi arriverà una denuncia dalla stessa Procura che mi indagò per sequestro di persona, reato che prevede 15 anni di carcere: stavolta il reato è omissione di atti d’ufficio. Io non mollo”.

Depositate le motivazioni per le quali il Tribunale ha riconosciuto la pericolosità sociale del già sottosegretario agli Interni, Antonio D’Alì, imponendogli l’obbligo di dimora.

Giuseppe Graviano, da Brancaccio Palermo, boss stragista ergastolano, nel marzo del 2016 è intercettato in carcere. Lui conversa con un compagno di cella, ed entrambi sono detenuti al 41 bis. E le parole di Graviano sono: “Poi ci sono cose che io non riesco a capire. C’è quello trapanese, D’Alìa, quello con gli occhi… graziosi. Questo, con quello che cercano, guardami Umbè, sono come la…”. E Giuseppe Graviano, durante “sono come la…”, ha intrecciato le dita delle mani. Ebbene, secondo i magistrati “quello che cercano” è il latitante Matteo Messina Denaro, e il presunto stretto contatto, testimoniato dalla dita incrociate, tra l’ex senatore D’Alì e Messina Denaro, è a fondamento della pericolosità sociale del politico trapanese al quale, su proposta della Procura antimafia di Palermo, la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani ha appena imposto l’obbligo di dimora a Trapani per tre anni. Adesso sono state depositate le motivazioni, e i dettagli, del provvedimento. Antonio D’Alì per 3 anni non travalicherà i confini della città di Trapani. Rientra a casa entro le 21, e non esce prima delle ore 7 del mattino. Antonio D’Alì, in carica al Senato per 24 anni, discendente di un’antica famiglia nobiliare proprietaria della Banca Sicula e delle saline di Trapani, fedele riferimento di Silvio Berlusconi, è stato anche sottosegretario agli Interni dal 2001 al 2006. Nei terreni della sua famiglia, in contrada Zangara a Castelvetrano, ha lavorato come “campiere” don Ciccio Messina Denaro, padre del latitante Matteo. E tra le 321 pagine di motivazioni dell’obbligo di soggiorno, i giudici della sezione Misure di prevenzione, tra l’altro, scrivono: “D’Alì ha mostrato di essere a disposizione dell’associazione mafiosa Cosa Nostra e di agire nell’interesse dei capi storici, come il latitante Matteo Messina Denaro e Salvatore Riina. In quasi 30 anni è evidente come D’Alì abbia utilizzato, al fine di soddisfare gli interessi del sodalizio, la funzione di senatore. Dopo il 1994 la carica politica di D’Alì e il potere ad essa connesso ha costituito il substrato delle condotte di D’Alì. E questo speciale livello di coinvolgimento ha fatto sì che D’Alì sia stato riconosciuto come un soggetto a disposizione di Cosa Nostra e in particolare vicino a Messina Denaro”. I giudici ritengono inoltre provato il sostegno elettorale ricevuto da Antonio D’Alì ed anche l’interesse per il trasferimento dell’allora prefetto Fulvio Sodano e del capo della Squadra Mobile di Trapani, Giuseppe Linares. E il requisito necessario dell’attualità della pericolosità sociale del sorvegliato speciale sarebbe fondato sul contenuto dell’intercettazione in carcere di Giuseppe Graviano. La magistratura palermitana lavora sulla presunta pericolosità sociale di Antonio D’Alì dal maggio del 2017, il mese delle elezioni Amministrative a Trapani, quando l’ex senatore è stato candidato sindaco. Lui, Antonio D’Alì, è imputato dal 2011 per concorso esterno all’associazione mafiosa. In primo grado, in Tribunale, giudicato in abbreviato, è stato assolto, e per le condotte precedenti al 1994 è intervenuta la prescrizione. In Appello è stato assolto. Poi la Cassazione ha annullato l’assoluzione e ha rinviato il processo ad un’altra sezione di Corte d’Appello. Il secondo processo d’Appello a carico di Antonio D’Alì è attualmente in corso a Palermo, e la Procura Generale, tramite il Pg Nico Gozzo, ha ottenuto il rinnovo parziale del dibattimento e quindi la possibilità, tra le altre, di ascoltare nuovi testimoni.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Modifica dei turni di raccolta, domani mercoledì 21 agosto, per la differenziata ad Agrigento.
Le ditte del Raggruppamento temporaneo di imprese Iseda, Sea e Seap, scusandosi con i cittadini per gli eventuali disagi che ne potranno derivare, rende noto che, a causa delle note vicende che interessano gli impianti della Regione Sicilia, nella giornata di domani, gli operatori ecologici si occuperanno solamente del ritiro dell’umido in modo da evitare che, con le alte temperature, eventuali rifiuti che non si potrebbe fare in tempo a raccogliere e a portare negli appositi centri di conferimento, rimangano fuori dalle abitazioni o dalle utenze dei cittadini.
Il turno di carta e cartone verrà recuperato mercoledì prossimo, a meno che prima, non si possano creare le condizioni per effettuare un turno di raccolta straordinario. In questo caso, ne verrà data tempestiva comunicazione ai cittadini. I problemi legati ai turni per la raccolta dell’umido, com’è noto, sono legati alle temporanee indisponibilità degli impianti della Regione che hanno causato slittamenti nella raccolta dell’umido soprattutto nelle ultime settimane. A questo proposito, va specificato che in queste ultime ore, la Regione ha deciso di contingentare il conferimento dei rifiuti nei pochi impianti disponibili, con la conseguenza che i disagi sono destinati a continuare fino a quando non sarà trovata una soluzione efficace e duratura nel tempo.

Il coordinatore del Movimento Civico “Mani libere” , Giuseppe Di Rosa ricorda di avere presentato un esposto alla Procura della Repubblica sul bando di salvataggio sulle spiagge libere del Comune di Agrigento.

Lo stesso movimento, già il 15 giugno, aveva chiesto l’applicazione della Legge regionale n.17 del 1.09.1998 “Istituzione del servizio di vigilanza e salvataggio per le spiagge libere siciliane”, la quale prevede che “il servizio di vigilanza predisposto dai comuni deve essere assicurato tutti i giorni, senza interruzioni, dalle ore 9 alle ore 19, per un periodo non inferiore a sessanta giorni e non superiore a centoventi giorni tra il 1° maggio ed il 30 settembre di ogni anno”, ma il Comune non ha mai risposto alla sollecitazione.

Per questo abbiamo inviato la segnalazione alla procura, chiedendo alla magistratura e agli organi inquirenti di volere valutare la eventuale irregolarità del bando in questione e la conseguenziale aggiudicazione dello stesso, ed eventualmente volere valutare la fattispecie della sospensione del pubblico servizio imposto dalla legge che è tassativa e non lascia al libero arbitrio dei sindaci o dei dirigenti l’individuazione delle spiagge libere e quali sottoporre al servizio.

Da oggi, Agrigento non ha più il servizio “spiagge sicure”, che facciamo sindaco, non andiamo più al mare o aspettiamo il morto ?

L’assessore all’Ecologia, Nello Hamel informa che nella giornata di domani, mercoledì 21 agosto, verrà effettuata la raccolta dell’umido unitamente a quella della carta, nonostante le gravi difficoltà di conferimento in discarica che affliggono tutti i comuni. L’assessore Nello Hamel puntualizza che i disservizi che si sono verificati nella giornata di lunedì e che hanno limitato la raccolta dell’umido al 50 per cento, si sono verificati a causa dell’improvviso blocco che ha impedito i conferimenti presso i centri di compostaggio. Grazie ad una meticolosa ricerca su tutto il territorio siciliano, per domani si è ottenuta una disponibilità di conferimento di circa 90 tonnellate di rifiuti organici. Questa disponibilità consentirà lo smaltimento dell’arretrato e pertanto si invita la Cittadinanza a collaborare in quanto gli orari di raccolta potranno essere allungati a causa dell’imponente mole di prodotto da ritirare.L’assessore precisa ancora che queste situazioni di crisi sono causate da problemi di forza maggiore inerenti la carenza di impianti rispetto ai quali il Comune non ha alcuno strumento per intervenire.

I Carabinieri del nucleo Ispettorato del lavoro, durante la scorsa settimana, hanno scoperto a Favara in alcuni centri Caf e patronatialcuni lavoratori in nero. Non è ancora chiaro il quadro e si stanno effettuando delle verifiche sulla posizione dei lavoratori.

Uno dei patronati in questione sembra proprio che rischi la chiusura.

Le indagini che i Carabinieri effettuano con il massimo riserbo.

 

 

Secondo appuntamento di Incontri con gli Scrittori venerdì 23 agosto 2019 alle ore 19 presso il Verdemare caffè del Costazzurra Museum hotel in viale dei giardini in San Leone. L’Incontro è dedicato a Enzo Laurstta narratore, figura di elevato spicco della vita culturale del ‘900 agli anni 2000 dek nostro territorio con ampli riflessi regionali e nazionali. L’Incontro ha la specifica caratterstiica della libera conversazione condotta da Fabrizio Lagaipa con la presenza del prof. Mario Gaziano giornalista e direttore del Pirandello stable festival e del prof. Stefano Milioto scrittore e presidente del centro nazionale studi pirandelliani,che proporranno testimonianze dirette intorno all’opera letteraria di Enzo Lauretta. Letture a cura di Maria Grazia Castellana e Fraco Di Salvo con interventi musicali di Peppe Sciortino e Peppe Ballacchino. Previsti interventi da pubblico. Il Costazzurra Museum offre agli ospiti un coctail d’arrivo. Il Centro Studi pirandelliani offrirà ai partecipanti gratuitamente alcune opere più significative di Enzo Lauretta.